mercoledì 31 maggio 2023
Per la prima volta in Italia la mostra GABRIELE BASILICO RITORNI A BEIRUT_BACK TO BEIRUT a cura di Giovanna Calvenzi
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5 luglio 2023 Dinner Show di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori nel parco storico del Castello di Spessa di Capriva del Friuli
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THE SQUARE. SPAZIO ALLA CULTURA Terza Stagione
La trasmissione di Sky Arte che racconta la cultura contemporanea
in tutte le sue forme, attraverso le voci di numerosi ospiti, racconti di mostre e musei italiani, animazioni, performance musicali e… molto altro
ULTIMA PUNTATA: GIOVEDÌ 1 GIUGNO 2023
con Enzo Cucchi, Luigia Lonardelli, Bartolomeo Pietromarchi, Michela Giraud, Marco Scotini, Eugenio in Via Di Gioia
Ogni due settimane alle 20.40 su Sky Arte
in streaming su NOW e on demand

Giunge all’ultima puntata la terza stagione di THE SQUARE. SPAZIO ALLA CULTURA, la trasmissione in onda su Sky Arte, realizzata da TIWI e condotta da Nicolas Ballario che racconta la cultura contemporanea in tutte le sue forme. Attraverso le voci di tanti ospiti, servizi speciali su mostre e musei di tutta Italia, animazioni che approfondiscono temi attuali della cultura contemporanea e una ricca agenda di appuntamenti, THE SQUARE è uno strumento per essere sempre aggiornati sul panorama artistico del nostro Paese. Gli episodi sono visibili anche in streaming su NOW e on demand.
Dopo il successo della prima e della seconda stagione del programma, in cui artisti, musicisti, registi, attori, danzatori e lavoratori del mondo della cultura, dello spettacolo e dell’arte hanno trovato palcoscenico privilegiato per i loro progetti, si avvia verso la conclusione la terza edizione che ha portato alcune novità, tra cui la direzione artistica delle performance musicali affidata a Rodrigo D’Erasmo, musicista, storico membro degli Afterhours, direttore d’orchestra e produttore discografico, e la rubrica in animazione Di cosa parliamo quando parliamo, che spiega il significato di alcune espressioni legate all’attualità o al mondo dell’arte, in modo leggero, ironico ma mai banale. Tra le conferme invece la rubrica La Cura Ludovico, con Ludovico Pratesi, un minuto per raccontare i significati che si celano dietro i capolavori dell’arte moderna e contemporanea.
Ospiti delle puntate precedenti sono stati: la produttrice musicale, polistrumentista, cantante, nonché musicista della band di Vasco Rossi Beatrice Antolini; Emiliano Pagani e Daniele Caluri, autore e disegnatore del fumetto Don Zauker; il cantautore, polistrumentista, produttore discografico, fondatore e frontman del gruppo Afterhours Manuel Agnelli; le ideatrici del progetto editoriale dedicato al turismo culturale Travel On Art e autrici di Street Art in Italia Anna Fornaciari e Anastasia Fontanesi; il chitarrista e fondatore dei Bud Spencer Blues Explosion e degli I Hate My Village Adriano Viterbini; l’artista e direttore artistico della Quadriennale di Roma Gian Maria Tosatti; il musicista Paolo Angeli; la storica e curatrice di design Domitilla Dardi; la cantante e produttrice discografica Meg; l’attrice Sara Drago; l’artista, compositore, polistrumentista Vincenzo Vasi; l’artista visivo e regista Yuri Ancarani; il musicista e polistrumentista Francesco Arcuri; l’autrice e fondatrice della casa editrice minibombo Silvia Borando; il musicista e chitarrista degli Afterhours Xabier Iriondo; lo scrittore Vanni Santoni; la band bolognese JoyCut; la storica dell’arte, scrittrice e autrice di Memestetica, Valentina Tanni; l’artista di ricerca, musicista e producer Whitemary, al secolo Biancamaria Scoccia; il fumettista Manuele Fior; il cantante gIANMARIA; due dei cinque membri del collettivo di design Fosbury Architecture; il fondatore dei Mariposa e dei Calibro 35 Enrico Gabrielli; il direttore artistico di miart Nicola Ricciardi; il cantautore romano Fulminacci; la fotografa documentarista Nausicaa Giulia Bianchi; il cantautore Diodato.
L’ultima puntata di questa stagione di The Square, la numero 15, in onda giovedì 1 giugno, si apre con il racconto di un ritratto che il MAXXI di Roma ha voluto dedicare a un artista visionario e poliedrico come Enzo Cucchi. L’esposizione, che mette insieme oltre duecento opere dell’artista-poeta, dai dipinti alle ceramiche, agli esperimenti tipografici, si intitola Il poeta e il mago e a raccontarcene sono Enzo Cucchi stesso, insieme alla curatrice Luigia Lonardelli e al direttore del MAXXI Arte e co-curatore Bartolomeo Pietromarchi.
La prima ospite di questa puntata è invece l’attrice e comica, nonché laureata in storia dell’arte e creatrice del podcast Gioconde, Michela Giraud. Durante l’intervista con Nicolas scopriamo in cosa consiste il mestiere di comico e gli alti e bassi di chi fa comicità su determinati argomenti. Con un simpatico quiz a tema storia dell’arte conosciamo infine i Maestri preferiti da Michela e perché.
A seguire è il momento de La Cura Ludovico, la rubrica che apre gli occhi degli spettatori e fa scoprire i significati meno noti sulle opere d’arte: questa volta pone l’attenzione su Ronda di notte di Rembrandt.
Il secondo servizio di questa puntata è dedicato a una mostra che mette in dialogo le opere dell’artista cinetico Gianni Colombo, a 30 anni dalla sua scomparsa, con il capolavoro di Stanley Kubrick: il curatore Marco Scotini ci racconta di Gianni Colombo. A Space Odyssey, allestita da GióMARCONI.
Gli ultimi ospiti musicali di questa stagione sono la band torinese Eugenio in Via Di Gioia, formatasi 10 anni fa e con 5 album all’attivo. Per il palco di The Square eseguono e cantano a 4 voci il brano Giovani illuminati. Durante questa intervista corale, Eugenio Cesaro, Emanuele Via, Paolo Di Gioia e Lorenzo Federici, raccontano del loro percorso artistico, dei loro interessi, che spaziano dal design alla sostenibilità ambientale – tema cardine della loro attività – e di alcune performance particolari che li hanno visti protagonisti, come l’esibizione nei vagoni di un treno in ritardo e la scritta “Ti amo ancora” in piazza San Carlo a Torino.
Prima di concludere, come sempre, Nicolas segnala i principali appuntamenti dal mondo dell’arte e della cultura nella sua agenda.
Buona visione!
Vielheit [molteplicità]. Storie dalla società post-migrante A cura di Jörn Schafaff
18.06.-24.09.2023 opening 17.06.2023, h 16 Kunst Meran Merano Arte Via Portici 163, Merano |
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Dal 18 giugno al 24 settembre 2023, Kunst Meran Merano Arte propone la mostra Vielheit [molteplicità]. Storie dalla società post-migrante, a cura di Jörn Schafaff, che vede gli interventi di Bani Abidi, Sol Calero, Clément Cogitore, Pradip Das, Nicolò Degiorgis, Barbara Gamper, Nadira Husain, Pinar Öğrenci, Willem de Rooij, Ecaterina Stefanescu, Rirkrit Tiravanija, Haegue Yang e Želimir Žilnik.
La realtà sociale odierna, in Europa così come in molte altre parti del mondo, è post-migrante, ovvero caratterizzata dalla convivenza quotidiana di persone di origini, nonché background culturali, sociali, etnici e religiosi differenti. Tuttavia, spesso l’approccio mediatico e il discorso politico non riflettono questa “molteplicità”. La mostra Vielheit [molteplicità] ci invita a esplorare la complessità delle società post-migranti attraverso narrazioni personali e considerazioni generali: come cambiano le preferenze, le abitudini, le percezioni e le relazioni in un mondo sempre più caratterizzato dalla molteplicità? Dove e come diventa visibile il cambiamento? Quali sfide ne derivano per gli individui, per i gruppi e per la società nel suo complesso? I contributi artistici proposti in mostra ci incoraggiano a pensare alla molteplicità in qualità di spazio di possibilità, ma anche come a una sfida.
Ad esempio, l’Alto Adige è meta di migrazioni per persone provenienti da altre regioni italiane, altri stati europei o altri continenti e tutte queste persone portano con sé le proprie esperienze, conoscenze, idee, estetiche e modi di vivere. L’opera linguistic landscapes (how do we come together in our differences?)(2023), dall’artista di origine meranese Barbara Gamper, nasce proprio da riflessioni su questo contesto. Attraverso un questionario e un workshop, l’artista ha discusso con studenti e studentesse di Merano di temi quali l'appartenenza, la partecipazione, il futuro e il potere della lingua. Ne è nato un doppio banner su cui i pensieri dei e delle giovani sono condensati in una "Word Cloud". Sempre realizzata appositamente per questa mostra, la nuova installazione dell'artista tailandese Rirkrit Tiravanija untitled2023 (neighbours) (2023) mostra su più schermi persone di origini diverse che raccontano il loro arrivo a Merano, la loro vita attuale e i loro desideri per il futuro. La piattaforma di legno su cui poggiano gli schermi fa riferimento all'esperienza migratoria dell’artista stesso: ha le dimensioni, infatti, della prima stanza in cui ha vissuto dai 19 anni, quando si è trasferito dalla Thailandia per studiare in Canada. Anche il cortometraggio Inventur Metzstraße 11 (1975) di Želimir Žilnik è sviluppato per interviste dirette: il regista serbo ha chiesto agli inquilini e alle inquiline di un condominio di Monaco di presentarsi davanti alla telecamera. Il risultato è un ritratto vivido e toccante delle condizioni di vita dei cosiddetti “Gastarbeiter”, termine coniato nella Germania Ovest degli anni del boom economico per designare i lavoratori immigrati, provenienti soprattutto dalla Grecia, dalla Turchia e dall'Italia.
La storia del XX secolo ci ricorda che la migrazione non è affatto un elemento di novità e che, al contrario, è più spesso la stanzialità a costituite un’eccezione. Quindi, invece di continuare a distinguere tra "residenti" e "nuovi arrivati", sembra più sensato concentrarsi sui cambiamenti nell’ambiente di vita come interesse comune. Vielheit, la molteplicità, è un concetto utile a questo scopo: racchiude un gran numero di elementi disparati, una varietà che può essere pensata insieme nonostante le differenze. Anche lo studioso di migrazioni Mark Terkessidis usa il termine in questa accezione nelle sue riflessioni sulla società post-migrante. Egli ritiene che la molteplicità riguardi diversi ambiti, non solo quello migratorio, ma che, tuttavia, esso ne costituisca un elemento essenziale. In senso più ampio, legge la pluralità come la base della coesistenza sociale e la migrazione come un processo dinamico che interessa tutti i settori della società. La pluralità risulta particolarmente evidente in quei luoghi che danno vita alle società post-migranti. Il libro Hidden Islam (2014) dell’artista residente a Bolzano Nicolò Degiorgis propone fotografie di spazi di preghiera musulmani nel nord Italia, scattate nel corso di lunghi anni di ricerca. Parallelamente, Degiorgis ha raccolto anche testimonianze del dibattito pubblico legato a questi luoghi, spesso segnato da posizioni razziste. Ne costituisce un esempio Case Studies TV31020 (2009 - 2013), un’installazione a parete proposta in mostra che comprende fotografie, articoli e documenti. Il video The Song (2022) dell’artista cresciuta in Pakistan Bani Abidi accompagna un uomo anziano al suo arrivo a Berlino. Con strumenti improvvisati, cerca di rendere sopportabile il silenzio del suo nuovo appartamento, in ricordo del rumore di fondo a cui era abituato nel suo luogo d'origine, una metropoli non ben identificata del sud del mondo. L’artista nata a Parigi Nadira Husain, invece, crea dipinti che sono luoghi mentali transculturali, come An Elephant in Front of the Window, Kulfi (2022), in cui i motivi della pittura classica indiana e i pezzi della cultura fumettistica europea si combinano con questioni di queerness e di empowerment femminista.
Un’altra tematica affrontata in mostra riguarda le nozioni di identità e gli stereotipi culturali. Bouquet IX(2012) dell’artista olandese Willem de Rooij è un magnifico bouquet di fiori i cui boccioli sono accomunati dal colore bianco. Tuttavia, la loro forma è molto diversa e la maggior parte di queste piante non è originaria dell'Europa. La scultura può quindi essere vista come una riflessione sulla tensione tra concetti astratti come uguaglianza e differenza e sulle connotazioni storico-sociali del colore bianco. Escultura Salsera II (2014) dell’artista cresciuta in Venezuela Sol Calero è una scultura costituita da mattoni, un piedistallo e tessuto che assomiglia a una ballerina di salsa. Passando dall'astrazione alla figurazione con colori vivaci, l'opera sembra essere un simbolo della cultura latino-americana, ma soprattutto si interroga su cosa significhi dare tali attribuzioni.
Attraverso approcci diversi, documentari e poetici, gli interventi artistici in mostra esplorano cosa significa comprendere i cambiamenti sociali e culturali al di là delle semplici concezioni di appartenenza. L'attenzione è rivolta non da ultimo a quelli che la studiosa di migrazione Regina Römhild ha definito "momenti eterotopici di convivialità": quei tanti piccoli eventi di successo basati sulla cooperazione, che contrastano la stigmatizzazione populista della migrazione e delle sue conseguenze.
Public Program Come parte integrante del progetto, il programma collaterale di attività didattiche e eventi invita a riflettere sul futuro della coesistenza sociale nel territorio assieme ad artist*, accademic* e attivist*. Il 17 giugno, in occasione dell’opening, Barbara Gamper propone un “intervento somatico”. Dopo la proiezione del film Gurbet Is A Home Now (2021) di Pinar Öğrenci, l'artista discuterà con il ricercatore sulla migrazione Erol Yildiz del significato dell'architettura, dell’edilizia e dello sviluppo urbano nelle società post-migranti. Per quattro giovedì di giugno e luglio, Kunst Meran invita il pubblico a partecipare a Haircuts With Attitude, un salone da parrucchiere fittizio nel centro di Merano. Davanti a drink e ascoltando un po’ di musica, l'artista Filippo Contatore taglierà i capelli ai suoi e alle sue ospiti - tra cui la ricercatrice sulle migrazioni Claudia Lintner e la critica d'arte e autrice Rosalyn D'Mello - e parlerà con loro di questioni di identità culturale. Il programma prevede anche la proiezione del nuovo documentario di Manuela Boezio e Federico Scienza Dodici di noi (2023), dedicato convivenza post-migrante in Alto Adige. Un workshop dedicato alle persone più giovani esplorerà la questione di come potrebbe essere la coesistenza tra le idee personali di identità e l'appartenenza a un gruppo; alla fine sarà anche possibile tagliarsi i capelli. Per l’ultimo fine settimana di mostra sono previsti due diversi appuntamenti: un workshop contro il razzismo con Fouzia Kinyanjui e Ivo Passler (di Human Rights Initiatives) e il Kunsthaus Clubbing Transcultural Sunday Lounge, con DJ Kandeesha che farà vibrare le pareti del Kunsthaus con una selezione della sua “Musica Disorientale”. |
Vielheit [molteplicità]. Storie dalla società post-migrante
A cura di: Jörn Schafaff
Artist*: Bani Abidi, Sol Calero, Clément Cogitore, Pradip Das, Nicolò Degiorgis, Barbara Gamper, Nadira Husain, Pinar Öğrenci, Willem de Rooij, Ecaterina Stefanescu, Rirkrit Tiravanija, Haegue Yang and Želimir Žilnik
Durata della mostra: 18.06 - 24.09.2023
Inaugurazione: 17.06.2023, h 16
Conferenza stampa: 16.06.2023, h 9.30 in lingua inglese e italiana / h 11.30 in lingua tedesca
Luogo: Kunst Meran Merano Arte | Via Portici 163, 39012 Merano
Orari: martedì-sabato: h 10-18. Domenica e festivi: h 11-18
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