Il 23 ottobre lo spettacolo arriva a Palazzo del Monferrato, nel cuore di Ottobre Alessandrino
Se c’è un posto giusto dove fare arrivare uno spettacolo sulla bicicletta quello è Alessandria e non ci sono dubbi se in particolare la location è Palazzo del Monferrato, sede di ACdB Museo, Alessandria Città delle Biciclette, in via San Lorenzo 21.
Venerdì 23 ottobre, alle ore 21, lo mette in scena Fabio Genovesi, protagonista con “Sui pedali”, spettacolo inserito nel ricco programma di Ottobre Alessandrino 2026, un calendario culturale che continua ad attraversare la città con incontri, storie, personaggi e linguaggi diversi. Pronti anche a pedalare con ironia e profondità insieme, proprio nello stile di Fabio Genovesi.
Scrittore e giornalista, oltre che “voce culturale” del Giro d’Italia nelle telecronache Rai, Fabio Genovesi è autore di romanzi molto amati come “Chi manda le onde”, “Il mare dove non si tocca” e “Oro puro”. Negli ultimi anni ha portato con grande successo anche sul palcoscenico la sua passione per le due ruote con i monologhi “Sui pedali” e “In bicicletta”. Alessandria lo ha già accolto nel maggio scorso, in occasione della partenza della tredicesima tappa del Giro d’Italia: il 23 ottobre torna dunque in città, questa volta per raccontare la bicicletta dal palcoscenico.
Questa volta “Sui pedali” entra proprio nel posto giusto: il museo dove si racconta che tutto, non solo idealmente ma soprattutto in pratica, con la bicicletta qui è iniziato e continua a essere raccontato. Qui la storia delle due ruote vive attraverso biciclette, maglie, cimeli, fotografie e persino intrattenimenti per i più giovani; qui, nella magnifica sala conferenze di Palazzo del Monferrato, sotto il museo, Genovesi porterà il suo viaggio ironico, appassionato e visionario dentro la storia delle due ruote.
“Sui pedali” parte dalle origini della bicicletta e attraversa il ciclismo pionieristico, le prime grandi corse, le imprese nate sulle strade d’Europa, fino agli episodi più sorprendenti di un’avventura che ha accompagnato società, costume e progresso. Genovesi racconta tutto con il suo sguardo personale, trasformando la bicicletta in uno strumento di libertà e in una formidabile macchina per raccontare le persone.
L’appuntamento rafforza anche il ruolo di ACdB all’interno del tessuto culturale alessandrino reso ancora più vivace dal ricco programma della rassegna culturale di “Ottobre” e dintorni. Il museo non vive soltanto della propria collezione e delle esposizioni, ma entra nel programma della città, incontra teatro oltre che cinema, musica e letteratura e diventa spazio di racconto contemporaneo con la sensibilità della memoria.
Ottobre Alessandrino, del resto, non si esaurisce in un singolo evento: costruisce un percorso nel quale luoghi diversi della città diventano tappe culturali. ACdB entra pienamente in campo, portando la bicicletta fuori dalla sola dimensione sportiva.
Lo spettacolo arriva inoltre durante una stagione particolarmente significativa per il Museo. La mostra “Alessandria e il Giro d’Italia: una lunga storia d’amore”, inaugurata in primavera, è stata prorogata fino al 31 dicembre e continua a raccontare il rapporto tra Alessandria, il territorio e la Corsa Rosa attraverso biciclette, maglie, cimeli e testimonianze. La proroga è stata resa possibile grazie alla disponibilità dei prestatori Museo del Ghisallo, Herbie Sykes, Museo di Caneva e Franco Balmamion.
Il 23 ottobre sarà dunque una serata da vivere nello stesso luogo dove le biciclette raccontano già ogni giorno le proprie storie. Questa volta, però, a farle pedalare sarà la voce sorridente, dolce e mai banale di Fabio Genovesi.
SCHEDA EVENTO
CHI
Fabio Genovesi, scrittore, giornalista e voce culturale del Giro d’Italia nelle telecronache Rai.
COSA
“Sui pedali”, monologo dedicato alla storia, alle storie e all’immaginario della bicicletta.
QUANDO
Venerdì 23 ottobre 2026, ore 21.
DOVE
Sala Conferenze – Palazzo del Monferrato
ACdB Museo – Alessandria Città delle Biciclette
Via San Lorenzo 21, Alessandria.
NELL’AMBITO DI
Ottobre Alessandrino 2026.
INGRESSO
Libero fino ad esaurimento posti.
SCHEDA DELLO SPETTACOLO
Pedali libero e leggero, le gambe frullano bene e prendono il ritmo, l’aria addosso ha il calore giusto e il mondo sembra capire a quale velocità sia meglio venirti incontro. È da questa sensazione che nasce la domanda al centro di “Sui pedali”: com’è possibile che l’umanità abbia impiegato così tanto tempo a inventare la bicicletta?
La ruota aveva iniziato a girare già in Mesopotamia intorno al 3500 a.C., eppure per mettere due ruote una dietro l’altra sarebbero serviti più di cinquemila anni. La bicicletta arrivò infatti soltanto a metà Ottocento e, all’inizio, non aveva nemmeno i pedali: il velocipede si spingeva con i piedi.
Poi accadde tutto molto rapidamente. Intorno alla nuova invenzione divampò una vera mania, fatta di corse, imprese e sfide estreme. La bicicletta improvvisamente allargava i limiti dello spostamento, ma anche quelli dell’immaginazione e della follia umana.
Il monologo di Fabio Genovesi ripercorre questa storia sorprendente attraversando epoche, luoghi e personaggi: dalle piramidi al castello di Frankenstein, dalle sfide di Buffalo Bill alla tragedia della Grande Guerra, fino alla nascita della bicicletta moderna e del Tour de France.
Dentro il racconto entrano anche le imprese quasi incredibili del ciclismo pionieristico: agguati notturni, coltelli, valanghe di neve, corridori che prendono di nascosto il treno e altri che, scalando di notte i Pirenei, si ritrovano ad affrontare persino gli orsi.
La bicicletta nacque tardi, quasi contemporaneamente al motore a scoppio, che avrebbe potuto relegarla rapidamente in soffitta. E invece continuò il proprio viaggio, prendendo una strada diversa rispetto a quella del progresso ordinato e scandito dalle macchine.
È qui che “Sui pedali” trova la propria dimensione più profonda. Per Genovesi la bicicletta vive in un tempo fuori dal tempo, in un mondo fuori dal mondo. Non rappresenta soltanto fatica o sofferenza, ma soprattutto divertimento nel senso originario del latino “divertere”: cambiare direzione, allontanarsi dal percorso principale e ordinario.
La storia raccontata nel monologo diventa così la storia di una follia diversa da quella distruttiva che avrebbe condotto alla Prima Guerra Mondiale, cancellando corse e vite di tanti campioni. Una follia che non opprime ma libera, non porta sottoterra ma sulle cime, non restringe la vita ma la allarga.
È questa, forse, la natura più autentica e rivoluzionaria della bicicletta: permettere di cambiare direzione e, anche solo per il tempo di una pedalata, rendere straordinario ciò che sembrava ordinario.
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