sabato 6 giugno 2020

L'Altratavola - ACSI e la sostenibilità : il terzo appuntamento all'Associazione Ombretta (Acsi)


Si tiene venerdì 12 giugno a Salgareda (TV), presso l'Associazione Ombretta (ACSI), il
terzo appuntamento d'informazione proposto dalla Associazione Culturale L'Altratavola
(ACSI), nel quadro del progetto L'Europa delle Scienze e della Cultura,promosso dalle
rete internazionale Borghi d'Europa.
Si tratta di uno dei 'dialoghi' sul tema della 'Sostenibilità nella filiera agroalimentare', in
preparazione di ESOF2020, Euroscience Open Forum ,Trieste Città Europea della Scienza, che si terrà in settembre.
L'iniziativa – osserva Renzo Lupatin, fondatore de l'Altratavola-ACSI,- risponde perfettamente alla filosofia di promozione sociale e culturale che costituisce il messaggio cardine dell'ACSI”.

Il tema dell'incontro è la sostenibilità nella filiera delle carni .
Vengono proposte le carni venete di scottona ai cereali, proposte dalla Macelleria
Carne Diem di Noventa di Piave, in collaborazione con SantoStefano carni di Sandrigo (VI)
Si tratta di animali giovani- osserva Gaetano Giaquinto, nume tutelare della Macelleria Carne Diem -, che vengono macellati in genere tra i 18 e i 20 mesi di età. Di conseguenza la carne risulta tenera rosata e succosa ed è generalmente molto apprezzata dai consumatori. “

Accompagnano i piatti di carne, le birre del Birrificio Blond Brothers di San Donà di Piave
(inserite nel Percorso Internazionale Le Vie delle Birre) e i vini di Corte degli Abbati di
Meduna di Livenza.

Ci voleva Cristina e la sua contagiosa briosità per raccontare i vini dell'azienda agricola
Corte degli Abbati, di Meduna di Livenza.
Siamo nella golena del Piave, a Salgareda, alla associazione culturale Ombretta, ove Guglielmo e Andrea stanno coccolando, come sanno fare, alcuni antichi arnesi del giornalismo enogastronomico.
Stiamo sperimentando, con mio fratello Alberto e il patriarca ( un 'bianchista'), la produzione di vini a bassissimo contenuto di solfiti. E' un bell'impegno, ci vogliono passione (Tanta!), competenza e umiltà ! “.La storia della famiglia Antonel nell'arte enoica va dunque di pari passo alla storia dell'azienda, due A che insomma debbono convergere nel buon risultato del 'goto' di vino.
Corte Degli Abbati - Home | Facebook

venerdì 5 giugno 2020

Ren Hang Nudi a cura di Cristiana Perrella 4 giugno – 23 agosto 2020 Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato



La fotografia ha un ruolo molto importante nella mia vita.
Anzi, è parte della mia vita, come mangiare, camminare o dormire.
Non c’è alcuna differenza.
Ren Hang


Tra i primi nuovi progetti a inaugurare in un museo italiano dopo la chiusura per l’emergenza sanitaria, dal 4 giugno al 23 agosto 2020 il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato presenta per la prima volta in Italiaun corpus di opere dell’acclamato fotografo e poeta cinese Ren Hang (1987- 2017), tragicamente scomparso a neppure trent’anni.

Curata da Cristiana Perrella, la mostra Nudi raccoglie una selezione di 90 fotografie di Ren Hang provenienti da collezioni internazionali, accompagnate dalla documentazione del backstage di un suo shooting nel Wienerwald nel 2015 e da un’ampia selezione dei libri fotografici da lui realizzati.

Ren Hang, che non ha mai voluto essere considerato un artista politico – nonostante le sue fotografie fossero ritenute in Cina pornografiche e sovversive – è noto soprattutto per la sua ricerca su corpo, identità, sessualità e rapporto uomo-natura, che ha per protagonista una gioventù cinese nuova, libera e ribelle.

Per lo più nudi, i suoi soggetti appaiono su un tetto tra i grattacieli di Pechino, in una foresta di alberi ad alto fusto, in uno stagno con fiori di loto, in una vasca da bagno tra pesci rossi che nuotano oppure in una stanza spoglia, i loro volti impassibili, le loro membra piegate in pose innaturali. Cigni, pavoni, serpenti, ciliegie, mele, fiori e piante sono utilizzati come oggetti di scena assurdi ma dal grande potere evocativo. Sebbene spesso provocatoriamente esplicite nell'esposizione di organi sessuali e nelle pose, che a volte rimandano al sadomasochismo e al feticismo, le immagini di Ren Hang risultano di difficile definizione, scottanti e allo stesso tempo permeate da un senso di mistero e da un’eleganza formale tali da apparire poetiche e, per certi versi, melanconiche.

I corpi dei modelli – tutti simili tra loro, esili, glabri, dalla pelle bianchissima e i capelli neri, rossetto rosso e unghie smaltate per le donne – sono trasformati in forme scultoree dove il genere non è importante. Come ha ammesso l’autore: “Il genere […] per me è importante solo quando faccio sesso”. Piuttosto che suscitare desiderio, queste immagini sembrano voler rompere i tabù che circondano il corpo nudo, sfidando la morale tradizionale che ancora governa la società cinese. In Cina, infatti, il concetto di nudo non è separabile da quello di pornografia e il nudo, come genere, non trova spazio nella storia dell’arte. Le fotografie di Ren Hang sono state per questo spesso censurate. “Siamo nati nudi…io fotografo solo le cose nella loro condizione più naturale” (Ren Hang).

Nato nel 1987 a Chang Chun, nella provincia di Jilin, soprannominato la "Detroit della Cina", Ren Hang ha studiato Comunicazione all’Università di Pechino, interrompendo i suoi studi per iniziare, da autodidatta, la carriera di fotografo, primo soggetto il suo coinquilino. Con fotocamere digitali a basso costo e un uso crudo del flash, ha messo a punto uno stile che lo ha reso riconoscibile e gli ha permesso di affermarsi fuori dal suo paese, diventando un autore di culto. Tra le sue mostre principali la collettiva FUCK OFF 2 al Groninger Museum nel 2013, curata da Ai Weiwei, la personale al FOAM, Amsterdam, nel 2017, quella alla Maison de la Photographie a Parigi e a C/O a Berlino, entrambe nel 2019. Ha pubblicato il suo lavoro in numerosi libri autoprodotti a bassa tiratura, oggi introvabili. Accanto alle sue fotografie ha sviluppato una produzione poetica che ne condivide temi e toni. Spesso teneri, sensuali e completamente privi di censura, i suoi versi sono stati un altro strumento per infrangere i tabù sociali, per esplorare i temi della vita, della morte, del desiderio. Affetto da grave depressione, Ren Hang si è tolto la vita a Pechino, nel 2017.


L’arte è qualcosa di personale, soggettivo.
L’arte nasce dalla relazione che hai con te stesso,
perché è solo col tuo modo di sentire le cose che puoi comunicare qualcosa agli altri.
Ren Hang


Si ringraziano Francesco Terzago per la traduzione dei versi di Ren Hang e Zhong Art International per la preziosa collaborazione.

La Fondazione per le arti contemporanee in Toscana - Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci è un'Istituzione fondata dal Comune di Prato | Città di Prato, sostenuta dalla Regione Toscana. Sponsor tecnico Unicoop Firenze.
Sky Arte è Media Partner della mostra Ren Hang. Nudi.

PROSEGUE FINO AL 30 LUGLIO IL BANDO DI CONCORSO PER PARTECIPARE AL FESTIVAL DELLE LETTERE 2020 – XVI EDIZIONE

il più importante Festival della scrittura epistolare
dedicato quest’anno al tema della
SCUOLA
  
Tema dell’anno: “LETTERA ALLA SCUOLA”.
Non soltanto un luogo, ma anche e soprattutto un insieme
di persone, storie, sogni e idee che da sempre diventano
punto di incontro e di scambio tra i grandi di oggi e quelli di domani.

Altre categorie in concorso:
“LETTERA A TEMA LIBERO”, “LETTERA UNDER 14” e “LETTERA DAL CASSETTO”

Bando aperto fino al 30 luglio 2020

E’ previsto l’invio telematico, seguito da quello postale solo dopo il termine dell’emergenza sanitaria in corso. 
In questo periodo di incertezze, di riflessioni e piccoli gesti che diventano grandi e importanti, il Festival delle Lettere invita tutti gli amanti della scrittura epistolare, e non solo, a impugnare carta e penna per dare voce a emozioni, paure, ricordi, esperienze e speranze da mettere nero su bianco per condividere una pagina importante della propria vita, partecipando al bando di concorso aperto fino al 30 luglio 2020.

Ora più che mai attuale, il nuovo tema scelto per la sedicesima edizione è Lettera alla scuola: non un semplice luogo o un insieme di banchi, sedie e corridoi, ma anche e soprattutto, un crocevia importante di relazioni, sogni e idee che nascono e si perfezionano nell’incontro tra i grandi di oggi e quelli di domani. Stravolta da quanto sta accadendo in questi giorni, ma capace, nonostante le tante difficoltà, di rimanere un punto di riferimento per alunni, insegnanti e famiglie, la scuola è infatti da sempre il luogo d’incontro - e a volte di scontro - fra vite, menti, cuori e caratteri. È la culla di relazioni più o meno durature e segnanti e una palestra di crescita, in cui ognuno a suo modo interagisce con regole da rispettare, aspettative da soddisfare, giudizi da confermare o smentire e ostacoli da superare nel presente, per raggiungere il proprio futuro imparando dal passato.

Con “Lettera alla scuola” il Festival delle Lettere si rivolge quindi a studenti, docenti, genitori, personale scolastico che potranno raccontare esperienze ed emozioni vissute tra i corridoi e i banchi di scuola o, in questo periodo, a casa davanti allo schermo di un computer o di un tablet, ma anche a tutti coloro che vorranno condividere un ricordo vissuto durante il proprio percorso scolastico o quello dei propri bambini e ragazzi, senza il timore di prendere un brutto voto, ma solo con il desiderio di raccontare una storia importante della propria vita.

Come per le scorse edizioni, oltre al tema dell’anno, ci sarà la possibilità di partecipare anche ad altre categorie in concorso: “LETTERA A TEMA LIBERO”“LETTERA UNDER 14” (per i nati dal 1° gennaio 2006 in poi), “LETTERA DAL CASSETTO” (possibilità di iscrivere una lettera di proprietà del partecipante al concorso risalente ad almeno vent’anni fa, cioè antecedente al 1° gennaio 2000).

Obiettivo del Festival, che nei suoi quindici anni di attività ha raccolto ad oggi quasi venticinquemila lettere scritte rigorosamente a mano, è infatti quello di colmare ogni tipo di distanza - fisica, culturale, temporale e sociale - tra le persone, attraverso la scrittura epistolare. Scrivere una lettera oggi - e in questo momento più che mai - è un gesto importante, ricco di un senso profondo, in grado di unire passato e futuro, adulti e bambini, vicini e lontani, uguali e diversi. Il tempo e la cura che si dedicano alla composizione rendono il messaggio contenuto nella lettera, in particolare se redatta a mano, ancora più prezioso, potente e indelebile.

VILLA CORDEVIGO RIAPRE IL 18 GIUGNO: ALLA GUIDA DEL RISTORANTE OSELETA, STELLA MICHELIN, ORA C'È MARCO MARRAS



Giuseppe D’Aquino lascia dopo dieci anni per una nuova esperienza professionale e lo sostituisce, in piena continuità, il suo ex sous chef
Il Villa Cordevigo Wine Relais & Spa di Cavaion Veronese (VR), primo hotel cinque stelle lusso del Garda Veronese, e il suo ristorante Oseleta, stella Michelin, si apprestano alla riapertura. L’albergo e l’annesso bistrot gastronomico riaprono agli ospiti il 18 giugno, mentre l’attività del ristorante riprenderà in estate con una significativa novità: dopo dieci anni, lo chef Giuseppe D’Aquino lascia l’Oseleta per dedicarsi a una nuova e diversa impresa professionale e ad assumere la guida delle cucine è Marco Marras, suo sous chef nell’ultima stagione, garantendo continuità allo stile che ha portato il ristorante ai vertici del panorama d’eccellenza gardesano.
“Giuseppe D’Aquino, con la sua professionalità e il suo riconosciuto talento - dice la direttrice del Villa Cordevigo Wine Relais & Spa, Lorenza Delibori, in rappresentanza delle famiglie Cristoforetti e Delibori, proprietarie della struttura - è stato fondamentale per il percorso che abbiamo intrapreso nel novembre del 2010, concretizzatosi con la stella Michelin nel 2013, gli auguriamo le migliori fortune per il nuovo impegno che, ne siamo certi, gli permetterà di conseguire ulteriori importanti traguardi nel suo infaticabile percorso di ricerca. A lui va il ringraziamento della proprietà e di tutto lo staff. Marco Marras è la persona ideale e il professionista perfetto per succedergli, anche per il fitto scambio di esperienze che ha coltivato accanto a Giuseppe”.
“Nell’accingermi a una nuova sfida professionale – afferma Giuseppe D’Aquino – ringrazio le famiglie Cristoforetti e Delibori per la fiducia accordatami in questi dieci anni di intensa attività a Villa Cordevigo e all’Oseleta. Sono lieto di aver contribuito a portare questa realtà ai vertici dell’accoglienza e della ristorazione veronese. Un sentito ringraziamento anche a tutti gli ospiti e amici che hanno contribuito a concretizzare ciò che poteva sembrare un sogno e, di cuore, a Verona, che mi ha accolto e ancora mi accoglie con grande affetto. I migliori auguri a Marco, certo che saprà far bene”.
Capo partita all’Oseleta dal 2017 e poi secondo di Giuseppe D’Aquino dal 2019, Marco Marras, trentadue anni, originario di Bosa, in Sardegna, allievo del locale Istituto alberghiero, ha iniziato a lavorare nelle cucine a sedici anni all'hotel Cala di Volpe a Porto Cervo, per proseguire poi a Madonna di Campiglio, Ginevra, Portofino, Isola d'Elba, Miami, Hawaii e in Puglia, fino all’approdo nel Veronese. Dal 18 giugno il Bistrot Cordevigo, con il suo arioso dehor affacciato sui vigneti e sulla piscina, sarà lo spazio dove presenterà la propria idea di cucina.
“La scelta di aprire subito il Bistrot Cordevigo, posponendo la riattivazione dell’Oseleta - spiega Lorenza Delibori - risponde all’esigenza di garantire la disponibilità di un’area open air molto ampia, nella quale gli ospiti dell’hotel e la clientela che vorrà ritrovare la nostra offerta ristorativa potrà sentirsi a pieno agio e in totale relax in questa fase post lockdown. L’Oseleta tornerà ad arricchire la nostra proposta non appena le condizioni diverranno più favorevoli”.

Inaugura domani 6 giugno alle ore 18 IN DOMUM DELL’ARTISTA ADINDA-PUTRI PALMA progetto vincitore del bando nazionale (Mibact/Siae) “Per chi crea” Palazzo Ottoni Matelica (MC) 6 giugno - 12 luglio 2020



L’Associazione Amici di Palazzo Buonaccorsi e delle Istituzioni Culturali del Territorio presenta il progetto “IN DOMUM” dell’artista Adinda-Putri Palma (Matelica 1986), selezionato dal bando nazionale “Per Chi Crea”, promosso dal MIBACT e gestito da SIAE, che destinano il 10% dei compensi a supporto della creatività e della promozione culturale dei giovani. Il 17 luglio scorso il Consiglio di Gestione SIAE ha deliberato i vincitori dei 449 progetti beneficiari suddivisi in quattro bandi tra cui quello per le Nuove opere. IN DOMUM rientra tra i sette vincitori nella sezione Arti Visive.

Il progetto ha il patrocinio del Comune di Macerata, Comune di Recanati, Comune di Matelica, città appartenenti alla rete del MaMa - Marca Maceratese, creata dopo il sisma del 2016 per valorizzare e promuovere il territorio e il patrimonio artistico.

L’opera sarà presentata a Palazzo Ottoni a Matelica (MC) dal 6 giugno al 12 luglio 2020, in seguito sarà ospitata dal Comune di Recanati e poi farà tappa anche in altre città marchigiane e non solo.

La città di Recanati ed in generale la Provincia di Macerata hanno un ruolo centrale nel progetto, poiché l’Annunciazione di Lorenzo Lotto, parte della Collezione del Museo Villa Colloredo Mels, è una delle opere che ha ispirato lo studio per la parte pittorica dell'istallazione, mentre per la parte architettonica l’artista ha tenuto come riferimento le esperienze del Bauhaus (casa del costruire) e delle avanguardie storiche. Adinda-Putri Palma infatti spiega: “Nel 2016 sono accaduti due fatti straordinari che hanno instillato in me la necessità di parlare dell’abitare e del vivere/fare casa con un progetto artistico; un viaggio in bicicletta di 7000 Km attraverso l’Europa per tornare a casa nelle Marche e il terremoto che ha colpito il centro Italia nel 2016. Con questo lavoro vorrei mettere in moto una riflessione sulla cultura dell’abitare ed il concetto di casa rapportata al contesto post-sisma delle Marche offrendo spunti per un percorso costruttivo alternativo.” Il dipinto del Lotto, oltre a fare riferimento alla tradizione pittorica del territorio, rappresenta meglio di chiunque altro il “terremoto emotivo” che investe la Madonna – e di riflesso il gatto – nel momento in cui le appare l’angelo, mentre Dio attraversa l’arco della stanza con un tuffo, scuotendo il tranquillo ambiente domestico.

L'artista nel 2014 inizia a lavorare come Pittore assistente presso SCIENCE (UK) Ltd, lo studio di produzione dell'artista britannico Damien Hirst, ma nel 2016 sente l'esigenza di tornare nella sua terra e parte così il suo viaggio - In Domum - moto a luogo appunto che l'ha portata sull'Appennino umbro-marchigiano, dove dal 2017 Adinda-Putri ha instaurato la sua base operativa. La realizzazione dell’opera è connessa infatti anche al progetto di autocostruzione familiare in bioedilizia della sua attuale casa, in collaborazione con l'associazione A.R.I.A, nel borgo di Braccano a Matelica (MC), avviato da poco e destinato a ospitare uno studio artistico indipendente.

IN DOMUM consiste in un’installazione ambientale, un volume ad arco autoportante (H.3,60 x L. 3m P.1m) che sovrasta un’apertura percorribile, costituita da una combinazione di materiali della bioedilizia come legno e paglia e materiali di rivestimento pittorico industriali come smalti e resine innovative. L’artista ha visitato i musei marchigiani in cui sono conservati i dipinti del grande artista veneto e ha svolto una ricerca cromatica “lottesca”, con cui ha creato un campionario utile alla propria composizione pittorica.

IN DOMUM è un potente dispositivo per innescare una seria riflessione sul «costruire» e l’«abitare», ma anche sulle risposte che l’arte può dare per far fronte a situazioni traumatiche, dunque come risorsa ad alto potenziale di resilienza da custodire e coltivare. 

giovedì 4 giugno 2020

Il turismo che verrà: la riscossa dell’ospitalità Made in Italy

Dopo lo shock, la reazione: gli imprenditori dell’hotellerie stanno rivoluzionando approcci, metodi e priorità, per adeguarsi a un mondo profondamente cambiato. Sono stati loro i protagonisti della sesta conferenza digitale organizzata da DOC-COM, dedicata allagestione del dopo emergenza in ambito turistico.

Stimolati dalle acute riflessioni di Alessandro Garofalo, tra i maggiori esperti italiani di innovazione, sono intervenuti Andrea Babbi - presidente Petroniana Viaggi e Turismo e ideatore di #Iorestoinitalia, Matteo Bonazza - partner Hotel Klinik, Toni D’Andrea - CEO Issa Network, Martino de Rosa - fondatore e CEO atCarmen, Franco Lentini - direttore generale Cristallo, a Luxury Collection Resort & Spa, Cortina d’Ampezzo, e consigliere Associazione Albergatori di Cortina, Franco Vanetti - direttore generale Gruppo Duetorrihotels.

 
4 giugno 2020_Nuovi prodotti turistici, nuove regole, nuovi target: gli imprenditori italiani dell’ospitalità si trovano di fronte a un panorama inesplorato, che mette alla prova la loro capacità di adattarsi a un mondo che cambia. Il sesto appuntamento con Tempo di Rinascita, il palinsesto di conferenze digitali ideato dall’agenzia di comunicazione DOC-COM, ha visto riunirsi oggi, intorno a un tavolo virtuale, imprenditori, manager, consulenti, esperti e visionari.

“Abbiamo grandi margini di azione, anche nell’incertezza in cui viviamo” sostiene Alessandro Garofalo, fondatore di Garofalo&Idee Associate ed esperto di innovazione, analizzando lo scenario italiano. “Possiamo lavorare sullamotivazione dei collaboratori e clienti, digitalizzare le attività con un occhio di riguardo per la cyber security delle strutture, adottare uno strumento come la mappa dei rischi, per evidenziare le nostre aree di vulnerabilità, allenarci a leggere rapidamente i trend, stimolare la creatività dei dipendenti, lavorare insieme alla concorrenza. Soprattutto teniamo presente che non torneremo mai a una situazione analoga al passato, perciò basta guardare nello specchietto retrovisore: puntiamo al futuro”.

Andrea Babbi, presidente Petroniana Viaggi e Turismo, ideatore di #Iorestoinitalia, piattaorma online che riunisce gli imprenditori del turismo italiano: “durante la quarantena abbiamo mantenuto saldi i rapporti con i clienti, ad esempio svolgendo un importante sondaggio sulle motivazioni e le intenzioni di vacanza. Abbiamo dovuto reinventarci completamente per attirare una clientela proveniente dall’Italia, andando a cercare strutture un po’ isolate e adatte alle famiglie, con possibilità di lavoro in modalità smart working. Inoltre abbiamo dotato di smartphone aziendale i dipendenti, mostrando una volontà di investire sulle risorse umane”.

Matteo Bonazza, partner Hotel Klinik: “se dovessi dare un consiglio, sarebbe quello didotarsi di un sistema di controllo di gestione che monitori costi e investimenti fissi come l’acquisto di macchinari per la sanificazione, i corsi di formazione del personale, l’aggiornamento delle competenze. Trovo interessante il fatto che l’associazione di categoria degli albergatori trentini abbia direttamente istituito la figura del Covid Manager, responsabile di queste procedure all’interno di ogni struttura. È fondamentale anche innovare, creando prodotti e servizi adattati alle circostanze”.

Toni D’Andrea, CEO Issa Network: “Il nostro comparto, quello del professional cleaning, coinvolge un esercito di centinaia di migliaia di persone che intervengono in modo discreto nelle attività produttive. È un vero laboratorio di inclusione, con il 70% di dipendenti donne, e l’80% stranieri. Nonostante sia un servizio essenziale vive all’interno di un paradosso, si trova in un cono d’ombra. Questa stessa invisibilità è in parte responsabile di situazioni incresciose, come i bandi di gara per concorsi pubblici gestiti con logiche al massimo ribasso. Ora che a livello globale si sta riscoprendo ciò che già conoscevamo, ovvero l’importanza dell’igiene per la salute umana, forse avremo l’attenzione che meritiamo”.

Martino de Rosa, fondatore e CEO atCarmen: “Noi siamo fortunati, perché nei nostri resort in Franciacorta e a Castiglione della Pescaia godiamo di un distanziamento, per così dire, naturale. Abbiamo notato come i clienti stiano riscoprendo il piacere di andare al ristorante o vivere esperienze in una situazione di comfort maggiore, lontano dalla folla. In questo momento siamo tutti impegnati a ridisegnare gli spazi, anche come design, per andare incontro a queste nuove esigenze. Un evento straordinario come il Covid ha messo a nudo i problemi già esistenti, come quello della liquidità e della frammentazione e delle piccole dimensioni del tessuto aziendale italiano. Ma grazie al geniale artigianato italiano potremo farcela, se svilupperemo una maggiore forza economica e manageriale”.

Franco Lentini, direttore Generale Cristallo, a Luxury Collection Resort & Spa, Cortina d’Ampezzo, consigliere Associazione Albergatori di Cortina: “Tra un mese apriremo il nostro hotel ed entreremo in una nuova dimensione di normalità. Nel frattempo, in questi mesi, abbiamo fatto quadrato con gli operatori del territorio, sia all’interno dell’Associazione degli Albergatori che con gli impiantisti, i commercianti, i ristoratori, gli artigiani, in un clima di grandissima apertura. È nato uno spirito di collaborazione che ha coinvolto anche l’amministrazione pubblica e gli uffici di promozione del territorio. Nel prossimo futuro riorganizzeremo proposte e servizi per renderli più esclusivi, disponibili su prenotazione, e amplieremo gli spazi a disposizione”.

Franco Vanetti, direttore Generale Gruppo Duetorrihotels, Grand Hotel Majestic “già Baglioni” di Bologna, Due Torri Hotel di Verona, Hotel Bernini Palace di Firenze, Hotel Bristol Palace di Genova: “Stiamo vivendo una situazione completamente nuova. Abbiamo dovuto fare tabula rasa del passato, almeno per il momento, non potendo contare sul mercato estero, il più legato al turismo nelle città d’arte. Oggi dedichiamo tutta la nostra attenzione ai clienti italiani: puntiamo ad attirare nuovi ospiti, magari attirandoli con le proposte culinarie dei nostri ristoranti. Ma sono fiducioso: le persone sono curiose, si spostano, si sono abituate a viaggiare e visitare città, e non vorranno rinunciare sul lungo termine”.
 

Sfide per un’Europa digitale. A EuroDIG protagonista la governance di internet nel futuro post pandemia

Presentato oggi l’European Dialogue on Internet Governance, primo evento satellite di ESOF2020 Trieste che si svolgerà dal 10 al 12 giugno. Rischi e opportunità nella risposta all’emergenza COVID-19, cooperazione digitale, open access e supremazia quantistica tra i temi principali. Registrazioni aperte su eurodig.org fino al 9 giugno Trieste, 4 giugno 2020 “Circa metà della popolazione mondiale ha accesso a Internet. Se continuiamo a lavorare come abbiamo fatto finora, o forse più duramente, il resto del mondo sarà connesso forse anche prima della fine di questo decennio. Ciò significa che la governance di Internet è più importante che mai. Dobbiamo avere Internet stabile, a costi accessibili, sicuro, protetto, che rispetti la privacy e che 2 svolga le funzioni di cui abbiamo bisogno in modo affidabile”. Ad affermarlo è Vint Cerf, uno dei padri fondatori di internet, nel messaggio rilasciato oggi, in occasione della presentazione del primo evento satellite di ESOF2020. L’informatico statunitense, famoso per essere il co-ideatore dei protocolli TCP/IP, alla base del funzionamento delle reti, è stato uno dei protagonisti della conferenza stampa di questa mattina in cui è stato presentato l’European Dialogue on Internet Governance, il meeting che riunisce diversi stakeholeder per un costante e proficuo dialogo sulle politiche pubbliche che regolano internet e che si svolgerà dal 10 al 12 giugno in maniera totalmente virtuale. Towards a sustainabe governance of the Internet (verso una governance sostenibile di Internet) è il motto di questa edizione dell’evento, Dalla Cybersecurity al 5G, dagli scenari digitali post emergenza Covid-19 alle sfide delle tecnologie quantistiche, dalle fake news all’Open Science: rappresentanti del mondo accademico, istituzioni pubbliche e private, stakeholder del mondo politico e della cittadinanza dialogheranno su tutto ciò che ruota intorno al mondo di Internet e a una sua gestione sicura ed equa con un approccio incentrato sulle persone. Il meeting fa parte degli eventi satellite di ESOF2020 e sarà il primo tra questi ad aver luogo. Sarà virtualmente ospitato dall’ “Abdus Salam” International Centre for Theoretical Physics (ICTP) e organizzato in cooperazione con il Ministero dell’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione, la SISSA - Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati e l’Università di Trieste. “La comunità EuroDIG ha messo molto impegno nelle sessioni di questa edizione dell’evento. Collaborare con la comunità scientifica italiana non solo è stato solo piacevole, ma anche molto gratificante per tutti i gruppi organizzativi. Abbiamo preparato un terreno fertile per continuare la nostra collaborazione e incrociamo le dita per poter incontrarci di persona a Trieste l'anno prossimo” commenta Sandra Hoferichter di EuroDIG, ricordando che l’edizione 2021 del forum si svolgerà fisicamente nel capoluogo giuliano. Dalle sfide della Pandemia a quelle della scienza aperta: gli highlight del forum Presentati oggi anche alcuni dei temi rilevanti delle sessioni. La plenaria di apertura, intitolata European Digital Economy and COVID-19 pandemic: current state of affairs, risks, and opportunities (l’Economia Digitale Europea e la pandemia di COVID-19: stato dell’arte, rischi e opportunità) si focalizzerà sugli effetti della Pandemia di Coronavirus che ha impresso una significativa accelerazione nei processi di digitalizzazione evidenziando allo stesso tempo tutti i rischi legati a un uso improprio e non regolamentato delle tecnologie digitali. EuroDIG sarà inoltre l’occasione per introdurre l’Online European Regional Consultation sull’Open Science, un’iniziativa UNESCO svolta in collaborazione con ICTP, Trieste Academy of Science (TWAS) e ESOF2020 focalizzata sulla cosiddetta scienza aperta, l’approccio che promuove un accesso più aperto alla ricerca, ai suoi metodi e ai suoi risultati. L’obiettivo finale è quello di 3 stilare delle raccomandazioni globali che definiscano principi condivisi e azioni concrete su Open Access (accesso libero ai risultati scientifici) e Open Data (accessi libero ai dati della ricerca). Quello di EuroDIG sarà un appuntamento inaugurale seguito dalla vera e propria consultazione il 6 luglio. Una restituzione dei risultati del lavoro svolto verrà poi presentata nei giorni di ESOF a settembre. A EuroDIG lo sguardo si spingerà ancora più in là nel tempo, raccontando sfide e opportunità delle tecnologie del futuro, come i computer quantistici. Il panel Quantum technologies – from basic research to market (tecnologie quantistiche – dalla ricerca di base al mercato) organizzato dal Trieste Institute for Quantum Technologies (TQT), istituto congiunto tra SISSA, ICTP e Università degli Studi di Trieste, sarà incentrato sulle possibilità offerte dalla ricerca in questo campo che gioca un ruolo chiave nell’ambito della crittografia, della sicurezza informatica e dell’Intelligenza Artificiale. I suoi promettenti sviluppi avranno un ruolo importante nel dar forma all’economia digitale futura. Basti pensare alla corsa alla supremazia quantistica dei i grandi colossi delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, impegnati nel creare il primo computer quantistico in grado di eseguire un comando che i calcolatori tradizionali non sanno svolgere. Per partecipare all’evento è necessario registrarsi sul sito www.eurodig.org, dove è possibile anche consultare il programma completo. Le registrazioni sono aperte fino al 9 giugno. EuroDIG – European Dialogue on Internet Governance (Dialogo Europeo sulla Governance di Internet) è una piattaforma aperta per lo scambio di opinioni su Internet e sulla sua governance. Creata nel 2008 da diverse organizzazioni, rappresentanti del governo ed esperti, si basa sul modello inclusivo e di partecipazione “dal basso” dell’Internet Governance Forum delle Nazioni Unite (IGF) e promuove il dialogo e la collaborazione con la comunità di Internet sulle politiche pubbliche per il suo utilizzo e la sua gestione. L’associazione organizza una conferenza che si svolge annualmente in una città europea. L’edizione 2020, prevista a Trieste, è stata convertita in formato virtuale a causa dell’emergenza COVID-19 mantenendo comunque attiva la collaborazione con gli istituti triestini coinvolti nell’organizzazione. ESOF (EuroScience Open Forum) è il più grande incontro scientifico interdisciplinare in Europa. Creato nel 2004 da EuroScience, questo forum biennale europeo dedicato alla ricerca scientifica e all’innovazione offre un’opportunità unica di interazione e dibattito tra scienziati, innovatori, politici, imprenditori e cittadini. Trieste è stata nominata Citta Europea della Scienza 2020 e “ospiterà” la nona edizione di ESOF, che si svolgerà dal 2 al 6 settembre 2020 con modalità compatibili con l’evoluzione dell’emergenza COVID-19 e prediligendo format adattabili a una fruizione in remoto. (www.esof.eu)

ALESSANDRO BREDA FA RIPARTIRE IL GELLIUS

Riaprono a Oderzo i locali di chef Breda: prudenza e distanziamento, ma senza rinunciare a coperti. A pranzo il bistrot Nyù, a cena il Gellius, tutti i giorni il bar della piazza centrale
Riaprono le porte del Gellius. Da domani seravenerdì 5 giugno, il ristorante stellato di Oderzo (TV) tornerà ad ospitare appassionati e gourmet di tutta Italia dopo tre mesi di chiusura. Erano infatti i primi giorni di marzo quando, per precauzione, in piena ondata Covid-19 lo chef e patron Alessandro Breda aveva deciso di chiudere il ristorante, l’annesso bistrot Nyù e il bar della piazza centrale della città.
“È il momento di ripartire – dichiara Breda – ma lo faremo a modo nostro, con molta prudenza. Garantiremo infatti solamente il servizio di cena al Gellius, mentre il Nyù sarà aperto solo a mezzogiorno, per pranzi e incontri di lavoro. Siamo felici perché il primo week-end è già praticamente sold out, ma stiamo con i piedi per terra e cerchiamo di fare un passo alla volta”.
Il locale riapre con tutte le precauzioni e attenzioni prescritte dalla normativa, ma senza rinunciare a coperti, grazie alle distanze fra i tavoli che erano già molto ampie per garantire un’esperienza ottimale ai clienti.
La riapertura del ristorante è l’ultimo tassello di un graduale ritorno alla normalità per le strutture del Gellius: il bar ha infatti già riaperto il 22 maggio dal lunedì al venerdì dalle 17.30 alle 2.00, mentre sabato e domenica dalle 10.30 alle 2.00. È stato quindi seguito dal Nyù, dal 26 maggio aperto tutti i giorni in pausa pranzo, mentre il ristorante Gellius si appresta ad aprire le porte domani, dando appuntamento agli appassionati tutte le sere dal venerdì alla domenica.
Nel rispetto delle normative post-Covid per tutti e tre i locali è preferibile la prenotazione al numero 0422 713577.

Ipercorpo :: Tempo reale Le parole dei nostri curatori



La direzione artistica di Ipercorpo è formata da singole personalità con forte carica autorale, unite in una comune sperimentazione artistico-progettuale. Questa peculiarità, che rappresenta uno dei nostri maggiori patrimoni, ha reso possibile il progressivo ampliamento del festival nelle molteplici discipline e progettualità che oggi lo caratterizzano.
L’emergenza che stiamo vivendo ci ha stimolati a condividere con voi le riflessioni dei nostri curatori sul “tempo reale”, pensieri e parole che ogni quindici giorni si declineranno in base alle diverse sezioni di Ipercorpo e ci guideranno verso la prima parte di Ipercorpo :: Tempo reale.
LA SCELTA DEL SILENZIO È QUELLA CHE MI VESTE.
Una riflessione di Elisa Gandini e Davide Fabbri, curatori Sezione Musica
"Come c'è un'arte di raccontare, solidamente codificata attraverso mille prove ed errori, così c'è pure un'arte dell'ascoltare, altrettanto antica e nobile, a cui tuttavia, che io sappia, non è mai stata data norma". (Primo Levi, "La chiave a stella")

Lo schermo è bianco, tremolante. Le parole si formano ed annullano,
in un gioco affabulatorio, in cui tutto ciò che si compone è stato
precedentemente scomposto con cura. Faccio appello al metodo che,
per eccellenza, abbiamo sentito nostro, lungo questo percorso di lavoro
condiviso in anni di passioni scandagliate, scambiate, rinnovate,
perse, consumate, ritrovate. Ti scrivo.

Il balletto bulimico di opinioni mi ha spinta fuori dai confini di un tavolo
di confronto imbandito con opulenza, verso l’osservazione,
l’ascolto, il racconto, ma non verso la produzione instancabile di nuovi modelli
e altre proposte, che pure accolgo con curiosità e fiducia.

La scelta del silenzio è quella che mi veste.

Anni trascorsi ad interrogarsi ed a ricercare una nuova qualità
dell’ascolto, in termini di scelta squisitamente personale, di presenza
al presente, scovando strade, proponendo modalità di fruizione diverse,
conquistando punti di partenza, ed ecco sopraggiungere una variabile assai
critica. Anche costretti ad ascoltare, ci troviamo per lo più inermi
e con strumenti di codifica insufficienti: dunque, chiedo, l’endiadi di vacuità
è l’unica che produce onde nello stagno in cui affondiamo i piedi?
Era musica quella che abbiamo ascoltato nelle e dalle nostre case?
Che suono era quello che ci ha inseguito in questi mesi? Ne abbiamo catturato uno, cosa rimane
o cosa si (ri)genera? Torno a (ri)lanciare il quesito.
La musica ci (ri)troverà se sapremo mantenerci vigili nell'attesa, se, per prima cosa e con urgenza estrema, torneremo abili all’ascolto ed allo sguardo.

mercoledì 3 giugno 2020

La Fondazione Arnaldo Pomodoro dal 16 giugno 2020 riprende workshop e visite guidate



Dopo la chiusura per l’emergenza sanitaria, dal 16 giugno 2020 la Fondazione Arnaldo Pomodoro riprende le attività per il pubblico. Ripartono i progetti rivolti a tutti proposti dal Dipartimento per le attività didattiche della Fondazione, fondato nel 2007 per avvicinare le persone all’arte contemporanea attraverso formule capaci di superare gli schemi tradizionali della didattica museale e di coinvolgere pubblici diversi in una fruizione diretta e immediata, attraverso la rielaborazione dei linguaggi, la sollecitazione dei sensi e l'uso di nuove tecnologie.
Tutte le attività saranno aperte a un numero ristretto di partecipanti con prenotazione obbligatoria sul sito www.fondazionearnaldopomodoro.it


La colata di gesso
Studio di Arnaldo Pomodoro
Via Vigevano 3, Milano
citofono 061

All’interno dello Studio di Arnaldo Pomodoro – vera e propria casa del Maestro, spazio di riflessione e di lavoro nel quale nascono le sue opere – si ha la possibilità di sperimentare in prima persona alcune tecniche artistiche. La colata in gesso è un passaggio fondamentale della scultura in bronzo, perché è il momento in cui l'idea si trasforma in oggetto. Nel corso del laboratorio verranno create delle opere usando proprio questo procedimento.

Laboratorio per bambini dai 5 agli 11 anni, accompagnati da adulti che partecipano all'attività.
In osservanza della normativa per il contenimento del Covid-19, è necessario che i bambini siano accompagnati da 1 SOLO ADULTO.

martedì 16 giugno, ore 16.30
martedì 23 giugno, ore 16.30
martedì 30 giugno, ore 16.30
martedì 7 luglio, ore 11.00
martedì 14 luglio, ore 11.00

durata 90 minuti
costo intero: 12€
ridotto: 9€



Pomodoroincittà
via Conservatorio 12 (punto di partenza), Milano

Una visita guidata nei luoghi più emblematici di Milano, per scoprire le opere che Arnaldo Pomodoro ha realizzato per la città a cui è legato ormai da più di cinquant'anni.
Un itinerario della durata di 2 ore offrirà l'occasione di rallentare il passo per guardare la città con occhi nuovi, riscoprendo il legame tra il tessuto urbano, il patrimonio artistico e le istituzioni che lo ospitano e lo conservano. Alcune delle opere, infatti, sono esposte nei luoghi deputati all'arte, in spazi museali e collezioni pubbliche come il Museo Poldi Pezzoli, mentre altre si nascondono nei chiostri delle Università e negli atrii delle Banche.

sabato 20 giugno, ore 10.30

PERCORSO A PIEDI
Conservatorio di Milano
Piazza Meda
Sala delle armi Museo Poldi di Pezzoli
Largo Greppi - Piccolo Teatro

durata 2 ore
costo intero: 13€
ridotto: 10€



Labirinto via Solari 35, Milano

Ingresso nel Labirinto è un'installazione ambientale di circa 170 mq realizzata da Arnaldo Pomodoro nell'arco di sedici anni, dal 1995 al 2011, come riflessione e sintesi del proprio percorso di artista. Il Labirinto, collocato negli spazi sotterranei dell'ex Riva Calzoni, è uno spazio che evoca mondi passati, un viaggio di esplorazione nelle metafore dell'esperienza umana.
I percorsi di visita, studiati per le diverse fasce di pubblico, condurranno alla scoperta di questo luogo magico e misterioso nel quale arte e introspezione si intrecciano.

Visita adulti: dai 12 ai 99 anni
martedì 21 luglio, ore 19.30
mercoledì 22 luglio, ore 19.30
giovedì 23 luglio, ore 19.30
sabato 25 luglio, ore 11.30
sabato 25 luglio, ore 15.00
sabato 25 luglio, ore 18.00
sabato 25 luglio, ore 19.30
martedì 28 luglio, ore 19.30
mercoledì 29 luglio, ore 19.30
giovedì 30 luglio, ore 19.30

Visita bambini: dai 5 agli 11 anni accompagnati da un solo adulto che partecipa alla visita
martedì 21 luglio, ore 18.00
mercoledì 22 luglio, ore 18.00
giovedì 23 luglio, ore 18.00
sabato 25 luglio, ore 10.00
sabato 25 luglio, ore 15.00
martedì 28 luglio, ore 18.00
mercoledì 29 luglio, ore 18.00
giovedì 30 luglio, ore 18.00

durata 60 minuti
costo intero: 11,00€
ridotto: 8,00€

NOTA INFORMATIVA: non essendo dotato di ascensore o montascale, Ingresso nel labirinto non è accessibile a persone con disabilità motorie.