La sala audio del museo – che ospita l’archivio sonoro della mostra One Day You’ll Understand. 25 anni da Dissonanze – propone dal 29 gennaio
Cosmic Pulses, capolavoro tra le composizioni elettroniche di Karlheinz Stockhausen e ultima da lui realizzata su commissione di Dissonanze e del festival AngelicA di Bologna nel 2006.
Fino al termine della mostra, il 22 marzo 2026, la sala ospiterà una serie di proposte d’ascolto pensate come controparte sonora del percorso espositivo, selezioni musicali che rileggono e riattualizzano momenti salienti di Dissonanze, riconnettendo il festival al presente e dimostrandone la ancora attuale vitalità.
La mostra e le proposte della sala audiosottolineano ulteriormente il ruolo del MACRO come istituzione culturale attiva, non solo spazio espositivo, ma luogo di produzione, ascolto e visione, che offre forme complementari di esperienza artistica.
Dal 29 gennaio al 17 febbraio 2026
MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma
via Nizza, 138 – 00198 Roma
Roma, 27 gennaio 2026. Dal 29 gennaio al 17 febbraio 2026, la sala audio della mostra One Day You’ll Understand. 25 anni da Dissonanze presenta Cosmic Pulses (32’), ultima composizione elettronica di Karlheinz Stockhausen (1928–2007) e opera n.93 del suo catalogo. Il lavoro rappresenta uno degli esiti più radicali della ricerca del compositore tedesco sul suono elettronico e sulla spazializzazione, ed è parte del ciclo incompiuto Klang (Suono), noto anche come The 24 Hours of the Day (Die 24 Stunden des Tages), progetto monumentale concepito come articolazione musicale delle ventiquattro ore del giorno. Commissionata nel 2006 da Dissonanze insieme al festival AngelicA di Bologna, Cosmic Pulses è stata presentata in prima assoluta all’Auditorium Parco della Musica di Roma il 7 maggio 2007, come anteprima di Dissonanze 7.
Figura centrale della musica del Novecento, Karlheinz Stockhausen è stato tra i pionieri assoluti della musica elettronica e sperimentale. La sua opera ha profondamente trasformato il rapporto tra composizione, tecnologia e percezione dell’ascolto, esercitando un’influenza decisiva sulla ricerca sonora contemporanea.
One Day You’ll Understand. 25 anni da Dissonanze ricostruisce la storia del festival ideato da Giorgio Mortari, attivo a Roma dal 2000 al 2010, considerato uno dei più influenti della scena italiana di musica elettronica e arte digitale. Attraverso un approccio nomade e interdisciplinare, Dissonanze ha trasformato la città in un laboratorio aperto, capace di attivare spazi storici, industriali e istituzionali, mettendo in relazione musica sperimentale, ancora appannaggio di un pubblico di nicchia, architettura e arti visive. Il nome stesso del festival, ispirato al pensiero di Theodor W. Adorno, evocava la volontà di creare una frizione produttiva tra linguaggi radicali e contesti inediti.
La partecipazione di Stockhausen a Dissonanze rappresentò uno dei momenti più significativi della storia del festival, sancendo un dialogo diretto tra le avanguardie storiche dell’elettronica e le pratiche sonore emergenti.
La sala audio
La composizione Cosmic Pulses è presentata all’interno della sala audio del MACRO, uno spazio di circa 100 m² dedicato all’ascolto e alla presentazione di opere sonore, progettato specificamente per garantire una fruizione acustica ottimale. Completamente insonorizzata, la sala integra un sistema di diffusione sonora multicanale ad alta fedeltà, con amplificazione dedicata e diffusione calibrata per un’esperienza di ascolto precisa e immersiva (specifiche tecniche nella scheda allegata).
Il percorso visivo della mostra – costituito da una timeline, da un ampio archivio fotografico e video e da uno slideshow immersivo – dialoga con le proposte di ascolto della sala audio, di cui la presentazione di Cosmic Pulses costituisce un tassello fondamentale. L’esposizione restituisce l’esperienza di Dissonanze attraverso i suoi protagonisti, tra cui Alva Noto, Apparat, Matmos, Richie Hawtin, Ryoji Ikeda, Sven Väth, Moderat e Karlheinz Stockhausen, evidenziandone la capacità di connettere musica colta e sperimentale, attivare spazi non convenzionali e coinvolgere pubblici diversi.
Accanto al programma di mostre e ascolti, prosegue nella sala cinema del museo la rassegna Cine-città, dedicata alle molteplici rappresentazioni cinematografiche di Roma: dalla città crudele di Pasolini e Visconti a quella visionaria di Fellini, da Antonioni alle declinazioni più intime e perturbanti del cinema contemporaneo. Un progetto che conferma il cinema come strumento di riflessione collettiva, in dialogo con le arti visive e sonore.
Con il suo programma eterogeneo, il MACRO si afferma sempre più come museo a tutto tondo: un contesto vivo di produzione culturale, ascolto e visione, in cui la sala audio e la sala cinema costituiscono dispositivi centrali di un’esperienza artistica plurale e quotidiana.
La programmazione è promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e da Azienda Speciale Palaexpo, prodotta e organizzata da Azienda Speciale Palaexpo, ed è ideata dalla direttrice artistica Cristiana Perrella come parte di una visione di museo aperto, ricettivo e profondamente contemporaneo.
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