lunedì 2 maggio 2022

Nel cuore del Chianti Classico, Vallepicciola presenta il Pinot Nero Boscobruno Rosso Toscana IGT 2020.

 



Tra le tante novità per il 2022 di Vallepicciola, azienda vitivinicola rappresentativa del Chianti Classico, c’è il Boscobruno Pinot Nero 2020  per la prima volta targato Alessandro Cellai. Frutto di uvaggio 100% Pinot Nero, Boscobruno è uno dei vini simbolo dell’azienda che quest’anno esce sul mercato nella prima versione curata dall’enologo, e direttore generale di Vallepicciola, Alessandro Cellai. Vino di altissima qualità, complesso ed elegante, che rispecchia l’essenza della sua zona di orgine, della microarea caratterizzante e della visione aziendale.
 
Castelnuovo Berardenga (SI), 2 maggio 2022 – Vallepicciola, realtà vitivinicola d’eccellenza di Castelnuovo Berardenga, nel Chianti Classico, presenta Boscobruno Pinot Nero 2020, un IGT Toscana frutto di uvaggio 100% Pinot Nero. Boscobruno è parte della selezione di vini dal 2015 ed è uno dei vini simbolo dell’azienda che da quest’anno esce nella versione curata da Alessandro Cellai, direttore generale ed enologo al timone dell’azienda dal 2020. Con il suo colore rosso rubino brillanteBoscobruno Pinot Nero 2020 colpisce chi lo degusta grazie alle note intense di fragoline di bosco, cassis e spezie; un vino in grado di riflettere l’essenza del territorio, della cantina e dell’enologo che lo ha creato.
 
Per Alessandro Cellai, enologo e direttore generale di Vallepicciola dalla vendemmia 2020, l’annata 2020 del Boscobruno Pinot Nero Rosso Toscana IGT è la prima da lui curata e diretta interamente: si tratta di un vino frutto di uve 100% Pinot Nero, accuratamente selezionate, di cui sono stati scelti solo i grappoli migliori al fine di garantirne l’assoluta qualità. Il vitigno da cui prende vita questo vino a marchio Vallepicciola è allevato nella zona di Pievasciata, nel comune di Castelnuovo Berardenga: qui, a un’altitudine di 480 metri s.l.m con esposizione a est, sorge il vigneto Boscobruno cui il vino stesso eredita il nome. Su un terreno prevalentemente calcareo, ricco di alberese e galestro, il vigneto si estende per oltre due ettari e mezzo di superficie e le viti vengono allevate secondo il metodo Guyot. La vendemmia avviene nei primi dieci giorni di settembre a cui fanno seguito fermentazione e macerazione in serbatoi di cemento a temperatura controllata per circa quindici giorni. In barrique, invece, ha luogo la fermentazione malolattica cui seguono dodici mesi di invecchiamento sempre in barriques di rovere francese. Dopo l’affinamento in bottiglia per un periodo di tempo tra gli otto e i dieci mesi, è pronto per essere degustato: alla vista si presenta di un colore rosso rubino brillante, mentre al naso sprigiona note di frutti rossi, come la fragolina di bosco e il cassis, oltre che dei sentori di spezie; in bocca, invece, colpisce per l’eleganza del suo tannino. Nell’insieme un vino sicuramente complesso e molto elegante, all’interno del quale si ritrova l’essenza del territorio in cui nasce e di Vallepicciola stessa intesa come microarea caratterizzante. La sua resa migliore? Decisamente se abbinato a del baccalà alla Livornese con cui recicprocamente esaltano i sapori.
 
«Il pubblico ha accolto Boscobruno 2020 in maniera eccelsa e, al Vinitaly, è stato ulteriormente confermato il trend: un vino apprezzato e lodato da chiunque lo abbia assaggiato» afferma Alessandro Cellai che, con l’uscita del Boscobruno Pinot Nero Rosso Toscana IGT 2020 dimostra di tenere sempre alta l’asticella qualitativa di Vallepicciola, conferendo ancora una volta all’etichetta la sua impronta di enologo e tutte le qualità e l’essenza del territorio d’origine.  

Convegno sul restauro del Contemporaneo Il legno come materiale primario e secondario

 

Festa della Mamma 2022 Capitel San Rocco Valpolicella Ripasso DOC Superiore Tedeschi è il vino perfetto per un brindisi speciale

 

Percorsi wellness all’aperto e in libertà tra i boschi e i pascoli alpini con vista dolomitica. La vacanza in Alto Adige al NaturHotel Lüsnerhof è a stretto contatto con la natura e i suoi quattro elementi, terra, acqua, aria e fuoco.

 



Immergere corpo e mente nella natura fiabesca dei boschi della Valle di Luson, in Alto Adige, attorno al NaturHotel Lüsnerhof dei Belvita Leading Wellnesshotels Südtirol significa prendersi cura del proprio benessere. Dove? Lungo sentieri completi di saune tra le fronde degli alberi o con vista panoramica sulle Dolomiti, percorsi Kneipp nel mondo dell’acqua e passeggiate meditative, oltre ai trattamenti e massaggi all’aperto a base di prodotti naturali locali.
 
Bressanone, 2 maggio 2022 – Boschi di conifere e distese di pascoli alpini accolgono l’ospite al 4 stelle superior NaturHotel Lüsnerhof della famiglia Hinteregger appartenente ai Belvita Leading Wellnesshotels Südtirol. La struttura è caratterizzata dall’originale architettura in legno e pietra che ricorda un antico fienile e con vista sulla Valle di Luson, in Alto Adige. Qui le pinete incontaminate e ricche dei profumi degli alberi che le popolano, le rocce dolomitiche con le loro forme e i loro colori, le acque dei torrenti con il loro fragore e la luce e l’aria prettamente alpine in ogni stagione, regalano energie benefiche e pace a chiunque si voglia calare in questo ambiente. La famiglia Hinteregger propone ai propri ospiti diversi percorsi wellness in libertà e all’aperto che permettono di godersi questo ambiente naturale e di vivere i benefici dei quattro elementi naturali: terra, acqua, aria, fuoco.
 
I percorsi SaunaPromenade e WaldbadPromenade coinvolgono tutte le tre aree wellness dell’hotel: l’area nell’edificio principale al Lüsnerbadl, la BadehausSpa e il sentiero nel bosco. La WaldbadPromenade è un viaggio sensoriale in cui “vivere tutto quanto la natura può offrire” rilassando corpo e mente da mattina a sera; lungo questo percorso naturale fiabesco nel bosco i 5 sensi vengono risvegliati. C’è il ruscello Gargitter attrezzato di una grande botte in legno modificata per il bagno in acqua salina a 36°C con effetto antigravitazionale e circondata dalle fronde degli alberi. Il ruscello invita a rinfrescarsi e risvegliare tutti i sensi grazie alla presenza di percorsi Kneipp, tra cascatelle che vanno a riempire altre grandi botti in legno adattate al wellness, docce e stagno naturale. In direzione del bosco oscilla la gondola a infrarossi con vista sulle vette dolomitiche. Qui al ruscello, caldo e freddo si alternano tra vasche esterne e sauna sull’albero, sempre a contatto con la natura più spontanea. Si alternano emozioni ed esperienze fisiche diverse, tra calore, refrigerio e relax.
 
Il Rituale dei bagni nella foresta è un viaggio che coinvolge più aree wellness e permette di immergere anima e corpo in un’esperienza intrisa di impressioni del bosco. Si inizia con una leggera sudorazione nella sauna al cirmolo nella casetta dei bagni alpini Quarzit alla BadehausSpa nel giardino delle erbe, a cui segue un massaggio della pelle con un idrolato al cembro. Si passeggia poi nel giardino dei 4 elementi, il 4ElementeGarten lungo l’arena del falò, che viene acceso per riscaldare le pietre, fino a raggiungere la sauna in punto panoramico con vista sulle Dolomiti. Durante una lenta passeggiata meditativa nel bosco si percepisce la natura con tutti i sensi e sulla strada del ritorno si giunge fino alla capanna sudatoria dove un rituale di inalazione alle erbe aromatiche porta una dolce sudorazione, mentre il percorso Kneipp al ruscello stimola i sensi e il galleggiamento antigravitazionale finale nella grotta salina per 45 minuti a 35°C ha efficacia su articolazioni e contratture, regalando una sensazione di massimo relax. Per trattamenti, massaggi e saune si utilizzano prodotti realizzati secondo antiche ricette del XVIII e XIX secolo della dinastia di medici di Luson, la famiglia Ragginer.
 
Saune, percorsi Kneipp, passeggiate nel bosco e yoga e qi gong lungo la WaldbadPromenade sono tutte proposte del NaturHotel Lüsnerhof che regalano momenti di massimo relax e benessere in libertà e immersi completamente nella natura fiabesca di questo luogo nella Valle di Luson, circondati dalla bellezza delle terre e dei paesaggi dolomitici.

 

BURNING LAND Alessio Barchitta - Marius Steiger A cura di Domenico de Chirico

 

Per la Festa della Mamma ecco le bollicine del Caterina Rosè di Podere Casanova di Montepulciano: colore rosa corallo, sentore di petali di rosa, ideale per un brindisi o per un regalo

 


CORRENTI DEL NERA FESTIVAL 2022 V edizione Umbria, Valnerina e Spoleto 4 maggio – 3 luglio

 

Al via il 4 maggio a Spoleto con lo spettacolo “Beethoven in Vermont” di Maria Letizia Compatangelo con il Trio Metamorphosi il festival musicale itinerante nel cuore verde d’Italia.

I comuni di Spoleto, Ferentillo, Vallo di Nera, Scheggino, Montefranco, Polino, Sant’Anatolia di Narco, Arrone e Norcia saranno le cornici dei concerti organizzati dalla Filarmonica Umbra.

Terni, 2 maggio 2022_Il 4 maggio a Spoleto prende il via CORRENTI DEL NERA, festival musicale itinerante giunto alla quinta edizione, che fino al 3 luglio colorerà di musica la Valnerina in Umbria, il cuore verde d’Italia. Nove concerti organizzati dall’Associazione Filarmonica Umbra, con l’obiettivo di ritornare, grazie alla musica, nelle zone colpite dal terremoto per ascoltare grandi artisti internazionali e scoprire i tanti piccoli borghi e la loro storia, conoscere gli abitanti, apprezzare la varietà dei luoghi e dei prodotti di questa terra. Spoleto, Ferentillo, Vallo di Nera, Scheggino, Montefranco, Polino, Sant’Anatolia di Narco, Arrone e Norcia i comuni coinvolti dalla manifestazione.

Si comincia appunto il 4 maggio a Spoleto (Teatro Caio Melisso) con “Beethoven in Vermont”, originale spettacolo teatral-musicale che ribalta i canoni del concerto classico. Scritto e diretto da Maria Letizia Compatangelo per il Trio Metamorphosi (Mauro Loguercio violino, Francesco Pepicelli violoncello e Angelo Pepicelli pianoforte), lo spettacolo vede i tre celebri musicisti nella duplice veste di attori-musicisti, in un’azione scenico musicale intrisa nei profondi ideali della creatività beethoveniana. Un nuovo e inaspettato approdo per il Trio Metamorphosi che, fedele al proprio nome, non smette di mettersi in gioco alla costante ricerca di nuove prospettive artistiche.

Beethoven in Vermont ripercorre l’inaugurazione del “Marlboro Festival”, nato nell’estate del 1951 all’indomani della Seconda Guerra Mondiale, per iniziativa di tre musicisti esuli dalla Germania: Adolf Busch, Hermann Busch e Rudolf Serkin. Per il concerto di apertura del festival, i fratelli Busch (impersonati rispettivamente da Mauro Loguercio e Francesco Pepicelli) con l’amico Rudolf Serkin (Angelo Pepicelli), dopo varie discussioni tra esecuzioni di brani e opinioni divergenti, decidono di inaugurare quella che sentono come “una scommessa che sintetizza la loro unione artistica e le loro vite, dal rifiuto del nazismo all’esilio volontario negli Stati Uniti” con Beethoven, il musicista portatore per eccellenza degli ideali di dialogo e fratellanza tra i popoli.

Correnti del Nera continua poi il 14 maggio a Ferentillo (San Pietro in Valle) con le chitarre del Duo Ugolini-Monaldi e il loro “Polo Flamenco” e il 28 maggio a Vallo di Nera (Piazza del Borgo) con l’unione del Coro Polifonico Naharti della Valnerina Ternana, diretto da Sabrina Bacaro, e della Corale Don Dante Brizzi, diretta da Simone Benedetti.

Dopo i Piccoli In…Canti il 4 a Pollino (ore 15.30), giugno partirà l’11 a Scheggino con una particolare “Musica da ripostiglio”. Il 17 giugno l’emergente Alma Sax Quartet porterà ad Arrone (Convento San Francesco) un effervescente programma dedicato all’America, mentre il 19 giugno le FIABE IN…CANTATE interattive dei Piccoli In…Canticoinvolgeranno i più piccoli a Polino25 e 26 giugno spazio a due proposte “alternative”: rispettivamente, il concerto dell’Accademia Hermans in duo (Fabio Ceccarelli traversiere e Fabio Ciofini clavicembalo e organo) a Sant’Anatolia di Narco (Chiesa Santa Caterina) e le Bande della Valnerina Norcia (Piazza San Benedetto).

Gran finale il 3 luglio a Montefranco (Convento di San Bernardino) con la presentazione del programma del CD “Valnerina project”, dedicato alle storie di vita di coloro che ci hanno preceduto, fatta di gesti semplici, di racconti accanto al fuoco, di spiritualità e amore verso il sacro, di memorie, di superstizioni, di leggende, di “partenze” e ritorni, a cura dei musicisti: Marta Lombardo (composizione e voce solista), Manuel Magrini (tastiere e arrangiamenti), Pietro Paris (contrabbasso), Roberto Gatti (percussioni etniche, Gianluca Saveri (vibrafono e percussioni).

La manifestazione si avvale del sostegno della Regione Umbria, con i fondi specifici del Ministero della Cultura per i comuni interessati dagli eventi sismici, e ha il patrocinio dei comuni di Spoleto, Ferentillo, Vallo di Nera, Scheggino, Montefranco, Polino, Sant’Anatolia di Narco, Arrone, Norcia.

Tutti i concerti saranno ad ingresso gratuito, tranne il concerto al Caio Melisso di Spoleto che sarà a pagamento (biglietto unico 5€ e soci Filarmonica Umbra 1€)

Ipercorpo :: Trattare l'aria XVIII Festival Internazionale delle Arti dal Vivo Forlì – EXATR, Arena Forlivese, Teatro Félix Guattari 26-29 maggio | 2-5 giugno 2022

 



Ipercorpo – Festival Internazionale delle Arti dal Vivo torna alla sua tradizionale collocazione primaverile con un denso programma sull’arte performativa e visiva italiana e internazionale strutturato su due weekend consecutivi: il primo dal 26 al 29 maggio, il secondo dal 2 al 5 giugno. Il tema di questa edizione, la diciottesima, è “Trattare l’aria”: un vero e proprio invito ad agire sull’immateriale, l’invisibile, l’incorporeo, per dare una forma nuova allo spazio. E lo spazio e il suo utilizzo in chiave linguistica sono da sempre tra gli elementi centrali del festival. Oltre ad EXATR –il deposito torna fruibile dopo i lavori di consolidamento – in questa edizione saranno coinvolti altri luoghi cittadini: l’Arena Forlivese, il Foro Boario, l’area “I Portici” e la Piazzetta delle Operaie. Giocherà un ruolo speciale anche l’ospitalità che Masque teatro, attraverso l’utilizzo del Teatro Félix Guattari, offrirà al festival inaugurando una collaborazione fra Ipercorpo e Crisalide Festival.

Decidere di portare azioni sceniche in città, anche grazie al prezioso aiuto di Spazi Indecisi (associazione culturale attiva nell’ambito della rigenerazione urbana a Forlì) – dichiara Claudio Angelini, direttore artistico di Ipercorpo – non vuole essere uno stratagemma per imbattersi in un nuovo (e inconsapevole) pubblico, ma significa mettere sui luoghi un diverso accento, inedite visioni e possibilità percettive che continuino a farci sentire cittadini e non solo consumatori”.

La scelta è naturalmente portatrice di riflessioni: esistono ancora spazi in cui si possa esercitare una palestra di cittadinanza attiva? Come sono fatti? Come possono essere guardati ed esperiti? Esiste un compito per l’arte in generale e per quella scenica in particolare? L’invito è a fruire l’arte per sentire intimamente la condizione dell’umano, con i suoi dubbi, i suoi misteri e la sua carnalità, i suoi slanci. Il festival vuole essere un invito a nutrirsi di arte e a viverla il più intensamente possibile, reiterando, anche alla luce degli sconvolgimenti storici che stiamo vivendo, un gesto pacifico e privo di confini.

 

TEATRO e DANZA

 

Il programma di teatro e danza, curato da Claudio AngeliniMara Serina e Valentina Bravetti inaugurerà giovedì 26 maggio con la prima visione di Re-FLOW (in replica il 27 e 28 maggio), un lavoro della danzatrice, coreografa e video artist greca Chrysanthi Badeka costituito da un’esperienza partecipativa in realtà virtuale che esplora il corpo in stato di emergenza. Si proseguirà con Body Clip, un appuntamento dedicato alla danza in video e al racconto del corpo visto attraverso l’occhio della videocamera. Dalla prima visione di νδρεία, nuovo lavoro realizzato dalla coreografa Paola Bianchi in collaborazione con Valentina Bravetti, fino alla storia de La Danza in 1 Minuto, il contest di danza in video promosso dall’Associazione COORPI, ospite da anni ad Ipercorpo, raccontato dalla producer Lucia Carolina De Rienzo.

Venerdì 27 maggio debutterà #sunflowerexperience di Giacomo Calli e Lucrezia Gabrieli (in replica il 28 e 29 maggio), progetto performativo che invita a ritagliarsi un tempo da dedicare all’osservazione dei luoghi in cui l’azione dei performer avrà luogo: l’area “I Portici”, il Foro Boario, la Piazzetta delle Operaie. I partecipanti, grazie all’utilizzo di cuffie bluetooth, potranno decidere se ascoltare il percorso della voce guida, lasciare che il proprio sguardo sia veicolato dal movimento del performer, ascoltare la musica o aprirsi a nuove associazioni visive. In serata, altri due spettacoli: Carlo Massari/C&C Company con il “teatro senza parole” di Beast without beauty, un irriverente e cinico studio sugli archetipi della miseria umana, sull’inespressività e sulla crudeltà nelle relazioni interpersonali, e a seguire la performance visionaria di Masque teatroKIVA, (dal nome con cui gli indiani Hopi del New Mexico designavano la stanza segreta delle iniziazioni): un’indagine sul movimento in cui ogni azione viene scomposta all’interno della medesima sequenza ritmica reiterata al fine di generare un potenziamento in termini di energia, volontà, presa di coscienza.

Il pomeriggio di sabato 28 maggio (in replica anche il 29 maggio, da mattina a sera) è dedicato all’installazione vivente/mostra interattiva Il Magazzino degli scarti di Simonetta Favari: un deposito di racconti potenti, di esperienze personali e vite vissute, che farà leva sulle emozioni.

L’offerta della sezione teatro e danza prosegue anche giovedì 2 giugno con AeReA, dei danzatori e performer Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi, prima parte di un dittico che si articola attorno ad un oggetto sin dal principio impiegato per manifestare appartenenza e separazione: la bandiera. Il titolo fa riferimento a due parole che graficamente sovrapponibili possono emergere da un unico vocabolo: ARA - AEREA. La prima allude al luogo che nell’antichità veniva deputato al sacrificio, la seconda indica la qualità fisica dell’oggetto bandiera che si dichiara nella sua maggior espressione quando si estende librandosi in aria. Lo spettacolo è in collaborazione con Crisalide Festival.

Sabato 4 giugno sarà la volta della compagnia teatrale Muta Imago con Sonora Desert (in replica domenica 5 giugno). Il lavoro, accompagnato dalle musiche composte appositamente da Alvin Curran, si pone come format originale a cavallo tra installazione, concerto ed esperienza sensoriale. Ispirato ad un viaggio compiuto in uno dei più vasti deserti americani, il Deserto di Sonora – situato tra l’Arizona e il Messico –, Sonora Desert è un’indagine sulla natura del tempo che guarda alle ricerche sul rapporto tra vibrazioni e stati di coscienza compiute in America negli anni ’60. In serata, altri due spettacoli performativi: il collettivo internazionale Reckless Sleepers – 5 artisti abituati a muoversi in contesti alternativi e provenienti da varie discipline: teatro, danza, arti visive, design – presenterà la performance ad alto impatto emotivo della coreografa Leen Dewilde: A String Section: cinque donne eleganti, vestite di nero e simili a delle musiciste pronte all’esecuzione di un concerto d’archi, si armeranno di seghe a mano mettendo in scena un’azione sorprendente, in bilico tra circo e danza. E Deriva Traversa di Dewey Dell, collettivo di danza e performing arts diretto da Teodora e Agata Castellucci e composto da Demetrio Castellucci, Guoda Jaruševičiūte e Vito Matera: un lavoro che ruota attorno alla figura del pastore, la cui solitudine è un aspetto costituente del mestiere, un dato che permette un’immersione interiore totale e una maggiore valorizzazione della cultura dell’oralità.

Domenica 5 giugno Ipercorpo chiuderà l’edizione 2022 presentando i lavori di due giovani coreografi diplomati alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi – Corso Danzatore: Carne, di Filippo Bonacchi, un lavoro sull’idea di “illecito”, di limite e censura, e Soul Space di Rossella Del Vecchio, incentrato su due soggetti che si trovano a vivere nello stesso luogo e sono costretti ad incontrarsi e scontrarsi. La drammaturgia di questi lavori è di Giorgia Colantuono. Il progetto, che vede la collaborazione tra Ipercorpo e la Scuola Civica Paolo Grassi è attivo da due anni e si intitola En Avant! Sguardi sulla giovane coreografia.

Torneranno infine le proiezioni in loop del contest La Danza in 1 minuto prodotto da COORPI. Il focus speciale di quest’anno è sul tema del potere. La selezione di video proposti, tratta dalla sezione internazionale della nona edizione del contest, per la prima volta verranno proiettati sulle facciate esterne di EXATR.

 

CIRCO CONTEMPORANEO

 

Le domeniche pomeriggio di Ipercorpo saranno come sempre dedicate alle famiglie, con due spettacoli di circo contemporaneo. Il 29 maggio va in scena Deux Secondes!, un saggio di mimo e giocoleria del clown Ivan Chary della francese Compagnie du Petit Monsieur, diretta dalla regista Amandine Barrillon, i cui spettacoli sono ormai dei piccoli cult in tutto il mondo. Chary si esibirà nell’irresistibile mimica del serioso clown “Tutto-il-mondo”, protagonista di avventure buffe e assurde che fanno di lui un novello Chaplin. Il 5 giugno Ipercorpo ospiterà lo spettacolo Circo a puà della giocoliera Francesca Mari, votata a questa pratica fin dalla giovane età. L’artista porterà al festival la rappresentazione di un’eccentrica figura dallo spiccato sense of humour, interagendo con numerosi oggetti. Lo spettacolo culminerà in un immancabile finale di fuoco.

 

MUSICA

 

L’edizione 2022 sarà particolarmente ricca sulla musica, il cui programma è curato da Davide Fabbri ed Elisa Gandini. Si inizierà sabato 28 maggio con i chitarristi e compositori Stefano Pilia (in passato membro dei Massimo Volume e degli Afterhours) e Paolo Spaccamonti, uno dei nomi di punta della scena avant italiana. Gli artisti presenteranno la sonorizzazione del capolavoro del 1929 diretto da Dziga Vertov: L’uomo con la macchina da presa, uno dei manifesti del cinema costruttivista sovietico sull’utopia dell’uomo-macchina. Nonostante la sua indiscussa reputazione, questo classico del cinema muto non è mai stato mostrato con la musica che il regista aveva immaginato per il film e che fu eseguita soltanto alla sua prima uscita. Pilia e Spaccamonti daranno quindi voce e suono ad una delle ultime grandi espressioni dell’avanguardia cinematografica sovietica. Nella seconda parte della serata seguirà Cemento Atlantico, progetto del producer e DJ romagnolo Alessandro “ToffoloMuzik” Zoffoli ideato tra il 2020 e il 2021, da cui è nato l’album di esordio Rotte Interrotteuna “traduzione in musica” delle esperienze di viaggio vissute da Zoffoli negli ultimi anni che si configura come uno scrigno di racconti messi a tempo e “a occhi chiusi”, nella profonda convinzione che tramite il suono si possa immaginare il mondo senza vederlo.

Protagoniste di venerdì 3 giugno saranno invece due insolite “colonne sonore” live: Se Ci Fosse La Luce Sarebbe Bellissimo di Blak Sagaan Expaanded (Samuele Gottardello, aka Blak Saagan, insieme alle musiciste Alessandra Lazzarini e Laura Campana), titolo che prende spunto da una drammatica frase di Aldo Moro scritta in una lettera durante la prigionia e Il Tempio degli Uomini Granchio di Mondoriviera, primo progetto discografico di Lorenzo Camera, talentuoso e versatile musicista romagnolo.

Se Ci Fosse La Luce Sarebbe Bellissimo è un lavoro di Blak Saagan che si ispira ai 55 giorni di prigionia dello statista Aldo Moro nel 1978. L’artista ha creato uno storytelling in tredici capitoli-canzoni tra echi di Brian Eno, Ennio Morricone, John Carpenter, Kosmische Kraut, Egisto Macchi, Daniela Casa, Goblin e Library Music. Se Ci Fosse La Luce Sarebbe Bellissimo è la colonna sonora di un film non ancora stato girato, densa di sonorità “d’epoca”: musica psichedelica, elettronica e punk. L’album mescola fatti accertati con verità presunte, istantanee ancora secretate di una tragica vicenda e fatti di cronaca acclarati, in una personale visione dell’artista del dramma di Moro, narrata seguendo un percorso che va sempre più in profondità e che si prende momenti per deviare nell’oscuro, nel nascosto, nel segreto.

Il Tempio degli Uomini Granchio è una colonna sonora di post-elettronica lo-fi per un film mai realizzato, creata in prevalenza con un vecchissimo PC, provvisto di software e plugin del tutto gratuiti, con una chitarra effettata. Un susseguirsi fluido di brani strumentali che raccontano una storia che ha le sue radici nei magazine horror per ragazzi degli anni ‘80, filtrati attraverso diversi gradi di psichedelia filo-vaporwave. La trama ruota intorno a un giovane mutante tormentato da una tetra allucinazione, che lo porterà per esasperazione a intraprendere un viaggio verso l’ignoto.

 

ARTE

 

La sezione di arte visiva, curata da Davide Ferri con la collaborazione di Miral Rivalta, è in dialettica con il tema di quest’anno, “Trattare l’aria”, e porterà al festival il lavoro di sei artisti visivi: Gregorio BottaBeatrice MeoniMargherita MorgantinNicola Samorì (al quale si deve anche l’immagine visual di Ipercorpo 2022), Filippo TappiMichele Tocca.

Come per gli anni passati, agli artisti e alle loro opere appositamente ideate per Ipercorpo saranno dedicati una serie di incontri serali in EXATR – con la sola eccezione di Nicola Samorì che verrà presentato all’Arena Forlivese – moderati dal curatore. “L’espressione “trattare l’aria” – scrive Davide Ferri “cioè utilizzare ciò che è invisibile, pulviscolare, incorporeo alla stregua di un materiale è un desiderio antico e profondo e un’ambizione irriducibile degli artisti, che può tradursi in un racconto che va da Duchamp a Cai Guo Qiang, per prendere solo un segmento di una storia che potrebbe retrocedere di molto, o avanzare fino a questi anni. Gli artisti inclusi nella sezione di questa edizione hanno provato, in modi diversi, a trattare l’aria. C’è chi ne ha fatto una forza in grado di agire sul corpo dell’opera, chi l’ha resa una forza visibile, chi ha provato a descriverne i movimenti, chi l’ha rappresentata con gli strumenti del disegno e della pittura”. I lavori presentati, uno alla volta per cinque giornate del festival, comporranno insieme, più che una mostra, una partitura che, come una corrente d’aria, attraverserà i diversi spazi di Ipercorpo”.

 

INTERNATIONAL / PROGETTI SPECIALI

 

Masterclass Internazionale Scena Europa (VI edizione), format unico in Italia che mette in contatto gli artisti di domani con manager culturali e docenti internazionali per indicare loro le necessarie strategie per aprirsi al mercato internazionale, non sarà più un appuntamento per soli addetti ai lavori ma si aprirà eccezionalmente anche al pubblico e in forma di simposio. Il workshop, coordinato da Mara Serina – iagostudio, si terrà sabato 4 giugno e sarà condotto da Mole Wetherell, manager e producer della compagnia inglese Reeckless Sleepers.  Masterclass Internazionale Scena Europa cercherà quindi una dimensione più intima e al contempo allargata. Più intima per entrare ancor più nel dettaglio del lavoro di un professionista dello spettacolo, studiare come si organizza una produzione internazionale e come si promuove, più allargata perché sarà una masterclass capace di rispondere alle domande specifiche di chi fa questo lavoro ogni giorno e vuole aprirsi a una dimensione internazionale, ma anche per lo spettatore che vuole conoscere ciò che accade dietro le quinte.

Anche Italian Performance Platform, appuntamento irrinunciabile di Ipercorpo da oltre 10 anni, in programma domenica 5 giugno, avrà forma di una conferenza live sulle pratiche di utilizzo dello spazio pubblico da parte di diversi festival europei, con ospiti internazionali online e accesso gratuito esteso anche al pubblico. L’appuntamento rinnova il suo intento di creare un efficace collegamento tra il festival e l’Europa, coinvolgendo direttori di festival internazionali per dare vita a nuove collaborazioni, alleanze e dialoghi e promuovere un osservatorio di qualità sulla scena performativa italiana.

 

Ipercorpo 2022 è curato da Città di Ebla con il contributo di MIC - Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, Comune di Forlì, Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì in collaborazione con EXATR, Spazi Indecisi, Diagonal Loft Club, Masque teatro/Crisalide Festival, Romagna Acque - Società delle Fonti, BeInternational, Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi, Università di Catania, COORPI, Forlì.Soglie.

 

 

IPERCORPO 2022 :: Trattare l’aria

26-29 maggio | 2-5 giugno 2022

 

EXATR | via Ugo Bassi, 16 - Forlì

Arena Forlivese | entrata da EXATR

Teatro Félix Guattari | via Orto del Fuoco, 3 - Forlì

 

INFO E BIGLIETTERIA

Ingresso a EXATR: gratuito

Videodanza (La Danza in 1 minuto, νδρεία) e arte contemporanea Trattare l’aria: gratuito 

Re_FLOW: gratuito, per n. 2 persone a replica - prenotazione consigliata

 

Biglietti online

MUSICA:

Stefano Pilia/Paolo Spaccamonti + Cemento Atlantico: 12 euro

Mondoriviera + Blak Saagan: 12 euro

 

TEATRO e DANZA:

Beast without beauty, AeReA, A String Section: 12 euro

Kiva, Deriva Traversa: 8 euro

En Avant!: 5 euro

 

CIRCO CONTEMPORANEO (per famiglie):

Deux Secondes!, Circo a puà: Intero 12 euro / Ridotto under14 5 euro

 

Biglietti acquistabili online su www.ipercorpo.it e presso EXATR nei giorni di festival fino ad esaurimento posti. Per gli spettacoli in vendita online non si accettano prenotazioni.

 

Spettacoli su prenotazione

#sunflowerexperienceIl Magazzino degli Scarti: 5 euro - prenotazione obbligatoria

Sonora Desert: 12 euro - prenotazione obbligatoria

 

Info e prenotazioni

Tel. +39 320.80.19.226

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La Via dei Norcini – La storia del Salumificio Da Pian incontra la Storia

 



“La nostra storia – raccontano Maura e Luciano-, inizia con i luganegheri veneziani, ovvero una corporazione di botteghe di macellai che operavano a Venezia nel 1700. Depositari dei segreti nell’arte della preparazione delle carni suine, tramandati di padre in figlio fino alla famiglia Da Pian, che dal 1868 produce salumi e prelibatezze della tradizione. Oggi siamo alla quarta generazione, siamo sempre al centro della marca trevigiana, terra ricca di tradizioni, legate al mondo naturale di vivere in campagna. “ “Il valore centrale dell’azienda rimane il rispetto delle tradizione, anche se con l’uso di metodi moderni. Le nostre tecniche di produzione sono in continuo aggiornamento e la qualità è tracciabile in ogni fase della produzione. Questa è garantita dalla scelta di allevamenti selezionati nel nostro territorio e lavorati secondo le ricette tipiche. Controlliamo tutta la filiera produttiva, dalla lavorazione iniziale della carne. “ Dalla porchetta trevigiana, agli arrosti, dalle sopresse alle pancette. una gamma completa di delizie, che non sono passate inosservate ai palati dei giornalisti. Così quando Riccardo, nume tutelare della Caffetteria Goppion di Vittorio Veneto, si è letteralmente inventato gli anteprima di informazione di Qualità Vo cercando ( né pranzi veloci né pranzi),per far incontrare mondo dell’informazione e mondo degli artigiani del gusto, l’invito al Salumificio Da Pian è stato del tutto automatico. Assaggi, degustazioni, filò libero, buoni vini italiani e non : tutto questo nella convivialità più autentica. 

Ottima occasione, oltre tutto, per inserire il Salumificio Da Pian nel Percorso Internazionale La Via dei Norcini. La storia dei luganegheri sembra ritornare….