giovedì 29 settembre 2022

Artegna migrante

 

 


 

Artegna sugli scudi. Dopo il “cantiere del paesaggio”, è la volta della mostra “Salamârs cence confins”, incentrata sui norcini e i produttori di salame arteniesi trapiantati sin dall’Ottocento nel Regno d’Ungheria. L’allestimento è stato realizzato dall’Ecomuseo con il Comune di Artegna sulla base di una tesi di dottorato svolta da Barbara Blaskó del Dipartimento di Italianistica dell’Università di Debrecen, nell’ambito del progetto “Cence confins/Senza Confini” finanziato dalla Regione. Il contesto in cui viene ospitata l’esposizione, visitabile dal 1 ottobre, è di assoluto prestigio: si tratta del Castello Savorgnan sul Colle di San Martino, luogo simbolo della storia di Artegna e della ricostruzione successiva al terremoto del 1976.

La mostra presenta le attività degli emigranti friulani a Debrecen, in particolare l’eccellenza del lavoro dei salumai arteniesi e della famiglia Vidoni che all’inizio del XX secolo gestiva una delle più importanti fabbriche di salami del Regno d’Ungheria. All’allestimento ha contribuito il prof. Renzo Driussi dell’Università di Udine con la traduzione del catalogo della mostra. La ricerca, aggiornata, di Barbara Blaskó sarà pubblicata dall’Ecomuseo dopo l’edizione ungherese curata dal Museo del Commercio e Turismo di Budapest, il cui direttore Török Róbert interverrà all’inaugurazione, assieme alla prof.ssa Laura Pani del Dipartimento di Studi umanistici e del Patrimonio culturale di UNIUD. L’inaugurazione è in programma sabato 1 ottobre alle 17, necessaria la prenotazione. Orario di apertura della mostra: sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30.

 

«Non è necessario rassicurare gli esperti che il nome Vidoni e la fabbrica di salami Vidoni sono una certezza. Del primo possiamo dire che rappresenta un esempio impareggiabile di onestà aziendale, laboriosità e rettitudine, della seconda possiamo affermare senza esagerazioni che si tratta di un marchio di importanza mondiale, conosciuto e apprezzato in tutto il continente [...]. La fabbrica di salami Vidoni compie la sua missione industriale a Debrecen, nel cuore della Grande Pianura ungherese, dove lavora e commercia le carni di un allevamento di maiali estremamente sviluppato» (dalla rivista “Tiszántúli Húsiparosok Lapja”, 2 gennaio 1928, traduzione di Paolo Driussi).

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