mercoledì 3 novembre 2021

La Galleria Regionale d'Arte contemporanea Luigi Spazzapan si arricchisce del fondo “Milva Biolcati - Maurizio Corgnati”

 

Cinque opere inedite di Luigi Spazzapan, donate da Martina Corgnati, sono visibili per la prima volta in un percorso espositivo dedicato alla figura del grande artista di Gradisca d'Isonzo, con apertura al pubblico gratuita per l'occasione.

 

Fino al 13 marzo 2022

 

Galleria Regionale d’Arte contemporanea "Luigi Spazzapan"

Gradisca d’Isonzo (GO)

 

Ingresso gratuito

Cinque nuove opere di Luigi Spazzapan arricchiscono le collezioni già presenti alla Galleria Regionale d'Arte contemporanea dedicata al grande artista di Gradisca d’Isonzo.

 

Dipinti che fanno parte del fondo "Milva Biolcati - Maurizio Corgnati”, donato da Martina Corgnati, storica dell’arte e figlia della grande cantante e attrice teatrale di Goro e del noto regista, documentarista e scrittore di Torino.

 

Si tratta di Pesci sul tavolo (1932), La camicia bianca (1935 c.), Deposizione (con angelo) (1945), Cosma e Damiano benedicenti (1951), Santone (evangelista) (1955-56), opere che rappresentano in modo significativo gran parte del percorso artistico e di ricerca di Luigi Spazzapan, il quale, dopo il periodo di attività svolta nell'Isontino dal 1928, si trasferì a Torino rimanendovi per tutta la vita.

 

Come spiega la stessa Martina Corgnati: "Mio padre, prima di sposarsi, dormiva col Gatto sopra alla testata del letto, mentre paesaggi, ritratti e nature morte, i Valentini e i Santoni erano appesi a quadreria dal soffitto al pavimento delle abitazioni dove da scapolo, risiedeva. Chiaro che, una volta accasatosi piuttosto tardi, – aveva 44 anni – con mia madre quasi ragazzina, i quadri si trasferirono in buona parte nella nostra casa di corso Re Umberto a Torino. E anche Milva, giovane promessa della musica italiana e fin lì del tutto ignara di arte e pittura, incominciò ad apprezzarne la forza, l’intensità espressiva”.

 

“Mia madre – continua - non ha potuto conoscere Luigi Spazzapan, visto che alla morte dell’artista, nel febbraio del 1958, lei aveva solo diciott’anni e non era ancora arrivata a Torino. La sua pittura, però, si può dire che fosse entrata in lei, tanto che, dopo la separazione e il trasferimento a Milano, i dipinti che ora approdano a Gradisca d’Isonzo hanno costituito il suo paesaggio domestico per cinquant’anni, senza essere mai una volta spostati, prestati o messi in dubbio. Il Santone blu in sala, i Pesci sul tavolo da pranzo, la Deposizione sulla testata del suo letto”.

 

“Per questo – aggiunge Martina Corgnati - come storica dell’arte e figlia di questa coppia a suo modo straordinaria, desidero che la mia donazione costituisca il fondo “Milva Biolcati - Maurizio Corgnati” alla Galleria Spazzapan di Gradisca d’Isonzo: un fondo che da parte mia vuole essere omaggio permanente alle figure di mio padre, per la sua cultura, generosità e umana condivisione dei valori dell’arte, e di mia madre, per il suo grande viaggio nella musica e nella vita. Viaggio che l’aveva portata anche da queste parti con la Variante di Lüneburg, il romanzo di Paolo Maurensig musicato da Valter Sivilotti e adattato da Walter Mramor, che aveva magistralmente interpretato".

 

La donazione alla Galleria, gestita da ERPAC FVG – Ente Regionale Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia con il Comune di Gradisca d'Isonzo e il fondamentale sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, va dunque ad arricchirne il patrimonio culturale pubblico e perpetua lo stretto legame dei genitori di Martina Corgnati con uno dei massimi esponenti del panorama artistico italiano del '900. Ma è anche una grande opportunità per rilanciare gli studi e approfondire la figura di Spazzapan, così come per conoscere e valorizzare chi gli stette attorno e permise che il suo lavoro giungesse fino all'attualità.

Come spiega ancora Martina Corgnati: "Mio padre ammirava incondizionatamente la libertà di espressione, il coraggio, l’attualità della pittura di “Spazza”, l’originalità e la forza del suo segno che da sensibilità quasi secessioniste attraversava con impeto l’intero secolo, passando per l’espressionismo e approdando al magma informale.

I quadri di Spazzapan alloggiavano indisturbati su gran parte delle pareti delle case di tutti i suoi fratelli e sorelle, quasi costretti da lui a comprare da quell’artista che era diventato amico di famiglia, accolto dalla nonna, nutrito quasi, alle volte; sì, perché Torino sa essere anche spietata e Spazzapan era troppo diverso e troppo inviso a Casorati per poter mai essere davvero accolto. In fondo, qualcosa di simile era capitato a mio padre, troppo outsider per l’intellighenzia perbenista cittadina".

 

In effetti, l’ambiente culturale dell’epoca fu colpito dalla pittura potente e dinamica di Luigi Spazzapan, ma anche dalla sua personalità. Non ebbe vita facile, ma certamente coltivò legami e amicizie profonde e strettissime. Oltre ai critici, da Lionello Venturi a Edoardo Persico, ebbe estimatori tra professionisti e intellettuali, che lo sostennero e che divennero suoi collezionisti.

 

Le cinque opere del fondo “Milva Biolcati/Maurizio Corgnati” sono esposte al secondo piano della Galleria Spazzapan, assieme a una selezione di sue opere appartenenti alle collezioni Giletti e Citelli, in un allestimento che ripercorrerà l’intero iter artistico di Spazzapan: dai primi richiami all’Espressionismo che si condensano nell’incisività del segno e nella forza del colore, ai tratti più morbidi di derivazione impressionista francese, verso i quali l’artista virò dopo l’arrivo a Torino; dalle strutturazioni geometriche degli anni ’40, all’ultima fase informale, tutta puntata sulla predominanza del colore sulla linea.

 

Vista l’importanza della donazione e al fine di consentire un'ampia visibilità di queste nuove opere, per tutta la durata dell’esposizione (fino al 13.3.2022), l’ingresso alla Galleria Spazzapan sarà gratuito.

Secondo l’assessore regionale alla Cultura e allo Sport, Tiziana Gibelli, chi decide di donare alla comunità opere artistiche di altissimo livello, e che come in questo caso hanno anche un valore affettivo, fa davvero un grande dono alla collettività. Ampliare oggi il patrimonio culturale di tutti, infatti, significa anche fare un investimento nei confronti delle generazioni future che potranno godere di queste importanti opere d’arte.

 

L’esponente dell’esecutivo regionale tiene anche a ringraziare Martina Corgnati per la grande sensibilità che ha dimostrato e per aver scelto la Galleria Regionale d’Arte contemporanea Luigi Spazzapan che, grazie all’ottima gestione dell’ERPAC FVG, saprà valorizzare la figura del grande artista, anche in vista di Nova Gorica e Gorizia Capitale Europea della Cultura 2025.

 

Grazie alla collaborazione di Rai Teche, nel corso della mostra viene proiettato il film Ricordo di Luigi Spazzapan, realizzato da Maurizio Corgnati nel 1956, prezioso documento audiovisivo con testimonianze storiche, tra gli altri, di Lionello Venturi e Jettà Donegà.

 

Ad arricchire ulteriormente gli spazi della Galleria e il percorso-mostra, è attivata la postazione permanente “Spazzapan VR”, a cura della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia e realizzata da IKON digital Farm: un ulteriore step all’interno del programma triennale CariGO GREEN³ - avviato nel 2018 e realizzato con il fondamentale contributo di Intesa Sanpaolo - dove spiccano innovative soluzioni digitali applicate alla fruizione dei territori (Carso, Collio, Valle dell’Isonzo), come la digital landscape, estensione digitale del paesaggio.

In particolare, l'esperienza virtuale proposta nella postazione VR-Virtual Reality di Galleria Spazzapan consente al visitatore di affrontare con cuffie e visore un viaggio sorprendente, altamente immersivo ed emozionale nel mondo di Luigi Spazzapan, nella genesi del suo segno pittorico e della sua arte,accompagnati da pensieri e note tratte dalla sua autobiografia. Nel ripercorrere alcuni momenti salienti della sua formazione e del suo iter creativo, si scoprono le relazioni con i movimenti culturali e pittorici che dai primi del Novecento hanno animato dibattiti, mostre e incontri nelle grandi capitali europee e nel panorama italiano. Dalla Secessione viennese, al liberty e futurismo, le figure pittoriche si decostruiscono e confluiscono nelle esperienze cubiste, espressioniste e infine grafiche ed astratte in una continua evoluzione di forme, figure e geometrie che raccontano di un mondo in rapida evoluzione, dove la vicenda pittorica di Spazzapan si intreccia indissolubilmente con gli eventi tragici dei due conflitti mondiali.

GIOVANNI CERRI Ultima frontiera Un libro, una mostra

 



 

Presentazione del libro e curatela della mostra a cura di Stefano Crespi

Allestimento mostra a cura di Matteo Castelli

 

Palazzo Bovara/Circolo del Commercio

Corso Venezia 51 Milano

Lunedì 8 novembre 2021

Ingresso libero con obbligo di Green pass

 

Presentazione libro ore 18.00 

Inaugurazione mostra ore 19.00

 

Periodo mostra: 8-23 novembre 2021

Orari apertura

da lunedì al giovedì 10-17, venerdì 10-16

 Ingresso libero con obbligo di Green pass

 


 

“Ultima frontiera” è il titolo dell’ultimo libro dell’artista milanese classe 1969 Giovanni Cerri, che verrà presentato lunedì 8 novembre alle ore 18 a Palazzo Bovara / Circolo del Commercio in corso Venezia 51 a Milano in occasione dell’inaugurazione della sua nuova mostra che porta il medesimo titolo, “Ultima frontiera”, e che rimarrà aperta al pubblico sino al 23 novembre.

 

IL LIBRO

Presentato da Stefano Crespi, edito nel 2020 dalla casa editrice Le Lettere di Firenze nella Collana Atelier ma sino ad oggi mai presentato al pubblico a causa della pandemia Covid-19, “Ultima frontiera” si presenta come un connotato diaristico, divenuto sempre più raro, dove vive la “voce” dei ricordi, dei volti, dei momenti esistenziali, delle figure dell’esistere: richiami all’adolescenza, le prime immagini dell’arte nello studio del padre, conoscenze di personaggi testimoniali, incontri con artisti.

In una scrittura aperta ed esplorativa emergono due tematiche in una singolare originalità: la periferia come corrispettivo della solitudine dell’anima e lo sguardo senza tempo nell’inconscio, in ciò che abbiamo amato, in ciò che non è accaduto.

 

Le prime nove copie del libro che verranno vendute conterranno un’opera numerata e inedita dal titolo “Ultima frontiera” (tecnica mista su carta, 13x18 cm).

 

LA MOSTRA

Giovanni Cerri da pochi giorni ha inaugurato al Museo Italo Americano di San Francisco, insieme al padre Giancarlo, il progetto espositivo a cura di Bianca Friundi “The art of two generations” (28 ottobre 2021 – 20 febbraio 2022), confronto aperto tra le ricerche pittoriche dei due artisti milanesi che presentano due differenti mostre: Giovanni Cerri “2020: Milano nell’ora del lupo”, il padre Giancarlo “Le sequenze astratte. 1995-2005”.

Rispetto alla personale americana, dove Giovanni fornisce un nuovo percorso di immagini ispirate al capoluogo lombardo durante la pandemia Covid-19 attraverso 39 opere fra disegni e dipinti, a Milano presenta 23 opere, tutte tecnica mista su tela, che riassumono gli ultimi dieci anni della sua attività: La tematica urbana, che caratterizza da sempre il suo percorso, si è sviluppata negli ultimi anni e appare nei quadri più recenti come territorio più immaginario, con l’elemento della natura che invade lo spazio della città.

La natura si riappropria di quello che le è stato tolto dall’uomo, riconquista vita occupando strade, muri, case. Il messaggio è particolarmente evidente nel quadro-manifesto della mostraGiungla urbana (2021)in cui una macchia verde di vegetazione si estende a perdita d’occhio in estrema lontananza, laddove una volta c’era una periferia, un quartiere. Le ciminiere delle fabbriche sono diventate verdi, ricoperte di muschi e rampicanti. Questi i quadri più recenti, intitolati anche Off limits, a indicare territori interdetti, forse proibiti, pericolosi. La città è diventata selvaggia, non più civile. In esposizione poi alcune periferie e qualche paesaggio industriale degli anni appena passati, anche provenienti da collezioni private.

 

Scrive Stefano Crespi nel testo in catalogo: “Questa mostra si apre a uno spazio senza fine di sensi, luce, avventura dell’immagine. Un ciclo molto documentato è la periferia che è un’intuizione umana, artistica, psicologica di Cerri. La periferia scorre, si perde in immagini toccanti, struggenti. Da una parte si ritrova una periferia (case, viali, strade) nel momento dell’abbandono, nel grigio di un addio ancestrale. Dall’altra parte, come nelle ultime opere di questa mostra, ritroviamo originalmente la periferia in un orizzonte, in un incanto, nella visione di una bellezza indicibile. Accanto alla periferia, tema emblematico è lo sguardo senza tempo. Il «vedere» è la scena dei linguaggi, lo sguardo è memoria, epifania, ciò che è stato amato, ciò che non è accaduto. Lo sguardo è il viaggio impossibile verso l’assoluto. In mostra il volto femminile esce da ogni caducità verso una segretezza misteriosa”.

La Via dei Norcini : il prosciutto cotto alla fiamma del Salumificio Spader alla Società Agricola Palù di Mosnigo

 Continuano le iniziative di informazione di Borghi d'Europa, per far conoscere i Percorsi Internazionali.

Per la Via dei Norcini i giornalisti e i comunicatori della rete internazionale stanno collaborando con il Salumificio Spader di Mosnigo di Moriago della Battaglia, per valorizzare e far conoscere le eccellenze dei Territori coinvolti nel progetto L'Europa delle scienze e della cultura.


La tappa realizzata alla Società Agricola Palù di Mosnigo ha proposto il Prosciutto cotto alla fiamma del Salumificio Spader, prodotto aromatizzato con aromi ed erbe aromatiche, legato a mano e cotto arrosto, confezionato in sottovuoto.

“La sua peculiarità – ha osservato Renzo Lupatin, presidente di Borghi d'Europa-, risiede nel perfetto equilibrio tra sapore delicato del cotto e il profumo dolce e pulito delle spezie aromatiche e di grigliato. Il prosciutto cotto Fiamma è tenero e succoso, compatto e gradevole per tutti i palati.”

Il Prosciutto viene sottoposto ad una fase aggiuntiva, oltre a quelle di asciugamento e affumicatura con legno di faggio e ginepro, anche di bruciatura a fiamma della cotenna.

“Questo rende il prodotto estremamente nero e dona un caretteristico gusto e profumo di affumicato e di grigliato.”


Ha accompagnato la degustazione il vino col fondo di Luigi Comarella di Valdobbiadene.

Antonella Pianca, scrittrice fotografa e degustatrice AIS, ne ha messo in rilievo la bontà e la semplicità.

Luigi è una persona sincera, va dritto al segno, non gira attorno ai problemi.

Così quando osserviamo che anche nel settore del vino col fondo si fanno largo le furberie, evita di inoltrarsi nella polemica e commenta annuendo.

Un tempo i nostri contadini dedicavano al vino col fondo le uve migliori della vendemmia: oggi assistiamo a presunti vini a rifermentazione naturale che rivelano, inequivocabilmente, un passaggio...... Il vino col fondo di Luigi Comarella è semplicemente buono. 



Tre appuntamenti per celebrare e raccontare il successo internazionale di "LOVING. Una storia fotografica" edito da 5 Continents Editions a un anno dalla sua pubblicazione nel mondo.

 

  • Martedì 9 novembre ore 18.30: Libreria laFeltrinelli, Piazza Piemonte, Milano
  • Sabato 20 novembre ore 16.30: Palazzo Reale, Milano - BookCity
  • Martedì 23 novembre ore 18.00: Libreria Coop Ambasciatori, Bologna 

www.fivecontinentseditions.com

 
 

Un anno dalla sua pubblicazioneoltre 70.000 copie vendute nel mondo in 5 lingue – italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo – con centinaia di uscite stampa internazionali, dal ‘The Washington Post’ al ‘Die Zeit’, da ‘Rolling Stone’ a ‘La Vanguardia’: sono solo alcuni dei numeri che testimoniano lo straordinario successo di LOVING. Una storia fotografica, edito da 5 Continents Editions, casa editrice basata a Milano dal profilo internazionale, che ha saputo portare questo libro – e tutto ciò che rappresenta – nel mondo fino a diventare un vero e proprio caso editoriale.

 

Numeri, sì, ma soprattutto storie e volti di ieri e di oggi che si incontrano al di là del tempo e dei luoghi, accomunando tutti coloro che con emozione hanno guardato gli occhi e l’espressione delle coppie di uomini ritratte nelle oltre trecento fotografie scattate tra il 1850 e il 1950 e raccolte da Hugh Nini e Neal Treadwell in un’eccezionale collezione, che esprime valori e significati universali più che mai attuali.

 

A 12 mesi dal lancio, avvenuto in pieno covid, proprio in concomitanza con il suo primo anniversario, LOVING incontra finalmente il pubblico in tre appuntamenti dedicati ad approfondire questa bellissima storia editoriale, in tutti i suoi aspetti. A partire dall’inedito ‘tesoro fotografico’ composto da oltre 2.800 fotografie ritrovate inizialmente per caso dai collezionisti – in mercatini delle pulci, all’interno di scatole di scarpe, archivi di famiglia, vecchie valigie o in occasione di vendite immobiliari e aste online –, fino al messaggio che queste fotografie oggi rappresentano: una dimostrazione di grande amore, ma anche di grande coraggio, se si considera che gli scatti sono stati realizzati in un periodo storico in cui le relazioni tra uomini erano ancora considerate illegali nella maggior parte del mondo.

 

Questi i tre appuntamenti in programma:

 

Martedì 9 novembre ore 18.30
Libreria laFeltrinelli, Piazza Piemonte, Milano
  
Interverranno Eric Ghysels (editore e fondatore di 5 Continents Editions) e Paolo Maria Noseda (autore e interprete).
Ingresso libero con Certificazione Verde COVID 19 (denominata Green Pass) valida e mascherina.       

Sabato 20 novembre ore 16.30
Palazzo Reale, Milano – nell’ambito di BookCity

“LOVING: storia nelle storie. Un successo editoriale.”                  
Interverranno Eric Ghysels (editore e fondatore di 5 Continents Editions), Paolo Maria Noseda (autore  e interprete) e Federico Chiara (giornalista, Culture & Travel Editor di Vogue Italia e L’Uomo Vogue).  
La partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria. L'accesso agli eventi sarà possibile solo con Certificazione Verde COVID 19 (denominata Green Pass) valida. 


Martedì 23 novembre ore 18.00
Libreria Coop Ambasciatori, Via degli Orefici, 19, Bologna

Interverranno Eric Ghysels (editore e fondatore di 5 Continents Editions), Paolo Maria Noseda (autore e interprete) e Vincenzo Branà (Presidente del Circolo Arcigay Il Cassero).         
Ingresso libero con Certificazione Verde COVID 19 (denominata Green Pass) valida e mascherina.

 

CHI SI FERMA È PERDUTO Una produzione Sky Arte e TIWI con il sostegno della Regione Emilia-Romagna

 La nuova serie animata

con le interviste impossibili sui viaggi straordinari di

Marlene Dietrich, Heinrich Schliemann, Mary Shelley, Howard Phillips Lovecraft, Oscar Niemeyer, Lorenzo Da Ponte, Ludwig Wittgenstein, Agatha Christie

 

Guidate dalla voce di Neri Marcorè

 

 

SU SKY ARTE DAL 7 NOVEMBRE ALLE 20.40

DISPONIBILE ANCHE ON DEMAND E IN STREAMING SU NOW

 

 

 

 

 

A partire da domenica 7 novembre alle ore 20.40, Sky Arte presenta Chi si ferma è perduto, la nuova serie animata prodotta da TIWI con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, che raccoglie interviste impossibili e resoconti di viaggio tra realtà e immaginazione attraverso il tempo e lo spazio.

 

I protagonisti degli otto episodi sono artisti, letterati, studiosi, innovatori, personalità eccezionali che hanno lasciato il loro segno nella storia: da Marlene Dietrich a Heinrich Schliemann, da Mary Shelley a Howard Phillips Lovecraft, da Oscar Niemeyer a Lorenzo Da Ponte, da Ludwig Wittgenstein ad Agatha Christie.

 

Guidati dalle domande di Neri Marcorè e animati dagli illustratori e animatori di TIWIdiretti da Raffaele Compagnoni, questi ospiti straordinari si raccontano e raccontano del viaggio che ha cambiato per sempre la loro vita: quel momento in cui il contatto con nuove culture, persone e orizzonti ha contribuito a plasmarne la visione, la creatività e le opere.

 

Domenica 7 novembre, alle ore 20.40, andrà in onda l’episodio 1 – con le illustrazioni di Luca Albanese e la colonna sonora originale di Valerio Vigliar dedicato a Marlene Dietrich e in particolare al suo ritorno a Berlino, nel 1960, dove si esibisce al Titania Palast per la prima volta dopo 30 anni.

 

Marlene Dietrich è la diva per eccellenza, la figlia di Berlino, di una città e di un’epoca troppo spesso rimosse dall’immaginario. È lì che Marlene s’innamora delle telecamere incarnando “l’Angelo Azzurro”, musa di un genere – l’espressionismo – che in breve diventa il riferimento cinematografico in tutte le sale del mondo.

Ma il suo viaggio non è fatto solo di luci, biglietti e pellicole: Marlene, a differenza degli artisti d’origine ebraica, è amata dal Führer, che addirittura la desidera fisicamente, e da Goebbels, che la vorrebbe come musa del regime. Lei però sente di non poter accettare quell’abominio e se ne va in California, rinnegando la dittatura e prendendo la cittadinanza americana. Arriva a cantare Lili Marlene, una melodia dolce con testo in tedesco per intrattenere le truppe americane impegnate proprio contro i nazisti.

Torna in Germania solo dopo 30 anni, più matura, più disillusa e anche più umana, per esibirsi in una Berlino che un po’ la ama e un po’ la addita come traditrice della Germania.

 

A seguire, andrà in onda il secondo episodio – con le illustrazioni di Francesco Faccia e la colonna originale di Alessandro Stefana – dedicato a Heinrich Schliemann e alla sua terza spedizione in Anatolia, quella decisiva per la scoperta di Troia.

 

Solo chi ha avuto una vita degna di un poema epico può accedere alla città più importante dell’antichità. Heinrich Schliemann, infatti, nasce poverissimo in una piccola città della Germania, s’innamora in giovane età dei poemi omerici – al punto da promettere al padre di ritrovare la città perduta – si imbarca come marinaio e rischia di morire in un naufragio, infine diventa molto ricco grazie a geniali mosse commerciali ed emigra negli Stati Uniti, dove finisce per avere problemi con la legge.

Tornato in Europa, decide finalmente di dedicarsi all’unico vero scopo della sua vita: il viaggio verso Troia, compiuto con la totale avversità della comunità scientifica, che lo ha deriso per anni. Ma, alla fine, nessuno di quegli studiosi è nella nostra memoria, mentre celebriamo ancora oggi l’uomo che ha riscoperto la città di Ilio.

 

 


I PROSSIMI EPISODI

 

Episodio 3: Mary Shelley – in onda domenica 14 novembre

 

Ci sono pochissimi scrittori che riescono a firmare un grande libro e ancora meno autori che con la loro opera danno vita a un nuovo filone di narrazioni. Mary Shelley, non ancora ventenne, è riuscita a fare entrambe le cose.

Certo è che il suo grande talento letterario non veniva dal nulla, ma da un percorso familiare unico nel suo genere: figlia di un filosofo radicale e di una delle poche pensatrici dell’epoca, Mary è immersa nell’ambiente culturale inglese al punto da conoscere giovanissima l’amore della sua vita, il poeta Percy Shelley.

Shelley la trasporta in un mondo al di fuori degli schemi, dove la passione per la scrittura si mescola a una vita vissuta fuori dalle convenzioni della morale borghese. Il loro amore è simbiotico e contraddittorio, caratterizzato da una continua ricerca di un ideale di libertà a cui però i due danno un significato molto diverso: per Mary essere liberi significa essere liberi di scegliere la direzione della propria vita e con chi condividerla, per Shelley significa poter amare più donne contemporaneamente.

Questo contrasto dinamico esplode in tre grandi viaggi, due di questi fondamentali per la storia della letteratura moderna. Nel 1816, infatti, a Villa Diodati, sul lago di Ginevra, Mary Shelley, Lord Byron e John Polidori, sfidandosi in una gara di scrittura daranno vita alla letteratura horror contemporanea. E dal 1818 al 1823, gireranno l’Italia, dando vita ad una sorta di tragico Grand Tour che terminerà con il naufragio di Percy, tra Livorno e La Spezia.

 

Illustrazioni: Gianmarco Veronesi

Colonna sonora originale: Stefano Pilia

Voce narrante: Neri Marcorè

Focus dell’episodio: Il viaggio in Italia di Mary Shelley dal 1818 al 1823, tra Pisa, Roma, Napoli e La Spezia.

 

Episodio 4: Howard Phillips Lovecraft - in onda domenica 14 novembre

 

Tutti gli appassionati di horror conoscono Howard Phillips Lovecraft come il “Solitario di Providence”. Secondo questa vulgata, Howard Phillips Lovecraft, ignorato dalla quasi totalità del mondo editoriale, sarebbe rimasto per tutta la vita nella sua adorata città natale, limitando al minimo i viaggi al di fuori del Rhode Island. Anche i contatti umani sarebbero stati decisamente pochi, e questo avrebbe contribuito a giustificare le sue ristrette vedute politiche: un provinciale a tutti gli effetti, sia dal punto di vista filosofico che geografico.

Ma in realtà Lovecraft ha avuto una vita molto più complessa e – come provano le circa diecimila lettere che ci ha lasciato – dalla ricchezza interiore decisamente più profonda. Il solitario di Providence, infatti, aveva una sua peculiare concezione dell’amicizia (come del resto, di ogni aspetto della vita) ma solo non è stato mai: aveva un gran numero di corrispondenti sparsi per tutta l’America, e faceva parte di un gruppo di scrittori, il Kalem Club, che si riuniva tutte le settimane a New York.

Scopriamo così che Howard Phillips Lovecraft è sempre in bilico tra due universi contrapposti: scrittore amatoriale o professionista, solitario o pieno di amici, razzista o colto gentiluomo – senza però mai essere veramente in nessuno dei due.

 

Illustrazioni: Valerio Befani

Colonna sonora originale: Sebastiano De Gennaro

Voce narrante: Neri Marcorè

Focus dell’episodio: La permanenza di Howard Phillips Lovecraft Lovecraft a New York, nei due anni in cui è stato sposato con Sonia Greene.

 

Episodio 5: Oscar Niemeyer - in onda domenica 21 novembre

 

L’incredibile storia del viaggio da cui è nata Brasilia, dall’incontro folgorante tra l’architetto Oscar Niemeyer e il presidente Juscelino Kubitschek.

Il nuovo presidente del Brasile chiede al più estroso tra gli architetti del suo paese di costruirgli una nuova capitale, che dia finalmente l’immagine di un Brasile moderno, a misura d’uomo, elegante e funzionale. Una sfida da far tremare i polsi a tutti, ma non a Niemeyer.

Oscar però, prima di cominciare, raduna i suoi migliori amici e parte verso l’Altopiano che accoglierà la nuova città. Insieme attraversano le varie anime di un Paese immenso e particolare come solo il Brasile può essere, finendo addirittura per passare la notte nella giungla, ostaggi di un pericoloso giaguaro. Imparano così che c’è bisogno di respirare tutte le anime del Paese, dal mare alla foresta amazzonica, per donargli un nuovo cuore pulsante.

 

Illustrazioni: Gianmarco Veronesi

Colonna sonora originale: Rodrigo D’Erasmo

Voce narrante: Neri Marcorè

Focus dell’episodio: Il viaggio in macchina di Oscar Niemeyer da Rio all’altopiano che ospiterà Brasilia.

 

Episodio 6: Lorenzo Da Ponte - in onda domenica 21 novembre

 

Il librettista delle opere di Mozart è uno degli Italiani più famosi al mondo. Il suo è uno dei primi casi di “fuga dei cervelli”, nel senso che dopo lunghe peregrinazioni in Europa fu costretto a lasciare il vecchio continente per recarsi a New York. Qui, insegnando all’Università, ottenne finalmente una certa tranquillità economica.

Ma la sua vita è molto diversa da quella di un intellettuale contemplativo: Da Ponte, infatti, è un uomo che cede volentieri ai piaceri della vita, molto sensibile soprattutto al fascino femminile. Questo lo rende dinamico e flessibile, sempre pronto a reinventarsi.

Tuttavia, la sua passione è la sua condanna: da Venezia deve fuggire a Vienna, da Vienna a Londra. In ognuno di questi posti ottiene successo come autore ma accumula debiti, amanti e nemici. L’America è la sua salvezza, ma più che il sogno americano, forse, a essere decisiva è stata una certa pace dei sensi dovuta all’età… o forse no.

 

Illustrazioni: Fabiana Mascolo

Colonna sonora originale: Vincenzo Vasi

Voce narrante: Neri Marcorè

Focus dell’episodio: traversata oceanica nel 1805 alla volta di New York, con partenza da Londra.

 

Episodio 7: Ludwig Wittgenstein - in onda domenica 28 novembre

 

Uno dei più importanti intellettuali del Novecento, che nella sua stessa storia familiare racchiude un viaggio in due meravigliose epoche perdute della nostra Europa: l’ultima Vienna Asburgica e la grande avventura scientifico accademica della Cambrige di inizio secolo.

Ogni suo movimento, sia intellettuale che fisico, è una fuga sempre diversa eppure sempre uguale: inizia dalla sua famiglia, poi passa alla sua stessa teoria, ma in fondo si tratta sempre di una fuga dai demoni che spesso infestano le menti più geniali.

Le fughe di Wittgenstein sono continue ed estreme: comincia arruolandosi volontario come soldato semplice nella prima guerra mondiale (scriverà infatti in prigione a Cassino il suo capolavoro filosofico), prosegue rinunciando al suo patrimonio e ritirandosi dalla filosofia per insegnare in una scuola elementare. Ma è a Skjolden, un irraggiungibile fiordo norvegese dove ha elaborato le sue più intense riflessioni, che Wittgenstein concretizza al meglio la sua vertigine esistenziale, rivoluzionando la sua stessa teoria filosofica in un modo quasi unico nella storia del pensiero.

 

Illustrazioni: Valerio Befani

Colonna sonora originale: Enrico Gabrielli

Voce narrante: Neri Marcorè

Focus dell’episodio: Fuga da Cambridge a Skjolden, nel 1946, che porterà Ludwig Wittgenstein al ripensamento di buona parte della propria filosofia analitica.

 

Episodio 8: Agatha Christie - in onda domenica 28 novembre

 

La più famosa e prolifica tra le scrittrici inglesi di genere aveva un carattere molto diverso dagli investigatori compassati che siamo abituati a conoscere sulle sue pagine.

Né Miss Marple né Poirot, infatti, avrebbero mai concepito un colpo di testa come quello che portò la regina del giallo a sparire per undici giorni, a partire dal 3 dicembre del 1926. Una scomparsa che è un vero e proprio giallo: la sua macchina, infatti, viene ritrovata la mattina del 4 dicembre sul fondo di un burrone, in folle e con i freni non inseriti. Di Agatha, nessuna traccia. Il marito, il colonnello Archie, si trova sotto i riflettori, visto che la sua relazione fedifraga e ancora segreta con Nancy Steele farebbe di lui il maggior sospettato in caso di ritrovamento del cadavere. La polizia brancola nel buio, perfino il grande Conan Doyle si occupa del caso.

Agatha viene ritrovata il 14 dicembre in un hotel di una nota località termale inglese, dove si era registrata sotto falso nome. La motivazione ufficiale è quella di una amnesia dovuta al dolore per la scomparsa della madre, ma resta più di qualche dubbio.

Cosa ha fatto Agatha in quei giorni? Chissà… Certo che un viaggio così misterioso compiuto dalla regina del mistero è un’occasione narrativa irrinunciabile.

 

Illustrazioni: Giorgio Spalletta

Colonna sonora originale: Fabio Rondanini

Voce narrante: Neri Marcorè

Focus dell’episodio: Gli 11 giorni della misteriosa sparizione di Agatha Christie.