Graziana Grassini dà la sua visione. In un momento globale difficile, il consumatore è disorientato da quel che succede attorno a lui e il vino può contribuire a dare “sicurezza” a patto che il messaggio sia chiaro.
Il vino fa male, il cambiamento climatico è un’emergenza, il vino è troppo caro.
Siamo circondati da messaggi negativi, che creano confusione nella nostra mente e in quella del consumatore. Questo si traduce in disorientamento e nella mancanza di sapere scegliere. Il consumatore non sa più cosa vuole e il mondo del vino non sa trasmettere certezze. La soluzione: scelte più decise, anche nella produzione. << Dal mio punto di vista non si può parlare di cambiamento di tendenze da parte del consumatore. Ogni volta che nella mia vita ho cambiato, è perché ne ho sentito l’esigenza ed ero sicura delle mie scelte. Oggi il consumatore non è sicuro, è disorientato, e non è capace di decidere>>.
Al tempo stesso è sempre più forte la volontà di rilassarsi, di trovare un momento piacevole. “Vogliamo un mondo del vino a colori” e per questo si tornerà a bere vini rossi. Rossi più leggeri, meno colorati, più eleganti e verticali, dove, se utilizzato, il legno arricchisce senza farlo sapere. Sarà anche il momento dei rosati, ma quelli con colore deciso, non rosa pallido e scarico, perché il colore dà forza e energia. In un momento in cui siamo sotto pressione rifuggiamo l’ambiguità e anche un vino, attraverso il suo carattere, può per un istante trasmettere il messaggio “ti aiuto io” senza ambiguità. Perché “nel calice devi vedere la luce del futuro”.

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