Sono infinite le possibilità di svago che una vacanza in inverno sulle montagne del Friuli Venezia Giulia offre al turista. Da Tarvisio e Sella Nevea, passando dal Monte Zoncolan, Sauris e Forni di Sopra, fino a raggiungere il comprensorio di Piancavallo,
l’ampia offerta delle attività praticabili sulla neve nei 5 moderni
poli sciistici della regione dotati di piste fra le più sicure dell’arco
alpino italiano e sempre poco affollate, si interseca con le proposte
dell’enogastronomia, della storia, del relax e del benessere. Fra le
tante, 10 sono le esperienze suggestive, stimolanti e in alcuni casi uniche nel loro genere, da vivere in questo inverno 2018.
1 - Sciare guardando il mare a Piancavallo
Piancavallo, situata ai margini delle Dolomiti friulane, si è ritagliata l’immagine di località che sa abbinare lo sci e il divertimento.
Gli impianti di risalita, che si snodano dal centro abitato, portano
gli sciatori a godere di 25 Km di piste per la discesa, delle quali una
parte è fruibile anche in notturna in sci alpinismo. Non solo, c’è
infatti spazio anche per lo sci di fondo e lo snowboard e a disposizione
dei un baby snow park e l'emozionante Alpine Coaster (bob su rotaia).
Ma la caratteristica che rende Piancavallo unica tra le località
dell’arco alpino è la possibilità, sci ai piedi dalle cime più alte, di spaziare con lo sguardo fino alle Lagune di Marano Lagunare e Grado e al mare Adriatico.
2 - Imparare a cucinare le innumerevoli varianti dei cjarsons
La
cucina carnica e di tutto il Friuli Venezia Giulia è particolarmente
ricca di sapori. Durante una vacanza prendere parte ai laboratori di
cucina che vengono proposti può diventare un’esperienza unica che porta con sé golosità e conoscenza. Ad esempio imparare a cucinare i cjarsons o cjalsons o cjarzons,
uno dei piatti poveri più tipici della cultura gastronomica carnica che
venivano preparati con ciò che la credenza offriva. Riscoperti ed
elevati a piatto della ristorazione negli anni 1970 dal cuoco carnico
Gianni Cosetti, sono costituiti da una pasta di patate ripiena, molto
simile agli agnolotti o ai ravioli mentre il ripieno è caratterizzato da
una infinità di varianti, tra salato e dolce, e possono quindi essere
serviti come primo piatto o come dessert.
3 - A Tarvisio come in Lapponia, in compagnia degli husky
I boschi che incorniciano i Laghi di Fusine di Tarvisio e la splendida omonima piana soleggiata rendono il luogo dove cimentarsi nello sleddog, la slitta trainata dai cani Alaskan Husky, ancora più suggestivo. È un’esperienza magica, resa possibile dalla Scuola internazionale mushing-sleddog di Fusine
diretta dal famoso Araràd Khatchikiàn, pluricampione di questa
disciplina nonché allevatore e istruttore. Per tutto l’inverno propone
corsi di sleddog, riconosciuti dalla FIMSS Federazione Italiana Musher
Sleddog Sport, ed escursioni lungo 14 km di pista. I cani da slitta di
Fusine sono anche utilizzati per la pet therapy volta all'aiuto
e alla riabilitazione di persone che attraverso il contatto con gli
animali possono migliorare le loro capacità mentali e fisiche.
4 - Passare il confine tra Italia e Slovenia con gli sci ai piedi
Passare i confini nazionali con gli sci ai piedi in Friuli Venezia Giulia è possibile: a Sella Nevea infatti, grazie al collegamento transfrontaliero, si può raggiungere sciando la località sciistica slovena di Bovec. Un unico skipass,
acquistabile su entrambi i fronti, consente agli appassionati di godere
a 360° delle opportunità offerte dal monte Canin sui due versanti,
quello italiano e quello sloveno, per un totale di 15 km di piste.
Grazie alla funivia "Prevala", abbinata a due cabine da 100 posti, si
parte dai 1.845 metri della stazione Gilberti e si arriva ai 2.133 di
Sella Golovec, a monte di Sella Prevala, per poi scendere lungo le piste
slovene fino a Bovec. Impreziosita da un panorama mozzafiato, è
un’esperienza che si vive fino alle sciate dei weekend primaverili.
5 - A Forni Avoltri per ciaspolare su uno dei fronti della Grande Guerra
Riflettere
e conoscere l’ambiente che circonda i luoghi teatro di importanti
eventi storici. Forni Avoltri, uno dei punti nevralgici del fronte
durante la Grande Guerra, è stato conteso tra le truppe
italiane e quelle austriache. La storia viene ripercorsa nelle sale del
Museo dedicato al conflitto e durante le ciaspolate condotte da guide esperte
verso il lago Volaia dove dopo 100 anni si può vedere lo stesso
ambiente e immaginare le enormi difficoltà logistiche e le condizioni di
vita non semplici provate dai soldati lungo questo tratto del fronte.
Le visite guidate, proposte da PromoTurismoFVG, partono nei giorni
festivi da Forni Avoltri.
6 - Sciare su una pista della Coppa del Mondo
Tarvisio,
contornata dalle Alpi Giulie, è uno dei più importanti poli sciistici
dell’intero arco alpino. Con i suoi 15 impianti di risalita e i 25
chilometri di piste di discesa è una perla assoluta per lo sci. Qui si
può provare l’ebbrezza di scendere lungo una classica del discesismo
nazionale, la Di Prampero (deve il suo nome al generale
degli Alpini Artico Di Prampero) che non a caso ha spesso ospitato
prove delle discipline veloci di Coppa del Mondo femminile. Con quasi 4
km di lunghezza e oltre 800 metri di dislivello, porta dal Monte Santo del Lussari,
il pittoresco borgo posto in cima a 1.790 metri d’altitudine, fino al
paese di Camporosso, e con i suoi curvoni, i falsopiani e i continui
cambi di pendenza mette alla prova anche gli sciatori più capaci. La
pista Di Prampero è inoltre aperta per lo sci in notturna ogni martedì e
venerdì sera.
7- Giocare con i bambini a caccia al tesoro a Forni di Sopra
A
carnevale ogni scherzo vale! Chissà se la caccia al tesoro di carnevale
a Forni di Sopra porterà uno scherzo ai piccoli esploratori.
Sicuramente no, sarà una vera e propria caccia al tesoro, un’esperienza unica ed emozionante, ambientata negli scenari selvaggi e suggestivi delle Dolomiti friulane,
uno dei parchi più ricchi di animali selvatici. Oltre a partecipare
all’ originale caccia al tesoro naturalistica proposta da
PromoTurismoFVG, a Forni di Sopra si può visitare l’area faunistica
comunale e vedere da vicino animali selvatici come la volpe, la lince, i
cervi e anche i gufi.
8 - In cerca del party giusto sulla neve dello Zoncolan
Salire
sul comprensorio di Ravascletto-Zoncolan e trascorrere momenti musicali
divertenti in uno dei molti rifugi che organizzano le tipiche feste après-ski direttamente sulle piste. Tra tutti i poli del FVG, quello del monte Zoncolan
è il più mondano e maggiormente vocato al divertimento durante e dopo
una giornata di sci di discesa. Qui si esprime al meglio la rinomata
ospitalità carnica, impreziosita da deliziosi piatti della cucina
tradizionale come il frico e la polenta e dall’accompagnamento di ottimi
vini e birre regionali.
9 - Immergersi nelle acque termali amate da Carducci
“Belle montagne, un bel fiume. Acque sulfuree. Foreste di abeti. Incanto di frescura, di luce e di purità” così scriveva Giosuè Carducci nel 1885 durante un soggiorno ad Arta Terme,
in Carnia, per passare le acque, come si diceva allora. La montagna in
inverno in Friuli Venezia Giulia non è soltanto neve. E’ anche godere
dei benefici dell’acqua minerale solfato-calcico-magnesiaca-sulfurea che
sgorga a una temperatura di 9 °C dalla sorgente Pudia. Siamo a pochi
chilometri da Tolmezzo e dal polo sciistico di Ravascletto-Zoncolan, qui
un moderno stabilimento termale propone pacchetti
salute e tanti trattamenti, dalle terapie con acque e fanghi termali
alla riabilitazione e fisioterapia. E inoltre un ampio spazio relax,
saune di diverse temperature, bagno turco, docce emozionali e percorso
kneipp. L’ideale per un après-ski o per una pausa rigenerativa in
qualunque stagione.
10 - Esplorare i borghi custoditi dalle montagne Patrimonio dell’Unesco
Innumerevoli sono i borghi montani pittoreschi del Friuli Venezia Giulia
dove vivere esperienze autentiche di immersione nella storia,
nell’arte, nell’architettura, nella natura. L’ambiente invernale li
riveste poi di abiti ancora più affascinanti, regalando sensazioni di
pace e quiete. Come Poffabro, una sorta di museo a
cielo aperto nel cuore della Val Colvera, dove le tracce di insediamenti
antichi si unisce alle tipiche strutture architettoniche di pianta
cinque-seicentesca delle lunghe schiere di abitazioni con pietre
tagliate al vivo e balconi di legno. Pilastri, scale, ballatoi e archi
in pietra convivono da secoli in armonia perfetta con la natura
circostante.
Poco distanti da Poffabro, altre due perle adornano le montagne, i borghi Erto e Casso
il cui ricordo è legato alla diga del Vajont. Il forte legame degli
abitanti con il territorio ha permesso di realizzare nel corso degli
anni una ricostruzione autentica che conserva il loro antico aspetto
rurale legato alle tradizioni, alle usanze e all'artigianato, il tutto
immerso nella purezza e la freschezza dell'aria di montagna.