venerdì 11 settembre 2026

Xi Niu: In Search of New Routes

 


Public opening: 11 settembre 2026, dalle 18.00 alle 20.00

 

rhinoceros, Roma

via del Velabro 9

 





Roma, venerdì 11 settembre 2026. rhinoceros inaugura un nuovo capitolo della propria programmazione culturale con Xi Niu: In Search of New Routes [Alla ricerca di nuove rotte], primo progetto espositivo concepito e prodotto al suo interno. A cura di Claire Shiying Li, curatrice indipendente, la mostra rilegge la Via della Seta come uno spazio in continua trasformazione, attraversato da scambi, relazioni e processi di costruzione dell’identità. Aperta al pubblico dall’11 settembre 2026 al 6 gennaio 2027, Xi Niu segna un passaggio significativo nell’ambito dell’attività artistica di rhinoceros.

 

La mostra riunisce sette artisti con pratiche distinte, appartenenti a diverse generazioni e sviluppate attraverso differenti media: Cao Minghao e Chen Jianjun, Hao Liang, Han Mengyun, Xie Fan, Xie Nanxing, Zhao Gang e Zhou Yilun. Attraverso la pittura, l’installazione scultorea, il cinema, la ricerca sui materiali e la collaborazione transdisciplinare, gli artisti sviluppano linguaggi visivi ibridi, alimentati da secoli di interconnessioni tra Europa e Asia.

Attingendo a storie che si estendono dalle antiche rotte commerciali fino alle trasformazioni della società contemporanea, le loro pratiche riconfigurano criticamente sistemi di conoscenza, convenzioni formali e identità culturali in contesti segnati dallo spostamento.

 

Il progetto assume la Via della Seta come punto di partenza di una ricerca storica, superandone al tempo stesso la rappresentazione convenzionale come rete per la circolazione delle merci. Xi Niu la considera invece un’infrastruttura mobile attraverso cui, per secoli, hanno circolato risorse naturali, tecnologie, saperi, credenze e relazioni diplomatiche. A partire da questa concezione più ampia degli scambi transculturali, il progetto mette in luce le innovazioni nate dagli incontri materiali, culturali e sociali tra Roma e la Cina.

 

La mostra collettiva mette in discussione le percezioni riduttive di una cultura cinese concepita come monolitica, astorica o determinata dal solo progresso tecnologico. Rivela invece le possibilità estetiche nate da un pensiero transculturale plasmato da reti informali, rotte commerciali e traiettorie individuali. Storicamente, per alcuni viaggiatori, percorrere queste rotte significava affrontare non solo la solitudine e i pericoli del viaggio, ma anche allontanarsi temporaneamente dagli obblighi consolidati verso la

famiglia e la società. Sebbene intrapresi da un numero relativamente ristretto di persone, questi viaggi hanno trasformato identità e culture visive per generazioni.

 

Per esempio, la materialità è al centro della pratica di Xie Fan. Applicando meticolosamente pigmenti minerali e ossidi su superfici di argilla e terracotta, Xie Fan reinterpreta la pittura come un rituale di esperienza sensoriale immediata, riconnettendo l’essere umano alla sua relazione primordiale con i fenomeni celesti e la vita terrestre. Durante la sua residenza a rhinoceros, ha realizzato nuove opere in terracotta ispirate al tramonto romano, incorniciate da una nicchia buddhista progettata dall’artista. Hao Liang attinge a riferimenti letterari provenienti da epoche e culture differenti per costruire una sintassi pittorica sfuggente, nella quale la poesia obliqua di Li Shangyin incontra la logica ricorsiva dell’intertestualità postmoderna. Attraverso tonalità finemente modulate, fa entrare lo spazio insondabile e tellurico della pittura a inchiostro negli spazi compressi dei media moderni giunti in Cina dall’Europa nel XX secolo, creando una delicata tensione tra infinito e finito, Antichità e modernità, Oriente e Occidente.

 

Nei suoi nuovi lavori, Han Mengyun mette in luce le affinità tra i sistemi di incorniciatura e le tradizioni della stampa in Cina, India, Persia e Giappone, adottandoli e accostandoli all’interno del formato tradizionale del rotolo dipinto. Al centro del rotolo compone una natura morta di ispirazione zen attraversata dalla vanitas, rendendo omaggio alla reinterpretazione delle tradizioni pittoriche europee presso la corte dell’imperatore Qianlong.

 

Zhao Gang, tra i protagonisti della prima avanguardia cinese, ha realizzato per rhinoceros alcune nuove serie di dipinti astratti trasformando le vedute aeree dell’architettura e dei siti archeologici di Roma in campiture di colore neo-espressioniste. Le sue forme sembrano fluttuare al limite della dispersione, dissolvendosi nell’ambiente circostante o evocando la malinconia itinerante di una vita vissuta tra Cina, Europa e Stati Uniti.

 

Profondamente influenzato in passato dalla cultura della street art americana e dall’immaginario della cultura popolare, Zhou Yilun altera le forme e le funzioni degli oggetti quotidiani reperiti online e offline, destabilizzando le categorie della modernità e i regimi contemporanei di significato e consumo. Durante la sua residenza, Zhou ha realizzato a rhinoceros una serie di opere pensate specificamente per il luogo, reinterpretando le tradizioni cinesi di rappresentazione dei paraventi a partire da materiali usati raccolti a Roma.

 

Ispirandosi inizialmente a Gerhard Richter e Sigmar Polke, Xie Nanxing affronta l’immagine fotografica con una persistente volontà di diffidare della sua verità. In scene quotidiane attraversate dalla noia e dall’umorismo della strada di Chongqing, fa emergere i meccanismi nascosti del desiderio. I tre schizzi a olio preservano la narrazione prima che venga trasformata, deformata e occultata sulla tela — un gesto di rottura rispetto alle formule ereditate della pittura e un movimento verso un linguaggio satirico che gli è proprio.

 

Il duo Cao Minghao e Chen Jianjun sviluppa i propri progetti a lungo termine in dialogo non soltanto con abitanti dei villaggi, comunità indigene, organizzazioni di base, ambientalisti, architetti, scienziati e antropologi, ma anche con l’acqua, gli alberi, le rocce, la terra e gli yak. Il film presentato in mostra si concentra sul continuo scioglimento dei ghiacciai e reinventa le conoscenze e i rituali custoditi dalle comunità locali dell’altopiano Qinghai-Tibetano, spesso oscurati, ma essenziali per la protezione delle risorse idriche e la salvaguardia dei mezzi di sussistenza.

 

Il titolo Xi Niu, espressione che in cinese significa “rinoceronte”, funge da totem immaginario del progetto, evocando il viaggio, la resilienza e l’apertura all’incontro. Riflette inoltre la missione del progetto di essere una piattaforma capace di mettere in connessione artisti, istituzioni e risorse internazionali, generando nuove opportunità per la produzione culturale.

 

Attraverso queste pratiche incrociate, Xi Niu: In Search of New Routes [Alla ricerca di nuove rotte] propone una lettura della Cina contemporanea che supera le identità stereotipare e le narrazioni a senso unico. La mostra presenta la cultura come il risultato di molteplici rotte, incontri inattesi e forme di conoscenza capaci di attraversare confini geografici e temporali.


rhinoceros

rhinoceros è un objet culturel habitable nel cuore di Roma.

Situato in via del Velabro 9, all’interno di un edificio immaginato da Alda Fendi e progettato da Jean Nouvel, riunisce arte contemporanea, architettura e ospitalità. Attraverso mostre, collaborazioni e progetti speciali, rncrs® mette in relazione artisti, istituzioni e pubblico internazionale.

IL MUSEO DEL VINO DEI COLLI EUGANEI APRE IN VIA STRAORDINARIA LA DOMENICA

 


 

Il 20 settembre, in occasione della Festa dell’Uva di Vo’

 

In occasione della 75^ edizione della Festa dell'Uva, che si terrà a Vo’ (PD) dal 18 al 20 settembre, il Consorzio di Tutela Vini Colli Euganei aprirà in via del tutto eccezionale le porte del MUVI - Museo del Vino dei Colli Euganei – la domenica. Così, il 20 settembre (ore 9:30 e ore 11:00), il pubblico potrà vivere un’esperienza unica ed esclusiva. La visita guidata, organizzata in collaborazione con Veneto Segreto, prevede la visita attraverso il percorso museale e, al termine, la degustazione di Serprino DOC, il brioso e vulcanico vino frizzante dei Colli. La visita è prenotabile nel sito di Veneto Segreto fino ad esaurimento posti disponibili.

 

Inoltre, giovedì 17 settembre alle 18:00 si terrà a Villa Contarini Venier (Vo’ Vecchio) l’anteprima della Festa dell’Uva con “Note in Villa”, il concerto al tramonto organizzato in collaborazione con il Consorzio. Al calar del sole, la musica accompagnerà gli ospiti in un’atmosfera elegante e raffinata, con le note del duo Corrado e Francesca, protagonisti con pianoforte e voce di un repertorio capace di valorizzare la bellezza e il fascino della location. A seguire, il pubblico potrà vivere un momento dedicato alle eccellenze enologiche dei Colli Euganei con una degustazione dei vini del territorio promossa dal Consorzio.

 

<< Siamo orgogliosi di partecipare alla nuova edizione della Festa dell’Uva, celebrazione di una tradizione che racconta l’anima dei Colli Euganei – afferma Gianluca Carraro, Presidente del Consorzio di Tutela Vini Colli Euganei. – Quest’anno per l’occasione abbiamo deciso tenere aperto la domenica, in via del tutto straordinaria, il MUVI - Museo del Vino dei Colli Euganei per permettere al pubblico di vivere un’esperienza esclusiva, comprensiva anche di degustazione, pensata per vivere la festa del paese anche tra le sale di uno dei musei più curiosi dei Colli Euganei. La festa dell’uva sarà ancora una volta l’occasione per raccontare la ricchezza e l’identità dei nostri vini, frutto di un territorio di rara bellezza e destinazione privilegiata per chi ama il cibo ed il vino associati alla bellezza culturale e naturalistica. >>

 

Il Museo del Vino – MUVI nasce con lo scopo di offrire una testimonianza del patrimonio vinicolo del territorio dei Colli Euganei attraverso un affascinante viaggio nel mondo del vino e della sua storia. Ospitato nella sede del Consorzio Tutela Vini Colli Euganei a Vo’ (PD), il museo è suddiviso in 24 aree tematiche e si articola in pannelli illustrativi e oggetti che, seguendo una cronologia storica permettono di scoprire curiosi ed insoliti aspetti della cultura vitivinicola. La scelta della location non è casuale, infatti, la vite e la produzione di vino sono connaturati con questa terra, ne hanno disegnato il paesaggio e forgiato l’anima e il carattere.

 

Informazioni: Per prenotare la visita guidata al MUVI: https://venetosegreto.com/evento/apertura-straordinaria-del-museo-del-vino-di-v-pd/ - Per conoscere il programma completo della Festa dell’Uva: www.festadelluvadivo.it

 

 

La Galleria Borghese porta le Metamorfosi oltre il museo: i giardini diventano un teatro immersivo con lo spettacolo sul testo di Ovidio

 


28, 29 e 30 settembre, ore 20.00 e 21.15

 

La performance site-specific ideata da Giuliano Peparini,

prodotta e realizzata dall’INDA,

amplia il percorso della mostra

trasformando il giardino posteriore della Galleria Borghese in uno spazio di teatro, danza e arti visive

 


Roma 11/09/2026. Lunedì 28, martedì 29 e mercoldì 30 settembre, in occasione della mostra Metamorfosi. Ovidio e le arti dedicata al poeta latino, la Galleria Borghese amplia il racconto oltre lo spazio espositivo trasformando il giardino retrostante la palazzina in un grande teatro a cielo aperto con una performance immersiva site-specific dal titolo Le Metamorfosi, ideata e diretta dal regista e direttore artistico di fama internazionale Giuliano Peparini, prodotta e realizzata dall'INDA – Istituto Nazionale del Dramma Antico.

 

L'iniziativa rappresenta il momento culminante di un articolato programma di attività che ha accompagnato la mostra: incontri, approfondimenti, spettacoli, percorsi di mediazione e iniziative dedicate a pubblici diversi hanno costruito un'esperienza culturale ampia e partecipata, pensata per offrire una lettura multidisciplinare dell'opera di Ovidio e celebrare pienamente il poeta proprio nella Galleria Borghese, luogo in cui le sue Metamorfosi trovano una delle loro più straordinarie traduzioni artistiche nelle sculture e nei capolavori della collezione.

 

Lo spettacolo è stato interamente ripensato per dialogare con gli spazi monumentali di Villa Borghese. Non si tratta di una rappresentazione tradizionale, ma di un'esperienza artistica e sensorialenella quale teatro, danza, musica e video mapping accompagnano il pubblico lungo un percorso immersivo in cui il giardino diventa esso stesso scenografia e protagonista del racconto.

 

Prodotta dall'INDA, la performance riunisce artisti professionisti e giovani interpreti dell'Accademia d'Arte del Dramma Antico e della Peparini Academy, dando vita a una creazione corale che prosegue idealmente il percorso della mostra e ne amplia il significato.

 

Le grandi figure delle Metamorfosi prendono vita tra i sentieri, le statue e le alberature della Villa. Dafne rivive nella sua trasformazione in alloro, in un dialogo diretto con la natura circostante; Narciso restituisce il tema dell'identità e del riflesso attraverso il linguaggio del corpo e delle immagini; Orfeo ed Euridice raccontano il confine tra amore e perdita in una partitura scenica di intensa forza emotiva. Attorno a loro, gli altri protagonisti del poema emergono nello spazio come apparizioni, coinvolgendo gli spettatori in un racconto senza soluzione di continuità nel quale il paesaggio diventa parte integrante della narrazione e le trasformazioni immaginate da Ovidio sembrano compiersi davanti agli occhi del pubblico. La creazione nasce dall'esperienza maturata a Siracusa, dovein coproduzione con il Parco Archeologico della Neapolis è stata presentata dal 21 giugno al 5 luglio nella Grotta dei Cordari alle Latomie del Paradiso. Le ventidue repliche hanno registrato il tutto esaurito, confermando il grande successo del progetto, che per la Galleria Borghese si è rinnovato in una nuova versione site-specific, concepita appositamente per gli spazi storici di Villa Borghese.

 

Mettere in scena le Metamorfosi di Ovidio nei giardini della Galleria Borghese significa prolungare naturalmente l'esperienza dei visitatori” dichiara Giuliano Peparini. “Volevo creare uno spettacolo immersivo in cui fosse il giardino stesso a raccontare la storia. In Ovidio la natura è un personaggio a tutti gli effetti. Gli esseri umani diventano alberi, fiori, pietre o stelle. Qui gli alberi, i sentieri, le statue e la luce raccontano già le Metamorfosi. Noi abbiamo semplicemente rivelato il teatro che esisteva già”.

 

La direttrice della Galleria Borghese, Francesca Cappelletti, afferma “La mostra sulle Metamorfosi di Ovidio alla Galleria Borghese e l’intervento di Isaac Julien nell’Uccelliera, dal titolo All that changes you. Metamorphosis. ci spingono già a riflettere sul concetto stesso di mito e trasformazione e sul testo di Ovidio come straordinaria miniera di idee e ispirazioni per gli artisti, non solo per il grande numero di storie che vengono raccontate, ma anche per le modalità del racconto, che intrecciano vicende e personaggi con pochissima sosta per il lettore, che viene avvolto da immagini potenti. Quando la sosta avviene, in genere ci troviamo immersi in uno spazio naturale, in una quiete temporanea che immediatamente si riempie di presenze umane e divine, di forze universali, di voci e di movimento. La collaborazione con l’INDA, di cui siamo veramente entusiasti, contribuisce a rendere vivo lo spirito del poema nello spazio della Villa”.

 

L'esperienza prosegue anche in digitale: attraverso un QR Code i visitatori possono accedere a contenuti di approfondimento dedicati ai personaggi delle Metamorfosi, al progetto artistico e al suo percorso creativo che vede insieme Fondazione INDA e Peparini Academy.

 

Lo spettacolo, della durata di 45 minuti, va in scena il 28, 29 e 30 settembre alle ore 20.00 e 21.15 Disponibilità fino ad esaurimento posti, biglietti su galleriaborghese.it

In occasione delle tre serate il museo sarà aperto e visitabile, anche con un biglietto integrato.

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