giovedì 30 novembre 2017

Kasa dei Libri presenta la mostra Natale da vendere Pubblicità natalizie dalla collezione Fochesato 5 - 22 dicembre 2017

Inaugurazione 4 dicembre ore 18

L.go De Benedetti, 4 Milano
Natale è alle porte e nelle case si comincia a fare spazio per addobbi, regali e festeggiamenti. Anche la Kasa dei Libri non vuole essere da meno e lo fa a modo suo, con parole, illustrazioni e carta stampata: questa volta è il turno delle réclame natalizie che hanno fatto la storia della pubblicità della prima metà del Novecento.
La mostra Natale da vendere parte dalla raccolta di Walter Fochesato, docente universitario e fra i maggiori esperti di letteratura per l’infanzia e storia dell’illustrazione, che da molti anni va mettendo insieme una collezione tutta particolare, rigorosamente cartacea, recentemente diventata un libro, Le pubblicità di Natale che hanno fatto epoca, edito da Interlinea.
Per festeggiarlo e presentarlo al pubblico la Kasa dei Libri ne mette in mostra una parte: un trionfo di alberi e palle, candele e lumini, renne o Babbi Natale e tutta la multiforme varietà che a partire più o meno dall’inizio del Novecento ha reso più colorate (e commerciali) le nostre feste.
Iniziamo dal re del Natale: il Panettone e quindi Motta e Alemagna, che troneggiavano nelle pagine pubblicitarie durante le festività. Tra gli artisti che si sono misurati con la grafica pubblicitaria ricordiamo Severo Pozzati, detto Sepo, che nel 1934 dà vita a una réclame dove le morbide fette di panettone sembrano danzare sullo sfondo di una M rossa, non celato rimando alla propaganda fascista, o ancora l’Angelo dell’Alemagna del 1948, in cui la A del marchio funge da aureola. Ultimo, ma non per importanza l’inconfondibile stile del futurista Fortunato Depero che, nel 1924, crea per il Mandorlato “Vido” di Lendinara una curiosa scena familiare con papà e bambini carichi di doni da mettere sotto l’albero. Dal cibo alle bevande alcoliche il passo è breve ed ecco una teoria di spumanti, liquori, aperitivi, vini, cognac per la maggior parte abbinati a scatole e cassette natalizie. Campari, negli anni ’50, si affida alla mano di Carlo Bisi che compone un’immagine classica ma ironica: le campane che annunciano l’Angelus, in questo caso rappresentato dalla bottiglia di liquore adagiata su uno sfondo bucolico invernale. Tra le aziende che hanno fatto grande l’Italia nel mondo e che hanno chiamato celebri artisti, grafici e illustratori, anche la Olivetti con Giovanni Pintori, la FIAT con Guido Crepax, la RAI con Erberto Carboni e La Rinascente, vero e proprio tempio dello shopping italiano degli anni ‘50, che chiamò a collaborare due maestri della comunicazione visiva come Max Huber e Lora Lamm tutti doverosamente presenti nelle pagine della collezione Fochesato e nella mostra della Kasa dei Libri.
Ma che Natale sarebbe senza l’iconica immagine di Santa Claus. Il collezionista fa risalire la fortuna della figura di Babbo Natale, creata dalla penna del disegnatore Haddon “Sunny” Sundblom, alle pubblicità natalizie della Coca Cola, unica eccezione all’italianità della raccolta. Non potevano mancare in mostra copertine di riviste - fatte di cenoni, vie animate, alberi di Natale, presepi, scambi di auguri, piccoli affetti, messe di mezzanotte – e di libri per bambini e non, da donare come strenna natalizia: come dice Charlie Brown per Bompiani “Ho tanto bisogno di amici, con un bel libro ci si fa un amico”, un consiglio condiviso senza dubbio dalla Kasa dei Libri, soprattutto per Natale!

LOOP Un mondo poetico fatto di luci, musiche e videoproiezioni LAC Lugano Arte e Cultura 03.12.2017 – 07.01.2018

Un’opera di Ekumen
Realizzata da Olivier Girouard, Jonathan Villaneuve, Ottoblix
In collaborazione con Générique Design, Jérôme Roy, Thomas Quellet Fredericks
Una produzione Ekumen e Partenariat Quartier des Spectacles, Montreal, Canada
Inaugurazione
Sabato 2 dicembre 2017, ore 17:00, Piazza Bernardino Luini, Lugano
Dal 3 dicembre 2017 al 7 gennaio 2018 Piazza Luini a Lugano sarà nuovamente il palcoscenico di un’installazione sorprendente: Loop. L’opera interattiva è composta da dodici “macchine retro-futuristiche” che si animano grazie all’intervento del pubblico. Come per le altalene di Impulse che lo scorso inverno hanno coinvolto e divertito numerosi visitatori e passanti, Loop invita il pubblico ad immergersi in un mondo poetico fatto di luci, musiche e videoproiezioni.
L’installazione, opera della società di produzione Ekumen, giunge dal Quartier des Spectacles di Montreal in Canada ed è stata presentata e premiata nel 2016 nel contesto della settima edizione di Luminothérapie.
I singoli componenti di Loop traggono ispirazione dallo zootropio, un precursore della macchina da proiezione cinematografica inventato nella prima metà del XIX secolo. Sono un mix tra uno zootropio, un carillon e un veicolo a pedali, dalla forma cilindrica di oltre due metri e mezzo di diametro, e possono ospitare due persone. Azionando la leva al loro interno, queste particolari macchine proiettano fiabe in loop dall’effetto stroboscopico, proprio come uno zootropio. Dai celebri racconti fuoriescono le immagini in movimento di un ranocchio che si trasforma in principe, il lupo che soffia sulla casa dei tre porcellini, come pure occhi che appaiono dal nulla. La loro narrazione, dettata dall’azione veloce o lenta dei partecipanti, sarà accompagnata dalle musiche di un carillon che risuona al loro centro.
“Mi piace l’idea di presentare un’installazione in grado di offrire un’esperienza creativa e universale, come universale è l’immaginario illustrato dalle fiabe che coinvolgerà il pubblico di ogni età – spiega il Direttore generale del LAC Michel Gagnon –; sono pure contento di vedere nuovamente Piazza Luini animata, un luogo di incontro e di scoperta che avvicina all’arte con grande semplicità.”
Loop sarà inaugurata sabato 2 dicembre alle ore 17:00, ai presenti sarà offerta cioccolata calda e panettone.
Luminothérapie è il concorso e l’omonimo festival che il Partenariat Quartier des Spectacles di Montreal organizza annualmente per animare il quartiere culturale della città canadese proponendo esperienze originali all’insegna dell’interattività e della luce per favorire la creatività nel campo dell’arte urbana e digitale.
Informazioni
LAC Lugano Arte e Cultura
Piazza Bernardino Luini, Lugano
Tutti i giorni dal 3 dicembre 2017 al 7 gennaio 2018
ore 10:00 - 23:00

VELE SPIEGATE PER GUSTO IN SCENA 25-26 FEBBRAIO 2018 LE SPEZIE E LA CUCINA DEL SENZA® IL TEMA DELLA DECIMA EDIZIONE COME OMAGGIO A VENEZIA

La decima edizione di Gusto in Scena, l’evento ideato e curato da Marcello Coronini, approderà a Venezia il 25 e 26 febbraio 2018 con il suo carico di cultura enogastronomica, nuovi stili di vita, chef, pasticceri, produttori e vip, per far rivivere la tradizione delle spezie di Venezia attraverso La Cucina del Senza® e per scoprire quanto possano essere gustose e saporite le ricette senza l’aggiunta di sale, grassi e zucchero.
Nella storia della Serenissima le spezie hanno avuto un ruolo primario: i medici le utilizzavano come rimedio per curare diverse patologie e le ritenevano utili nella digestione e per il benessere, a tal punto che la cucina dei Dogi ne prevedeva un uso abbondante. Oggi alcune spezie sono considerate cibi salvavita e preziose per la nostra salute.
Su questo valore storico si fonda la decima edizione di Gusto in Scena che quest’anno valorizza le spezie, il loro utilizzo, i benefici, i segreti e le caratteristiche: la loro aromaticità esalta le ricette degli chef e dei pasticceri, dando un valore aggiunto rispetto al sale e zucchero che invece coprono il gusto naturale degli ingredienti. “Credo nell’identità di una nuova cultura del cibo, della tavola e di nuovi stili di vita, legati al concetto di salute e di benessere. – sostiene Marcello Coronini - Le idee e il confronto delle precedenti edizioni di Gusto in Scena hanno fatto nascere un movimento di persone che credono in questa straordinaria cucina, applicandone quotidianamente i principi.”
Sarà la meravigliosa Scuola Grande di San Giovanni Evangelista il palcoscenico dell’evento ideato da Marcello Coronini, giornalista e pioniere della rivoluzione alimentare in Italia, attraverso la Cucina del Senza oltre che autore del libro “La Cucina del Senza” edito da Feltrinelli-Gribaudo, presentato nei più importanti talk-show televisivi: un apostolo dell’innovazione in cucina e divulgatore di uno stile di vita sano e genuino dove “Il Senza è più buono del Con”.
Quattro gli eventi in contemporanea: il Congresso di Alta Cucina dove chef stellati e pasticceri daranno la loro personale interpretazione sulla cucina del benessere, senza l’aggiunta di sale, grassi e zuccheri; I Magnifici Vini, un banco d’assaggio di selezionate cantine che rappresentano il meglio della produzione vitivinicola italiana ed estera; Seduzioni di Gola un parterre di selezionatissime eccellenze gastronomiche, che raccontano l’identità dei loro territori nel rispetto delle tradizioni; Fuori di Gusto, quando la sera ci si ritroverà a degustare nelle calli il meglio della ristorazione veneziana, nei bacari e nei grandi alberghi: un network diffuso di promozione de  La Cucina del Senza® in tutta la città.
Gusto in Scena, con La Cucina del Senza® non è più solo un appuntamento dedicato all’enogastronomia ma vive tutto l’anno. E’ cultura, studio e ricerca: un punto di riferimento per produttori, appassionati di vino e gastronomia, che accende un faro sulla qualità, sulle storie di uomini e di nuove interpretazioni.

mercoledì 29 novembre 2017

Oltre i gesti, i testimoni del servizio di sala

Il primo forum sul mondo della sala, organizzato dall’Associazione Le Soste, dalla rivista sala&cucina, dalla Scuola Internazionale di Cucina ALMA e dall’istituto Carlo Porta di Milano ha visto 300 presenze 
 
Il dibattito è stato emozionante: per la prima volta si è affrontato il tema della sala in modo esaustivo, con un convegno interamente dedicato grazie alla collaborazione tra l’Associazione Le Soste, la rivista sala&cucina, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana ALMA e l’istituto Carlo Porta, organizzato da Mediavalue.
“Il mondo della sala ha bisogno di soluzioni, che passano attraverso una nuova visione del cameriere, da portapiatti a portatore di conoscenze” racconta il moderatore dell’evento e direttore di sala&cucina Luigi Franchi- “non abbiamo trovato neologismi per sostituire il termine cameriere, ma si è parlato di un cambiamento di visione: trasformare l’atto di servire in accoglienza. Qual è il valore dell’arte di stimolare una relazione con il cliente, dell’eleganza dei gesti, dell’intangibilità di un servizio eccellente, di una condivisione culturale, di tanti plus che possono creare quella sensazione di unicità per cui il ristorante sa farsi ricordare e invoglia al ritorno?”.
A Oltre i Gesti si sono approfonditi tre filoni: concrete e reali testimonianze sul mondo della sala, grazie al contributo di alcuni tra i maggiori esponenti del panorama italiano e internazionale; si è dato un vero contenuto agli interventi (come l’approfondimento sulla trasformazione dei materiali da usare nella sala, una continua evoluzione degli ultimi anni da parte di Stefano Alfonso di FSG Italia); si è tracciato un percorso sulle tendenze del futuro della sala, con un utile confronto con l’estero, sull’incremento e l’importanza della figura femminile.
La tavola rotonda finale ha visto la partecipazione di Enzo Vizzari, direttore de Le Guide de L’Espresso; Antonio Santini di dal Pescatore; Ilario Mosconi del ristorante Mosconi di Lussemburgo; Lorenza Vitali ideatrice, insieme a Luigi Cremona, del concorso Emergente Sala; Andrea Sinigaglia, direttore generale di ALMA; Costantino Cipolla, Le Soste-Università di Bologna; Marco Santucci, presidente Rucoline, tra i più affezionati frequentatori di ristoranti Le Soste; Matteo Lunelli, presidente di Cantine Ferrari; Sonia Re, direttrice di APCI e Manuele Pirovano, sommelier ASPI e del ristorante D’O.
I mystery guest che hanno partecipato sono stati Alessandro Pipero, maitre e patron del ristorante Pipero a Roma e Michil Costa, patron dell’hotel La Perla a Corvara (BZ).
Esiste un futuro professionale del servizio di sala? La risposta, dopo i numerosi interventi è un forte sì: è un fenomeno in costante crescita e non si tratta di un’industria manifatturiera dove i robot possono sostituire l’uomo; il servizio dell’uomo è azione indispensabile e insostituibile perché passa attraverso quella straordinaria parola che si chiama accoglienza.
Ogni relatore ha dedicato una frase e una testimonianza a Oltre i Gesti:
- Vincenzo Donatiello, maitre del ristorante Piazza Duomo di Alba: “Oggi non esistono più venti tavoli in un ristorante, ma ci sono venti ristoranti in uno”.
- Ilario Mosconi, patron di uno degli otto ristoranti all’estero del circuito Le Soste, in Lussemburgo. Due Stelle Michelin e appartenente alla catena Relais&Chateaux.  “Le idee le cerco in giro, mi ispiro ai luoghi, alle suggestioni che danno i prodotti stessi là dove vengono colti. Propongo una ricetta sul mio menu solo se sono stato nella sua terra natìa”.
- Marco Reitano, sommelier del ristorante La Pergola dell’hotel Rome Cavalieri, 3 stelle Michelin. Fondatore e presidente dell’associazione Noidisala. Due volte Miglior sommelier (per AIS e Identità Golose), oltre 70mila i vini assaggiati. “ E' necessario l'intervento dei professionisti di sala, capaci di insegnare e illustrare le caratteristiche di un mestiere che ha necessità di modellarsi attorno a auna continua evoluzione”.
-Francesco Cerea, imprenditore e protagonista di un sistema, quello dei Cerea appunto, tre stelle Michelin a Brusaporto (BG); un ristorante Da Vittorio a St. Moritz, un ristorante con lounge bar al settimo piano dell’Hotel Gallia a Milano, lo storico caffè- pasticceria Cavour 1880 a Bergamo Alta, la società di ristorazione esterna Cantalupa e una media dai sette ai quindici eventi alla settimana. “ Questo è un mestiere che non consente improvvisazione, serve una perfetta organizzazione e una grande flessibilità per affrontare i problemi che comunque possono insorgere. Ci piace pensare che diventare grandi è fare gli sbagli e rimanere umili”.
La testimonianza di due storici protagonisti della ristorazione:
- Ezio Santin e Renata Fugazzi, un padre e una madre nobili della cucina italiana, fondatori dell’Antica Osteria del Ponte a Cassinetta di Lugagnano, secondo ristorante in Italia ad aver ottenuto le tre stelle e secondo ad averne chiesto la rimozione nel 2009. “Ricordatevi che il cliente è la guida più importante”.
-Gualtiero Marchesi, unanimemente considerato il fondatore della "nuova cucina italiana", ed è a parere di molti lo chef italiano più conosciuto nel mondo. Primo ad avere ottenuto, nel 1978, le tre stelle Michelin. “ Uno dei compiti che fanno onore al buon cuoco, è quello di divulgare e incrementare la cultura gastronomica, per un verso insegnando a mangiar bene e correttamente con il cibo offerto in tavola, per altro verso istruendo i giovani e passando il testimone a chi lo merita”.
La testimonianza del miglior allievo di sala, oggi professionista
-Romeo Bisacchi, giovanissimo, diplomato ad ALMA esattamente due anni fa, entra da subito nelle sale dell’Enoteca Pinchiorri dove rimane. “ Ovviamente il costo di questa professione, in termini di sacrifici, è altissimo ma la soddisfazione, se fatto a modo, è indescrivibile”.
La testimonianza di un docente di sala
-Roberto Gardini, docente del corso superiore di Sala-Bar ad ALMA, prima ancora miglior sommelier d’Italia e docente corsi AIS. “ Il mestiere della sala è una vocazione prima che una professione, è uno stile di vita.  Inoltre è importante ricordarsi, e lo ribadisco sempre nei corsi ad ALMA, che la formazione dura tutta la vita. questa nobile professione ama l’umiltà, non l'egocentrismo”.
La testimonianza di un esperto di gestualità
-Pietro Arrigoni, regista teatrale, protagonista di numerose performance teatrali, ma anche autore del corso di Public Speaking “Saper narrare con la bellezza delle parole” ospitato ad ALMA . “Coniugando un’esperienza ventennale nelle arti visive con la frequentazione e la pratica delle avanguardie teatrali ho messo a punto una mia metodologia in cui l’attenzione al gesto espressivo, con i suoi significati compositivi, conduce ad una sintesi tra creatività e comunicazione”.
La testimonianza di un imprenditore dei servizi per la sala
-Stefano Alfonso, Ceo di F.S.G. Italia, di rappresentanza nel settore delle forniture alberghiere e dell'hotellerie, con la rappresentanza di sette brand leader internazionali. “Un oggetto di design e di materiale particolare veste il ristorante adeguandosi alla sua crescita, come un abito su misura”.
La testimonianza del miglior allievo di sala dell’Istituto Alberghiero Carlo Porta.
-Angelo Semerano, 19 anni, dai sedici studente di giorno, lavoratore di sera, in una delle strutture del sistema Cerea. “I professori mi hanno proposto di aiutarmi nel preparare questo intervento, ma le mie emozioni e le mie speranze voglio raccontarle da solo”.
La testimonianza di una titolare di una scuola di alta formazione
-Dominga Cotarella, fondatrice, insieme alle cugine, di Intrecci, la prima scuola di Alta Formazione per il servizio di sala, oltre ad essere, sempre con Marta ed Enrica, le titolari dell’azienda Falesco. “Vogliamo codificare le competenze di chi si occupa di accoglienza identificando la sala di eccellenza con doti come il coraggio, la cultura e la curiosità ma soprattutto con la classe che ognuno deve avere, con il calore necessario per trasferire emozioni”.
- Michil Costa, gestore assieme alla famiglia, dell’Hotel La Perla e del Posta Marcucci a Bagno Vignoni (SI), fondatore del ristorante La Stüa de Michil, del portale altabadia.it, di Costa Family Foundation Onlus. “A volte arrivano anche le delusioni, ma questo non mi impedisce di sognare che i ragazzi si siedano intorno a un tavolo e ci dicano, valutando ciò che fanno, quanto vogliono guadagnare. E sogno anche una casa al mare per me e per i ragazzi. Sogno la possibilità di dare mutui ai miei ragazzi”.
- Alessandro Pipero, fondatore di Noidisala, negli scorsi anni miglior maitre dell’anno e miglior sommelier dell’anno per Espresso e Identità Golose, da qualche mese alla guida del nuovo ristorante Pipero a Roma. “ Servono regole, servono politiche che incentivino la qualità. Serve puntare in alto”. Bisogna cercare di disciplinare questa professione che è una delle grandi risorse nostrane, pretendere serierà”.
- Luis Diaz, del Mandarin Seta, che detiene il titolo di Emergente Sala, l’iniziativa creata da Luigi Cremona e Lorenza Vitali e Enrico Guarnieri, del ristorante Da Vittorio, che ha vinto il titolo di Emergente Sala Nord e concorrerà alla finale a Roma. “Nel momento in cui si aprono le porte della sala, tutta la negatività deve scomparire, perché abbiamo il compito di rendere l’esperienza di ogni cliente indimenticabile” (Luis Diaz); “Sono fermamente convinto, infatti, che la magia e le emozioni che si trovano su ogni piatto di uno Chef non verrebbero pienamente colte se noi, personale di sala, non ci impegnassimo a valorizzarle” (Enrico Guarnieri).
-Damiano De Crescenzo, direttore dell’Hotel Enterprises di Milano, direttore generale del gruppo Planetaria Hotels, docente presso diversi istituti alberghieri e scuole di formazione. “La professione più divertente è la guida di un hotel, è una cosa alla quale sono legatissimo. Mi faccia fare qualsiasi cosa ma nessuno mi tocchi la direzione di un hotel, non mi ci vedo senza”.
-Alberto Bettini, patron della Trattoria Da Amerigo 1934, una stella Michelin, a Savigno (BO), tra i fondatori e segretario di Premiate Trattorie Italiane, produttore nell’antica tradizione conserviera. “ Credo che un cuoco debba non limitarsi a inventare grandi piatti fine a se stessi, ma puntare anche a una gestione coerente che è raccontare una vallata, un produttore che ci mette mano da una vita e non ha mai cavato una soddisfazione e contribuire a dare una redditività alla sua attività se può appena”.
-Elisa Dal Bosco, studi in comunicazione ed esperienze internazionali prima di entrare alla Ferrari, fondatrice di EDB Management e fondatrice, oltre che presidente, dell’Associazione dei Maggiordomi Italiani. “ Dico la verità, il colloquio con me non è dei più semplici. Nei primi cinque minuti intuisco se la persona può essere adatta. Se trovo quel quid vado contro tutto e tutti, perché buttare un guerriero se emerge anche un tallone d’Achille”.

Le Soste:
Le Soste quest’anno è arrivata a quota ottantacinque, rappresentando i migliori ristoranti di cucina italiana nel nostro Paese e nel Mondo. L’idea originaria prese forma nel 1982 durante una cena tra ristoratori amici: alcuni tra i maggiori chef italiani stabilirono di incontrarsi periodicamente per condividere spunti e progetti sull’enogastronomia italiana d’eccellenza e rendere noti ai propri clienti i ristoranti che perseguivano quotidianamente gli ideali di cultura gastronomica, convivialità, accoglienza, cortesia e raffinatezza.

La Guida:
L’anima più autentica dell’Associazione Le Soste è rappresentata dalla Guida: un volume di lusso, impreziosito da una veste grafica e tipografica elegante e raffinata, curata da Mediavalue srl di Milano.
La distribuzione tradizionale della Guida avviene a titolo di omaggio presso gli ospiti dei ristoranti Soci, con una diffusione mirata presso le principali manifestazioni enogastronomiche italiane.

sala&cucina:
La prima rivista italiana dedicata alla filiera del food service, dove trovano spazio argomenti di interesse professionale per le aziende alimentari, i distributori del canale ho.re.ca., gli operatori della ristorazione. sala&cucina è un magazine del gruppo Cateringross, il primo gruppo cooperativo operante nel food service con 48 soci distributori al servizio di oltre 60.000 esercizi pubblici italiani ed esteri.

ALMA- La Scuola internazionale di Cucina Italiana
ALMA è ad oggi è il più autorevole centro di formazione superiore della Cucina Italiana a livello internazionale. La scuola forma cuochi, pasticceri, sommelier, manager di sala e della ristorazione, provenienti da ogni Paese, per farne veri professionisti grazie ai programmi di alto livello realizzati con gli insegnanti più autorevoli. La sede è nello splendido Palazzo Ducale di Colorno (Parma) e dispone delle più aggiornate attrezzature didattiche di cucina, pasticceria e sommellerie..

Istituto Carlo Porta
L’istituto Carlo Porta è un centro di formazione di giovanissimi cuochi subito dopo il periodo delle scuole medie. A Milano è l’istituto più prestigioso, che ha sfornato la maggior parte dei futuri chef stellati della città, maitre e sommelier che si contraddistinguono in tutta Italia e nel mondo.
 

UN 2018 INSIEME A FOODSCOVERY DA CONGUSTO I PRODUTTORI DEL MERCATO ONLINE INCONTRANO STUDENTI E APPASSIONATI


Foodscovery e Congusto insieme per raccontare l’eccellenza italiana. È quello che accadrà nel 2018 durante una serie di incontri dedicati ai produttori che fanno parte di questa piattaforma online.
Foodscovery è infatti il mercato online che permette di ordinare direttamente dai migliori produttori enogastronomici italiani a prezzi locali. Una piattaforma web e mobile che consente a qualsiasi utente (consumatore finale e operatore business) di ordinare prodotti icona della gastronomia italiana direttamente dai laboratori artigianali più rappresentativi della tradizione locale come panifici, pasticcerie, macellerie, caseifici e affini. L’obiettivo è quello di scoprire, supportare e rendere accessibili specialità autentiche locali, prodotte responsabilmente da artigiani custodi delle tradizioni, al fine di tutelarne la continuità e la sostenibilità produttiva.
“Pensiamo che questo progetto – spiega Federico Lorefice, fondatore di Congusto – sia un’ottima opportunità per fare incontrare ai nostri studenti, futuri chef, il meglio della produzione enogastronomica italiana conoscendo da vicino, oltre alle specialità, anche i volti e le storie che li rappresentano. Per questo dopo il primo incontro dello scorso 14 novembre abbiamo in calendario numerosi appuntamenti per il 2018”.
A metà novembre si è infatti tenuto il primo di una serie di incontri che arricchiranno il programma 2018 di Congusto: insieme a ristoratori e chef del panorama milanese si sono riuniti alcuni produttori che aderiscono a Foodscovery. Il salotto enogastronomico ha visto partecipare: Luca Bonizzoni, esperto apicoltore dell’Oltrepò Pavese; Marco e Claudio Molli di Le Specialità Lariane (pesce di lago). Il menù è stato preparato dallo chef Domenico Della Salandra in collaborazione con gli allievi di Congusto ed è stato realizzato con le materie prime di Luca Bonizzoni e de Le Specialità Lariane.
Congusto, con i suoi 22 docenti (tra cui Alberto Citterio, Domenico Della Salandra, Elio Sironi, Umberto Vezzoli, Giovanni Pina, Riccardo Magni, Davide Pisano), più di 2500 alunni e oltre 80 tematiche affrontate, è il primo campus culinario milanese. Si tratta di un centro polifunzionale che offre corsi per appassionati e professionisti e si trova in zona Bovisa (via Davanzati 15, Milano). Con i suoi 1500 metri quadrati, le 7 aule e l’auditorium, la scuola di cucina Congusto, aperta nel 2003, è la più grande della città e non a caso è diventata negli anni un vero e proprio punto di riferimento del mondo enogastronomico milanese e nazionale. 
Ente certificato e accreditato dalla Regione Lombardia, il campus Congusto è stato fondato ed è presieduto da Federico Lorefice. I corsi sono invece diretti da Roberto Carcangiu, presidente dell’Associazione Professionale Cuochi Italiani, che si avvale di numerosi docenti professionisti specializzati nei temi di insegnamento: cucina, pasticceria, panificazione, pizzeria e ristorazione.
Congusto collabora con importanti partner del settore: Afinox, Acqua Valverde, Bertazzoni, gliAironi, Besser Vacuum, Consorzio Latterie Virgilio, Lainox, Molino Quaglia, Pastificio Garofalo, Ruffino e Mele Val Venosta.
Per maggiori informazioni: www.congusto.com

Nuovo menù per il format “A tavola come gli antichi Romani”







Piatti nuovi, dal gusto moderno, ma rigorosamente ispirati alle ricette antiche sulla base degli ingredienti disponibili nelle mense pompeiane di duemila anni fa

Nuovo menù per “A tavola come gli antichi Romani”, il format archeo-gastronomico ideato da Convivium – Pompeii Food Excellence. Quello che poteva essere un pranzo tipico servito nell’antica Pompei – che prevedeva, cioè, promulsis (antipasto), mensa primae e mensa secondae – è quindi diventato un format stabile che coniuga arte culinaria, archeologia e ricerca filologica con l’obiettivo di veicolare le eccellenze della moderna gastronomia vesuviana, in qualche modo erede del grande passato.
Il format è stato creato nel 2015 nella città degli Scavi da Convivium - Pompeii Food Excellence, una joint-venture di sei aziende agroalimentari vesuviane e nel 2017 si rilancia con l’elaborazione di un menù completamente rinnovato che farà il suo esordio domenica 3 dicembre. L’impostazione, però, rimane la stessa di sempre: piatti nuovi, dal gusto moderno, ma rigorosamente ispirati alle ricette antiche sulla base degli ingredienti disponibili nelle mense pompeiane di duemila anni fa. Il tutto, seguendo il filo di una scrupolosa ricerca, condotta su affreschi ritrovati nei siti archeologici vesuviani e su testi antichi di autori come Catone, Virgilio, Apicio, Columella e altri. 
Nel nuovo menù, ad esempio, figurano i libum (focaccine) di farina di farro aromatizzate alla zucca con moretum (formaggio alle erbe) e alici; c’è spazio per un moderno “pacchero” ma ripieno con sarde alla beccafico. E ancora: la triglia d'Apicio profumata al lardo, oppure l’orzotto mantecato alla mela annurca e pecorino di fossa, con polpettine di maiale pinoli e uvetta. Non può certo mancare il garum (davvero onnipresente duemila anni fa), che accompagna la quaglia ripiena, rubino al vin cotto e bietola stufata. Chiude l’antico pasto oggi come allora, una tiropatina (antenata degli odierni budini) al pepe nero, accompagnata da pane dolcificato con miele e frutta secca. Abbinati alle portate ci sono i vari pani (al lardo, di crusca e “otto spicchi”), i vini (come il Lava Rubra e il vino bianco del Vesuvio) e un particolare infuso all’alloro.
Dietro a queste portate, ovviamente, ci sono l’esperienza e le ricerche condotte dall’archeo-chef Gian Marco Carli, chef del ristorante “Il Principe” e “Crudo Fish Lounge” (che durante la presentazione sarà coadiuvato da Gioacchino Nocera, resident chef del Resort “Bosco de’ Medici”); di mastro fornaio Carmelo Esposito, del panificio Esposito e delle aziende aderenti alla joint-venture: la cantina di vini autoctoni “Bosco de’ Medici” (Pompei), il liquorificio “Terre Pompeiane” (Pompei), il pastificio “Arte & Pasta” (Boscoreale) e la società  agricola “Solana” (Scafati).
Il format “A tavola come gli antichi romani” di Convivium – Pompeii Food Excellence è stato già riproposto con successo in diverse occasioni che hanno permesso di diffondere in tutta Italia la conoscenza degli usi e dei costumi in voga nelle mense dell’antica Pompei. Tra queste si ricordano: l’Expo 2015 di Milano; la VII e VIII edizione di Vinicibando a Gaeta; il Festival Internazionale del mondo dei cereali: "Cerealia, Cerere e il Mediterraneo"; il Salone del prodotto tipico d'Italia a Roma; il Gran galà di Archeologia a Pompei e l’inaugurazione di “Misteryum” al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

martedì 28 novembre 2017

Vi.vite Il vino cooperativo chiama, il pubblico risponde!



Grande successo per la prima edizione di Vi.vite che ha visto fin dall’apertura la partecipazione massiccia di wine lovers e curiosi che hanno affollato per due giorni il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica di Milano. Vi.vite è nata volutamente diversa e forte con un’identità coraggiosamente fuori dagli schemi, per raggiungere e conquistare quel pubblico che fino ad ora ha sempre amato il vino “da lontano” e al quale il mondo delle 498 cantine cooperative che producono il 60% del vino italiano ha voluto per la prima volta mostrarsi attraverso le proprie storie e il sistema valoriale prima ancora che con le proprie numerose etichette di qualità.
“Una manifestazione nata come una vera e propria sfida, ampiamente vinta”, dichiara il Presidente dell’Alleanza delle cooperative Agroalimentari Giorgio Mercuri. “Sono estremamente contento dei risultati di questa prima edizione, sia in termini di soddisfazione delle cantine che hanno portato qui a Milano in degustazione le loro eccellenze, sia ovviamente dell’interesse dimostrato del pubblico, che è accorso all’evento per conoscere più da vicino le nostre cooperative”.
Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato il vice presidente della Camera dei Deputati on. Luigi Di Maio, l’Assessore al Commercio e alle Attività Produttive del Comune di Milano Cristina Tajani, il Coordinatore degli assessori regionali all’Agricoltura Leonardo Di Gioia, la Senatrice Liana Pignedoli, l’on. Massimo Fiorio, il Deputato Filippo Gallinella e il graditissimo special guest Lino Banfi, insieme ad altri numerosi rappresentanti istituzionali e di organizzazioni nazionali e locali.
Un pubblico abbondante e diversificato è quello che si è ritrovato a Vi.vite: dai millennials avidi di conoscenza - e di belle immagini da “raccontare sui social” - ai milanesi a caccia di novità, dalle famiglie con figli piccoli alle ‘compagnie’ di senior felici di ritrovare nel cuore della città il sapore delle nostre campagne. Nel corso delle due giornate, organizzate con il supporto tecnico della società Lievita, si sono susseguite degustazioni, workshop e momenti musicali sul palco a cui il pubblico ha aderito numeroso: musica dal vivo, cabaret, intrattenimento, masterclass e approfondimenti sono stati pensati come incontri informali e conviviali durante i quali lo speaker “è sceso dalla cattedra” letteralmente per raccontare, coinvolgere, stimolare il pubblico.
Vi.vite tornerà con un nuovo appuntamento il prossimo anno. “Siamo felici di questa prima edizione - commenta soddisfatta la coordinatrice del settore Vino dell’Alleanza delle cooperative Ruenza Santandrea “e di aver raccontato il vino cooperativo ai consumatori. È stata bella la presenza in particolare dei giovani e del clima che si

Assaggi di (Gran) Paradiso








Piccole e golose meraviglie prodotte da operatori e produttori locali che, nel rispetto delle tradizioni e dell’equilibrio ambientale, consentono a chi si reca nelle valli del Parco Nazionale Gran Paradiso di assaporare il gusto e l’ospitalità che contraddistinguono quest’angolo di arco alpino.

Far conoscere un territorio attraverso i suoi sapori e l’ospitalità calorosa dei suoi abitanti: ecco uno dei tanti scopi del Marchio di qualità Gran Paradiso, al quale hanno aderito 86 operatori locali, fra cui artigiani, ristoratori, produttori agricoli e albergatori, che hanno così sancito in maniera ufficiale il proprio impegno nell’intraprendere un percorso di qualità e sostenibilità, per garantire ai consumatori la provenienza dal territorio del Parco, la qualità delle lavorazioni, un’accoglienza all’insegna del rispetto per l’ambiente oltre che della cortesia e delle tradizioni locali. Oneri e onori, insomma, e, per i turisti, una garanzia di eccellenza!

Ristoranti
La zuppa del Gran Paradiso, preparata con verdure, formaggi e pane locali, dal sapore rustico e autentico, oppure un goloso piatto di tortelloni ripieni di castagne e Bleu d'Aoste? O magari un petto d’anatra glassato al miele? Non importa quali gusti abbiate e quali siano le vostre preferenze in fatto di cibo: i ristoranti a Marchio qualità offrono piatti preparati con cura e attenzione, utilizzando ingredienti a km zero o poco più, per garantire ai clienti un’esperienza gastronomica in grado di raccontare la storia e la cultura del territorio.
Fra i ristoratori a Marchio segnaliamo 2 new entry: Lou Bequet di Cogne e Le Barmè de l'Ours, a Rhêmes-Saint-Georges, che propongono piatti raffinati e davvero gourmand, legati alla stagionalità delle materie prime.

Produttori
Nelle valli del Parco i piccoli produttori locali danno vita a tesori golosi, che, conservati in barattoli, bottiglie o sacchetti, affumicati o stagionati su scaffali o botti, consentono ai buongustai di godere tutto l’anno dei piaceri della tavola. Immancabile il miele di tante varietà, fra cui rododendro, castagno e millefiori, abbinato felicemente ai tanti saporiti formaggi d’alpeggio; la mocetta e i salumi tipici, prodotti con carni di animali nutriti con erba fresca delle montagne, il genepy, antichissimo liquore ottenuto dall’Artemisia alpina e prodotto, fra gli altri, dall’Azienda Agricola Stella Alpina in Valle Soana, oppure le leggendarie giuraje, tradizionali confetti a base di nocciola tipici del versante piemontese del Parco.
E per portarsi a casa un po’ di sapori paradisiaci basta andare alla Società Agricola Le Motte, in frazione Gimillan a Cogne, che produce, oltre a genepy e ortaggi, deliziose conserve da mettere in dispensa e gustare a piacere.
Ma nel territorio del Parco, grazie al particolare microclima di un’area del versante valdostano, si producono anche ottimi vini dai nomi suggestivi: Le Soleil Couchant, L’Ardente, Le Prisonnier o Nix Nivis, prodotti da Maison Anselmet e da Cave de l’Enfer.

Da re o da montanaro?
Preferite un soggiorno da re o un weekend dall’autentico sapore montanaro?
Fra le tante proposte delle strutture a Marchio di qualità, che offrono percorsi benessere, soggiorni all’insegna dello sci o delle ciaspolate, vi segnaliamo le ultime novità: il Ceresole Sport Village & Hotel e il Rifugio Alpino Santa Pulenta. Il Ceresole Sport Village & Hotel si trova all’interno dello storico Grand Hotel, dove hanno soggiornato, fra gli altri, la Regina Margherita di Savoia e il poeta Giosuè Carducci: qui, con il supporto dei tecnici della Ceresole Sport Village Academy, si potranno praticare il Nordic Walking, sia nella versione estiva che invernale, lo sci di fondo, lo skiroll e il telemark, l’escursionismo, il trail e il Nordic Running.
Se invece siete alla ricerca della calda atmosfera montanara, davvero tipica della tradizione alpina, il Rifugio Alpino Santa Pulenta è la scelta per voi: camere confortevoli e accoglienti, immerse nel verde di una conca nella borgata di Cambrelle a Locana, per un soggiorno all’insegna del digital detox.

Artigiani
La storia e la cultura millenaria delle valli del Parco vengono mantenute in vita e tramandate anche grazie al lavoro esperto di artigiani che, con gesti sapienti, creano autentiche opere d’arte: su tutti, i lavori di Marco Rolando, che dal legno ricava oggetti d’uso quotidiano ma anche magnifiche sculture, le grolle dell’amicizia prodotte da Les Amis du bois, gli arredi in legno dei falegnami Tarro Genta e i pizzi e i merletti delle Dentellières, una cooperativa di donne di Cogne che tramanda la lavorazione al tombolo e all’uncinetto, vecchia di quattro secoli.

Per saperne di più: www.pngp.it/marchio-qualita

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