venerdì 15 gennaio 2021

Dal 19 gennaio, in occasione della call to action lanciata da Mudec Education dedicata al volume “The Colouring Book”, sul sito e sui canali social del Museo prende vita uno speciale digital wall: una grande opera d’arte collettiva realizzata con centinaia di disegni che riflettono il nostro bisogno d’arte.

 

 

Testo alternativo

A partire dal 19 gennaio sui sito e sui canali social del Mudec sarà visibile una grande opera collettiva realizzata da centinaia di disegni raccolti durante la call to action del Museo lanciata in occasione della pubblicazione di “The Colouring Book”, edito da 24 ORE Cultura. Il volume - a cura di Rossella Farinotti e Gianmaria Biancuzzi - raccoglie 150 disegni, da colorare e rielaborare, realizzati dai più visionari artisti contemporanei coinvolti in un progetto inedito che ha preso vita durante il lockdown. Attraverso gli sguardi, le estetiche e le ricerche degli autori coinvolti, il libro rappresenta un importante momento di riflessione e solidarietà da parte della comunità artistica, ma anche un grande messaggio di speranza, soprattutto per le generazioni future.

 

Partendo da questo progetto, Mudec Education ha coinvolto la propria community virtuale in uno speciale social contest per rispondere ad una domanda solo in apparenza semplice: “perché abbiamo bisogno d’arte?”.

Tantissimi partecipanti da tutta Italia, dai più adulti fino alla Generazione Z, hanno accolto con entusiasmo la chiamata del Museo per provare, attraverso la propria creatività, a riflettere sul ruolo dell’arte nella società.

 

Caruso Alessia
Bonaiuti Giulia

Studenti, giornalisti, docenti, ma anche molti artisti e illustratori si sono cimentati nel re-interpretare a proprio gusto la copertina del libro con il disegno di "L.O.V.E" creato da Maurizio Cattelan per “The Colouring Book”, utilizzando la tavolozza del proprio vissuto personale in un dialogo diretto con l’opera, attraverso l’uso del colore, il commento della parola, l’evocazione poetica, l’inserimento di frammenti materiali e di altre immagini (fotografie, ritagli di immagini stampate) e qualsiasi altra tecnica, anche digitale tramite smartphone, tablet o computer.  

 

Dalle singole opere dei partecipanti ne è scaturito uno speciale mosaico digitale a creare una mappa emozionale in grado di restituire valori e sentimenti legati al nostro bisogno di arte, insieme ad una riflessione personale ed emotiva sul particolare momento storico che stiamo vivendo.

 

Tutte le immagini delle opere che andranno a comporre il digital wall saranno accompagnate da una raccolta di frasi, risposte e pensieri più significativi emersi dal contest: speranza, rivincita, crescita, conforto, libertà, innovazione sono fra le principali parole chiave che emergono dai lavori dei partecipanti che resteranno visibili sul sito e sui canali social del Mudec per offrire una panoramica attuale sul significato dell’arte nella nostra quotidianità e per estendere la riflessione al pubblico.

Gava Beatrice
Gisana Enrico

giovedì 14 gennaio 2021

Agnone, nell'Alto Molise, nella rete dei Borghi d'Europa

 Borghi d'Europa, nel quadro del progetto L'Europa delle scienze e della cultura ( Patrocinio IAI-

Iniziatiuva Ariatico Jonica,Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico

jonica), ha inserito Agnone, in provincia di Isernia, nell'Alto Molise, nel percorso di informazione 

che valorizza i borghi e i territori europei.

 Agnone sorge, tra la valle del Sangro e quella del Trigno, al confine con l’Abruzzo, nel limite settentrionale della provincia di Isernia. Il paese, disteso su un colle a forma di emiciclo, a circa 840 metri di altitudine, e circondato da una chiostra di monti imponenti  e dolci al contempo offre un’immagine suggestiva; lo sguardo abbraccia inevitabilmente insieme le alture ed i nuclei abitati che vi sono arroccati, quasi che l’elemento ambientale e l’elemento umano costituiscano un’unità insolubile.


Agnone ha una storia dibattuta da grandi studiosi. Poco distante dal centro attuale sorgono rovine sannitiche che hanno a lungo fatto pensare ad un’ antica capitale italica. Sembra comunque certo che dopo la frattura civile e la desertificazione seguita alla sconfitta del Sannio da parte di Roma, in zona sopravvissero solo alcuni piccoli villaggi agricoli ed alcuni centri monastico-eremitali. Il 1139 è segnato come l’ anno cruciale in cui i Conti Borrello di Pietrabbondante, capitani di ventura di Venezia, condussero con sé una folta colonia di soldati ed artigiani provenienti dalla Serenissima (probabilmente dalle coste dalmate). Da costoro nacque il primo nucleo della città, sito nel quartiere della Ripa, detto anche “borgo veneziano”, che ospita ancor oggi le residue vestigia di uno stile inconfondibile, con delle finestre bifore, delle botteghe tipiche e svariati decori che raffigurano il leone di San Marco.
Fu forse a causa di quest’origine “nobile” che Agnone non fu mai umiliata dai Re di Napoli con una vera e propria soggezione feudale. Anzi, nel 1404 Re Ladislao di Durazzo (di un ramo collaterale degli Angioini) la nominò ufficialmente “Città Regia”, ossia dipendente direttamente dal re, con ampi diritti, tra cui quello di un tribunale con delega reale e la possibilità di comminare condanne capitali.

Nel corso dell’800, l’elevata concentrazione di personalità di spicco per alto livello di istruzione, procurò ad Agnone l’onorevole eponimo di “Atene del Sannio”.
Agnone fu definita dal  "Sigonio" una delle più cospicue città del Regno di Napoli”, e dal celebre dantista Francesco D’Ovidio “la più colta ed arguta città del Molise”.

Agnone incanta tanti per la sua particolare tranquillità, pace e pulizia, per il suo ambiente incontaminato di boschi, ruscelli, torrenti e radure; per le sue aree attrezzate per vari sport; e soprattutto perché è una piccola città d’arte, per la sua antica e ordinata struttura urbanistica e i suoi edifici di varie epoche, tra cui spiccano le 21 chiese, con alcune opere d’arte di notevole livello storico ed estetico. Ad Agnone si conservano antiche officine del rame e del ferro, oggi riscoperte come siti di interesse turistico. E vi è la Pontificia Fonderia di Campane Marinelli che dall’anno 1000 tramanda da padre in figlio la tradizione artigianale della fusione del bronzo. Non si devono dimenticare i laboratori caseari e dolciari, piccolo paradiso dei buongustai.

La guida The WineHunter Award Wine Food Spirits Beer 2020-2021 diventa un volume cartaceo da collezione per tutti gli amanti delle eccellenze enologiche e culinarie italiane

 



 
Un volume che racchiude prodotti e produttori selezionati da Helmuth Köcher e dalle sue commissioni di assaggio, oltre ad un’introduzione dedicata alle microzone vitivinicole italiane a cura di The WineHunter. 1.329 aziende vitivinicole in tutte le regioni d’Italia, 155 produttori del settore Food, 51 per Spirits e 19 per Beer.
 
Merano (BZ), 14 gennaio 2021 – Per gli amanti dell’eccellenza in ambito Wine&Food arriva un nuovo punto di riferimento. Si tratta del volume cartaceo The WineHunter Award “Wine, Food, Spirits, Beer” 2020-2021 che pubblica i produttori selezionati da The WineHunter Helmuth Köcher durante un intero anno di selezione da parte sua e delle sue commissioni di assaggio. Una guida da collezionare, acquistabile direttamente dallo store del sito di The WineHunter Merano, nei siti e-commerce www.spaghettimandolino.itwww.amazon.it e www.ebay.it e nelle librerie Athesia dell’Alto Adige.
 
Dopo la pubblicazione annuale (il 16 agosto) della guida online The WineHunter Award consultabile gratuitamente su  award.winehunter.it, The WineHunter Helmuth Köcher ha creato una nuova referenza per operatori e appassionati che vogliono scoprire le migliori eccellenze Wine&Food del panorama italiano. È la guida cartacea The WineHunter Award Wine Food Spirits Beer 2020-2021, un volume da collezione che racchiude e presenta 1.329 aziende vitivinicole distribuite sull’intero territorio italiano, per ognuna delle quali è possibile trovare fino a cinque vini selezionati; le referenze in ambito culinario si trovano nella sezione Food Spirits Beer che presenta rispettivamente 155 produttori Food51 per Spirits e 19 per Beer e i prodotti per i quali sono stati selezionati. La guida è arricchita da un’introduzione di The WineHunter Helmuth Köcher che per il volume ha curato una sua panoramica sulla suddivisione delle microzone vitivinicole della Penisola. Inoltre, il testo presenta un approfondimento realizzato in collaborazione con l’azienda di soggiorno di Merano e dedicato al background storico del vino nell’area di Merano e dintorni che permette di scoprire numerose informazioni sullo sviluppo della viticoltura meranese e sulla sua cultura del vino in Alto Adige, alla quale lo stesso Merano WineFestival contribuisce dal 1992, anno della sua prima edizione. All’interno della guida i prodotti premiati si suddividono tra quelli che hanno ottenuto l’Award Rosso (90 – 92,99 punti), l’Award Gold (93 – 95,99 punti) e il Platinum Award (96 – 100 punti), il più ambito riconoscimento assegnato da The WineHunter Merano. Oltre ai vincitori degli Award, la guida presenta la TOP 5 del vino di ogni regione e le liste TOP 100 dei vini e TOP 50 di Food Spirits Beer. Le guide sono acquistabili attraverso lo store del sito di The WineHunter Merano, neI siti e-commerce www.spaghettimandolino.itwww.amazon.it e www.ebay.it e nelle librerie Athesia di tutto l’Alto Adige. Prossimamente sul sito The WineHunter Merano si potrà acquistare assieme alla Guida anche il Set da Vino by Pulltex firmato "The WineHunter”.
 
Sfogliare le pagine della guida The WineHunter Award Wine Food Spirits Beer 2020-2021 diventa quindi l’opportunità di compiere un viaggio esclusivo alla scoperta di territori unici che caratterizzano l’Italia e dai quali nascono vini e prodotti culinari di straordinaria eccellenza. Un grande lavoro di ricerca, selezione continua e condivisione che scaturisce dagli oltre 7000 vini e più di 500 prodotti gastronomici degustati nel corso del 2020 e riconosciuti da “Excellence is an attitude”, il motto che dal 1992 ispira The WineHunter Helmuth Köcher.
 
LINK ALL’ACQUISTO DELLA GUIDA CARTACEA

Sul sito di OGR sette nuove produzioni artistiche originali Da CRIPTA747 a MAMbo - Nuovo Forno del Pane, al via OGR Art Corner | Meet the Artwork Contenuti online su www.ogrtorino.it

 



OGR - OFFICINE GRANDI RIPARAZIONI

Corso Castelfidardo 22 - Torino

 


 

Torino, 14 gennaio 2020Al via OGR Art Corner | Meet the Artwork, la nuova sezione del palinsesto digitale delle OGR Torino: sette nuove produzioni artistiche originali pensate per il web e realizzate in collaborazione con istituzioni impegnate in programmi di residenze d'artista. Le OGR Torino si confermano "Officine" della contemporaneità al servizio del territorio, locale e nazionale.

 

Con Meet the Artwork la fruizione delle opere d'arte diventa digitale: una nuova visione sull'espressione e la ricerca artistica contemporanea che nasce e vive nell'etere, liberamente accessibile da tutti, ovunque, solo per poche settimane. Da qui Meet the Artwork | The Impermanent Collection, un'opportunità per chiunque e in qualunque luogo di fruire e condividere contenuti artistici fino al 28 marzo 2021.

 

Tutti i contenuti saranno pubblicati attraverso il sito www.ogrtorino.it secondo il seguente calendario:

 

15.01.2021 - Beatrice Marchi, Your reflection is my possession of your projection in my direction: l'artista - già invitata lo scorso febbraio a prendere parte alla mostra Dancing is what we make of falling - MYBODIES - con il suo video inedito d'animazione Your reflection is my possession of your projection in my direction crea un gioco di riflessi tra sguardi che emerge dal buio dello schermo per indagare questioni legate all'identità.

L'opera è stata realizzata con il sostegno di OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino.

 

22.01.2021Iocose, Pointing at a New Planet: un'animazione 3D che indaga le narrative intorno al NewSpace, dove l'umanità viene chiamata in causa dai progetti di colonizzazione extra-terrestre, e sulle ideologie di progresso tecnologico che nascono dalla Silicon Valley promettendo un miglioramento individuale e collettivo, un grande moving forward. L'opera è stata realizzata con il sostegno di OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino in collaborazione con INBTWN Rassegna digitale di Centrale Fies, a cura di Claudia D'Alonzo, Dro.

 

29.01.2021 - Eleonora Luccarini, Just 1 poem: per l'occasione l'artista prosegue la ricerca interdisciplinare legata alla poesia come pratica performativa. La poesia si trasforma in video, sviluppando la narrazione dell'artista e dando corpo digitale al suo alterego. Just 1 poem è l'anteprima di 4 hooves don't leave footprints, opera video dedicata alle ultime poesie di Léonard Santé e realizzata completamente in CGI. L'opera è stata realizzata con il sostegno di OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino in collaborazione con MAMbo - Nuovo Forno del Pane a cura di Lorenzo Balbi con Caterina Molteni e Sabrina Samorì, Bologna.

 

6.02.2021Ruben Patiño / Kay Schuttel, What you are hearing right now: una traccia audio e una passeggiata guidata, in solitaria ma sincronizzata con altri, che cerca di ampliare gli immaginari dei partecipanti a partire dalle suggestioni sonore. L'opera è stata realizzata con il sostegno di OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino, in collaborazione con CRIPTA747 a cura di Elisa Troiano, Alexandro Tripodi, Renato Leotta, Marianna Orlotti, Torino.

 

12.02.2021 - Teresa Cos, The Monarch: la narrazione, distorta e incompleta, degli ultimi 10 anni a partire dai discorsi della regina Elisabetta e le foto di farfalle del museo di storia natura di Londra. L'opera è stata realizzata con il sostegno di OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino, in collaborazione con VISIO-European Programme on Artists' Moving Images / Lo schermo dell'arte a cura di Leonardo Bigazzi, Firenze.

 

19.02.2021 - Jacopo Jenna, Found Choreographies: found footage che usa internet come archivio di performance da cui attingere materiali da risemantizzare. L'opera è stata realizzata con il sostegno di OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino, in collaborazione con Mattatoio, Prender-sì cura, a cura di Ilaria Mancia, Roma.

 

26.02.2021 - Giulio Scalisi, Blessed by the Algorithm: una festa di immaginari influencer e ombre ingigantite dagli algoritmi, presenza online e identità indagate in una nuova animazione digitale. L'opera è stata realizzata con il sostegno di OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino, in collaborazione con la Q-Rrated, Quadriennale a cura di Sarah Cosulich e Stafano Collicelli Cagol, Roma.

 

Il progetto OGR Open Sessions, coerente con la volontà di OGR di porsi nell'ecosistema nazionale e internazionale come fabbrica di idee, tra cultura e innovazione, mira a sostenere il lavoro e la ricerca degli artisti coinvolti in un momento particolarmente sfidante per le attività espositive, sospese a causa dell'emergenza sanitaria, scorgendo opportunità nuove dischiuse dal digitale.

Ogni sabato fino al 20 febbraio appuntamento sui canali social del Mudec con la prima miniserie video 10 x 10 Dieci storie per dieci donne che hanno cambiato la storia della fotografia a cura di Nicolas Ballario

 

 Prossimo appuntamento sabato 16 gennaio, ore 10.00: 

"Marirosa Toscani: direttrice d’orchestra della fotografia"

 

Testo alternativo

 

In attesa della riapertura del museo, all’interno del palinsesto 2020-2021 legato alla creatività femminile “I talenti delle donne” del Comune di Milano, il Mudec in collaborazione con 24 ORE Cultura lancia ogni sabato alle ore 10.00 fino al 20 febbraio la miniserie “10 x 10”, dieci mini-video documentari che racconteranno al pubblico la vita di dieci grandi protagoniste della storia della fotografia. L’appuntamento sarà sui canali social Facebook e Instagram del Museo delle Culture per 10 settimane.

 

Sabato 16 gennaio, nella quinta puntata di "10 x 10", Nicolas Ballario accompagnerà il pubblico alla scoperta della grande fotografa di design Marirosa Toscani nata a Milano nel 1931.

Nel 1951 Marirosa Toscani incontra Aldo Ballo, uno studente al terzo anno di architettura. Insieme danno vita, a Milano, allo Studio fotografico Ballo. Da Gio Ponti a Vico Magistretti, da Ettore Sottsass ad Achille Castiglioni: lo Studio Ballo diventa un punto di riferimento per i designer nel periodo più affascinante e vivace del design mondiale. Le loro fotografie costituiscono, fin da subito, l’anima del design italiano.

Marirosa Toscani si distingue per lo stile essenziale, le sue fotografie mettono in luce la bellezza e la personalità degli oggetti.

Ancora oggi, alla soglia dei 90 anni, Marirosa Toscani continua a creare persone partendo dalle cose.

 

Presentata dal curatore e critico d’arte Nicolas Ballario, la miniserie “10 x 10” è un appuntamento settimanale imperdibile con la fotografia d’autore. Dieci grandi fotografe che hanno caratterizzato tutto il ‘900 fino a toccare – per alcune di esse - il nostro secolo; personalità molto diverse tra loro, ma scelte perché tutte presentano un tratto distintivo comune: sono state artiste pioniere che si sono imposte con il loro obiettivo fotografico in un mondo e in un tempo in cui l’accesso per le donne era osteggiato, se non addirittura proibito, ma che con la loro arte e ‘militanza’ hanno aperto la strada a intere generazioni di fotografe.

 

Dal fotogiornalismo al reportage, dal cinema alla moda, dall’architettura alla politica, dal design ai sistemi dell’arte, i documentari, per la regia di Fabrizio Spucches, racconteranno la vita e la carriera di Dorothea Lange, Cindy Sherman, Gerda Taro, Inge Morath, Margaret Bourke-White, Eve Arnold, Lisetta Carmi, Imogen Cunningham, Marirosa Toscani e infine Tina Modotti, quest’ultima ospitata prossimamente al Mudec con una antologica a lei dedicata.

 

Testo alternativo

Marirosa Toscani, foto di Fabrizio Spucches, 2018

Il progetto è a cura di Nicolas Ballario, volto di SkyArte e voce di Rai RadioUno per l’arte contemporanea, che dall’agorà del Mudec racconterà le vite di queste 10 fotografe: oltre alla biografia, agli aneddoti e agli aspetti particolari che hanno contraddistinto la vita spesso avventurosa delle dieci fotografe, saranno tante anche le immagini e i contributi esterni di giornalisti, critici e artisti che con il loro stimato punto di vista arricchiranno le dieci storie.

 

Non è tutto: a partire dal 22 febbraio da questa serie nascerà anche un podcast.

Il Mudec infatti inaugura dal 2021 un nuovo appuntamento culturale sui suoi canali social, questa volta prediligendo un racconto tutto da ascoltare, dove e quando si vuole.  Si parte da gennaio nel solco delle puntate della miniserie “10 x 10”: i video-documentari continueranno la loro mission divulgativa in forma di audio-documentari attraverso i podcast. Dieci nuove narrazioni di grandi artiste che hanno fatto la storia del nostro tempo.

 

Un viaggio dunque tutto al femminile, perché il Mudec ha da sempre come obiettivo anche quello di avvicinare il pubblico alla scoperta - o a una riscoperta - di grandi personalità culturali, dove il ‘genere’ rimane sempre e solo quello artistico.

Nicolas Ballario @spucches studio

Cristallo, a Luxury Collection Resort & Spa, Cortina d’Ampezzo è pronto a riaccogliere i propri ospiti per celebrare insieme i 120 anni di storia dell’hotel

 

Cortina d’Ampezzo, Gennaio 2021 - Cristallo, a Luxury Collection Resort & Spa, Cortina d’Ampezzo, che grazie alla sua storia è entrato a far parte dell’immaginario collettivo come l’eccellenza dell’ospitalità montana in Italia, a partire da venerdì 15 gennaio è pronto a riaccogliere i propri ospiti per la stagione invernale e a festeggiare nel corso dell’intero 2021 l’importante traguardo dei propri 120 anni di storia. 


L’albergo, inaugurato come Palace Hotel Cristallo nel 1901 da Emilia e Giuseppe Menardi, appartenente a una delle più antiche famiglie ampezzane, venne progettato dal maestro Gustavo Ghiretti, ispirato all’art nouveau in onore delle nobili tradizioni viennesi. L’eleganza dell’edificio, la posizione privilegiata ai margini del bosco, la vista mozzafiato sulle Tofane, insieme alla grande dedizione dei coniugi Menardi, lo resero in breve una delle mete internazionali più ambite e contribuì in maniera importante allo sviluppo turistico di Cortina d’Ampezzo.

Durante la Grande Guerra si trasformò, come molti altri alberghi, in ospedale militare, segnando una drammatica battuta d’arresto nella vita dorata dell’epoca. Negli anni Venti il turismo aumentò, grazie alla passione per gli sport invernali come lo sci, le ciaspe e l’hockey, e nel giro di pochi anni il Cristallo venne dotato di riscaldamento e di una pista da sci privata, mentre per l’estate vennero costruiti campi da tennis, che in inverno si trasformavano in piste di pattinaggio, e di una piscina scoperta. L’hotel divenne in breve punto di riferimento del jet-set internazionale; negli anni “ruggenti” infatti erano soliti soggiornarvi personaggi come il duca Amedeo d’Aosta, Mafalda d’Assia, Gabriele d’Annunzio e, tra la clientela internazionale, re Alberto del Belgio, sua figlia Maria Josè di Savoia, re Milan di Serbia e re Faud d’Egitto.

L’assegnazione a Cortina delle Olimpiadi Invernali nel 1956 la incorona definitivamente capitale del turismo bianco ed è anche un’occasione di grande visibilità per l’hotel. Rinaldo Menardi, allora titolare, è pronto a cogliere e interpretare le ultime tendenze del mondo giovanile: indimenticabili gli anni della Dolce Vita al Monkey, il locale da ballo del Palace Hotel, prediletto dall’alta borghesia e dall’aristocrazia del tempo, dai Marzotto ai Furstenberg, ai Principi del Liechtenstein a Brigitte Bardot. Costruito interamente con il legname proveniente da una vecchia segheria in disuso, diventa ben presto uno dei dancing più frequentati, culla di grandi amori e tante passioni della jeunesse dorèe di quegli anni.

Rinaldo Menardi nel 1978 cedette la proprietà del Palace Hotel Cristallo alla Compagnia Italiana Grandi Alberghi (CIGA), di proprietà di Karim Aga Khan che la gestì per 10 anni. Nel 1995 l’hotel viene acquistato dall’imprenditore bolognese Paolo Gualandi che tra il 1998 e il 2001 commissionò e seguì i lavori di ampliamento e ricostruzione dell’antico edificio. Il progetto di ristrutturazione in stile “gustaviano”, chiamato così in memoria del Re Gustavo III di Svezia ed ispirato alle case patrizie veneziane, ha ridato vita alle 74 camere dell’albergo, incluse 20 suite e 2 Presidential, tutte restaurate rispettando il carattere tradizionale degli arredi.

Nel luglio 2001 la famiglia Gualandi inaugura il Cristallo, Resort & Spa, che a partire dal giugno 2017 entra a far parte del brand di Marriott International Luxury Collection, che raccoglie i migliori hotel di lusso nel mondo. Come nuovo affiliato e come primo mountain resort del marchio al mondo, Cristallo continua a offrire ai propri ospiti un’atmosfera elegante dal gusto classico, combinandola a dotazioni tecnologiche all’avanguardia, per un soggiorno improntato al lusso contemporaneo.

Per il 2021 Cortina e l’hotel Cristallo si preparano ad accogliere i Mondiali di Sci Alpino e guardano al 2026, quando Cortina, insieme a Milano, sarà la sede dei XXV Giochi Olimpici Invernali. L’albergo, con doppia stagionalità, si trova in una delle destinazioni turistiche più ricercate in Italia, per gli impianti sciistici d’inverno, per le escursioni all’aria aperta in estate e per le esperienze gastronomiche di alto livello.

L’Executive Chef Marco Pinelli, al timone dei tre ristoranti dell’albergo, propone un percorso gastronomico alla scoperta dei prodotti locali e della tradizione ampezzana. Per la stagione invernale, lo Chef ha pensato ad un menù di piatti sfiziosi per colazioni e pranzi al ristorante La Veranda con una vista mozzafiato sulle Dolomiti e alternative più leggere al Lounge Bar. Al ristorante Il Gazebo, con vista a 360 gradi sulla vallata innevata, gli ospiti possono vivere un’esperienza di fine dining. Con il ritorno dell’inverno riapre anche l’intima location de La Stube 1872 con la sua atmosfera unica e un menù ricco di classici della tradizione ampezzana come il Carpaccio di cervo preparato dallo chef dopo una marinatura al ginepro e servito con gel di lamponi e spuma di formaggio di capra. La cucina di Marco Pinelli si fonda sulla ricerca delle materie prime d’eccellenza, lo chef è in costante contatto con i produttori del territorio ampezzano per cogliere il meglio e trasformarlo in proposte uniche per gli ospiti. Grande è l’attenzione verso la stagionalità e la biodiversità così come fondamentale è il processo di trasformazione dei prodotti nel pieno rispetto della materia prima e con l’intento di esaltarne le qualità.

La rinnovata area relax e la nuova wet area con sauna, bagno turco e docce emozionali e vasca idromassaggio della Cristallo Ultimate Spa accolgono gli ospiti per momenti di relax e aprés-ski con vista sulle montagne. La suggestiva sauna finlandese in cedro rosso è illuminata dalla luce naturale che entra dall’ampia vetrata affacciata su un delizioso giardino interno. Anche il bagno di vapore è stato valorizzato attraverso un mix intrigante di forme geometriche, dove l'accurata scelta di materiali pregiati per i rivestimenti, uniti alle più moderne tecnologie, accordano un livello d'eccellenza a questo ambiente deputato al benessere della persona. La famosa piscina interna è arricchita da una nuova vitality pool, una vasca idromassaggio di ultima generazione. L’esperienza di benessere della Cristallo Ultimate Spa si completa con il percorso Kneipp, dove un’alternanza di acqua calda e fredda rigenera tutto il corpo dopo una giornata di sport invernali.

Presso la Cristallo Ultimate Spa si trova anche il Transvital Swiss Beauty Center che offre rituali detox, anti-age e rilassanti nonché l’innovativo sistema di galleggiamento a secco Nuvola dove l’ospite è immerso in 400 litri di acqua calda per un’esperienza di relax unica. A completare l’offerta troviamo il FitWell Club, spazioso e panoramico, dove gli ospiti hanno a loro disposizione macchinari fitness di ultima generazione ed un virtual personal trainer.

Per le famiglie il team concierge dell’hotel organizza escursioni e attività in montagna e un collegamento diretto con le piste da sci. La tariffa per camera al Cristallo, a Luxury Collection Resort & Spa, Cortina d’Ampezzo, parte da €460 e per l’intero 2021 l’albergo offre il pacchetto Cristallo, 120 anni insieme con un soggiorno minimo di 5 notti in una Panoramic Junior Suite, Suite o Panoramic Suite a partire da 969€ a notte con un’offerta ricca tra cui un’escursione esterna, una cena a sei portate per due persone, 120 minuti di Spa Experince per due e molto altro ancora. Per ulteriori informazioni e prenotazioni sul pacchetto 120 anni e altre numerose offerte visitare la pagina offerte del sito:  
www.cristallo.it.

mercoledì 13 gennaio 2021

CAMBIO AL VERTICE DEL CONSORZIO VINI ALTO ADIGE: ANDREAS KOFLER È IL NUOVO PRESIDENTE

 Il Consorzio Vini Alto Adige, l’associazione di tutti i principali attori del settore vinicolo dell’Alto Adige, ha un nuovo presidente. In occasione della prima riunione del nuovo Consiglio di amministrazione, Andreas Kofler, presidente della Cantina Kurtatsch, è stato designato quale successore di Maximilian Niedermayr. Martin Foradori, della Tenuta J. Hofstätter di Termeno, è stato confermato vicepresidente.


Niedermayr, che a causa del Coronavirus ha ricoperto la carica di presidente per un periodo più lungo di quanto originariamente previsto, non si è ricandidato. “Negli ultimi anni ha svolto un lavoro di sviluppo estremamente prezioso per il Consorzio e, con l’Agenda della sostenibilità 2030, ha tracciato il cammino del settore vinicolo altoatesino verso il futuro”, così Andreas Kofler che succede a Niedermayr nella carica di presidente del Consorzio Vini Alto Adige. “Egli, inoltre, in questo periodo tanto difficile per il settore vinicolo, ha reso il Consorzio un vero e proprio pilastro.

Kofler, che si definisce “amante del vino”, non è solo frutticoltore e viticoltore a Cortaccia, ma lavora anche come docente presso la scuola professionale Laimburg e, da sette anni, gestisce la Cantina Kurtatsch in qualità di presidente. Per tre anni, inoltre, ha presieduto il Consorzio delle Cantine Altoatesine ed è membro del Consiglio di amministrazione del Consorzio Vini da sei anni. “In questi anni ho avuto modo di conoscere l’attività del Consorzio e ho ben chiara la direzione nella quale proseguire il cammino”, afferma Kofler.

Oltre al superamento della crisi causata alla pandemia, quali priorità per i prossimi anni Kofler indica la definizione e l’ulteriore sviluppo delle delimitazioni territoriali e un rafforzamento delle vendite sul mercato nazionale e delle esportazioni, grazie a un ulteriore miglioramento dell’immagine del vino dell’Alto Adige. “Ciò include anche un’ulteriore messa a fuoco dell’identità del vino dell’Alto Adige nonché il consolidamento del nostro ruolo di produttori di vini rossi di pregio e di migliore regione d’Italia per i vini bianchi, comunicando il tutto con più efficacia anche a livello internazionale”, sottolinea il nuovo presidente. 
 
Il Consorzio continuerà anche a definire il quadro generale per uno sviluppo sostenibile e di alta qualità delle aziende vinicole altoatesine di ogni ordine di grandezza”, spiega Kofler. A tal fine si continuerà a lavorare alle visioni per il futuro della viticoltura dell’Alto Adige e alla loro realizzazione. “Siamo pur sempre la piattaforma centrale per tutti coloro che hanno un ruolo nella viticoltura e nel settore vinicolo”, ricorda Kofler. E compito di questa piattaforma è anche creare la base più ampia possibile per la cultura del vino.

Come vice di Andreas Kofler quale presidente del Consorzio Vini Alto Adige è stato rieletto Martin Foradori (Tenuta J. Hofstätter, Termeno), presidente dell’associazione Tenute dell’Alto Adige. Foradori ha ricoperto la carica di vicepresidente fin dalla fondazione del Consorzio nel 2007. “Tra i prodotti agricoli dell’Alto Adige il vino è quello con l’immagine più sostenibile”, dichiara Foradori. “Questo dimostra che abbiamo già raggiunto importanti risultati, i quali però non ci devono far dormire sugli allori. In fin dei conti siamo solo all’inizio di un entusiasmante percorso di crescita.”
 
Oltre a Kofler quale presidente e a Foradori quale suo vice sono stati rieletti nel Consiglio di amministrazione Hannes Baumgartner (Strasserhof), Michael Bradlwarter (Cantina Bolzano), Christian Sinn (Cantina Kaltern) e Peter Zemmer (Tenuta Peter Zemmer). Georg Eyrl (Cantina Terlano), Clemens Lageder (Tenuta Alois Lageder), Klaus Pardatscher (Cantina Produttori San Michele Appiano) e Stefan Vaja (Tenuta Glassier) sono invece i quattro nuovi membri dell’organo associativo.
 
 

OLIO BASSO, NASCE LA LINEA BIO: DUE ETICHETTE PER DUE CULTIVAR DIFFERENTI A TAVOLA LA GENUINITA’ DELL’AGRICOLTURA BIOLOGICA

 


Fedele nel gusto e bio nell’animala storica azienda Olio Basso amplia la sua gamma e dà il benvenuto alla linea Bio con due nuove etichette, due prodotti, due oli extravergine d’oliva che nascono dall’accurata selezione operata dall’azienda di San Michele di Serino (Avellino) per garantire gli ormai consolidati livelli qualitativi attraverso l’utilizzo di un’agricoltura totalmente biologica.

Le due proposte di agricoltura biologica, senza alcun utilizzo di pesticidi e di altre sostanze chimiche, sono accomunate da un identico ciclo produttivo, ma si differenziano per gusto con l’obiettivo di offrire al consumatore finale una doppia proposta in grado di accontentare tutti i palati. Interessanti le caratteristiche di produzione, a partire dalla raccolta, leggermente anticipata rispetto alla maturazione. Una scelta che garantisce la preservazione del valore vitaminico e delle proprietà rilasciate dalle sostanze ossidanti. La molitura viene effettuata entro le 24 ore con estrazione a freddo inferiore ai 27°C.  Nasce così un prodotto di alta qualità e dalla garantita coltivazione naturale che, grazie alla presenza acidi grassi monoinsaturi, è in grado di regolare i livelli di colesterolo. Oltre ad essere ricco di polifenoli, antiossidanti naturali, caratteristica resa evidente dalla connotazione leggermente piccante del gusto.

Due prodotti, due etichette. Quella bianca viene utilizzata per l’Olio Extravergine Bio 100 % italiano – cultivar di Coratina e Ogliarola – prodotto con olive provenienti dalla Puglia e si caratterizza per il sapore fruttato intenso con note olfattive vegetali e di carciofo gradevoli e persistenti, amaro e piccante con una nota morbida mandorlata. L’etichetta nera – cultivar di Hojiblanca, Coratina, Koroneiki -  è usata per una studiata selezione oleicola di Paesi del Mediterraneo (Spagna, Italia e Grecia). Il blend è fruttato e di media intensità, con note olfattive di oliva verde, leggermente amaro e piccante.

Al via i “61° Premio Faenza Talks” del MIC di Faenza

 



Dal 14 gennaio, ogni giovedì alle 16, in diretta su Facebook e Youtube il MIC incontra il meglio degli artisti di tutto il mondo che lavorano con la ceramica

Prendono il via ogni giovedì, dal 14 gennaio al 18 marzo 2021 (ore 16), i “61° Premio Faenza Talks”: una serie di presentazioni in diretta sui canali Facebook e Youtube del MIC di Faenza degli artisti selezionati al Concorso Internazionale della Ceramica d’arte Contemporanea – Premio Faenza.

Purtroppo causa il protrarsi dell’emergenza sanitaria, che rende difficili gli spostamenti internazionali, non si è potuto allestire la mostra, così il museo faentino ha pensato di presentare le opere selezionate al concorso, oltre che attraverso la pubblicazione di un catalogo cartaceo più ricco di immagini e di spazio dedicato ad ogni artista, anche attraverso una serie di dirette facebook e youtube aperte a tutti.  

I “61° Premio Faenza Talks” sono un’occasione imperdibile per il pubblico per conoscere le principali tematiche artistiche contemporanee applicate alla scultura ceramica e per entrare in contatto diretto con oltre cinquanta artisti provenienti da tutto il mondo. Alcuni membri della giuria (Judith Schwartz, Professoressa della New York University; Irene Biolchini, MIC guest curator, Claudia Casali, direttore MIC Faenza; Ranti Tjan, direttore dell’EKWC, Alberto Salvadori, direttore ICA Milano) modereranno di in volta in volta il dibattito. Il pubblico, in chat, potrà fare domande ed esaudire ogni curiosità.

Nel frattempo, a partire dal 11 gennaio 2021, ogni giorno, dal lunedì al venerdì - sui profili social Instagram, Facebook e Twitter - si anticiperà attraverso fotografie le opere selezionate al Concorso di ogni artista e sarà presentata una loro breve biografia.

Giovedì 14 gennaio, alle 16, il talk sarà moderato da Claudia Casali, direttore del MIC, che incontrerà Safia Hijos, Paolo Porelli, Stephanie Marie Roos, Roy & Erez Maayan.
Safia Hijos, francese, nata nel 1975, vive e lavora a Nîmes in Francia. Tra cultura rococò e pop, le sue sculture e installazioni giocano costantemente con la storia della ceramica. La composizione dei pezzi attaccati alle pareti e persino al soffitto, si intrecciano allo spazio raccontando una storia fantasiosa e colorata. Al 61° Premio Faenza è stata selezionata per “Supernature 10”, che rappresenta il suo giardino interiore, metà vegetale, metà animale.

Paolo Porelli, (Roma, 1966) ha iniziato la sua esperienza espressiva come pittore laureandosi all'Accademia di Belle Arti di Roma per poi passare alla scultura in ceramica come risposta a un'esigenza nuova di fisicità, volume e materia cromatica. Da anni Porelli lavora ad una scultura antropomorfa come metafora della realtà, attraversando l'esperienza personali, dimensioni percettive e linguaggi della storia dell'arte. Al 61° Premio Faenza è stato selezionato per “RefleX”, un’istallazione di 29 sculture in terracotta, la cui smaltatura è stata affidata al maestro ceramista Maurizio Tittarelli Rubboli, l’attuale discendente della storica manifattura Rubboli fondata a Gualdo Tadino nel 1873.

Roy Maayan & Erez Maayan, sono due fratelli israeliani, che lavorano sia individualmente, sia come duo artistico. Il loro lavoro è stato esposto in musei, teatri, gallerie e biennali di tutto il mondo. Al 61° Premio Faenza sono stati selezionati per la performance “Gioca con Me”, parte di una continua ricerca di nuove modalità di creazione, che sfidano i confini tra i diversi media e tra la vita e l'arte.

Stephanie Marie Roos (1971) vive e lavora in Germania ad Archen. Lavora con la ceramica dal 2011. Il centro del suo lavoro è la raffigurazione dell'uomo come essere culturale. Analisi che realizza attraverso i dettagli dell’abbigliamento e degli accessori. La sua analisi è sociologica e la sua domanda è capire come l'individuo sia alla ricerca dell'identità in una società poco solida. Al 61° Premio Faenza è stata selezionata per “Europa and The Bull” una riflessione sulla costante crescita del razzismo nella politica europea.

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Calendario Talks di gennaio 2021
 
14 gennaio, ore 16
Claudia Casali (direttore del MIC Faenza) meets Safia Hijos, Paolo Porelli, Stephanie Marie Roos, Roy & Erez Maayan

21 gennaio, ore 16
Irene Biolchini (guest curator MIC Faenza) meets Victor Agius, T-yong Chung, Ekaterina Panikanova.
 
28 gennaio, ore 16
Judith Schwartz (Professoressa della New York University) meets Jacqueline, Bean Finneran, Noemi Iglesias Barrios, Fausto Salvi, Helmie Brugman