Per secoli locande, osterie, circoli, sale da ballo e piazze sono stati gli spazi in cui le persone si incontravano, si confrontavano, trasmettevano conoscenze, costruivano il proprio immaginario collettivo e la propria identità territoriale. Luoghi in cui la cultura non veniva semplicemente fruita, ma prodotta ogni giorno attraverso relazioni, lavoro, racconto e condivisione.
Molti di questi spazi hanno oggi perso centralità. Allo stesso tempo, il museo è chiamato a ridefinire la propria identità, superando la mera funzione conservativa per diventare un luogo capace di attivare processi culturali, relazioni e partecipazione. Il rischio, per i piccoli musei della provincia italiana, è di trasformarsi in simulacri invece che in incubatori del futuro delle comunità che rappresentano.
Da questa riflessione nasce Locandiera: una mostra collettiva, sviluppata MAGMA APS, che vuole immaginare il Museo Civico Luigi Varoli di Cotignola come punto di partenza per sperimentare un modello in cui l’arte contemporanea e il patrimonio materiale e immateriale della comunità diventano strumenti per accogliere nuove forme di fruizione e produzione culturale. L’obiettivo non è raccontare nostalgicamente il passato, ma metterlo in relazione con le sfide del presente.
Il progetto espositivo si articola in due sezioni: una capsule storica con opere di artisti del passato sul tema della convivialità, tra cui un menù di una cena futurista curato da Fortunato Depero, un dipinto di Giorgio Morandi, un disegno di Mattia Moreni, alcuni disegni autografi di Federico Fellini, a cui si affiancano i lavori di alcuni artisti contemporanei incentrati sullo stesso tema: Benni Bosetto, Bertozzi & Casoni, Giovanni Copelli, Christian Holstad, Mino Lucchena, Andrea Magnani, Valerio Nicolai, Leonardo Pivi, Giuliana Rosso, Davide Sgambaro, Filippo Tappi, Federico Tosi. L’allestimento, curato dalla set designer Alina Totaro, trasformerà lo spazio del Museo Varoli in un ambiente conviviale, abitabile, ispirato alle osterie, ai circoli e alle balere dell’entroterra romagnolo.
Locandiera trasforma radicalmente gli ambienti del Museo Civico Luigi Varoli grazie all’exhibition design di Alina Totaro, che evoca la struttura di un’osteria e di una balera – elementi identitari del territorio emiliano-romagnolo. Senza pretesa di verosimiglianza storica, questo display ambientale è la prima installazione con cui il pubblico interagirà, nonché il vincolo entro cui si muovono la selezione delle opere e gli eventi collaterali, chiamati a mimetizzarsi con il clima dello spazio.
La realizzazione richiede una stretta collaborazione tra direzione artistica, curatela, progetto del display e artisti, per evitare che le opere sovrastino lo spazio o viceversa. La mostra si apre così a interventi multidisciplinari – pittura, scultura, ma anche musica, poesia, performance – e include, accanto ai lavori di ideazione più recente, una piccola capsule di artisti storicizzati in dialogo con il tema.
Il pubblico potrà abitare lo spazio con disinvoltura, senza percorso prestabilito: l’obiettivo è avvicinare le opere a pubblici eterogenei, non necessariamente avvezzi ai linguaggi dell’arte contemporanea. A questo scopo, lo spazio ospiterà anche iniziative coerenti con la sua natura di locale-osteria-balera: conversazioni, talks, un torneo di carte, serate di musica e ballo.
Più che un titolo, Locandiera si configura come un metodo: fare dell’accoglienza, dell’ascolto e della relazione, gli strumenti attraverso cui l’arte contemporanea genera nuove forme di partecipazione e appartenenza. Riprendendo l’eredità di Luigi Varoli non come patrimonio da celebrare ma come metodo da applicare, il Museo Civico diventa il punto di partenza di una riflessione sul ruolo contemporaneo del museo, chiamato non solo a custodire ma ad attivare il proprio patrimonio nel dialogo con artisti, cittadini e territorio.
Locandiera è realizzata grazie al contributo del Comune di Cotignola.
LA FIGURA DELLA LOCANDIERA
La locandiera non era semplicemente la donna che gestiva una locanda: era la persona che rendeva possibile l’incontro. Accoglieva chi arrivava da lontano e chi già apparteneva alla comunità, ascoltava storie, metteva in relazione esperienze diverse, custodiva la memoria del luogo. Nella locanda il valore non stava negli oggetti, ma nelle relazioni che vi prendevano forma.
La mostra assume questa figura come metafora di un nuovo modo di intendere il museo: non solo un luogo che conserva, ma uno spazio che accoglie, mette in relazione, produce conoscenza e costruisce comunità – attraversato da artisti, cittadini, artigiani, studenti, ricercatori e visitatori.
COTIGNOLA E LUIGI VAROLI
Cotignola, comune della Bassa Romagna segnato da ricostruzioni, trasformazioni e dai recenti eventi alluvionali, conserva un patrimonio che va oltre edifici e collezioni: racconti, dialetto, mestieri, archivi familiari, luoghi di socialità, pratiche quotidiane.
Tra Ottocento e primo Novecento il paese contava oltre venti locande e osterie con una popolazione inferiore ai duemila abitanti: un’infrastruttura sociale a tutti gli effetti, dove contadini, artigiani, commercianti, anarchici, socialisti e musicisti si incontravano, discutevano di politica e di lavoro, trasmettevano saperi.
Questa vocazione all’incontro e all’accoglienza trova il proprio emblema nella figura di Luigi Varoli, a cui il museo è dedicato. Fondatore della locale Scuola di Arti e Mestieri, pittore, scultore, ceramista, illustratore e maestro, Varoli fece del proprio studio un luogo aperto a giovani artisti, artigiani, studenti e cittadini. Durante la Seconda guerra mondiale coordinò una rete di solidarietà che salvò quarantuno ebrei destinati ai campi di concentramento. “L’ospite, anche quando non atteso, è sempre padrone della mia casa”: la frase dipinta fuori dalla sua abitazione ne riassume il precetto morale. Dopo la guerra contribuì alla ricostruzione culturale della città raccogliendo oggetti e testimonianze, dando origine al patrimonio oggi conservato nel museo.
Locandiera non intende ricostruire nostalgicamente quei luoghi né riprodurne il modello sociale, ma interrogarsi sulla funzione che hanno svolto per la comunità, e reinterpretarla oggi attraverso il museo.
MAGMA opera sul territorio romagnolo dal 2014, rappresenta un collettivo di ricerca interdisciplinare impegnato nello sviluppo di progetti curatoriali volti alla diffusione e alla percezione multisensoriale di forme eterogenee di espressione artistica contemporanea, tra cui musica, performance e arti visive. MAGMA è per sua natura un’associazione culturale nomadica, si attiva a partire dal contesto e contestualizza il suo intervento per ridefinire o ampliare l’identità del luogo stesso. Il suo interesse è quello di agire con esperienze immersive per convertire a livello simbolico e culturale la percezione collettiva di luoghi dall’alto valore storico artistico e naturalistico: siano essi paesaggi naturali suggestivi (urbani ed extraurbani) o contesti culturali istituzionali con i quali progettare proposte allineate con l’identità culturale del territorio. Esempi di tali contesti includono il museo MAR di Ravenna, l'Ex Convento di San Francesco a Bagnacavallo, Casa Varoli a Cotignola, l’ex discoteca Woodpecker ed il Magazzino Darsena di Cervia. Ha organizzato e curato diversi eventi culturali, come la rassegna Elementi (in corso dal 2000), il festival Modulo Fest, e le mostre collettive Bruma (2016), Non Giudicare (2020), Il Rituale del Serpente (2021), Endless Summer (2025-2026).
INFO
Locandiera
A cura di: Gioele Melandri
Direzione artistica: Alex Montanaro
In collaborazione con: Comune di Cotignola
Inaugurazione: sabato 3 ottobre, ore 18
Date: 3 ottobre – 15 novembre 2026
Sede espositiva: Museo Civico Luigi Varoli
Indirizzo: corso Sforza 21, Cotignola (RA)
Ingresso: gratuito
Orari: venerdì, 16:30 – 18:30; sabato, domenica e festivi: 10:00 – 12:00 e 15:30 – 18:30
Aperture straordinarie: sabato 3 ottobre: 18.00 – 22.30; domenica 4 ottobre: 10:00 – 12:00 e 15:30 – 20:00; domenica 1° novembre: 10:00 – 12:00 e 15:30 – 18:30
Info: museovaroli@comune.cotignola.ra.it | +39 0545 908810 – +39 320 4364316
Siti web: https://www.museovaroli.it/museo/ | www.magma.zone
Social: Instagram: @magma_it | https://www.instagram.com/magma_it | Facebook: @MAGMAitalia | https://facebook.com/MAGMAitalia
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