giovedì 31 marzo 2016

Il Comitato Padova in Cucina 'apre' le iniziative di informazione della rete dei borghi europei del gusto per il 2016, con uno stage itinerante lungo il percorso della tranvia Padova-Villa di Teolo,
per costuire un itinerario del gusto innovatuivi e stuzzicante.
Nel corso della settimana 'incurisione' anche a Montagnana , per lo stage lungo l'antico tracciato della tranvia Montagnana-Noventa Vicentina-Vicenza.
Sabato 9 aprile la redazione della trasmissione multimediale L'Italia del Gusto interviene a Monselice
a 'Colori e Sapori di Primavera', per raccontare e raccogliere storie, volti e ..... idee!!

Colori e Sapori di Primavera 2016 - 12^ Edizione


Due giornate di festa per dare il benvenuto ai Colori e ai Sapori della Primavera!
Sabato 9 Aprile: Itinerari enogastronomici in Piazza Vittoria con prodotti da tutta Italia e
alle ore 12.30 Pranzo Itinerante (su prenotazione)
Domenica 10 aprile: Itinerari enogastronomici, mercatino dell'artigianato, Mercatino dei Sapori tipici stagionali, Giochi gonfiabili, mostra d'arte e di manufatti, Visite guidate a Villa Pisani, alla Torre Civica e al Museo Sanpaolo, esibizione della banda, Villaggio rurale con mestieri d'altri tempi, Concorso "La sfoglia d'oro" e stand gastronomico della Pro Loco con Panino cotto nel forno a legna.
Info: Pro Loco di Monselice www.prolocomonselice.it   
Tel. 0429/72380 (ore 9.00-13.00)

martedì 29 marzo 2016

I borghi europei del gusto e l'Emilia Romagna

La rete dei borghi europei del gusto ha realizzato negli ultimi anni alcune iniziative di informazione con il Comitato Bologna,Capitale del Gusto. Nel 2016 decolla un progetto di ascolto e riscoperta di Bologna, Capitale d'Europa, con iniziative dedicate alla valorizzazione delle culture dei diversi Paesi e Regioni europee, con il coinvolgimento del Corpo Consolare.
In Romagna continua l'attività del Cenacolo Terre di Romagna, che quest'anno si occupa delle colline di Cesena e dintorni.

I borghi europei del gusto e il Lazio

La rete dei borghi europei del gusto ha iniziato a sviluppare alcuni progetti di scambio culturale
fra Veneto e Lazio. La zona scelta è quella dei Castelli Romani.
I temi della cucina, della viticultura, delle ferrovie non dimenticate sono al centro di alcune interessanti giornate di informazione. 

I borghi europei del gusto e la Lombardia


A Milano da alcuni anni opera la speciale unità di informazione della rete dei borghi europei del gusto, che segue l'ufficio stampa internazionale. Nel territorio regionale storici sono gli interventi informativi nella zona dei Colli Milanesi , in Valtellina, nelle Colline Mantovane e in Valmorea
(soprattutto sul tema delle ferrovie non dimenticate).

I borghi europei del gusto e le Marche



Molteplici sono state in questi anni le iniziative della rete dei borghi europei del gusto nelle Marche.
Negli ultimi due anni il tema centrale dei progetti di informazione ha riguardato soprattutto le ferrovie non dimenticate. Insostituibile la collaborazione con l'Associazione FVM (Ferrovia Valle Metauro), che da decenni sostiene come il non riattivare la linea Fano Urbino costituisca un errore fondamentale quanto irrimediabile per il futuro di queste zone .

I borghi europei del gusto e la Svizzera

La rete dei borghi europei del gusto ha sviluppato in questi anni i rapporti con il Canton Ticino, grazie alla partecipazione di Ticinowine, Interprofessione della Vite e del Vino Ticinese.
Una particolare attenzione è stata riservata Mendirsiotto e al Basso Ceresio, grazie alla collaborazione con il locale Ente Turistico e con la Cantina Sociale di Mendrisio.
L'Ecomuseo delle Acque del Gemonese (che partecipa alle iniziative della rete), collabora con l'Ecomuseo della Valle di Muggio.

venerdì 25 marzo 2016

LA PRIMA COLLINA TRA MONTIANO, LONGIANO E RONCOFREDDO

Il Cenacolo Terre di Romagna cura una iniziativa di informazione sulle colline a Monte di Cesena.

La fascia collinare a monte di Cesena è caratterizzata da una campagna verdeggiante costellata da piccoli borghi e rocche dove si respira ancora un’atmosfera legata al passato. Dalle ondulate colline si innalzano rupi calcaree e calanchi che ricadono a picco su brevi affluenti torrentizi. Scegliamo il piccolo centro di Montiano, dominato dalla possente rocca malatestiana, come punto di partenza per un itinerario, a piedi, in bicicletta o in auto, che seguirà i luoghi di maggior interesse paesaggistico-culturale. Da Montiano scendiamo a fondovalle dove si trova il torrente Rigossa e risaliamo verso Longiano dove potremo visitare il Castello Malatestiano, che ospita fra le altre cose un museo di arte contemporanea intitolato al celebre poeta Tito Balestra vissuto in questi luoghi. Di interesse storico è anche il rifugio bellico, testimonianza dell’ultimo conflitto mondiale, che attraversa il sottosuolo tufaceo dell’intero borgo medievale. Il nostro itinerario prosegue poi lungo il crinale che costeggia la valle del Rubicone alla volta di Roncofreddo dove possiamo fare una passeggiata lungo l’antica cinta muraria adiacente a via Porta Pia in prossimità dei giardini. Di interesse storico è il Museo del Fronte che raccoglie, all’interno di un'antica cantina del centro storico utilizzata come stazione radio dagli alleati, diversi oggetti bellici provenienti dai campi di battaglia della zona, nota per la Battaglia del Rubicone che risultò decisiva per lo sfondamento della Linea Gotica. Da visitare sono anche le sobrie fontane a nord del paese che dall'Ottocento al dopoguerra hanno erogato acqua potabile al paese. Da Roncofreddo proseguiamo in direzione di Montenovo e del piccolo borgo medievale di Monteleone dove si può ancora ammirare l’antico castello posto su un colle in posizione dominante. Da questi luoghi si può godere di uno splendido panorama sulla pianura sottostante fino al mare. Riprendiamo il nostro percorso e scendiamo lungo la valle del torrente Pisciatello o Urgone dominata dal maschio della rocca del borgo medievale di Sorrivoli, su quello che era il confine tra Roma e la Gallia. Il toponimo del paese, “Subripola”, fa riferimento alla collina irrigata da rivoli sulla quale è posto l’insediamento. L’area presenta infatti una vegetazione rigogliosa caratterizzata nei terreni umidi, da pioppi, ontani neri e salici argentei, mentre nei terreni più asciutti da roverelle, carpini, ornielli, pruni e castagni. Fra le specie di origine agricola si trovano invece gelsi, ulivi, filari d’uva e alberi da frutto. L’itinerario può essere esteso fino a Montecodruzzo, altro piccolo borgo nel cui territorio furono in passato sfruttati gli affioramenti di rocce calcaree e gessose come cave di materiali per costruzioni edili.
L’itinerario della “Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli di Forlì e Cesena” si sviluppa per ben 287 chilometri. E' un itinerario complesso, perché collega trasversalmente sei grandi vallate della Romagna centrale (Tramazzo, Montone, Rabbi, Bidente, Savio e Rubicone), nel tratto pedemontano e collinare compreso tra la Via Emilia, a nord, sino alle cittadine di media valle a sud (Modigliana, Dovadola, Predappio, Civitella, Mercato Saraceno, Sogliano).
Virtuali porte di ingresso alla Strada, dalla storica Via Emilia, sono le città di Forlì, Forlimpopoli, Cesena e Savignano.

I confini “laterali” del territorio interessato dallo sviluppo della strada, sono quelli propri della Provincia di Forlì-Cesena: col territorio faentino al nord-ovest, e con quello riminese al sud-est.

Morfologia ed ambiente di un territorio straordinario
Queste peculiarità geografiche e morfologiche, oltreché particolari disposizioni delle emergenze eno-gastronomiche sui territori, non hanno consentito la configurazione di un itinerario perfettamente ad “anello”, anche se la presenza di miriadi di strade (oramai tutte asfaltate) sui crinali, controcrinali e nelle vallette laterali, permettono sempre al viaggiatore, di ritornare (se lo vuole) al punto di partenza senza dover ripercorrere la medesima strada; i collegamenti di controcrinale, oltre che regalare sovente la visione di stupendi panorami, evitano ripetitivi e scontati percorsi di fondovalle.

I 287 chilometri indicati, sono quelli dell’itinerario principale, che permette l’attraversamento o l’avvicinamento di tutti i territori comunali interessati alla Strada, e dei luoghi e siti di forte rilievo enogastronomico, oltrechè quelli dai significativi valori storico-culturali ed ambientali.
L’itinerario principale della Strada, ingloba altresì un fitto reticolo di molteplici e significativi percorsi secondari: è in questo grande insieme di percorsi, che sono ben distribuiti il centinaio di imprese, aziende ed associazioni che aderiscono alla Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli di Forlì e Cesena.

Le sei valli che scendono a pettine dal crinale di spartiacque tosco-romagnolo, per 60-70 chilometri, configurano un territorio morfologicamente complesso. Geologicamente, il medio ed alto appennino romagnolo è formato da rocce marnose - arenacee, alternate a strati.

L’arenaria di colore scuro e più resistente all’erosione, e la marna, friabile e facilmente disgregabile, configurano paesaggi e scenari che restano impressi al visitatore. Quando non sono coperte da boschi, o incombono nei letti dei fiumi come spettacolari “rupi”, si possono notare ciclopiche faglie, spesso inclinate.
Grandi e spettacolari, ad esempio, quelle visibili a sud di Predappio, in Galeata e Mercato Saraceno.
Nella bassa e media collina compaiono anche fenomeni calanchivi argillosi, in magico contrasto con i vicini terreni lavorati ingegnosamente dai coltivatori romagnoli: spettacolari i calanchi visibili ai confini con la Strada dei Colli faentini (zona di Modigliana, e Converselle -Terra del Sole); e struggenti nella aspra wilderness, sul percorso Meldola-Pieve di Rivoschio-Voltre.
Nella Romagna profonda del territorio a monte di Forlì e Cesena, si incontrano i piccoli centri delle valli e dei crinali: realtà impregnate di artigianato e lavoro contadino, prodotti della terra e delle fattorie, contesti ambientali ed urbani dolci e sereni, ricchi di straordinarie peculiarità etno - storico –culturali. La geometrica precisione dei campi messi a frutteto delle zone più pianeggianti, si trasmuta nella bellezza armoniosa dei colli tondeggianti ammantati di viti, come quelli ammirabili, ad esempio nelle zone di Castiglione, Predappio, Bertinoro, Cesena e Savignano.


I borghi europei del gusto e San Marino


Numerose sono state le occasioni di coinvolgimento della Segreteria del Turismo della Repubblica di San Marino. Dagli incontri di Monghidoro, alle iniziative legate al tema delle ferrovie dimenticate, la rete dei borghi europei del gusto ha sempre previlegiato il rapporto con la Repubblica del Titano. Le iniziative vengono seguite in particolare dal Comitato Bologna,Capitale del Gusto.



I borghi europei del gusto in Austria



La ormai collaudata collaborazione con la sezione Veneto dell'Associazione Culturale Italia-Austria,
ha portato la rete dei borghi europei del gusto ad operare con diverse regioni oltralpe.
Carinzia ; Stiria ; Bassa Austria ; Tirolo Orientale sono le Regioni che sono state in più occasioni
coinvolte nelle iniziative di informazione.
In particolare Italia-Austria è l'associazione capofila dell'Itinerario Culturale “Strade e Borghi Europei degli Organi Storici', che conosce l'adesione di associazioni e borghi della Stiria e della Carinzia.


I borghi europei del gusto in Croazia


Dal 2016 al 2021 il segretariato internazionale della rete 'Borghi d'Europa' ha sede a Buje,in Crazia.
E' infatti dal 2009 che l'Ente Turistico della Città di Buje partecipa alle iniziative di informazione
della rete, proponendo momenti di incontro per giornalisti e comunicatori nel corso delle manifestazioni più significative.
A Momiano è stata fondata la Tavola Internazionale di Informazione del Vino Moscato, mentre alla Festa dell'Uva si tiene ogni anno, in settembre,l'incontro europeo dei borghi del gusto.
Sempre in Croazia sono stati invitati a partecipare alle iniziative l'Ente Turistico del Comune di Verteneglio e l'Ente Turistico di Osijek, in Slavonia.

Il Premio Giotto alla Azienda Agricola Sergio Moro

Il terzo Premio Enrico Giotto, a ricordo della persona e del suo impegno profuso all’interno dell’associazione, alla 60 Mostra del Prosecco D.O.C.G di Col San Martino è stato attribuito all' Azienda Agricola Sergio MORO .
L'azienda era stata inserita nei percorsi del gusto dai comunicatori e giornalisti della rete dei borghi europei del gusto.
“Il lavoro dei giornalisti e dei comunicatori della rete dei borghi europei del gusto, prende spunto molto spesso, dalle segnalazioni di amici e conoscenti, amanti del buon e bello vivere.Così dopo due incontri ( alla Pizzeria Miregò di Miane e 'La Becaria di Andrea' di Follina), si è realizzata la visita gustosa all'Azienda Agricola di Sergio Moro, in via Crede a Col San Martino (Farra di Soligo).
E' una passione antica quella che anima la famiglia : nel 1960 Domenico Moro e la sua famigliagiunsero come mezzadri sulla terra ove ancor oggi è collocata l'azienda. Successivamente, nel 1972, divennero proprietari,fondando l'azienda agricola Moro Fratelli. I figli Sergio e Luigino hanno accompagnato per molti anni l'azienda nella storia del Prosecco. Nel 1992 l'impresa si è divisa, creando così l'azienda agricola Sergio Moro.
Ne parliamo con Sergio e con il figlio Erik nella cantina (ultimata nel 2010) : un esempio della laboriosità intelligente delle nostre genti. " Coltiviamo soprattutto Glera,il vitigno che darà vita al vino Prosecco. Le uve,lavorate in purezza durante la vinificazione,esaltano le peculiarità che i terreni argillosi dell'azienda sono in grado di donare,quali sali minerali ed aromi, che accompagnano la maturazione del vino, conferendogli carattere ed autenticità."
I vini di casa Moro richiamano in modo diretto il terroir da cui traggono origine. Vogliamo ricordare il Valdobbiadene Porsecco Superiore docg extra dry ; il Praà Alt (spumante brut) : il Beato (tranquillo) ; il Prosecco doc (frizzante) ; il Belveder (frizzante sur lie, col fondo) e il Collerosso ( da vitigni cabernet franc e merlot).
L'Azienda Agricola Sergio Moro è stata invitata a partecipare dalla rete dei borghi europei del gustoalle iniziative di informazione intese a valorizzare questo territorio benedetto e le sue espressioni migliori.



Settimana degli arrosti e brasati


Ambasciatrice Claudia Martinelli per il Calendario del Cibo Italiano – Italian Food Calendar
Arrosti e brasati sono piatti molto diffusi lungo tutta la nostra penisola e sono così ben declinati in tutte le tradizioni regionali che si tende ad accomunarli senza distinzione, ma in realtà si tratta di due preparazioni totalmente differenti. Vediamo insieme come dare una corretta definizione a queste due cotture.
L’arrosto si può preparare al forno o allo spiedo: durante le prime fasi della cottura – condotte a fuoco vivace – il pezzo di carne forma una crosta bruna all’esterno, che ne trattiene i succhi; si abbassa poi la temperatura per permettere al calore di penetrare a fondo e poter terminare la cottura in maniera più lenta. Si possono arrostire carni rosse o bianche, pesci e crostacei, oltre che verdure come melanzane e peperoni. Un arrosto può essere lardellato (immissione di lardo a filetti nella carne) o bardato (fasciatura esterna con lardo, pancetta o prosciutto).
Il brasato invece si prepara sempre in forno: la cottura è prolungata, avviene in poco liquido e a temperatura più contenuta. Si tratta di una cottura destinata prettamente a carni rosse e selvaggina da pelo. Il termine brasato deriva da brasiera, nome dell’antica pentola usata tradizionalmente per questo tipo di cottura, che avveniva con le braci, posizionate sia sotto il tegame, che sopra sul coperchio, per diffondere il calore in maniera uniforme.
Un piccolo ma importante accorgimento, valido sia per gli arrosti che per i brasati, è che la carne debba essere ben asciugata prima di essere rosolata; lasciare i liquidi in eccesso all’esterno, infatti potrebbe impedire il raggiungimento dei 140 °C necessari a sviluppare la crosticina bruna e profumata che tutti conosciamo e che connota entrambe le preparazioni.
La crosta che sigilla i succhi della carne al suo interno, si forma grazie a una reazione chimica conosciuta come reazione di Maillard, dal nome di Louis- Camille Maillard, un medico che attraverso la sua passione, involontariamente, diede un grande contributo allo studio di una delle reazioni chimiche più importanti nel mondo culinario. Maillard, che era particolarmente interessato al metabolismo cellulare, studiò come gli aminoacidi contenuti nelle proteine interagiscono con gli zuccheri presenti nelle cellule, quando sono sottoposti a calore intenso. E’ grazie a questa reazione che si formano molecole odorose, fondamentali a conferire colorazione esterna, profumo e gusto in tantissime preparazioni. Nella carne in particolare, la molecola responsabile del tipico aroma di carne arrostita è il bis(2-metil-3-furil)-disolfuro, che è così peculiare da essere usata anche nell’industria alimentare per dare il “gusto carne”, o anche solo per accentuarlo.
Poiché sono necessari almeno 140°C perché avvenga, la reazione di Maillard può svilupparsi solo all’esterno della carne: all’interno sarà sempre presente una quantità di liquidi tale da non permettere il superamento dei 100°C. Per lo stesso motivo, le sole verdure che si possono correttamente definire “arrostite” sono le melanzane e i peperoni: in tutte le altre verdure, il contenuto d’acqua è troppo alto per permettere la reazione di Maillard.
brasato2
Altra regola fondamentale per avere una perfetta crosticina esterna, è porre la carne a rosolare nella pentola solo quando quest’ultima è ben calda. Un errore comune, che si paga caro in termini di sapore e consistenza, è appoggiare la carne in un tegame non ancora abbastanza riscaldato: il calore insufficiente a “chiudere” la carne, farà però fuoriuscire i succhi rendendo l’arrosto o il brasato meno saporito e, in ultimo, decisamente stopposo.
Brasati ed arrosti hanno alle spalle una storia tanto lunga quanto nobile: vale la pena ricordare un aneddoto di Eginardo, biografo di Carlo Magno, il quale ci racconta che quest’ultimo, sempre dotato di ottima salute, ebbe negli ultimi anni della sua vita problemi legati alla gotta. I suoi medici, interpellati, suggerirono immediatamente di eliminare la carne arrosto a favore di quella lessata, considerata più leggera. Carlo Magno, però, si ribellò fortemente a questo consiglio medico, poiché la carne lessata era un piatto fortemente legato alle tradizioni del popolo e dei ceti più bassi. Mentre le carni arrostite e brasate, per contro, erano appannaggio dei nobili.
Questa contrapposizione ha origine nel diverso accesso che le due classi avevano a un cibo tanto prezioso quanto la carne: i nobili, dopo lunghe battute di caccia, trovavano ristoro nella cacciagione catturata, che veniva arrostita su un fuoco vivace. Il popolo, invece, faceva tesoro di qualsiasi pezzo d’animale, ottenuto in qualche modo e considerato alla streagua di un “tesoro” da far fruttare al massimo. Lo metteva nel pentolone, costantemente sul fuoco delle cucine domestiche, ad arricchire il pasto.
La bollitura era necessaria alla cottura di carni conservate, fossero esse affumicate o seccate oppure sotto sale, ed era anche tipico appannaggio delle donne nell’ambito delle faccende domestiche, mentre la gestione della brace per la cottura arrosto era considerata un compito prettamente maschile.
In Italia le preparazioni di arrosti e brasati sono tante quante le famiglie italiane: si tratta di sistemi di cottura talmente diffusi e che ben si adattano a tanti tipi di carne, da esser comuni in tutta la penisola. Molte sono ricette notissime, ritenute “capisaldi” della tradizione: è il caso del brasato al Barolo di origine piemontese. Scendendo in Liguria il brasato si arricchisce di funghi secchi e diminuisce la dose di vino per prendere il nome di brasato alla Genovese. A Parma e dintorni l’arrosto gode del prosciutto, del Parmigiano e viene innaffiato da Lambrusco, che regala un sapore unico. In Abruzzo, ma non solo, l’agnello arrosto, in pezzo o in spiedo, è una costante; nel Lazio la porchetta è un’istituzione. In Sardegna il mirto accompagna la cotenna arrostita del porceddu e in Calabria l’animale arrosto per elezione è il capretto.
Nei giorni di festa, che si tratti del Natale o di un’occasione familiare, l’arrosto o il brasato sono tra i “classici” di maggior successo, che mettono tutti d’accordo sul secondo. Non a caso l’Artusi, che per primo ha codificato e documentato in maniera organica le tante cucine d’Italia, regala alle carni arrostite ampio spazio nel suo libro “ La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene”: vere delizie declinate in molti modi, che possono trasformare un normale pasto in un pasto da favola.




La Macelleria Robert e lo spiedo


Siamo a Pasqua. La Macelleria Robert propone in questi giorni le sue carni, soprattutto arrosti e spiedo.
“ In questi ultimi anni abbiamo assistito ad una diminuzione della richiesta di carni di agnello e capretto. Le ragioni sono molteplici : i costi ; una nuova sensibilità culturale ; una rivalutazione delle ricette più tradizionali. Il nostro spiedo è interpretato con carni di pollo, costicine e coppa di maiale. Lo proponiamo già tagliato a pezzi, ma non già 'infilzato'.”
La Macelleria Robert ha fatto dello spiedo uno degli elementi contraddstintivi della propria vita.

“Sua maestà lo spiedo, specialità della cucina pedemontana, fa parte ufficialmente dei prodotti agroalimentari tradizionali, ed e’ inserito nell’apposito elenco predisposto dal Ministero delle politiche alimentari. I cosiddetti ‘prodotti tradizionali’ sono i prodotti agroalimentari le cui metodiche di lavorazione risultano consolidate nel tempo, omogenee per tutto il territorio interessato, secondo regole tradizionali. Rientrano tra i prodotti tipici e sono oggetto di particolare attenzione da parte dei governi locali, regionali, nazionali e dell’Unione Europa. Lo spiedo di carni affianca nel paniere della tradizione veneta prodotti come la sopressa trevigiana, la patata del Quartier del Piave e i marroni di Combai.”


Il gusto nelle Terre del Soligo



Il Cenacolo Terre del Piave inizia in questi giorni un progetto di informazione che riguarda soprattutto le Terre del Soligo.
Il Soligo è un fiume della provincia di Treviso, in Veneto. È alimentato dal canale artificiale detto la Tajada, emissario dei due laghi di Revine Lago (lago di Lago e lago di Santa Maria) che dopo l'abitato di Soller prende il nome di Soligo. Percorre la Valmareno in direzione ovest; presso Follina piega verso sud (Quartier del Piave) e si getta infine nel Piave a sud-est di Falzè di Piave.
Tra gli affluenti spicca il Lierza, il torrente che muove la ruota del molinetto della Croda di Refrontolo.Le sue acque, poco inquinate, sono riserva di pesca.
L'iniziativa è stata inserita nel circuito delle terre d'acqua , Aquositas, della rete dei borghi europei del gusto.

giovedì 24 marzo 2016

VERSO VINITALY 2016: LA PRESENTAZIONE DELLA COLLETTIVA LOMBARDA

Milano, 23 Marzo 2016- La redazione di Milano dell’Italia del Gusto e dell’Associazione Internazionale Borghi Europei del Gusto ha partecipato ieri 22 marzo 2016 alla presentazione della Collettiva Lombarda alla 50° edizione di Vinitaly, al Palazzo Lombardia Ingresso N1 di Piazza Città di Lombardia-
In vista del prestigioso Salone Internazionale del vino e dei distillati, che si svolgerà come di consueto a Veronafiere dal 10 al 13 aprile p.v., i Consorzi di tutela dei vini lombardi hanno fatto un grande lavoro in sinergia, indirizzato verso la qualità, per proporre a operatori del settore, giornalisti e tutti gli enonauti, un fitto calendario di incontri e degustazioni.
Visto il grande boom del 2015, con l’incremento dell’11,7% delle produzioni Docg e del 9% delle Doc, il Padiglione Lombardia al Vinitaly si presenterà al grande pubblico con rinnovato entusiasmo.
Verranno così esaltati oltre ai vini ( 5 Docg, 22 Doc e 15 Igt) anche i rispettivi territori, che comprendono grandi laghi, colline e montagne: tutte cose che per cui operano da sempre i comunicatori dei Borghi Europei del Gusto.

lunedì 21 marzo 2016

“S’14” DI TENUTA SAN GIAIME SI TROVERÀ ANCHE DA “EATALY OSTIENSE” A ROMA E DA “SANTÈ” A MILANO



Milano, 11 marzo 2016 – Il Syrah in purezza “S’14” di Tenuta San Giaime potrà essere acquistato da Eataly Ostiense, a Roma, e da Santé, a Milano, che hanno incluso il ricercato vino di montagna siciliano (ne vengono prodotte circa 4000 bottiglie) tra le etichette che propongono ai loro Clienti.

Eataly proporrà S’14 Tenuta San Giaime nel contesto delle Eccellenze d’Italia mentre Santé lo inserirà nella sua raffinata gamma di prodotti biologici e naturali, di alta qualità

“Si tratta di due realtà molto diverse, per dimensioni e approccio al mercato, ha commentato Salvatore Cicco, patron di Tenuta San Giaime, ma che sono accomunate dal fatto di creare i rispettivi assortimenti dando assoluta priorità alla tutela del Cliente, ricercando e proponendo prodotti di qualità assoluta: una filosofia che è anche la nostra”.

“Finora siamo stati presenti soprattutto nella grande ristorazione, italiana e internazionale (da Milano a Venezia, da New York a Tokyo), prosegue Cicco, ma ora S’14 entra dalla porta principale anche nel settore della distribuzione qualificata: un’accoglienza che è per noi motivo di soddisfazione, in vista di futuri traguardi”.

Santé è a Milano, in via Edmondo de Amicis 33, mentre Eataly Ostiense si trova a Roma in piazzale XII Ottobre 1492.

Ottenuto al 100% da uve Syrah, S’14 (IGP Terre Siciliane) è prodotto in circa 4000 bottiglie. Con una percentuale alcolica del 13,5%, ha colore rosso intensa e regala all’olfatto chiare note di frutta rossa, frutta sciroppata, frutta secca e in particolare mandorle leggermente tostate, ma anche un sottofondo di freschezza e di mineralità; il sorso è pieno, caldo, rotondo e molto piacevole: sul finale esprime ancora la medesima freschezza e mineralità del primo impatto olfattivo, con una speziatura tipica del vitigno, che apre la strada a una gradevole tannicità, in grado di offrire piacevolezza sin da giovane. Si fa apprezzare a tutto pasto, e in particolare con carni rosse alla griglia o in tegame, arrosti, selvaggina e formaggi stagionati.


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Per ulteriori informazioni,
Ufficio Stampa Tenuta San Giaime
c/o Studio Giorgio Vizioli & Associati, corso Vercelli 9 – 20144 Milano
Giorgio Vizioli, t. 3355226110. giorgio.vizioli@studiovizioli.it
Rosella Trombetta, t. 0248013658, rosella.trombetta@studiovizioli.it

PERTEGHELLA PRESENTA LE NUOVE FARINE “CEREALOTTO”: ALTA QUALITÀ NUTRIZIONALE DA QUATTRO CEREALI E QUATTRO SEMI



Mix di frumento, segale, orzo e avena con semi di girasole, sesamo, lino e soia.
Tre linee: per panificatori, pizzaioli e pasticceri.

Solarolo di Goito (Mn), 18 marzo 2016 – Quattro cereali più quattro varietà di semi: da questa formula è nato Cerealotto, l’innovativa gamma di farine che Perteghella propone a panetterie, pasticcerie e pizzerie. Farine sapientemente lavorate e dosate di frumento, segale, orzo e avena, alle quali sono aggiunti semi di girasole, sesamo, lino e soia, per dare vita a miscele ad alta qualità nutrizionale, realizzati in versioni diverse per ogni specifica applicazione.

“Cerealotto, spiega Attilio Perteghella, Direttore Generale di Industria Molitoria Perteghella, con il suo prezioso apporto di cereali e semi, è nato per rispondere a una crescente domanda di alimentazione sana e leggera, che è sempre più trasversale; l’attenzione è rivolta a prodotti con elevate qualità nutrizionali: alimenti integrali, che migliorano il benessere fisico”.

Il mix Cerealotto viene proposto in tre versioni, concepite per diversi utilizzi: pane e prodotti da forno di ogni tipo e tradizione, pizze originali e saporite, dolci, torte e lievitati dal sapore unico e genuino. Inoltre, Perteghella può realizzare miscele su misura in base alle richieste dei clienti, offrendo la possibilità di creare prodotti eccellenti e unici.

Fondata nel 1939 a Solarolo di Goito (Mantova) da Attilio e Maria Ines Perteghella, l'Industria Molitoria Perteghella si è costantemente sviluppata nel corso degli anni, arrivando ad avere, oggi, una capacità giornaliera di macinazione di 270/300 tonnellate di grano tenero e 80/100 tonnellate di mais. Azienda all'avanguardia a livello internazionale, sia per l’eccellenza dei prodotti che per le tecnologie utilizzate, Perteghella produce tutti i tipi di farina suddivisi in tre linee: Corona (farine professionali  per i più vari usi in cucina), Strapizza (farine di grano tenero e mix speciali per i pizzaioli), Dolci Tentazioni (per soddisfare le esigenze dei pasticceri). Opera attraverso una rete di nove depositi, per consegne rapide e puntuali in tutta Italia.

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Per ulteriori informazioni,
Giorgio Vizioli
Ufficio Stampa Industria Molitoria Perteghella
c/o Studio Giorgio Vizioli & Associati
corso Vercelli 9, 20144 Milano -  0248013658, c. 3355226110

VINITALY AND THE CITY: LA MAGIA DI VINITALY SOLO PER WINE LOVER NEL CENTRO DI VERONA QUATTRO GIORNI DI VINO, STORIA E MUSICA E UNA NOTTE VIOLA CON I NEGOZI DEL CENTRO


L’ingresso a Vinitaly, dal 10 al 13 aprile a Veronafiere, è riservato solo agli operatori business, ma per il grande pubblico degli eno appassionati dall’8 all’11 aprile nel cuore storico di Verona c’è Vinitaly and the City: un vero e proprio fuori salone con degustazioni di vino e cibo, spettacoli musicali e culturali, dj set e incontri sul tema enogastronomico. Notte Viola sabato 9 aprile. In arrivo cantanti da Sanremo, big e giovani

Verona, 18 marzo 2016 – Vinitaly ha scelto il centro storico di Verona per offrire al pubblico consumer quattro giorni dedicati a vino, cibo e cultura. Nel cuore della città scaligera, da venerdì 8 a lunedì 11 aprile, è in programma infatti Vinitaly and the City dedicato ai wine lover, con una notte viola sabato 9 aprile che coinvolge anche i negozi del centro. Il fuori salone tocca le più suggestive location storiche di Verona proponendo interessanti degustazioni ed iniziative, anche in compagnia di ospiti illustri.

Il tour virtuale nelle location di Vinitaly and the City inizia in uno dei luoghi più eleganti della città, Piazza dei Signori, dove sommelier professionisti accompagnano i wine lover alla scoperta dei migliori vini italiani proposti da consorzi di tutela e cantine, mentre a cura di I love Italian Food sono le piccole degustazioni tematiche di eccellenze 100% italiane presso i food&wine point. Le etichette proposte a Vinitaly and the City sono in degustazione con l’acquisto di un biglietto al costo di 12 euro (in promozione online a 10 €), che permette tre consumazioni wine e due food.
L’evento prosegue nella Vinitaly and the City Lounge, allestita nella vicina Loggia di Fra’ Giocondo. L’area è dedicata alle attività culturali dell’iniziativa: all’interno sono infatti in programma dibatti sul tema vino e cultura e incontri con giornalisti e personaggi del panorama artistico italiano.
Si continua poi nel Cortile del Mercato Vecchio con la Vinitaly and the City Music Lounge, dove si respira l’atmosfera di una vera e propria area glam: tra assaggi di vino e cibo si può assistere gratuitamente alle esibizioni di artisti e dj set di fama nazionale, momenti unici all’insegna del gusto e del divertimento. Già certa la presenza di voci note di Sanremo, tra queste Irene Fornaciari e Francesco Gabbani, vincitore quest’anno della sezione giovani.
Il fuori salone riserva un’attenzione speciale agli appassionati del vino biologico - che da prodotto di nicchia è diventato una vera e propria tendenza - allestendo, nei padiglioni dell’Arsenale Austriaco, BIOlogic, l’evento espositivo dove assaggiare, con un biglietto a 10 euro (3 assaggi), vini esclusivamente biologici e biodinamici e assistere a spettacoli e incontri artistico-culturali alla scoperta dei sapori e delle tradizioni della penisola italiana con le prelibatezze della cucina su ruote dei foodtruck gourmet.

All’interno del progetto di Vinitaly and the City, con la formula tour-tasting, è possibile inoltre partecipare a visite guidate enogastronomiche che, tra racconti storici e assaggi di vini del Belpaese, fanno tappa nei luoghi più conosciuti della città, tra i quali non soltanto antichi siti archeologici, ma anche famosi ristoranti partner dell’iniziativa.

Per informazioni, programma e seguire l’evento: http://www.vinitalyandthecity.com - http://www.vinitaly.com/it/vinitaly-and-the-city/

DOVE
Vinitaly and the City - Wine and Food • Music and Event (8-11 aprile 2016)
Piazza di Signori - Loggia di Fra’ Giocondo - Cortile del Mercato Vecchio (centro storico di Verona)
BIOlogic Wine (8-11 aprile 2016) - Arsenale Austriaco (Piazza Arsenale)

QUANDO
Venerdì 8 _ dalle ore 17:00 alle ore 24:00
Sabato 9 e domenica 10 _ dalle ore 11:00 alle ore 24:00
Lunedì 11 _ dalle ore 17:00 alle ore 24:00


Servizio Stampa Veronafiere
Tel.: + 39.045.829.82.42 – 82.85
E-mail: pressoffice@veronafiere.it | Twitter: @pressVRfiere | Web: www.vinitaly.com 

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