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Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato
Viale della Repubblica 277, 59100 Prato
Prato, 2 settembre 2021. Dal 10 settembre al 31 ottobre 2021 il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato presenta La discoteca, mostra personale di Jacopo Miliani a cura di Elisa Del Prete e Silvia Litardi | NOS Visual Arts Production: una grande installazione ambientale audio-video composta dalla proiezione del film omonimo e dalla scultura luminosa al neon Babilonia, insegna della discoteca immaginaria in cui è ambientato il film.
La discoteca, progetto che comprende la realizzazione del primo feature film dell’artista, della scultura e di una pubblicazione monografica che raccoglie tutta la ricerca legata al progetto, ha vinto l'ottava edizione di Italian Council - programma di promozione dell’arte contemporanea italiana nel mondo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura (MiC) - ed entrerà a far parte della collezione museale del Centro Pecci.
Il film La discoteca racconta un futuro distopico in cui un’autorità non ben identificata proibisce il ballo e il libero sfogo alle emozioni, ed esercita il proprio potere sulle persone trasformandole in rose. Un grottesco retro-futuro in cui un’applicazione digitale sorveglia le case e seleziona esseri umani per una serata speciale in discoteca, luogo deputato a consumare un rituale finalizzato alla riproduzione controllata della specie. Nella discoteca non vi è traccia di divertimento, imprevisto, scoperta dell’altro. È qui che Sylvester (Eva Robin’s) regina/tiranna del Babilonia, accompagnata da altri abitanti di questo luogo spettrale (Anna Amadori, Charlie Bianchetti, Kenjii Benjii e Alex Paniz), accoglie Didi (Eugenia Delbue) ed Ermes (Pietro Turano) due giovani antieroi che daranno vita a una sorprendente trasformazione.
Con La discoteca Jacopo Miliani sceglie di relazionarsi al linguaggio cinematografico attraverso la sceneggiatura e la regia, proponendo un’evoluzione e una sintesi della sua ricerca su temi come il linguaggio del corpo, il ballo, i luoghi comunitari e la performatività del sé.
Giovedì 16 settembre, il Festival Gender Bender di Bologna dedica a La discoteca un live event, un susseguirsi di approfondimenti sulla ricerca dell’artista, il dj set del musicista Thomas Costantin, autore della colonna sonora, e la proiezione del film al Parco del Cavaticcio.
Sabato 18 settembre il MiX Festival Internazionale di Cinema LGBTQ+ e Cultura Queer di Milano ospita al Piccolo Teatro Strehler la prima proiezione in sala del film come evento speciale della sua 35° edizione. Presenti l’artista, il cast e le curatrici.
Questi appuntamenti insieme alla mostra al Centro Pecci compongono i primi passi di un tour di presentazione nei festival cinematografici italiani e internazionali che proseguirà nel 2022.
Quando le prime fresche arie autunnali preannunciano l’inverno, uno spettacolo unico avvolge la Val Gardena: non solo gli alberi si accendono delle mille sfumature prima del giallo e poi dell’arancio e del rosso, ma anche le montagne si infiammano. Burning Dolomites, uno straordinario spettacolo naturale, unico nel suo genere, dovuto ad una particolare irradiazione solare, che colora di rosso le cime dolomitiche che fanno da corona alla valle. E’ in questo periodo che si coglie l’anima più intima della Val Gardena, dove – dopo i frequentatissimi mesi estivi - torna la calma più assoluta, che invita al relax più profondo. Per condividere con gli ospiti la magia delle Dolomiti incorniciate dagli infuocati colori autunnali, e far godere loro della stupenda gastronomia di questa stagione e dei salutari trattamenti benessere ideali per affrontare in piena forma la stagione invernale, lo storico Hotel Granbaita Dolomites, raffinato 5 stelle nel cuore di Selva di Val Gardena, resta quest’anno eccezionalmente aperto. Ad attenderli, giornate realmente ritempranti, fra relax e vita attiva nella natura. In programma per loro, escursioni alla scoperta dei luoghi più belli e spettacolari della Val Gardena e pedalate panoramiche lungo tracciati da mito (quali il Sella Ronda) con guide esperte private dell’hotel, senza bisogno di preoccuparsi dell’attrezzatura dato che avranno a disposizione bici elettriche dell’ultima generazione, caschetti, bastoncini e zaini da camminata. I più sportivi possono prendere parte alle attività del programma Val Gardena Active, con una riduzione sul prezzo.
Rituali benessere
Al rientro in albergo, gli ospiti sono avvolti dal benessere della Savinela Spa, con i benefici delle acque calde a 30° delle grandi piscine interna ed esterna, rivitalizzate secondo il Metodo GRANDER, che ne potenzia le caratteristiche naturali e gli effetti positivi. Nei suoi oltre 2.000 mq di estensione, la Spa propone un percorso di benessere unico nel suo genere che valorizza – nei trattamenti e nei prodotti utilizzati - i principi attivi degli elementi naturali delle Dolomiti. La sauna finlandese, il bagno turco al vapore e quello aromatico, le saune al fieno e al cirmolo, la sauna panoramica con Aufguss diverse volte a settimana, le saune private per chi desidera la massima privacy, sono ideali per purificare il corpo, eliminare le tossine, rafforzare il sistema immunitario. Benefici sono anche l’oasi salina con grotta e piscina la doccia di neve. Fra i molti trattamenti adatti al periodo autunnale, ci sono Alpine Ritual Steviola, con bagno di fieno che previene problemi alle vie respiratorie e malattie stagionali come bronchiti ed influenze, seguito da un massaggio; Detox – Skin Regimen, trattamento viso detox con azione anti-age per pulire in profondità la pelle dai metalli pesanti, particolarmente adatto a chi vive in città con effetto chelante e con longevity complex; Maschera peel-off al carbone vegetale e booster personalizzati in base al tipo di pelle; Pinda Sweda, un trattamento con sacchettini riscaldati contenenti erbe di montagna, personalizzabile in base alle esigenze, che vengono passati sul corpo e grazie all’olio rilasciano i principi attivi.
Il piacere della tavola autunnale
Naturale compendio di un piacevole e rilassante soggiorno sono, al Granbaita Dolomites, i piaceri della tavola, imbanditi sotto l’attenta regia dell’Executive Chef Andrea Moccia. In questo periodo ne sono protagonisti i prodotti e gli straordinari sapori della gastronomia autunnale, attorno ai quali vengono anche organizzati golosi appuntamenti, come degustazioni di formaggi e salumi, abbinati ai vini della fornitissima cantina, ricca di oltre 500 etichette altoatesine e delle più blasonate cantine internazionali. Gli ospiti hanno a disposizione un Menu à la carte dove possono scegliere fra i più apprezzati piatti tradizionali altoatesini (che valorizzano la freschezza delle materie prime locali, anche di piccoli produttori), raffinate proposte della cucina mediterranea e internazionale e il Menu Vital, gustosissimo ma con sole 500 calorie, per chi volesse seguire un regime detox.
Viaggio del gusto al Ristorante Granbaita Gourmet
Seguono le suggestioni dell’autunno anche i piatti che Andrea Moccia ha creato per il raffinato Ristorante Granbaita Gourmet, aperto anche agli ospiti esterni. Un vero viaggio nel gusto sono i Menu Degustazione Gherdeina e Dolomites, giocati fra ricerca e reinterpretazione in chiave moderna dei sapori della tradizione locale, come il sorprendente Menu A sorpresa, sinfonia a mano libera dello Chef Andrea Moccia. Ed ecco, fra gli ingredienti, castagne, noci di montagna, zucca, funghi porcini, rape rosse e altri prodotti autunnali altoatesini. Atmosfera ovattata, mise en place ricercata, servizio ineccepibile, il ristorante ha soli 7 tavoli per offrire agli ospiti la possibilità di fare nel massimo del comfort un’esperienza culinaria straordinaria.
Pacchetti per coppie e per gourmet
Per l’autunno il Granbaita Dolomites ha messo a punto una serie di piacevoli pacchetti, far cui il Couples Retreat (che include, fra l’altro, il benvenuto in camera con una bottiglia di Champagne e delicatezze e il Savinela SPA Couples Ritual, ovvero sauna e bagno turco privati, peeling, massaggio rilassante, impacco nutriente, piacevole relax e cocktail di frutta fresca) e il Granbaita Gourmet Experience, con una cena con Menu degustazione Gherdeine di 5 portate nel Ristorante Granbaita Gourmet.
Informazioni: Hotel Granbaita Dolomites
Str. Nives 11, Selva di Val Gardena (BZ)
Tel. +39 0471 795210 - www.hotelgranbaita.com - info@hotelgranbaita.com
Milano, 1 settembre 2021 – miart 2021 annuncia i premi e il fondo di acquisizione che hanno caratterizzato la manifestazione negli ultimi anni, confermando la collaborazione con alcuni dei partner che hanno affiancato la fiera nel suo percorso di crescita. La venticinquesima edizione della fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea di Milano, organizzata da Fiera Milano e diretta per il primo anno da Nicola Ricciardi, è stata costruita sul valore della continuità, con l’obiettivo di tutelare la qualità e il riconoscimento internazionale costruito con il percorso intrapreso nel 2013: obiettivo condiviso con gli stakeholder che hanno deciso di rinnovare il loro impegno a sostegno del lavoro di artisti e galleristi, perno imprescindibile per una crescita sana del comparto dell’arte contemporanea a livello nazionale e internazionale.
Fondo di Acquisizione di Fondazione Fiera Milano
Fondo di acquisizione per un valore di 50.000 Euro destinato a opere d'arte che andranno a implementare la collezione di Fondazione Fiera Milano, oggi ospitata all’interno della Palazzina degli Orafi, sede di Fondazione, che attualmente si compone di 99 lavori in rappresentanza di linguaggi artistici differenti.
Giuria: Diana Bracco, Presidente, Componente Comitato Esecutivo di Fondazione Fiera Milano, Milano Chrissie Iles, Anne & Joel Ehrenkranz Curator, Whitney Museum of American Art, New York Luca Lo Pinto, Direttore Artistico, MACRO, Roma Cristiana Perrella, Direttrice, Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci, Prato Premio Herno
Nato dalla collaborazione tra miart ed Herno e giunto alla sua sesta edizione, il riconoscimento di 10.000 Euro sarà assegnato allo stand con il miglior progetto espositivo.
Giuria: Andrea Bellini, Direttore, Centre d'Art Contemporain, Ginevra Quinn Latimer, scrittrice e poetessa, Basilea Andrea Lissoni, Direttore Artistico, Haus der Kunst, Monaco
In concomitanza con miart Herno esporrà nel flaghship store di Montenapoleone due opere dall’artista Gianni Caravaggio.
Premio LCA per Emergent
Il premio del valore di 4.000 Euro, istituito nel 2015 e nato dalla collaborazione tra miart e LCA Studio Legale, è destinato alla galleria con la migliore presentazione all'interno della sezione Emergent.
Giuria: Edoardo Bonaspetti, Co-Direttore, Ordet, Milano João Laia, Capo Curatore, Museum of Contemporary Art Kiasma, Helsinki Bart van der Heide, Direttore, Museion, Bolzano
Premio Rotary Club Milano Brera per l’Arte Contemporanea e Giovani Artisti
Il premio, giunto alla sua dodicesima edizione e istituito nel 2009 come primo riconoscimento nel contesto di miart, prevede l’acquisizione di un’opera di un artista emergente o mid-career da donarsi al Museo del Novecento di Milano.
Giuria: Laura Cherubini, Curatrice, titolare della cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano Christian Marinotti, Editore, docente di Storia dell’arte nel Corso di Laurea in Progettazione dell’architettura del Politecnico di Milano e ideatore del premio Iolanda Ratti, Conservatrice del Museo del Novecento di Milano
La riscoperta di Treviso grazie alle Rotte del Cagnan, il roseo foglio satirico, ci porta
a Santa Maria del Rovere, che ha conosciuto la 'ribalta' della Storia perchè
con l'occupazione delle fabbriche del 1920, anche il borgo trevigiano annoverò uno stabilimento
occupato.
Ma se l'evento storico tocca le corde della memoria, il viaggio di Borghi d'Europa, vuole
occuparsi,in altro senso , delle vie del gusto. Santa Maria del Rovere ospita da molto tempo
la Pasticceria Savoia di Gennaro Immobile, giunto a Treviso molti anni orsono per visitare un amico e che qui ha fondato la propria attività.
“La Pasticceria Savoia realizza Servizi di Catering, Banqueting, colazioni di lavoro, welcome coffee e coffee break, open day, light lunch, business lunch in occasione di meeting, conferenze, eventi aziendali o rifreschi informali, feste di compleanni, anniversari, matrimoni....e tanto altro ….”
Gelateria e Pasticceria, secondo la tradizione napoletana.
La pasticceria a Napoli non è solo una fonte di lavoro, di gusto e di guadagno, ma anche un’arte, una vocazione, una parte importantissima della storia e della tradizione.
Ogni dolce, ogni torta, ogni variante nel gusto e nei ripieni evoca alla mente ricordi, momenti, feste, attimi di vita, unendo passato e presente in un richiamo di vista, olfatto e gusto, nonchè tatto, tutto in una volta.
E questo, a Napoli, accade da secoli.
La pastiera evoca indiscutibilmente, con il suo profumo ed il suo gusto, la Pasqua e la primavera, mentre gli struffoli e la cassata parlano al cuore del Natale, esattamente come le chiacchiere riportano automaticamente alla mente il Carnevale; le sfogliatelle richiamano alla mente le domeniche passate in famiglia, mentre il babà, nei vari formati, ricorda un po’ a tutti il passaggio dall’età fanciullesca a quella adolescente, poichè “i bambini non possono mangiarlo, c’è il rhum!“; ancora, le zeppole ricordano San Giuseppe e la festa del papà.
STORIA DELLA PASTIERA NAPOLETANA
Si racconta che Maria Teresa D'Austria, consorte del re Ferdinando II° di Borbone, soprannominata dai soldati "la Regina che non sorride mai", cedendo alle insistenze del marito buontempone, famoso per la sua ghiottoneria, accondiscese ad assaggiare una fetta di Pastiera e non poté far a meno di sorridere, compiaciuta alla bonaria canzonatura del Re che sottolineava la sua evidente soddisfazione, nel gustare la specialità napoletana.
Pare che a questo punto il Re esclamasse:
"Per far sorridere mia moglie ci voleva la Pastiera, ora dovrò aspettare la prossima Pasqua per vederla sorridere di nuovo".
STORIA DEGLI STRUFFOLI
Due famosi trattati di cucina del 1600, il Latini e il Nascia, citano come “strufoli - o anche struffoli - dei dolci preparati alla stessa maniera degli struffoli napoletani anche se la loro invenzione pare non sia attribuibile ai napoletani ma ai Greci ed è dal greco che deriverebbe il nome “struffolo”: precisamente dalla parola “strongoulos”, arrotondato. Come sempre accade nella incertezza delle origini la fantasia trova terreno fertile e quindi si passa dal supporre che derivi da strofinare, il gesto che compie chi lavora la pasta per arrotolarla a cilindro prima di tagliarla in palline e chi invece ritiene che la radice di struffoli sia da collegare allo strutto (il tipo di grasso con cui per la ricetta originale vengono fatti e in cui vengono fritti e vi assicuro sono tanto più buoni. Gli struffoli si trovano pure a Palermo, d'altronde il Regno delle due Sicilie aveva Napoli come capitale, ma con la variante della perdita di una f “strufoli”.Nella preparazione degli struffoli in cui come al solito eccellevano le nonne e da cui tutta la città ha ereditato una, mille e più ricette con qualche piccolo e tramandato segreto, ciascuna pallina prima di friggerla viene tagliata sapientemente a mano in formato piccolo perché così aumenta la superficie di pasta che entra in contatto col miele che deve essere abbondante. Nella ricetta degli struffoli trovano posto arancia e cedro candito, ma la parte del leone come nella pastiera e nella sfogliatella la fa la zucca candita. E' un dolce di lunga conservazione ed è consuetudine dei più piccoli piluccarne di tanto in tanto qualche pallina per soddisfare la golosità.
PASTICCERIA SAVOIA TREVISO
LA VERA PASTICCERIA NAPOLETANA NEL CUORE DI TREVISO
Pasticceria Savoia Di Immobile Gennaro
Viale Felissent Gian Giacomo, 53
31100 TREVISO
Tel.: (+39) 0422-305585
di Francesca Masotti
È nascosto nel sud della Penisola Balcanica,
tra Albania e Macedonia del Nord -che lo possiede per 2/3: il lago di
Ohrid è il più antico e profondo specchio d’acqua d’Europa. Dal 1979
il lato nord macedone fa parte della lista dei patrimoni mondiali dell’umanità
stilata dall’Unesco (quello albanese, invece, è stato iscritto nel 2019)
insieme all’omonima cittadina, Ohrid, un pugno di casette bianche con tetti di
mattoni rossi, custode delle chiese e dei monasteri più belli del Paese. La
“Gerusalemme dei Balcani”, uno dei soprannomi della città per via delle
numerose chiese presenti -si narra che nell’antichità ne possedesse ben
365, una per ogni giorno dell’anno- è la cartolina della Macedonia del Nord.
Il centro storico di Ohrid è un gioiellino:
strade lastricate, chiese ortodosse, muretti a secco, piazzette nascoste e case
in stile ottomano. Tra tutte, spicca Casa Robevi, una maestosa
abitazione del XIX secolo appartenente a una delle più facoltose famiglie nord
macedoni, oggi sede del Museo Nazionale, che vanta una prestigiosa collezione
di reperti archeologici rinvenuti nell’area. Una visita alla Cattedrale
Sveta Sofja, al cui interno sono custoditi preziosi affreschi risalenti
all’XI secolo, prima di raggiungere la Chiesa di Sveti Jovan Kaneo.
Un luogo dal fascino unico non solo per via della sua antica storia -la chiesa
è infatti dedicata a Giovanni di Patmos da molti studiosi considerato come
l’apostolo Giovanni, autore del Libro della Rivelazione, l’ultimo libro del
Nuovo Testamento- ma anche e soprattutto per le viste che regala sul
lago.
Oltrepassata la fitta pineta alle spalle della
chiesa, ecco Plaošnik, l’area archeologica più estesa della
Macedonia del Nord. Qui la storia si tocca con le mani: è nell’attuale Monastero
di San Pantaleone, altro gioiello culturale, che, infatti, San Clemente,
discepolo dei Santi Cirillo e Metodio inventori del glagolitico, il più antico
alfabeto slavo mai conosciuto, istituì una scuola e inventò l’attuale versione
dell’alfabeto cirillico. Oggi questo alfabeto è usato ufficialmente, tra gli
altri Paesi, in Russia, Bulgaria, Macedonia, Bielorussia, Kirghizistan,
Mongolia, Ucraina, Tagikistan, Serbia, Montenegro. Nessuno si aspetterebbe un
tale concentrato di storia in una destinazione così sconosciuta alla maggior
parte delle persone, invece Ohrid stupisce per le sue testimonianze culturali.
Non resta dunque che visitare anche l’Antico Teatro, ogni anno nel mese
di agosto sede del prestigioso evento musicale Ohrid Summer Festival,
la Fortezza di Samuil che dall’alto domina tutta la città
e Old Bazaar Street, la via pedonale che conduce al quartiere turco
della città dove tra moschee, spezie e montagne di dolci vi sembrerà per un
attimo di essere stati catapultati in medio oriente.
Nelle belle giornate di sole, che qui non
mancano, il lago risplende di una gamma di colori che variano dal blu
all’azzurro al turchese e percorrere il litorale in auto è una delle avventure
on the road più entusiasmanti che si possa fare nei Balcani. Dal finestrino
della macchina si ammirano i villaggi dei pescatori da un lato e le barchette
colorate in ormeggio dall’altro. Ogni tanto si intravedono spiagge e calette
nascoste che, in estate, sono prese d’assalto dalle persone del posto e dagli
abitanti di Skopje, la capitale: la Macedonia del nord infatti non ha sbocchi
sul mare e il lago è la destinazione estiva prediletta del popolo nord macedone
per godersi le calde giornate estive senza dover sconfinare in Grecia o recarsi
altrove. Superati i villaggi di Sveti Stefan, Dolno Konjsko, Lagadin e
Peshtani, si raggiunge Bay of Bones-Museo sull’acqua. Si tratta
della ricostruzione parziale di un antico insediamento su palafitte in legno
che, secondo gli studi realizzati in occasione degli scavi archeologici operati
nell’area tra il 1997 e il 2005, esisteva lungo la sponda del lago in età
preistorica. Il nome Bay of bones deriva dalle numerose ossa
di animali e dai frammenti di vario tipo rinvenuti in loco durante gli scavi
dagli archeologi. Il museo è composto da 24 repliche di case preistoriche, che
consentono di immaginare come fosse la vita comunitaria in quell’epoca, e
regala scorci mozzafiato sul lago e la natura circostante.
È il Monastero di Sveti Naum,
nell’estremità meridionale della costa, l’ultima tappa lungo il litorale nord
macedone del lago di Ohrid. L’antica chiesa, costruita nel XVI secolo su un
sito originario preesistente risalente al 905 (il complesso monastico che la
circonda è invece del XVIII secolo), è una nota meta di pellegrinaggio in
Macedonia del Nord. Sarà per la sacralità del posto (la chiesa è infatti
uno dei luoghi devoti dell’ortodossia nei Balcani), sarà per la posizione
scenografica in cui è collocata in cima a una collinetta sotto la quale si
trova una piccola laguna circondata da una foresta rigogliosa, dove vivono
cigni, papere e una famiglia di pavoni, sarà per le viste incomparabili che
regala sul lago che nasce proprio qui, le sorgenti si trovano infatti alle
spalle del monastero, ma è impossibile non lasciarsi sedurre dall’eleganza e
dal fascino di questo luogo unico al mondo.
Una volta, ai primi freddi il norcino girava di cascina in cascina per uccidere il maiale e preparare i salumi, aiutato dagli uomini che tagliavano e impastavano la carne, dalle donne che si occupavano della manifattura e dai vecchi che curavano il fuoco e raccontavano le storie del passato... Un mestiere antico, spesso tramandato da padre in figlio, che l’Agriturismo Corte Lantieri di Capriolo (Bs) annesso all’omonima, storica, cantina farà riscoprire in occasione del Festival del Franciacorta, attraverso il racconto di un norcino professionista che illustrerà come viene praticata oggi questa attività, la tradizione, il periodo dell’anno in cui si svolge, gli strumenti e quali gustosi prodotti si possono preparare, per la delizia dei palati. Al termine del racconto ci sarà una degustazione di prodotti tipici franciacortini freschi e stagionati. Gli incontri – per i quali è richiesta la prenotazione- si terranno nei due week end dell’11-12 e del 18-19 settembre alle ore 10.30 e 11.00 e saranno seguiti da una visita guidata alle cantine con spiegazione del metodo di produzione del Franciacorta Docg e del Curtefranca Doc con degustazione di 2 vini (Franciacorta Brut e Franciacorta Satèn) accompagnati da stuzzichini vari.
Visite in cantina e Menu Festival Franciacorta
Nei due week end del Festival del Franciacorta, l’azienda vinicola Lantieri accoglierà gli enoturisti dalle 10.00 alle 18.00 per visite guidate alle cantine con spiegazione del metodo di produzione del Franciacorta Docg e del Curtefranca Doc con degustazione di 2 vini (Franciacorta Brut e Franciacorta Satèn) accompagnati da stuzzichini.
Nelle medesime giornate l’Agriturismo Corte Lantieri proporrà a pranzo e cena un raffinato Menu Festival Franciacorta, creato per l’occasione dagli chef con prodotti selezionati del territorio franciacortino. Ad ogni piatto sarà abbinata una diversa tipologia di Franciacorta Lantieri.
Come antipasto, Parmigiana di melanzane con pesto di pomodoro e RET salame De.Co di Capriolo in abbinamento al Franciacorta Extra Brut. Passando ai primi, la scelta sarà fra il Risotto alle erbe fini con trota affumicata dalla casa oppure il Risotto al Franciacorta Millesimato mantecato con formaggella delle valli bresciane in abbinamento al Franciacorta Satèn. Seguirà il Maialino da latte al forno con polenta di mais rosso e patate abbinato al Franciacorta Rosè. Per concludere in dolcezza, Morbido al caffè con salsa alla liquirizia accompagnato da Franciacorta Rosè
Prenotazione obbligatoria 030 7364071 oppure 030 736151.
Informazioni: Cantina Lantieri
Via Videtti 23 - Capriolo (BS)
Tel. 030.736151 – info@lantierideparatico.it - www.lantierideparatico.it
15 settembre – 2 novembre 2021
Ossario e alla Chiesa di San Bernardino alle ossa
Inaugurazione 14 settembre 2021 ore 18
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Fausta Squatriti nel tempio dell’arte esatta
A cura di Elisabetta Longari
17 – 19 settembre 2021
MiArt
fiera internazionale d'arte moderna e contemporanea
Stand Galleria Bianconi

Fausta Squatriti, Ecce Homo, 1994
Courtesy Archivio Fausta Squatriti e Galleria Bianconi
All’interno della Milano Art Week, momento in cui la città di Milano e la cultura si uniranno in un positivo atto di forza volto alla ripresa e alla rinascita, Fausta Squatriti e il suo Archivio saranno presenti con due importanti progetti espositivi legati alla città in modo diverso ma equamente incisivo.
Il primo, curato da Elisabetta Longari e dall’Archivio e strettamente legato al territorio di Milano, è la mostra Opera al nero, che inaugurerà il 14 settembre all’Ossario e alla Chiesa di San Bernardino alle ossa di Milano. Con questo progetto site-specific Fausta Squatriti intende far riflettere sul valore del sacro e del memento mori per mezzo di un cortocircuito relazionale fra il luogo e la pratica artistica contemporanea.
Elisabetta Longari apre così il suo testo in catalogo: «Religione e arte nascono entrambe per esorcizzare la morte, per contrastare il gelo esistenziale, il brivido sgomento che coglie l’uomo all’idea della caducità della vita. Eppure è proprio la morte a restituire alla vita tutto il suo senso; così, come notava Pasolini, sono le operazioni di montaggio a conferire senso al film. Eppure pochi osano guardare la morte. Le opere di Fausta Squatriti selezionate per questa mostra creano una sorta di commentario alla morte, rammemorano della sua presenza, invitano a guardarne i suoi simboli direttamente per famigliarizzare con essa».
La mostra si sviluppa partendo dalla chiesa dove sono presenti una grande croce in ferro e un dittico, continua nell’ossario dove le opere, ospiti discreti, dialogano con gli arredi esistenti. Nella cappella dell’ossario poi si alternano una serie di disegni realizzati per questa mostra.
Il titolo dell’esposizione Opera al nero non è solo una citazione, ma è anche il titolo di un ciclo di lavori dedicati a Marguerite Yourcenar che Fausta Squatriti ha realizzato nel 2009. In mostra è esposto, infatti, il lavoro Œuvre au noir: Alter Ego.
La mostra è corredata di un particolare catalogo edito da Magonza con testi di Elisabetta Longari, Mons. Luca Bressan e Bertrand Levergeois.
Il secondo appuntamento invece, più legato all’anima imprenditoriale della città meneghina, si realizzerà all’interno di MiArt - la fiera internazionale d'arte moderna e contemporanea di Milano- che si svolgerà dal 17 al 19 settembre. All’interno della fiera la Galleria Bianconi, in collaborazione con l’Archivio Fausta Squatriti e supportata da ampia documentazione originale d’epoca, presenterà uno stand interamente dedicato all’artista in cui sarà ricostruita la storica mostra personale di Fausta Squatriti “Sculptures et collages” realizzata nel 1982 alla Galerie Denise René di Parigi. Anche questa mostra, dal titolo Fausta Squatriti nel tempio dell’arte esatta, curata ancora da Elisabetta Longari, sarà corredata da un catalogo che analizza la produzione anni Settanta e Ottanta di Fausta Squatriti legata alle Sculture Nere e ai lavori geometrici.
Da Cibus a Caseus Veneti, passando per Made in Malga e Cheese: tutti gli appuntamenti dal vivo con protagonista il formaggio dei Monti Lessini veronesi
In un settembre ricco di appuntamenti gastronomici, il Consorzio per la tutela del formaggio Monte Veronese DOP sarà in prima linea con le sue eccellenze a eventi dal vivo in tutto il nord Italia.
“L’attività didattico promozionale del Consorzio a settembre non si fermerà un attimo – racconta il Presidente Alfonso Albi – Dopo lo strano periodo causato dalla pandemia, abbiamo deciso di aderire a importanti eventi caseari in presenza. Ci saranno delle limitazioni e delle regole da rispettare anche nelle degustazioni, ma noi cercheremo di fare il nostro meglio e di portare i nostri formaggi più buoni perché crediamo nell’importanza dell’incontro e della condivisione tra le persone. Abbiamo fiducia nel futuro”.
Le danze si aprono a Parma, dove fino al 3 settembre va in scena Cibus 2021, organizzata da Fiere di Parma e Federalimentare, la prima grande fiera internazionale a riaprire. Qui il Consorzio per la tutela del formaggio Monte Veronese DOP ha un proprio stand (Pad. 2 D007) per presentare il formaggio tipico dei Monti Lessini veronesi e riprendere in presenza il dialogo con i buyer italiani ed esteri, mai interrotto, ma limitato al virtuale. Sull’altopiano di Asiago nei fine settimana dal 3 al 5 e dal 10 al 12 settembre, andrà in scena Made in Malga, la mostra dedicata ai prodotti montani che si svolgerà tra le vie della splendida località montana. In evidenza ci saranno le tipiche produzioni di alpeggio con l’esposizione di varie stagionature del Monte Veronese DOP, che dopo tanto tempo si confronteranno con altre realtà casearie di montagna in arrivo da tutta Italia. Dal 17 al 20 settembre il Monte Veronese DOP si trasferirà invece in Piemonte, a Bra, per partecipare a Cheese. Questa sarà invece l’occasione per dare lustro esclusivamente al Monte Veronese di malga, eccellenza casearia dei vari produttori del Consorzio e Presidio Slow Food. Si tratta di una particolare tipologia di formaggio, che è prodotta da maggio a settembre, solo con latte di alpeggio, cioè di animali che fanno pascolo in Lessinia. Per i visitatori sarà un momento unico per conoscere i migliori produttori e affinatori di formaggio di tutta Europa. Si ritorna in Veneto dal 25 al 26 settembre a Piazzola sul Brenta per Caseus Veneti - Concorso regionale formaggi del Veneto. Qui i formaggi di tutta la regione si sfideranno in una competizione all’ultimo latte: un concorso che prevede varie categorie, tra formaggi DOP e tipici, caprini, freschi, freschissimi, affinati. L’obiettivo dell'evento è valorizzare un vero e proprio patrimonio, informando il consumatore sulle qualità e caratteristiche dei formaggi DOP e delle grandi produzioni tipiche locali, per indirizzarlo a una scelta più consapevole. Sarà una festa dell'arte casearia, che conquisterà cuori e palati dei più golosi con il mercato dei formaggi, la mostra dei prodotti tipici, le degustazioni guidate di formaggi DOP e pizze, e i cooking show che daranno voce alle 8 denominazioni protagoniste dell'appuntamento. A promuovere questa 17ª edizione sono infatti i Consorzi di Tutela dei formaggi DOP del Veneto: Grana Padano, Asiago, Casatella Trevigiana, Montasio, Monte Veronese, Piave, Provolone Valpadana e Mozzarella STG.