venerdì 3 settembre 2021

INAUGURA OGGI 3 SETTEMBRE LA MOSTRA ITINERANTE FREE HUGS L’abbraccio a fumetti

 3 settembre - 10 ottobre 2021

Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi

Palazzo Bisaccioni, Jesi (AN)

 

nell’ambito del Festival Pergolesi Spontini

 

Enrico Pantani, Abbracci

Da Jesi a Pordenone, passando per Venezia, Free Hugs. L’abbraccio a fumetti è una mostra itinerante che vuole essere l’attesa di un abbraccio reale, lo spazio in cui riflettere su questo atto ora per necessità negato, esplorarne le declinazioni, tentare di provarne il calore.

 

Il progetto si aprirà con una anteprima internazionale e prestigiosa a Venezia nell’ambito delle Giornate degli Autori, rassegna autonoma all’interno della 78a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, in collaborazione con Isola Edipo; durante i giorni della Mostra, saranno proiettati tavole e contenuti testuali della mostra en plein air sugli spazi esterni della nuova Sala Laguna al Lido di Venezia, recentemente ristrutturata grazie alla collaborazione tra Edipo Re Srl. Sociale e l’Associazione Culturale Giornate degli Autori.

 

La mostra vera e propria poi partirà dal 3 settembre a Palazzo Bisaccioni, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi in collaborazione con Acca - Accademia di comics, creatività e arti visive di Jesi (Graziella Santinelli direzione e Roberto Gigli progetti speciali) e con il XXI Festival Pergolesi Spontini, festival multidisciplinare ricco di eventi musicali, e non solo, con la direzione artistica di Cristian Carrara. L’edizione 2021 dal titolo “Tutti per uno” propone quest’anno una riflessione sul tema della condivisione, della solidarietà, dell’abbraccio, della vicinanza, della comunità, parole chiave per raccontare il ruolo dell’arte e della cultura nella ricostruzione di un tessuto sociale profondamente provato dalla pandemia.

 

In questo contesto è nata l’idea del progetto della mostra Free Hugs. L’abbraccio a fumetti. La  curatela è affidata a Alessio Trabacchini – critico, editor e docente presso la ACCA Academy di Roma, dal 2013 tra gli organizzatori del Festival internazionale di fumetto di Bologna BilBOlbul e dal 2018 collaboratore del festival Passaggi di Fano – in collaborazione con Giulio De Vita - fumettista di fama internazionale e dal 2018 ideatore e direttore artistico di P.A.F.F. Palazzo Arti Fumetti Friuli di Pordenone che ospiterà, quale terza tappa, questa mostra itinerante nella propria prestigiosa sede di Villa Galvani a novembre 2021.

 

Nel percorso espositivo il visitatore incontrerà le tante forme dell’abbraccio a fumetti, e avrà al tempo stesso una panoramica sulla varietà stilistica e sulla grande energia creativa del fumetto contemporaneo.

 

Per il fumetto – arte di corpi che disegnano e raccontano corpi, di storie che portano in sé la traccia della mano che ha dato loro forma – la rappresentazione dell’abbraccio è un luogo necessario e cruciale. Nel fumetto troviamo indagate le diverse emozioni che possono dare sostanza a un abbraccio: l’affetto o il desiderio, la disperazione o la gioia, fino a disegnare abbracci impossibili, negati dall’assenza o accesi dalla fantasia. Dal racconto intimo ai supereroi, dall’avventura alla sperimentazione visiva, in mostra più di 60 tavole originali di oltre 40 artisti distanti per poetica, stile, tecnica, età e provenienza, che s’incontrano in un’esposizione unica nella sua concezione.

 

Il cuore della mostra è rappresentato da autori contemporanei, italiani e stranieri, scelti tra maestri riconosciuti, come Gipi, Manuele Fior, Davide Reviati, Yvan Alagbé, nome fondamentale del fumetto d'avanguardia, e le personalità emergenti del graphic novel, tra i quali Zuzu, Antonio Pronostico e Alice Socal. È infatti soprattutto in questi ultimi anni che la rappresentazione dell’abbraccio è diventata un elemento ricorrente della narrativa disegnata, spazzando via le convenzioni visive e narrative del fumetto classico. I segni di questa mutazione sono riscontrabili tanto nell’umorismo corrosivo di Maicol e Mirco quanto nella riscrittura dell’immaginario fantascientifico operata da LRNZ o ancora del raffinato intimismo di Bianca Bagnarelli, matita del “New York Times”.

 

Ma il singolare taglio della collettiva permette anche di ripensare sotto questa angolazione l’evoluzione del fumetto come forza espressiva: ecco allora le opere di giganti come Will Eisner e una selezione degli autori che stanno rinnovando il fumetto seriale, da quello di tradizione italiana, come Dylan Dog, a quello di matrice supereroistica.

 

Nel fumetto immagine e racconto sono indissolubilmente legati. Per questo, con rare e necessarie eccezioni, si è data priorità alla selezione di intere sequenze piuttosto che singole tavole. Il visitatore si troverà così di fronte a piccoli racconti disegnati: spesso frammenti di storie più grandi, eppure in grado di provocare emozioni complesse. Ogni opera – ogni abbraccio – diventa così una finestra sul mondo dell’autore che l’ha disegnato e un invito, sostenuto dai testi critici che accompagnano il percorso, a scoprirne il lavoro.

 

A Palazzo Bisaccioni a Jesi ci saranno anche tanti eventi ed attività collaterali alla scoperta del mondo del fumetto e del suo linguaggio: la mostra dei giovani e degli allievi dei corsi di Fumetto dell’Accademia ACCA di Jesi e Roma, gli incontri e i laboratori per giovanissimi a cura di Acca, le Masterclass con autori di livello nazionale ed internazionale a cura di P.A.F.F., le visite guidate e in streaming, una mostra fotografica dedicata al tema dell’abbraccio di Francesca Tilio. Una proposta che arricchisce e integra l’offerta di spettacolo dal vivo proposto, negli stessi giorni, dal Festival Pergolesi Spontini, capace di generare attenzione, curiosità e divertimento su un pubblico ampio ed eterogeneo per età ed interessi.

 

Artisti in mostra: Yvan Alagbé, Mario Alberti, Bruno Angoletta, Bianca Bagnarelli, Alessandro Baronciani, Andrea Bruno, Sal Buscema, Al Capp, Francesco Cattani, Caza, Arturo Del Castillo, Will Eisner, Manuele Fior, Leone Frollo, Gipi, Nicola GobbiJacovitti, Frank King, Tim LaneLRNZ, Maicol & Mirco, Enrico Marini, Mabel Morri, Kalina Muhova, Marino Neri, Enrico Pantani, Rita Petruccioli, Mirco Pierfederici, Antonio Pronostico, Davide Reviati, Ritardo, Frank Robbins, Silvia Rocchi, Valerio Schiti, Bill Sienkiewicz, Alice Socal, Marco SoldiSualzo, Ferdinando TacconiZuzu.

 

Dal 3 al 13 settembre il contest online sul sito tiramisuworldcup.com GIUDICI DELLA TIRAMISÙ WORLD CUP? L’ESAME È A SETTEMBRE!

 



100 posti a disposizione, ma occorre essere promossi: “Studiate!”.

La rassegna in piazza dei Signori a Treviso dall’8 al 10 ottobre.


Pronti a diventare giudici dei Tiramisù “più buoni del mondo”? A poco più di un mese dall’evento, la Tiramisù World Cup lancia le selezioni alla ricerca di cento assaggiatori che decreteranno chi sarà il vincitore 2021 della sfida più golosa dell’anno. 

Ecco il link per potersi mettere alla prova e candidarsi alla giuria popolare della rassegna: https://tiramisuworldcup.com/giudici/


Occorre superare l’esame di settembre per diventare giudici della Tiramisù World Cup: studia il regolamento!”. Questo l’invito di Twissen, organizzatrice dell’evento, agli aspiranti assaggiatori che da oggi potranno tentare di superare il test online per fare parte della giuria 2021 della “sfida più golosa dell’anno”. 

Mentre i duecento posti a disposizione per partecipare alla gara sono quasi esauriti (clicca qui per trovare le ultime postazioni libere nelle giornate delle Selezioni), da oggi, 3 settembre fino al 13 settembre è possibile partecipare al contest per far parte della giuria popolare della Tiramisù World Cup che si terrà a Treviso, in piazza dei Signori, nei giorni 8, 9 e 10 ottobre.

I cento concorrenti più veloci e preparati nel rispondere alle domande si aggiudicheranno il ruolo di assaggiatori delle duecento ricette in gara, fra quelle originali e quelle creative del dessert: i cento “promossi” saranno chiamati a valutare i dolci nella fase di selezioni (8 e 9 ottobre, ndr.); dalle semifinali sarà invece una giuria di esperti del settore a decretare chi potrà fregiarsi del titolo di Campione.


Per un posto in giuria occorre superare un test online di quindici domande che riguardano il Tiramisù, la sua storia e il regolamento di gara, con casi specifici da risolvere che si possono verificare durante la competizione.

I criteri che i giudici dovranno adottare (è possibile trovare tutte le info su www.tiramisuworldcup.com) rimangono i medesimi, già approvati dall’Accademia Italiana della Cucina:

  1. l’esecuzione tecnica: un voto per l’organizzazione del tavolo, la pulizia, la gestione degli ingredienti, la capacità esecutiva;
  2. la presentazione estetica: valuta l’aspetto, la disposizione del piatto, le decorazioni e la gradevolezza estetica finale;
  3. l’intensità gustativa: valuta la forza e la permanenza in bocca dell’assaggio;
  4. l’equilibrio del piatto:valuta l’equilibrio tra gli ingredienti utilizzati;
  5. la sapidità e l’armonia: valuta la gradevolezza, l’intensità e l’armonia dei sapori (giusta dosatura degli ingredienti)


Oltre al titolo di Campione, vengono assegnati anche il Premio Hausbrandt, per il miglior utilizzo del caffè nell’assaggio e il Premio Pavesini (valutato dal Giudice del’Accademia Barilla), che analizza l’armonia del gusto e la percezione di leggerezza, data dalla tecnica di preparazione, dalla struttura e dalla consistenza degli ingredienti, dalla presentazione e dall’aspetto.




Torna “Donne che ispirano le donne”: da Ariosto Social Club, quattro appuntamenti con artigiane, manager e professioniste.

 

Storie di cambiamento, di rivincita e di successo

per nuovi modelli di imprenditoria femminile

Dopo il grande successo del primo ciclo di incontri tenutosi a maggio da Ariosto Social Club, lo  spazio poliedrico che ospita appartamenti di pregio per brevi soggiorni,  la boutique di Valeria Benatti, la palestra e la Spa e che prossimamente vedrà inaugurare il bistrot, prosegue “Donne che ispirano le donne”, nuovi appuntamenti che vedranno protagoniste professioniste, imprenditrici, artigiane che condivideranno la loro storia umana e professionale per un viaggio nell’universo femminile, raccontato da donne per le donne.

Incontri promossi e fortemente voluti da Valeria Benatti, giornalista, scrittrice e per 18 anni speaker di RTL 102.5 da sempre dalla parte delle donne e impegnata a sostegno di una maggiore e più diffusa cultura dello scambio, dell’inclusione e del confronto. “Oggi più che mai abbiamo bisogno di modelli virtuosi a cui ispirarci e questi quattro appuntamenti sono dedicati alla determinazione, alla capacità, alla perseveranza e al coraggio di chi crede e coltiva i propri sogni. Ascoltare le esperienze di chi ce l’ha fatta, stimola a guardarsi dentro e a cercare il proprio talento e la propria strada perché non è mai troppo tardi per cambiare o ricominciare” afferma Valeri Benatti.

 

Ogni martedì alle ore 18.00, il giardino interno di Ariosto Social Club (via Ariosto 22, Milano) sarà il luogo dove incontrarsi per condividere visioni, storie, idee, progetti, saperi, esperienze.

 

Il primo appuntamento è fissato per il 14 settembre con “Nonna Galeotta, imprenditrice dal cuore grande”.Silvia Polleri, alias Nonna Galeotta, è una donna visionaria, che ha ideato InGalera, il ristorante presente all’interno del carcere di Bollate. Con un passato nella ristorazione e nel sociale, ha dato vita a un progetto che vuole dare una seconda chance a chi ha sbagliato. “Sono orgogliosa di essere riuscita in questi anni a dare una speranza a 60 carcerati” afferma. La prima in Italia a realizzare una struttura così ambiziosa, oggi InGalera è preso come modello virtuoso anche all’estero.

Il 21 settembre è la volta di Rajae Bezzaz “L’Araba felice”, una bella storia di integrazione. Giovane inviata di “Striscia la notizia” di origini marocchine, ha pubblicato con Cairo Editore la sua autobiografia. Un libro bellissimo che, senza mai rinunciare all’ironia, racconta il difficile passaggio tra due culture così diverse: un grande messaggio di integrazione.

 

Il 28 settembre “I tessuti di Azita: dall’Iran alle campagne fiorentine”. Azita Arabshahi è una donna che ha molto da raccontare e la sua storia finisce nei tessuti unici con cui confeziona kimono e capi spalla poetici e di rara bellezza. “Il mio lavoro consiste prevalentemente nel tingere, trattare e decorare tessuti di un colore neutro. Le fibre che utilizzo sono sete, velluti, voile, lane, cotoni e lini, tutti rigorosamente naturali al cento per cento: basterebbe una piccolissima percentuale di fibra sintetica per intaccare la colorazione. L’ispirazione è in ogni angolo della natura, in ogni luogo nascosto del mondo. E ciò che mi porta a immergere un pezzo di stoffa senza anima in una bacinella di colore e’ la curiosità di vedere ciò che avevo immaginato diventare realtà” afferma. La sua collezione sarà disponibile in esclusiva da Ariosto Social Club per pochi giorni.

 

Il ciclo di incontri si chiude martedì 5 ottobre con “Baron Bishop, un’avventura olfattiva! Lancio di The Milano Collection”. Mary Heidrich, insieme al figlio, Laszlo Etro, ha fondato il brand di fragranze originali e raffinate, tutte legate a pezzi di architettura Milanese. “Il nostro obiettivo è quello di trasmettere emozioni olfattive e visive, attraverso la creazione di fragranze e l’arte dello storytelling dei luoghi a cui sono ispirate”. L’avventura comincia con The Milano Collection. Cinque fragranze unisex a base di olio ispirate alla città di Milano. Ogni creazione è un omaggio a una particolarità architettonica che rappresenta parte dell’identità della città stessa: la storia (Archetype), il fascino estetico (Huile de Silence), i suoi abitanti (Sonder), le arti (Tempo Rubato) e il futuro (Vertical).

 

A latere di questo ciclo di appuntamenti, in concomitanza con il Salone Internazionale del Mobile, giovedì 9 settembre, sempre alle 18, interverrà Eugenio Vazzano con Il recupero ri-creativo arriva dalla Sicilia”. Artigiano siciliano, tra i primi ad aver applicato l’arte dell’upcycling. Da 30 anni applica alle sue produzioni la filosofia del recupero “ri-creativo”, secondo cui il più piccolo ritaglio di stoffa diventa indispensabile per un nuovo mosaico. 

Viviamo un momento difficile, un periodo nel quale è necessaria una maggiore attenzione al sociale, all’economia circolare, all’ambiente. Da qui l’impegno di Melilli Factory che ha scelto di accogliere tessuti e stoffe che vengono dal passato e che preferisce prendersi cura degli scarti, trasformarli, dargli nuova vita e valore”.  L’idea del recupero è sostanziale nella tradizione siciliana, un esempio ne sono “le frazzate ericine”, pezzi di stoffe lavorate con la tecnica del patchwork che venivano date in dote alle nubende per proteggere i materassi, oggi spiritosi tappeti.

 

 

Ogni incontro si chiuderà con un aperitivo e per chi lo desidera sarà possibile visitare la palestra e gli appartamenti.

 

Tutti gli appuntamenti sono moderati da Valeria Benatti e aperti al pubblico su prenotazione chiamando al 345 0336122 o scrivendo una mail a store@ariostosocialclub.com.

giovedì 2 settembre 2021

Liquori delle Sirene con Rinaldi 1957

 







l 2021 è un anno di novità per Liquori delle Sirene. L’ultima è la distribuzione in Italia che è da oggi affidata a Rinaldi 1957 di Bologna.

La grande novità internazionale rimane il lancio dell’Americano Rosso, un aperitivo rosso naturale ispirato dalla tradizione veneta (degli aperitivi) e dall’amore che l’azienda Liquori delle Sirene ha per la Natura. 

Fatto a mano con amore, nato dal matrimonio tra i vini bianchi della regione del Lago di Garda e dalle singole macerazioni di diverse botaniche. Fra tutte risalta la genziana che, con le sue note amaricanti, crea un blend di vino “amaricato”. La tradizione dell'”americano” – quale vino amaricato (non il cocktail) – ha radici lontane e si collega alla regione del Piemonte.

Elisa, la creatrice di Liquori delle Sirene, e alchimista dei prodotti dell’azienda racconta: “Mia nonna Carlina, la prima alchimista di famiglia, mi ha insegnato tutto quello che sapeva sulle erbe e sulla loro lavorazione; usava fare una sorta di vermouth che aromatizzava con erbe e spezie. Aggiungeva delle piante amare e lo chiamava a modo suo “Vin Amaricà” (vino con sentori amari). da qui l’idea di riprendere la creazione di quel particolare tipo di bevanda, un po’ amara e ovviamente naturale – anche nel colore -come tutti i prodotti di Liquori delle Sirene”. Dopo lunghe ricerche nasce così il primo Aperitivo – Americano Rosso – naturale il cui grande apportato di innovazione sta proprio nel colore che deriva naturalmente dai fiori di Ibiscus e Monarda, oltre che dal succo di patata rossa. Nessuna chimica aggiunta e nessun aroma artificiale o naturale: solo singole piante macerate separatamente e vino delle zone del Garda.

17 gradi che lo allineano alla categoria dei vermouth con cui in comune ha anche la percentuale di vino (75%), ma ha un gusto molto diverso: più fruttato e floreale, con note amaricanti della Genziana al posto dell'Assenzio.

I sentori che si ritrovano nitidamente all’assaggio sono vaniglia, pepe rosa, coriandolo e rosa.

Ideale bevuto da solo on the rocks oppure in accompagnamento a un gin o mezcal per un cocktail deliziosamente rosso naturale. Perfetto con un top di soda per un drink low-alcol.

Il nuovo prodotto si fregia già del prestigioso premio: Silver Medal IWCS 2020.

Un’altra medaglia che completa il palmares dei Liquori delle Sirene ottenuto dal Bitter:

Gold medal – London Spirit Competition 2018

Gold Medal – Wine Hunter Merano Wine Festival 2019

Excellence Award – Roma Bar Show 2020

 

Elisa Carta

Questi successi sono dovuti al lavoro di Elisa Carta. Nata a Vicenza e cresciuta nel verde delle sue campagne, passa un’infanzia tra filari e i frutteti.

Da sempre affascinata dalle erbe e innamorata dei consigli che la nonna raccoglitrice le dava, ha imparato a curarsi o a insaporire le pietanze con le erbe. Decotti di erbe di campo per digerire, infusi di fiori di malva per decongestionare gli occhi, luppolo nell’ insalata, frittelle di fiori di acacia per deliziare il palato. La costante ricerca di cose semplici, senza artifici, l’ha portata alla lettura dei manuali di erboristeria su cui studiava la nonna.

La passione per la natura e i suoi frutti l’ha vista prendere la qualifica di sommelier del vino e dell’olio e ha lavorato in numerose aziende vitivinicole.

Innamorata del lago, dei suoi colori e profumi ha approfondito gli studi in ambito erboristico, studiando il particolare ecosistema del Lago di Garda.

Il Monte Baldo, che si trova sulla sponda veronese del lago è considerato dagli esperti l’ “Hortus Europae” – Giardino d’Europa – per la sua ricchezza floristica, di ambienti e di specie.

Alla passione per gli studi naturali si unisce l’artigianalità, tutto italiana, per la tradizione liquoristica.

 

Il metodo produttivo

Gli aromi dei botanical vengono estratti tramite singole infusioni in alcol ispirati da generazioni di raccoglitrici, creando i liquori in piccole partite, per garantire la qualità del prodotto.

“La magia dei Liquori delle Sirene nascono da cuvée assemblate a mano” racconta Elisa Carta.

Acqua pura e zucchero completano il tutto, senza l’aggiunta di coloranti o aromi artificiali.

Dopo un lungo riposo in piccole botti i Liquori delle Sirene sono pronti per essere imbottigliati.

Le componenti botaniche hanno tempi di macerazioni e gradazioni idroalcoliche diverse: gli aromi vengono estratti da materia secca singola per massimizzare la performance estrattiva; le radici – genziana, china, rabarbaro, zenzero – macerano ad una gradazione alcolica più alta, mentre i fiori – arancio, tiglio, gelsomino – e vengono estratti ad una gradazione alcolica più bassa.

Altra estrazione per frutta e bacche – arancia, rosa canina, pepe rosa – che necessitano di tempi più lunghi rispetto alle altre componenti; le erbe e le spezie– camomilla, assenzio, vaniglia Bourbon – hanno tempi e gradazione alcolica d’infusione completamente diverse.

Il blend finale, quindi, deve essere sapientemente dosato per mantenere la giusta proporzione alcolica oltre che organolettica. Tutti i prodotti sono:

  • realizzati in Italia
  • senza caramello, né coloranti
  • con etichette riciclate
  • vegan friendly
  • gluten free
  • 100% senza alcun additivo chimico

 

La leggenda di Liquori delle Sirene

I Liquori delle Sirene prendono spunto da un’antica leggenda: si narra che in una calda notte d’estate alcuni pescatori si riposavano nella baia delle Sirene, riparata dalle onde.

All’improvviso apparvero delle bellissime Sirene che offrirono ai marinai una bevanda che diede loro la forza e il desiderio di tornare subito a casa dalle loro mogli. Da allora, in quella baia, le Sirene ritornano a portare il magico liquore ai pescatori sfiancati dalla potenza delle onde del Lago.

I marinai lo chiamano il Liquore delle Sirene. Le loro mogli, sorridendo, lo ricordarono come l’Elisir d’Amore.

Dalla leggenda alla realtà: oggi i Liquori delle Sirene sono rappresentati anche da un Bitter - il primo bitter dorato a essere lanciato, nel 2015 – e dai bitters da miscelazione (galanga, fiori d’arancia, Mediterraneo, Bloody Mermaid, rabarbaro, China Calisia), un Amaro con un’anima sensuale e femminile, pronti ad affascinare uomini e donne che sono alla ricerca di ciò che è autentico ma al tempo stesso sconosciuto e misterioso. Il Canto Amaro, ammalia con i profumi degli agrumi, incanta con gli aromi speziati di cannella e zenzero, conquista con la morbidezza della vaniglia e dei fiori d’arancio, per poi colpire con un finale amaro che cattura per sempre. Il canto delle Sirene ci invita ad un viaggio dei sensi in un luogo mai visto ma da cui siamo inspiegabilmente attratti.

 


RINALDI 1957
Rinaldi oggi ha superato i 64 anni di storia e rappresenta una società di sviluppo di Brand e di distribuzione specializzata nel canale On Trade, a cui si affidano oltre novemila clienti che ricercano qualità e servizio d’eccellenza. Giuseppe Tamburi, Marcello de Vito Piscicelli, Valerio Alzani, Gabriele Rondani sono alla guida della società che, oltre a un ricco portafoglio di distillati e liquori, vanta un ingente portafoglio vini pari al 40% del fatturato.

Tra gli spirits che meglio rappresentano Rinaldi 1957, non mancano autentici leader internazionali d’immagine, quali i rum Don Papa, Centenario, Santiago de Cuba; il Brandy spagnolo di lusso Cardenal MendozaPorto Taylor’s, Cognac Hine, Armagnac Janneau, Calvados Boulard, Whisky Teeling, GlenfarclasDouglas Laing.  Negli ultimi anni a fianco delle pluripremiate grappe Nannoni e Pilzer, si sono aggiunti il gin GinepraioAmaro Formidabile, il Vermouth OSCAR.697 che compongono il “Negroni Formidabile”, un intramontabile cocktail rivisitato da Rinaldi. Kamiki, Kura Kirin Fuji Sonroku, Vodka Imperial Gold (la più venduta in Russia nel segmento premium), Tequila Viviana e Los Tres Tonos, mezcal Tier.

  
Dal 1999 l’azienda Rinaldi commercializza direttamente un qualificatissimo assortimento di vini italiani e stranieri, di medio-alto profilo ma anche di grande bevibilità, capaci di rappresentare il loro territorio, tra cui lo Champagne Jacquart, il Prosecco Valdobbiadene e DOC “Serre di Pederiva” e un ricco portafoglio di prodotti italiani d’eccellenza, tra cui si possono trovare i vini dell’azienda H.Lun, la più antica cantina privata dell'Alto Adige, i vini del cuore del Chianti di Castello Vicchiomaggio, il Verdicchio di Matelica della cantina Belisario, o il Barolo Monvigliero della cantina di Pietro Rinaldi. Questi sono solo alcuni dei preziosi prodotti distribuiti in Italia da questa importante realtà e se ne possono trovare molti altri consultando la parte dedicata del sito web dell’azienda: Concilio, Branko, Valpantena, Gaggioli, Villa di Corlo, Celli, Le Lupinaie, Casa di Terra, Contesa, Marianna, Poderi Parpinello e le birre artigianali Apec.

 
L’azienda è presente su Facebook e Instagram dal 2017 proprio come “Rinaldi 1957”, nome che è stato poi è andato sempre più a identificare la nuova realtà societaria.    

 

 

“VITALETA”, IL NUOVO LIBRO DI UGO SANI

 

Presentata l’opera nella cornice della celebrazione del decennale

della Festa della Madonna di Vitaleta e centenario dell’incoronazione

Si è svolta ieri sera nella chiesa di San Francesco a San Quirico d’Orcia la presentazione di “Vitaleta”, il nuovo libro di Ugo Sani. Presenti l’autore, Raffaele Giannetti storico locale e moderatore dell’incontro e Pasquale Forte. A poco più di un mese dall’inaugurazione della Cappella della Madonna di Vitaleta, una chiesa ricca di storia, che il recente restauro ha restituito alla comunità di San Quirico e non solo, esce il libro che racconta nei secoli la storia della Madonna, molto cara alla comunità locale e a tutti i pellegrini. La cappella è oggi di proprietà dell’Ing. Pasquale Forte, imprenditore visionario che, intimamente legato a questi luoghi e alla Madonna di Vitaleta, ha fortemente voluto far rinascere la Cappella, ridonandole il suo originario significato di religiosità e devozione e la sua bellezza, attraverso un restauro attento, rispettoso e sostenibile.

 

 

Il libro è un’opera nel cui titolo c’è già tutto: “Vitaleta”. Semplicemente Vitaleta, un manifesto, una storia, un’idea, un luogo, un nome. Questa è la cifra stilistica dell’autore che è uno scrittore, ma anche uno storico, un letterato, un poeta e un editore.

Nel libro si condensano tutte le vicende storiche, travagliate e complesse della Madonna di Vitaleta e ovviamente le “nature” di Ugo Sani. Il testo non è solo un resoconto dettagliato, supportato da documenti d’archivio e foto, ma è soprattutto un libro godibilmente leggibile, scritto da una mano felice, che ha colto l’anima di Vitaleta e l’ha riprodotta in queste pagine. Pagine che raccontano una scia devozionale, di viandanti che sono passati, di anime che hanno attraversato questo luogo.

 

La poesia di una storia fatta di sentimento e non solo di documenti, dove la vox populi si fa sentire forte e che si lega a un inizio assai misterioso perché la leggenda narra che, nel corso del cinquecento, nel punto esatto in cui sorge la chiesa, Maria apparve a una pastorella e le suggerì di invitare i sanquirichesi a recarsi in una bottega fiorentina, dove avrebbero trovato la statua da porre nella chiesa di Vitaleta. 

Così, grazie alle offerte del popolo, i devoti sanquirichesi acquistarono presso la bottega della famiglia dei celebri artisti fiorentini della Robbia una bellissima Madonna in ceramica invetriata, realizzata da Andrea della Robbia. E, tra la fine del cinquecento e i primi decenni del seicento, fu costruita una chiesa per accogliere degnamente la bianca scultura, a Vitaleta, sul confine fra San Quirico e Pienza. Alla sacra immagine, nel tempo, furono attribuiti numerosi miracoli, come raccontano gli storici locali.

 

Ugo Sani restituisce la storia di Vitaleta, che è la storia di San Quirico d’Orcia, della vita che vi passa attorno perché i monumenti non sono inerti, cambiano lo spazio e raccontano ciò che fa l’uomo.  Per questo “Vitaleta” è un libro denso, vero e un contributo alla memoria perché niente venga dimenticato.

La presentazione dell’opera si è inserita all’interno della celebrazione del decennale della Festa della Madonna di Vitaleta e centenario dell’incoronazione. Fino al 6 settembre sarà possibile vedere la splendida opera d’arte di Andrea Della Robbia nella chiesa di San Francesco. Domani 3 settembre alle ore 21.15 a Palazzo Chigi si svolgerà il concerto della Corale G.Verdi di Arcidosso. Sabato 4 settembre alle 18.30 presso Palazzo Chigi avrà luogo la tradizionale tombola e alle 21.15, spettacolo pirotecnico a Vitaleta. Domenica 5 settembre alle ore 18 chiusura delle celebrazioni in onore di Maria SS. nella chiesa della Madonna con santa Messa e litanie. Alle ore 21 in Piazza Chigi, concerto della Filarmonica di San Quirico d’Orcia. Il 6 settembre, per le vie del centro storico, si chiude con la tradizionale fiera-mercato.

Fondazione Antonio Dalle Nogare Charlotte Posenenske FROM B TO E AND MORE a cura di Vincenzo de Bellis 11.9.2021 – 28.5.2022

 



OPENING
11.9.2021 ore 11.00
nessuna prenotazione necessaria | green pass obbligatorio

*per eventuali richieste di viaggio stampa scrivere a denise@larafacco.com. Dato il numero limitato di posti, gli organizzatori si riservano il diritto di valutare ogni singola richiesta.

 

Fondazione Antonio Dalle Nogare
Rafensteiner Weg 19, Bolzano, Italia

 

IT A partire dall’11 settembre 2021, la Fondazione Antonio Dalle Nogare presenta la prima mostra italiana di Charlotte Posenenske, a cura di Vincenzo de Bellis. 

 

Artista di fama internazionale e figura centrale del movimento minimal tedesco, Charlotte Posenenske (1930-1985) lavorò prevalentemente con la scultura, ottenendo ampi riconoscimenti in Germania e sulla scena internazionale fino alla decisione, nel 1968, di dedicarsi alla sociologia.

 

FROM B TO E AND MORE è la sua prima retrospettiva in Italia e ripercorre l'evoluzione della pratica di un'artista scomparsa prematuramente, concentrandosi su una serie di opere realizzate in poco più di dieci anni.
Già nei suoi primi lavori su carta, presenti in mostra in una selezione di 17 elementi, l’artista si dedica all’esplorazione dello spazio astratto. Il riconoscimento internazionale arriva con la concezione e l’esposizione di sei nuove serie scultoree, tra la fine del 1966 e l’inizio del 1968: Reliefs Serie A, B (Rilievi serie A, B e C), Vierkantrohre Serie D DW (Tubi quadrati serie D e DW) e Drehflügel Serie E (Ante girevoli serie E). Ogni corpus di opere è costituito da più elementi, accuratamente progettati e prodotti in serie, secondo i disegni dell'artista. Gli elementi variano per forma, dimensione e complessità, ma sono accomunati dalle loro forme geometriche e dall'essere realizzati industrialmente a costi di produzioni bassissimi. 

“Le cose che faccio sono variabili, il più semplici possibile, ed eternamente riproducibili”, così l'artista riassunse il suo pensiero in una dichiarazione del 1968 pubblicata su Art International.
Le sculture modulari, i cui componenti possono essere combinati o spostati in vari modi da chi le espone o le possiede per creare configurazioni volumetriche ogni volta differenti, invitano lo spettatore a un'esperienza estetica che possa essere sia visiva che spaziale.FROM B TO EAND MORE presenta cinque di queste serie scultoree, combinate in modalità scelte ad hoc per lo spazio della Fondazione Antonio Dalle Nogare. 

 

Nella sua brevissima carriera artistica Posenenske ha esposto assieme a colleghi illustri come Hanne Darboven, Donald Judd, Carl Andre e Sol LeWitt, con i quali condivideva l'interesse per la serialità e per il rigore formale delle forme geometriche.
Tuttavia, il suo lavoro si distingue per la propria natura radicalmente aperta. Insistendo sui concetti di ripetizione e di fabbricazione industriale, Posenenske ha sviluppato una forma di minimalismo che, a differenza dei suoi contemporanei americani, affrontava le preoccupazioni socioeconomiche e politiche del ’68 al fine di ripensare lo status quo del mercato dell'arte e rifiutando le gerarchie culturali (cultura alta e cultura bassa) prestabilite. 

 

In un momento storico come quello che stiamo vivendo, in anni di pandemia e proteste sociali derivanti da una preoccupazione sempre crescente rispetto alla polarizzazione economica, la Fondazione Antonio Dalle Nogare propone Charlotte Posenenske: FROM B TO E AND MORE con l’obiettivo di aprirsi ad un confronto necessario sulle dinamiche che governano le strutture economiche mondiali e in particolare il sistema dell'arte contemporanea. Lo fa attraverso l'opera di un'artista che ha lavorato su queste tematiche oltre cinquant’anni fa, a testimoniare come, nonostante i progressi della nostra civiltà, ciclicamente ci confrontiamo con le stesse preoccupazioni, anche se generate da eventi di natura profondamente diversa. 

Carioni sbarca nel nuovo Mercato Centrale di Milano con l’unica bottega Biologica. E la natura ringrazia.

 




Il 2 settembre si inaugura il nuovo “Mercato Centrale di Milano”, proprio accanto alla Stazione. Tra le botteghe presenti anche Carioni, col mercatino Biologico, il mini-caseificio e il punto ristoro con tante sfiziose proposte, tutte condite in salsa Bio.

 

 

Milano, settembre 2021. Si potrà fare la spesa scoprendo i segreti della ricotta Carioni, pranzare con la famiglia e fare scelte etiche e salutari. Giovedì 2 settembre si inaugura lo spazio Carioni al secondo piano del nuovo Mercato Centrale di Milano, nello storico edificio della Stazione Centrale. Finalmente il buon fare agricolo sbarca a Milano.

Un luogo d’incontro, quello di Carioni, dove rivivere il sapore del latte appena munto, delle verdure fresche e dei golosi formaggi, il tutto frutto della filiera cortissima che punta al rispetto dell’animale, dell’ambiente e delle persone.

Con oltre 210 metri quadri, all’interno dei 4500 metri complessivi del Mercato Centrale, Carioni è la bottega più grande, l’unica a offrire un’esperienza nel mondo del biologico in tre percorsi. Si parte dal mercatino biologico, dove si possono scoprire i prodotti Carioni Bio di Natura a partire dal latte, agli yogurt, compresi i formaggi, arrivando alla frutta e verdura, oltre che ad una selezione di piccole pepite alimentari provenienti da altri artigiani agricoli biologici.

Si prosegue con il caseificio e la gastronomia dei formaggi, consumabili anche al tavolo, dove scegliere tra prodotti freschissimi, come le ricotte o mozzarelle, a quelli più stagionati come il Salva Cremasco DOP, ambasciatore della tradizione casearia lombarda. Attraverso questo viaggio anche i più piccoli potranno divertirsi scoprendo la lavorazione delle mozzarelle filate a mano o del dolcissimo Bacio di Mamma Mucca. Sarà presente anche una selezione di prodotti senza lattosio per chi disidera un’alimentazione più leggera o avesse particolari esigenze.

Infine, si giunge al banco creativo, ideale per colazioni o spuntini a base di “Bacio di Mamma Mucca” servito in vero stile street food. Ci sarà inoltre una ricca proposta di bowl di cereali, panificati farciti e altri sfiziosi piatti pronti, nati dalla mente creativa dello Chef Sebastiano Rovida di Area Kitchen.

Ma non finisce qui. Lo spazio di Carioni all’interno del Mercato accoglierà anche show cooking, eventi privati e presentazioni aziendali nella sala interna, tutti naturalmente dal sapore Bio. E non potrebbe essere altrimenti per Carioni, che alleva 1300 animali da latte totalmente Biologici e certificati Benessere Animale Garantito in allevamento. Molto più di una filosofia, una vera missione quella di Carioni.

Le innovazioni di Sebastiano Rovida al Mercato Centrale pensate per Carioni

Nel nuovo Mercato Centrale di Milano lo Chef Sebastiano Rovida di Area Kitchen ha creato una nuova generazione di Bio-burrate senza lattosio e con caglio vegetale. Il morbido cuore della Bio-burrata è farcito con la stracciatella aromatizzata al basilico, per un gusto ancora più sfizioso. Pensate per chi è intollerante al lattosio, con questa creazione concepita per la bottega di Carioni, Sebastiano Rovida sperimenta qualcosa di mai realizzato prima. Il Daily Walking Cheese è l’altra novità presente nella bottega Carioni, uno street food sfizioso, dove il Salva Cremasco, il Taleggio e la Caciottella Carioni vengono abbinati alla frutta di stagione rigorosamente Bio. Un modo divertente e creativo per degustare ogni giorno in modo diverso, e in base alla stagionalità, i formaggi Carioni.

Carioni Food & Health: in breve.

La storia di Carioni comincia da lontano: siamo nel 1920 a Trescore Cremasco, una famiglia, 7 mucche e tanta voglia di crescere nel cuore della campagna lombarda. Da allora la famiglia Carioni ne ha fatta di strada, rimanendo fortemente ancorata al suo territorio e ai suoi valori, cresciuta non solo nei numeri, ma anche nel sostegno all’ambiente. A capo del gruppo c’è oggi Tommaso Carioni, che con la giovane quarta generazione porta avanti l’azienda di famiglia. Una realtà che tiene al rispetto del prossimo e con l’obbiettivo di perseverare in futuro per altre generazioni, migliorando sempre di più all’insegna del valore della terra e di tutto ciò che la abita. Attualmente le aziende del gruppo Carioni si trovano nei comuni di Trescore Cremasco, Casaletto Vaprio, Crema, Romanengo, Pantigliate, Vignate, Pavia, fino ad arrivare a Jesi nelle Marche. Nel 2020 Carioni ha affrontato un grande cambiamento tecnologico per migliorare gli sprechi e la vita dell’animale diventando la più grande azienda con alimentazione robotizzata in Europa. Essa garantisce, attraverso un algoritmo, che l’animale segua una dieta bilanciata in base alle sue esigenze con materie prime coltivate nei 1000 ettari condotti direttamente da Carioni. Gli animali inoltre possono pascolare liberamente durante la giornata nei prati stabili e brucare erba fresca, ricca di betacarotene e minerali naturali, benefici per l’alimentazione animale e umana. Il rapporto rurale di Carioni con l’ambiente è fatto di cura e attenzione, per questo l’azienda utilizza tecniche agronomiche che non sfruttano il suolo, arricchendolo con sostanze naturali e seminando seguendo un concetto di tipicità territoriale e rispetto per la biodiversità. Una delle frasi più celebri dalla famiglia è che “seminiamo quello che la natura chiede” che dimostra il grande legame tra la terra e la famiglia. Una filiera di produzione circolare, quella di Carioni, che opera realmente con lo scopo di portare sostenibilità al territorio. Una sensibilità che Carioni dimostra anche nella selezione dei partner etici con cui collabora in tutta Italia.

Il Nuovo Mercato Centrale di Milano.

Il 2 settembre apre il Mercato Centrale Milano, dopo quelli di Firenze, Roma e Torino. Nello storico edificio della Stazione Centrale, 29 botteghe dislocate su 2 piani e uno Spazio Fare dedicato ad eventi e incontri. Un luogo in cui sedersi, leggere, mangiare, fare la spesa, ascoltare, scambiarsi idee e opinioni.