martedì 1 luglio 2025

Cortina Summer Party: il gusto dell'estate è in quota il 21 agosto 2025

 

Il gusto dell’estate è in quota:


il picnic più iconico delle Dolomiti,
firmato Red Squirrel Events,

fra sapori d’autore, panorami mozzafiato
e stile tirolese
.

Conto alla rovescia per il Cortina Summer Party, l’appuntamento cult dell’estate ad alta quota che ogni anno accende i riflettori sulla Regina delle Dolomiti. L’edizione 2025 andrà in scena giovedì 21 agosto, tra scenografie mozzafiato e un format ormai entrato nel cuore di appassionati e addetti ai lavori.


Giunto alla sedicesima edizione, l’evento porta la firma di Red Squirrel Events, agenzia fondata da Erica e Alvise Zuliani, il Cortina Summer Party è molto più di un picnic: è un’esperienza immersiva che unisce convivialità, eccellenza gastronomica e stile tirolese, con un’attenzione sartoriale ai dettagli e una visione creativa radicata nel territorio.


Protagonisti dell’evento saranno oltre 20 stand gastronomici con la partecipazione di chef, pasticceri e maestri dell’arte bianca provenienti da tutta Italia. Un vero e proprio viaggio tra i sapori, che porterà in alta quota le migliori interpretazioni della cucina di montagna e non solo, accompagnate da una selezione di etichette enologiche d’eccellenza.

Ecco l’elenco degli chef e degli stand presenti

  • Graziano Prest, Ristorante Tivoli

  • Waldemarro Leonetti, Ristorante Marcandole

  • Andrea Stella, Trattoria Dalla Libera

  • Alessandro Favrin, Ristorante Seda

  • Giovanni Gagliardo, Faloria Mountain Spa Resort

  • Gioele Grillo, Hotel De Len

  • Federico Kratter, Mondschein - A taste of the Dolomites, Sappada

  • Champagne Lallier con lo chef ambassador Riccardo Gaspari del Ristorante SanBrite

  • Andrea Chivetto, Hotel Ancora

  • Valentino Cecconi, Ristorante FVusion

  • Denis Lovatel, Da Ezio - Denis Pizza

  • Mattia Barni, Ristorante Alajmo Cortina

  • Cantine Venissa (Burano - Venezia)

  • Gianluca Beltramini, Hotel Cortina

  • Alberto Biso, pasticceria Embassy

  • Ferro Wine

  • Villa Laviosa, selezione di gin e distillati Villa Laviosa

  • Riccardo De Pra, ristorante Dolada

  • Alessio Rigon, ristorante Amarmio (Casa Bianca al mare Jesolo)

  • Simone Valentino, pasticcere di Alma Giovani

  • Paul Halmagean, Cocun Cellar (Alta Badia)

  • Champagne Palmer

  • Enoteca Cortina

Il Cortina Summer Party
è un evento che stimola tutti i sensi.

Oltre alle proposte gastronomiche, il programma include musica dal vivo, momenti di intrattenimento e relax nella natura incontaminata delle Dolomiti, patrimonio UNESCO. Un’occasione unica per vivere la montagna in modo inedito, in un’atmosfera di grande eleganza e autenticità.

Come da tradizione,
grande spazio sarà dedicato allo stile.

Il dress code in perfetto stile tirolese è ormai un elemento distintivo dell’evento, che ogni anno ispira con entusiasmo i partecipanti. A conclusione della giornata si terrà il consueto concorso per il miglior outfit, con premi per l’abbigliamento maschile e femminile più originale e curato.

A completare il programma, la lotteria di beneficenza a favore della Croce Bianca di Cortina, una realtà fondamentale per la comunità locale, da sempre al fianco di chi vive e ama la montagna.

PORTOFRANCO L’arte contemporanea abita Palazzo Soranzo Novello

 Dal 14 novembre inaugura il nuovo progetto culturale promosso e realizzato dal Comune di Castelfranco Veneto e NOT Titled YET, e curato da Rossella Farinotti, che darà nuova vita alle stanze di Palazzo Soranzo Novello grazie all’intervento di venti artisti tra cui Vincenzo Agnetti, Maurizio Cattelan, Goldschmied & Chiari, Duane Hanson, Sacha Kanah, Silvia Mariotti e Raoul Schultz

 

 

 

Palazzo Soranzo Novello

Castelfranco Veneto (TV)

 

Palazzo Soranzo Novello, interni


Castelfranco Veneto (TV), 1 luglio 2025. È stato presentato oggi, martedì 1 luglio 2025, presso la Sala Consiliare del Comune di Castelfranco Veneto, PORTOFRANCO, un progetto culturale innovativo che animerà gli spazi di Palazzo Soranzo Novello trasformandoli in un centro vivo per l’arte contemporanea, la ricerca e il dialogo tra culture, linguaggi e comunità.

 

Promosso e realizzato dal Comune di Castelfranco Veneto e NOT Titled YET con la curatela di Rossella Farinotti, PORTOFRANCO nasce con l’obiettivo di attivare un ecosistema culturale multidisciplinare e partecipativo, mettendo in relazione artisti italiani e internazionali, istituzioni, scuole, imprese e cittadinanza. Il cuore del progetto sarà una mostra collettiva site-specific, che inaugurerà il 14 novembre 2025 e rimarrà aperta fino a febbraio 2026, accompagnata da un articolato calendario di attività: talk, performance, laboratori, residenze e collaborazioni con le eccellenze locali.

 

“Con PORTOFRANCO inauguriamo una nuova stagione per Castelfranco Veneto: Palazzo Soranzo Novello diventa centro propulsore di cultura e innovazione, aperto alla comunità e al mondo dell’arte. È un progetto che afferma la nostra volontà di investire in cultura come leva di rigenerazione urbana e crescita collettiva.”

— Stefano Marcon, Sindaco di Castelfranco Veneto

 

“Abbiamo immaginato un progetto capace di far dialogare patrimonio e futuro, generando nuove forme di partecipazione culturale. PORTOFRANCO è anche un segnale forte: la cultura è un bene comune che va vissuto, condiviso e coltivato in sinergia con il territorio.” — Roberta Garbuio, Assessore alla Cultura

 

“PORTOFRANCO è un invito all’incontro e alla scoperta. Lavoreremo a stretto contatto con il contesto, invitando artisti a rispondere al luogo e alla sua storia, ma anche alle tensioni e alle possibilità del nostro presente. L’arte, in questo senso, diventa motore di relazione, consapevolezza e trasformazione.” — Rossella Farinotti, curatrice

 

PORTOFRANCO si propone come esperienza culturale immersiva, capace di attivare energie locali e di aprire la città a una dimensione nazionale e internazionale. L’obiettivo è fare di Castelfranco Veneto un punto di riferimento per l’arte contemporanea, valorizzando il dialogo tra patrimonio e presente, tra sguardi artistici e contesto territoriale. Il progetto si fonda su un’idea aperta e sostenibile di cultura: la mostra collettiva sarà affiancata da residenze, laboratori con le scuole, collaborazioni con realtà artigianali e imprese locali, percorsi di accessibilità e inclusione, momenti performativi e di confronto.

 

PORTOFRANCO è un catalizzatore di energie comunitarie, un luogo dove la bellezza incontra la riflessione critica, dove la memoria diventa punto di partenza per immaginare il futuro. Un dispositivo culturale pensato non solo per essere visitato, ma per essere abitato.

 

La mostra collettiva organizzata nell’ambito di PORTOFRANCO riunisce artisti di diversa provenienza geografica e generazionale, selezionati per la rilevanza dei rispettivi percorsi e per la capacità di attivare una riflessione critica e stratificata all’interno degli spazi di Palazzo Soranzo Novello. La presenza congiunta di autori internazionali con carriere consolidate, già inseriti nei principali circuiti dell’arte contemporanea, e di giovani artisti emergenti, presentati per la prima volta in un contesto istituzionale, contribuisce alla definizione di un panorama dinamico e in costante evoluzione.

 

Le opere, presentate in relazione diretta al luogo, si sviluppano attraverso molteplici linguaggi – pittura, installazione, scultura, video, fotografia, performance – costruendo un percorso espositivo che esplora i temi della memoria, della trasformazione, del rapporto tra spazio intimo e collettivo, tra eredità storica e immaginazione futura. L’estetica del frammento, la risonanza delle presenze passate e la tensione verso nuovi scenari condivisi definiscono una narrazione articolata, in cui l’arte assume il ruolo di strumento di lettura, rigenerazione e attivazione dei contesti.

 

PORTOFRANCO è anche l’inizio di una nuova vita per Palazzo Soranzo Novello: acquisito dal Comune nel 2021, la sua fondazione risale al tardo Medioevo e giunge a noi attraverso i rifacimenti del Cinquecento e del Settecento.

“Oggi il palazzo è al centro di un’importante operazione di valorizzazione culturale: un tempo dimora patrizia e poi sede della Banca Popolare di Castelfranco Veneto, l’edificio è destinato a diventare il futuro Museo Civico della città. Con l’evento inaugurale del 2023 Temporanea. Esibire. Documentare. Recuperare, il Palazzo è stato restituito alla cittadinanza come luogo di memoria e trasformazione.”

— Matteo Melchiorre, Direttore di Museo Casa Giorgione

 

I suoi saloni settecenteschi, le stratificazioni architettoniche e le cicatrici della sua storia più recente ne fanno oggi un laboratorio culturale in continua evoluzione, pronto ad accogliere pratiche artistiche contemporanee e comunità in dialogo.

PORTOFRANCO segna dunque l’avvio di un percorso più ampio che guarda al futuro Museo Civico di Castelfranco Veneto, in un processo di crescita e sperimentazione che mette al centro le persone, il pensiero critico e la qualità della vita culturale della città.

 

A Chicago il 5 e 6 ottobre prossimi. WINE SPECTATOR A VINITALY.USA PER ANNUNCIO CANTINE SELEZIONATE A OPERAWINE 2026

 Dal 2012 organizza con Veronafiere-Vinitaly OperaWine, l’unico evento fuori dai confini degli USA promosso dalla testata internazionale tra le più influenti.

 
Verona, 1 luglio 2025.  Vinitaly.USA consolida il proprio ruolo di prima e unica fiera del vino italiano negli USA e conferma lo storico rapporto di collaborazione con Wine Spectator che parteciperà alla seconda edizione della rassegna, in programma al Navy Pier di Chicago il 5 e 6 ottobre prossimi, per annunciare le cantine selezionate per Veronafiere-Vinitaly OperaWine 2026 e contribuire al networking internazionale con buyer, importatori, distributori, sommelier, giornalisti e influencer. È questa una ulteriore novità di Vinitaly.USA 2025 che si aggiunge a quelle già annunciate, a partire dell’approdo di wine2wine business forum a Chicago.
 
Wine Spectator è il principale punto di riferimento mondiale nel settore del vino, sia con la rivista che raggiunge circa 3 milioni di lettori in tutto il mondo e con il sito sul vino più completo del web (WineSpectator.com), piattaforme mobili e una serie di eventi di degustazione esclusivi. La storica testata “stars and stripes” analizza il mondo del vino dalla vigna alla tavola, esplorando il ruolo del vino nella cultura contemporanea e propone recensioni di esperti relative ad oltre 10.000 vini ogni anno. Dal 2012 organizza con Veronafiere-Vinitaly OperaWine, l’unico evento fuori dai confini degli USA promosso dalla testata internazionale tra le più influenti.
 
«Con la presenza a Chicago anche di Wine Spectator per l’annuncio delle cantine che parteciperanno a Operawine 2026 sta prendendo sempre più forma la nuova tappa del percorso di crescita internazionale del vino italiano firmato Veronafiere-Vinitaly. Vinitaly USA rappresenta un’estensione naturale della nostra missione: essere al fianco delle imprese italiane nei principali scenari globali, offrendo loro occasioni concrete di business, visibilità e contatto diretto con i top player del comparto vitivinicolo e si propone anche come piattaforma di dialogo e confronto con le istituzioni, le associazioni di categoria e i consorzi di tutela, per un’azione coordinata e strutturata a sostegno del sistema vino italiano negli Stati Uniti» dichiara Federico Bricolo, presidente di Veronafiere.
 
«Vinitaly.USA continua a confermarsi una piattaforma credibile e strategica di lungo periodo per il vino italiano, pensata per rafforzare in modo organico e sostenibile il dialogo con il mercato statunitense, fondamentale e insostituibile. Un presidio stabile che, attraverso strumenti mirati di approfondimento, formazione e business, facilita l’interazione tra i protagonisti del sistema del vino e i principali attori del modello distributivo americano a tre livelli – importatori, distributori e retailer – in un mercato favorevole a iniziative che valorizzano la qualità, l’origine e la cultura del vino italiano» aggiunge Adolfo Rebughini, direttore generale di Veronafiere.
 
La prima edizione della rassegna realizzata a ottobre 2024 e organizzata da Veronafiere, Fiere Italiane in collaborazione con ITA - Italian Trade Agency e la Camera di Commercio italiana americana del Midwest-Chicago, ha registrato la presenza di 1500 professionisti tra importatori e distributori, ristoratori, gdo, opinion leader, analisti, influencer e stampa di settore,  che hanno potuto scegliere tra più di 1650 etichette di 230 cantine e di sette collettive regionali e fra i 30 eventi tra masterclass, degustazioni e incontri di approfondimento del mercato.
 

Slow Food: a Cheese racconteremo il mondo intorno ai formaggi a latte crudo, che oggi rischia di scomparire

 

Commercio: etica e sostenibilità la ricetta per la crescita

 


Le catene commerciali ora puntano sull'etica, per guidare la transizione sostenibile e la crescita

Roma, 1 luglio 2025 - Etica, gusto e tracciabilità conquistano sempre più spazio nel carrello della spesa degli italiani. E per questo sono in aumento le insegne che stanno sviluppando linee di prodotto a marchio proprio, certificate etiche e vegane. La Grande Distribuzione Organizzata (GDO), italiana in particolare, sta tracciando una nuova rotta nel mondo del consumo, dando più spazio a prodotti a base vegetale, etici, trasparenti e accessibili.

A rendere tutto questo possibile è il ruolo strategico delle marche del distributore (MMD) o private label, che sempre più spesso si affidano alle certificazioni vegane.

L’obiettivo è chiaro: intercettare un pubblico in crescita, composto non solo da vegani e vegetariani, ma anche da consumatori sempre più attenti alla sostenibilità, alla salute e alla coerenza dei valori dei brand.

Cresce la domanda di prodotti vegetali: la GDO risponde con le MDD

Nel 2024 le vendite al dettaglio in Italia di cinque categorie chiave del plant-based (latte, carne, formaggi, yogurt, panna) hanno raggiunto i 639 milioni di euro, con una crescita del +7,6 % rispetto al 2023 e del+16,4 % rispetto al 2022.

A trainare il trend sono proprio le private label, le cui vendite in queste categoriesono aumentate del +17,4 % tra il 2022 e il 2024. Nel solo settore del latte vegetale, i prodotti a marchiodel distributore rappresentano oggi oltre il 50 % del mercato (dati della società di analisi Circana, elaboratidal Good Food Institute Europe).

Ma se il prezzo resta importante, gusto, qualità e fiducia sono ormai elementi centrali.

È qui che la certificazione etica, come ad esempio la VEGANOK, la certificazione etica vegan più diffusa in Europa, diventa un asset strategico per le insegne.

L’importanza di uno standard che aggiunge valore commerciale alle MDD

In un contesto normativo ancora privo di una definizione univoca di “vegan” a livello europeo, le insegne GDO si rivolgono a VEGANOK per garantire trasparenza e coerenza al consumatore. Il risultato è che il primo standard etico vegan nato in Europa è oggi il più diffuso, con oltre 1000 aziende certificate e più di 17000 prodotti in commercio.

Lo standard certifica l’assenza di ingredienti e derivati animali, l’assenza di test su animali e controlla, attraverso la certificazione VEG PACK, anche materiali e componenti come inchiostri, colle e packaging.

«La GDO oggi ha il potere di guidare il cambiamento: non solo vendendo prodotti vegetali, ma certificando e rendendo riconoscibile un impegno etico. La certificazione VEGANOK non è un dettaglio tecnico, ma un elemento di fiducia, di cultura e di responsabilità. Rende trasparente ciò che spesso resta implicito e aiuta le insegne a dialogare in modo chiaro con un pubblico esigente e consapevole», commenta Sauro Martella, fondatore di VEGANOK

«La certificazione VEGANOK consente alle insegne della GDO di comunicare in modo chiaro e immediato il proprio impegno verso un’offerta più etica e sostenibile. È uno strumento riconoscibile, credibile e apprezzato dai consumatori, che rafforza la reputazione della marca privata e ne aumenta la competitività in un mercato in continua evoluzione. Un investimento che genera ritorno in termini di fiducia, visibilità esolidità, in Italia e all’estero», sottolinea invece Alessandro Tulli, Direttore Commerciale di VEGANOK:

Tre casi di successo: quando la MDD certificata  fa la differenza

Maxi Di – Dpiù

Con oltre 300 punti vendita in Italia e 118 referenze certificate VEGANOK, Dpiù è attualmente l'unica insegna della GDO italiana ad aver certificato direttamente la propria marca privata. L’iniziativa ha permesso di estendere l’offerta ad un pubblico sempre più ampio, sensibile alla qualità e all’etica anche nel canale discount.

PENNY – Welless

La linea Welless di PENNY è composta da prodotti alimentari 100 % vegetali certificati VEGANOK, sviluppati in collaborazione con esperti di nutrizione.

La linea rientra nel programma “ViviamoSostenibile” dell’insegna e rappresenta una proposta concreta per chi cerca gusto, benessere ecoerenza valoriale.

Consilia – Scelte dalla Natura

Il Consorzio SUN ha scelto la certificazione VEGANOK per una linea di prodotti per la cura del corpo distribuiti a marchio Consilia.

Le referenze certificate VEGANOK, sono in linea con la crescente domanda di cosmetici naturali, tracciabili e cruelty-free.

L a sfida della GDO è costruire insieme il futuro del consumo

La transizione verso un’offerta più sostenibile ed etica rappresenta dunque una grande opportunità per la GDO italiana. Sviluppare linee private label certificate vegane significa anticipare le tendenze di consumo e contribuire attivamente a un futuro alimentare più responsabile e inclusivo.

Si tratta insomma per le insegne di un’occasione di crescita e innovazione, visto che puntare sul plant-based oggi vuol dire posizionarsi come protagonisti del mercato di domani, costruendo  un modello di distribuzione più attento al benessere delle persone, degli animali e del pianeta.

Per maggiori informazioni sulle certificazioni vegane ed etiche si può consultal sito internet www.veganok.com.

PUÓ IL CAMBIAMENTO CLIMATICO DIVENIRE UN’OPPORTUNITÁ?

 


Valter Fissore, alla guida della Cogno assieme alla moglie Nadia Cogno, offre una nuova lettura del fenomeno che più preoccupa il mondo del vino. E se, proprio oggi, il Barolo stesse vivendo una delle stagioni più belle?

Il cambiamento climatico è oggi un tema centrale, che sta ridefinendo profondamente la viticoltura in tutto il mondo. Un fenomeno tangibile ogni giorno, che può essere gestito solo attraverso la conoscenza dei vignaioli, le cui capacità fanno la differenza.  Il cambiamento climatico però può portare anche delle opportunità, come spiega Valter Fissore, proprietario della Cogno assieme alla moglie Nadia Cogno. <<In questa nuova fase climatica, il Barolo è diventato più elegante, più accessibile, più leggibile anche per il consumatore contemporaneo e anche per chi si avvicina a questo grande vino. È cambiata la trama tannica, la consistenza, la succosità dei vini. In una parola: la piacevolezza>>.

Il Nebbiolo, infatti, vitigno tanto nobile quanto esigente, con l’innalzamento delle temperature presenta tannini più maturi, eleganti, setosi. Ed è proprio nei tannini che, per il Barolo, si gioca la vera sfida qualitativa: quando sono ben maturi, donano al vino profondità, finezza e nobiltà; quando sono acerbi, rischiano di rendere il vino duro, astringente, poco armonico.

Un esempio straordinario di questa evoluzione è la zona di Ravera, cru di Novello divenuto tra i più famosi della denominazione Barolo, nel quale la Cogno ha sempre creduto. Qui, grazie alle grandi escursioni termiche, alla ventilazione costante e ai suoli marnosi, nella decade 2010–2020, otto annate su dieci si sono rivelate eccellenti o molto buone. Un netto miglioramento rispetto alle sei annate su dieci del periodo 2000–2010, e alle tre o quattro del decennio 1990–2000.
<<Grazie alla conoscenza acquisita in trentacinque anni di lavoro, abbiamo imparato a gestire meglio le vigne in condizioni di caldo, siccità o piogge intense. Abbiamo acquisito dati, competenze e consapevolezza. Oggi più di ieri, il Barolo si fa in vigneto e l’enologia diviene uno strumento delicato, rispettoso, volto a valorizzare il carattere del vitigno, del suolo e dell’annata.>>

Ma c’è di più. Adottando pratiche più rispettose dell’ambiente e del ciclo naturale delle piante e intervenendo meno, le viti si sono adattate alle nuove condizioni climatiche più rapidamente di quanto previsto. Una dimostrazione viene dai parametri tecnici. Le produzioni si sono equilibrate, sia in termini quantitativi che qualitativi, e i livelli alcolici, al contrario di quanto osservato in molte altre varietà, non sono aumentati in modo significativo.

<<Oggi, guardando indietro e al tempo stesso avanti, credo che il Barolo stia vivendo una delle sue stagioni più belle: forte delle sue radici, ma con lo sguardo aperto sul futuro.>> Conclude Valter.

 

LE COLTURE: IL VINO COME ESPERIENZA CULTURALE