Urbino, 21 maggio 2026 – Pierpaolo Calzolari (Bologna, 21 novembre 1943) uno dei più grandi artisti internazionali e già esponente dell’Arte Povera, verrà insignito del titolo di Accademico d’onore dall’Accademia di Belle Arti di Urbino e riceverà il prestigioso Sigillo delle Arti 2026.
La cerimonia di conferimento delle onorificenze si svolgerà mercoledì 27 maggio alle ore 10:30, nell’Aula Magna Ora d’Aria dell’Accademia di Urbino, alla presenza della Presidente Maria Rosaria Valazzi, del Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, Giorgio Calcagnini, del Direttore dell’Accademia di Belle Arti, Luca Cesari, e dello Storico dell’arte e Critico Marco Bazzini, Docente di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea presso l’Accademia.
Dopo la cerimonia, l’artista incontrerà gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Urbino svolgendo una conversazione sul tema: “Se il sognatore muore, che ne è del sogno?”.
Pier Paolo Calzolari è nato a Bologna nel 1943. Durante gli anni formativi ha vissuto a Venezia, esperienza che ha influenzato profondamente la sua percezione della luce e dello spazio. Sebbene sia considerato un pioniere dell’Arte Povera, Calzolari si è distinto per i continui riferimenti a elementi classici o spirituali, oltre che per l’utilizzo di materiali legati ai quattro elementi alchemici - come fuoco, ghiaccio, muschio, piombo e tabacco - per dare vita a opere in costante trasformazione. Nel suo lavoro sovente sfrutta le leggi della fisica per sottrarre gli oggetti alla loro staticità, in una continua metamorfosi che tende al sublime. Ispirato dai suoi ricordi d’infanzia a Venezia, l’artista concepisce la luce non solo come elemento visivo, ma come qualcosa di fisico, “psichico” e dotato di un proprio peso, capace di rendere gli oggetti leggeri e impalpabili. Calzolari ha esposto in tutto il mondo e in prestigiosi musei nazionali e internazionali. Solo per citarne alcuni: Centre Pompidou (Parigi); Guggenheim Museum (New York); Museo Reina Sofia (Madrid); Fine Art Museum (Boston); Art Institute (Chicago); Castello di Rivoli (Torino); MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna; MAXXI (Roma); Palazzo Grassi - Punta della Dogana (Venezia). Ha partecipato diverse volte alla Biennale Arte di Venezia (1978, 1980 e 1990), a Documenta, Kassel (1972 e 1992) e alla Quadriennale di Roma (1972).
L’artista è inoltre uno dei protagonisti della mostra, in corso fino al 10 luglio, allestita nella Galleria A. Cappelli dell’Accademia di Urbino, “ll sogno di una cosa migliore. Presenze e idee”, un progetto che prende forma dentro la storia dell’istituzione, fondata nel 1967 e oggi rievocata attraverso la fase di innovazione straordinaria intervenuta nella stagione sessantottesca ad opera dell’allora Direttore e artista, Concetto Pozzati. A Pozzati si deve l’aver creato il volto di una Istituzione di Alta Formazione assolutamente di avanguardia per gli anni, chiamando all’insegnamento personalità quali Pier Paolo Calzolari, Vittorio Basaglia, Mario Ceroli, Rodolfo Aricò, Gianni Celati. In esposizione i documenti delle origini (1967-1974) e due importanti opere dello stesso Pozzati (datate 1968 e 1969).
Il Sigillo delle Arti è un titolo onorifico creato dall’Accademia di Belle Arti e dall’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” e viene conferito a personalità internazionali delle arti e della cultura. Dichiara Luca Cesari, Direttore ABAU – “già assegnato ad artisti internazionali come Werner Herzog, Emilio Ambasz, Charles Ray, Emilio Isgrò e Marco Bellocchio, il Sigillo delle Arti nasce come una onorificenza unica nel panorama della cultura nazionale. Non solo un Sigillo dell’Università, ma un Sigillo delle Arti, cioè un Sigillo dell’Università delle Arti. Non esistono nelle Istituzioni universitarie e AFAM nostre consimili, riconoscimenti di questo genere. Si tratta, dunque, di un titolo onorifico, del tutto originale e inedito in Italia.”
L’immagine del premio consiste nella riproduzione di un fregio di Michele Giovanni da Fiesole (Corteo dionisiaco, frammento inferiore del camino della Stanza della Iole, Palazzo Ducale di Urbino), realizzato dalla Scuola di Scultura dell’Accademia di Belle Arti. Un chiaro omaggio a Urbino, a quella “scuola di cortesia” di cui William B. Yeats ha scritto: “dove spirito e bellezza impararono il mestiere sulla collina ventosa di Urbino”.
Contatti
Accademia di Belle Arti di Urbino
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