giovedì 4 marzo 2021

MOLINO PASINI: il nuovo progetto è in kit

 




Quest’anno la Pasqua di Molino Pasini è davvero unica, come la sorpresa che il Molino di Cesole ha in serbo per i buongustai e gli appassionati foodies che desiderano vivere un’esperienza esclusiva. 

 

Nasce infatti il kit per creare a casa la ricetta perfetta degli gnocchi della nonna, un cofanetto in edizione limitata il cui progetto è stato curato da Lissoni Graphx. Oltre al preparato per gnocchi Pasini, il kit contiene un utensile unico per rigare gli gnocchi, un oggetto di design che accompagna la preparazione della ricetta con grande praticità disegnato da Piero Lissoni ed una salsa di datterini ideale per accompagnare questo piatto, studiata dallo chef Luca Marchini.

 

Seguendo come sempre le più contemporanee tendenze della moda e del design, e portandole nel mondo food, il Molino lancia un progetto che è prima di tutto un’idea, che permetterà a tutti di preparare facilmente a casa un piatto che è una vera e propria icona dei pranzi in famiglia: un’esperienza di gusto inimitabile.

 

Gli gnocchi della nonna pronti in un lampo

 

Un sublime impasto di acqua e il nostro preparato, appena rigato con un pregiato utensile, poi tuffato in acqua bollente salata, riemerge per essere ricoperto da un sugo di pomodori vellutato.

Nel nuovo kit firmato Pasini c’è tutto quello che serve per realizzare il sogno di ritrovarti al tavolo da pranzo della nonna, un giovedì: il nostro nuovo preparato per gnocchi, il meraviglioso utensile disegnato in esclusiva da Piero Lissoni e il sugo di datterini creato per il Mugnaio dallo chef stellato Luca Marchini.

La ricetta perfetta per fare un viaggio del gusto indietro nel tempo.

 

Per i meno esperti, che hanno qualsiasi dubbio sulla realizzazione della ricetta, il Molino ha creato un contenuto multimediale che renderà ancora più facile l’utilizzo del kit. 

Inquadrando il qrcode, infatti, partirà un video tutorial per realizzare gli gnocchi facilmente e avere un pranzo completo per quattro persone in un lampo.

Il box gnocchi sarà disponibile sul nostro e-shop a partire dal giorno 10 marzo al prezzo di 24 € ed entrerà a far parte della nostra collezione continuativa di cofanetti proposta online.

 

«Questo lavoro per Molino Pasini - conferma l’architetto Piero Lissoni - mi ha fatto tornare bambino, cucinare può essere un gioco e anche un rito. Per il kit gnocchi siamo partiti dalla forma archetipa di questo strumento, come lo disegnasse un bambino, nulla di più nulla di meno».

 

Con la certezza di un risultato d’autore, come spiega lo chef Luca Marchini: «Gli Gnocchi al pomodoro sono uno dei piatti più tradizionali della cucina italiana, che richiama il tempo in famiglia e la piacevolezza di un pasto semplice e di grande gusto. E sono proprio queste le sensazioni che ho voluto racchiudere nel barattolo della mia salsa di datterini, sensazioni che trovano il loro perfetto completamento nell'abbinamento con il preparato di eccellenza ideato da Molino Pasini per ottenere degli gnocchi a regola d'arte. Il risultato sarà un tutt'uno avvolgente di sapore».

Un’autentica esperienza di condivisione, per rendere la Pasqua ancora più buona, come sottolinea Gianluca Pasini, amministratore dell’azienda: «Sono entusiasta di avere accanto a noi in questo momento così particolare un grande esponente della creatività internazionale. Mescolare ricette e design è da sempre parte del nostro impegno, come sottolinea il nostro claim “L'arte della farina”. Inoltre, l’idea di dare l’occasione a tutti di provare senza fatica a realizzare una ricetta così iconica, mettendo tutto ciò che serve in un kit, credo sia un’occasione unica per riscoprire la famiglia, il piacere dello stare in cucina e realizzare insieme qualcosa di buono da condividere».

 

 

Piero Lissoni

Piero Lissoni è architetto, designer e art director ed è riconosciuto tra i maestri del design contemporaneo. Da oltre trent’anni sviluppa progetti internazionali di architettura, interior, product design e graphic design. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Good Design Award, il Red Dot Award e il Compasso d'Oro ADI

 

Luca Marchini

Chef tosco-emiliano, patron del ristorante stellato L’Erba del Re a Modena, Luca Marchini interpreta la cucina con la prospettiva di un’evoluzione continua e il ricordo della tradizione gastronomica locale. Il suo è un linguaggio culinario diretto, che indaga l’impatto della semplicità e sviluppa con tecnica l’originalità di una nuova creazione.

Da sempre impegnato nella condivisione e diffusione della cultura gastronomica attraverso prestigiose associazioni: JRE, Le Soste, Ambasciatori del Gusto, Chef to chef e altre ancora.

 

Molino Pasini

Quattro generazioni, 100 anni di storia, l'arte della farina impressa nel DNA.

 

Da ormai quattro generazioni Molino Pasini produce farine per coloro che dalle farine esigono la perfezione. Coniugando alla sapienza artigianale le più avanzate tecnologie di analisi e ricerca, la cura per la qualità è certamente l’elemento distintivo della filosofia produttiva.

Oggi Molino Pasini è un’azienda in equilibrio perfetto tra la continuità con il passato e l’evoluzione verso il futuro. Un’azienda ancora legata alla tradizione e alla cura artigianale del prodotto, che si dimostra molto attenta all’innovazione dei processi produttivi e a proseguire sulla strada della ricerca e sviluppo. Portare nel futuro la qualità del passato.

Mutuando dalle espressioni artistiche i valori di attualità, massima precisione tecnica e attenzione al dettaglio, l'azienda è una perfetta espressione dell'arte del saper fare italiano, tanto apprezzata all'estero e tanto celebrata in patria.

 

 

Al seguente link è possibile scaricare il materiale fotografico (Credits foto: Gaia Menchicchi, Lissoni & Partners, video by Livia Sala)

https://www.dropbox.com/sh/jkho5elwbmfm197/AAD4BxVZd4x0DJa6ybu5H714a?dl=0

 

Per ulteriori informazioni:

 

www.molinopasini.com

www.lissoniandpartners.com/

https://www.lerbadelre.it/chef-luca-marchini/

https://www.gaiamenchicchi.com/

http://liviasala.it/about/

 

 


Enogastronomia: da oggi il vino all'Iper te lo consiglia la guida digitale di Vinhood

 All’ “Iper La grande i” di Rozzano (MI) il vino si sceglie con la guida digitale di Vinhood, per coinvolgere ed informare i propri clienti in modo innovativo sul mondo del vino

Milano, 4 marzo 2021 – Da oggi il vino al supermercato te lo consiglia la guida digitale, in base ai tuoi gusti e abitudini alimentari. Accade alla Finiper, azienda di riferimento nel settore della Grande Distribuzione Organizzata, che sceglie Vinhood (www.vinhood.com), realtà di punta per il “gusto su misura”. Grazie ad un approccio tecnologico e metodologico si mette al centro la persona ed il linguaggio semplice e comprensibile, per lanciare una soluzione fisica e digitale in grado di avvicinare ed ingaggiare i clienti al mondo dei prodotti “Iper La grande i”, partendo dal vino.

Il mondo del gusto e le persone sono distanti: se parliamo ad esempio di vino, è comune riscontrare una varietà di assortimento e contenuti, spesso dal taglio troppo “tecnico” e specialistico, condita dalla mancanza di personalizzazione dell’esperienza.

Il cliente ha poco tempo per scegliere, non è normalmente dotato di cultura specialistica in campo enologico e non ha quindi gli strumenti per selezionare, nel caso, una bottiglia per un’occasione speciale o abbinarla ad una pietanza.

Vinhood ha intrapreso da anni un cammino di innovazione nel mondo del gusto, costruendo un ponte tra le persone, i prodotti che consumano e gli attori che li producono e distribuiscono, sulla base dei loro gusti personali, interessi e livello di conoscenza: l’esperienza Vinhood ha inizio attraverso il “Test del Gusto”semplice e interattivo che in 40 secondi profila il gusto delle persone:

La soluzione si basa su studi di neurogastronomia ed è stata validata da più di 500 sessioni di tasting e da ricerche gastronomiche, organolettiche e neuroscientifiche effettuate insieme a Università e centri di ricerca di eccellenza. L’intelligenza artificiale contribuisce ad affinare ulteriormente la capacità predittiva.

Sulla base di più di 400.000 test completati e dalle ricerche fatte, circa l’85% delle persone si dicono soddisfatte del #Carattere gustativo consigliato e quindi dei prodotti suggeriti.

Insieme all’approccio scientifico, Vinhood ha sviluppato stilemi e processi di comunicazione basati sulla chiarezza, sulla semplicità e sul divertimento: il coinvolgimento del cliente avviene anche attraverso giochi, eventi, le scuole di avvicinamento al Gusto, momenti di degustazione, team building sensoriali. La Community Vinhood include oggi moltissime aziende e brand che si confrontano quotidianamente con decine di migliaia di persone nello studio e nella semplificazione del mondo del Gusto.

Finiper, da sempre attenta all’innovazione, ha abbracciato questa logica di ecosistema che avvicina le persone ai prodotti. Nel mondo fisico, la collaborazione con Vinhood inizierà dal punto vendita “Iper La grande i” di Rozzano (MI), prossima apertura 4 marzo 2021.

È stato posizionato il totem “Ti consiglio un vino”, un chiosco interattivo situato all’interno del settore vini, in grado di aiutare i clienti nella scelta del vino preferito o dell’abbinamento con una ricetta specifica.

Una vera e propria guida digitale che, in modo semplice e pratico, indirizza il cliente sulla selezione migliore grazie alla profilazione del suo gusto personale in fatto di vini.

Il totem è, inoltre, una miniera di informazioni sulle etichette e le case vinicole: basta avvicinare la bottiglia al chiosco per sapere (attraverso il match con il codice a barre) tutto del vino scelto (storie, curiosità, notizie…). E c’è di più: dopo che il cliente ha ottenuto il consiglio desiderato, un LED luminoso inizierà a brillare sullo scaffale per aiutarlo a trovare la bottiglia selezionata.

Gli utenti potranno vivere questa esperienza anche online: i nuovi sviluppi verranno svelati molto presto.

In entrambe le esperienze, fisica e digitale, il cliente sarà accompagnato con nuovi contenuti ingaggianti sul suo profilo gustativo, sul mondo del gusto e sugli abbinamenti cibo-vino.

“Uno dei tratti distintivi di Iper, La grande i è da sempre l’incontro tra qualità e convenienza, dove qualità è sinonimo di controllo e servizio, ma anche di cura e orientamento al cliente – commenta Michela Bettoni, direttore del punto vendita Iper La grande i di Rozzano – Grazie alla collaborazione con Vinhood possiamo offrire ai nostri clienti non solo un ricco assortimento di vino con oltre 1.100 etichette ma anche un servizio personalizzato in grado di accompagnarli nell’acquisto delle etichette più in linea con i loro gusti”.

“Alcuni prodotti e il gusto stesso – conclude Matteo Parisi, Sales & Marketing Director Vinhood – sono mondi splendidi, ma spesso troppo lontani dalle persone. Farli vivere con semplicità ed esplorarli in modo personalizzato, fornendo gli strumenti per dar loro voce, è un traguardo che porta innovazione, sostenibilità, cultura e, perché no, divertimento”.

 

 


Dall'11 marzo in libreria e online L'AUTORITRATTO Dagli antichi cameo ai selfie contemporanei: un interessante viaggio alla scoperta dell’autorappresentazione nella storia dell’arte, dal XV secolo ai giorni nos

 

A cura di

Natalie Rudd

 

Edito da 24 ORE Cultura

 

Collana Art Essentials

 

www.24orecultura.com

Lautoritratto - Edito da 24 ORE Cultura

Per secoli gli artisti hanno escogitato modi per includere sé stessi all’interno delle loro opere, disseminando tracce della propria presenza in dipinti, disegni, sculture e - in epoca più recente - film, fotografie e installazioni. Dall'11 marzo esce in libreria “L’autoritratto”, il nuovo volume della collana Art Essentials edito da 24 ORE Cultura che ripercorre l’evoluzione dell’affascinante genere dell’autorappresentazione nella storia dell’arte, dal XV secolo ai giorni nostri.

 

A cura della scrittrice e curatrice Natalie Rudd, il volume racconta come nel corso del tempo l’autoritratto continui a essere largamente praticato dagli artisti nelle sue diverse forme e amato dal pubblico per la sua capacità di illuminare un’ampia gamma di questioni universali: identità, umana fragilità, scopo dell’esistenza, mortalità.

Nell’epoca dei selfie - la più recente forma di autorappresentazione -, Nathalie Rudd ricostruisce il contesto culturale nel quale il genere è nato, partendo dal cuore del Rinascimento tra Italia e mondo fiammingo per arrivare ad indagarne lo sviluppo e il significato che riveste nell’arte dei nostri tempi.

 

Attraverso l’analisi dei grandi capolavori della storia dell’arte, l’autrice esplora in ogni capitolo del libro l’opera di un artista diverso, proponendo una visione specifica di sessanta stili e approcci, prendendo in considerazione le varie tecniche utilizzate e i diversi modi per esprimere sé stessi. Un viaggio che si snoda partendo dal cameo di Jan van Eyck nel Ritratto dei coniugi Arnolfini, passando per i dipinti tormentati di Francisco Goya, van Gogh, Eduard Munch e Frida Kahlo fino ad arrivare a tecniche tipiche della contemporaneità come la fotografia di Cindy Sherman, la performance di Marina Ambramović e l’installazione di Tracey Emin.

Sofonisba Anguissola, Autoritratto al cavalletto, Fine anni Cinquanta del XVI secolo, Olio su tela, 66 x 57 cm, Museum-Zamek, Lancut, Polonia
Dorothea Tanning, Compleanno, 1942, Olio su tela, 102 x 65 cm, Philadelphia Museum of Art, Philadelphia. Acquisizione in occasione del 125° anniversario con il contributo di C. K. Williams, II, 1999 (1999-50-1). Dorothea Tanning © ADAGP, Paris and DACS, London 2021

Sofonisba Anguissola, Autoritratto al cavalletto,

Fine anni Cinquanta del XVI secolo,

Olio su tela, 66 x 57 cm,

Museum-Zamek, Lancut, Polonia

Dorothea Tanning, Compleanno1942,

Olio su tela, 102 x 65 cm, Philadelphia Museum of Art, Philadelphia. Acquisizione in occasione del 125° anniversario con il contributo di C. K. Williams, II, 1999 (1999-50-1). Dorothea Tanning © ADAGP,

Paris and DACS, London 2021

Le ragioni per cui gli artisti nel corso dei secoli hanno scelto di rappresentare sé stessi nelle loro opere sono molteplici: alcuni hanno usato sguardi rivolti all’osservatore ed espressioni criptiche per esprimere condizioni interiori, crisi profonde o rivelazioni sconvolgenti; tanti si sono ritratti con pennello e tavolozza in mano per promuovere il loro lavoro; altri ancora hanno invece esplorato il potenziale camaleontico del genere e trovato infinite possibilità di gioco, di nascondimento, di mascheramento e trasformazione.

 

Grande spazio viene dato nel volume alle artiste donne, che dell’autoritratto spesso hanno fatto un simbolo di espressione della condizione femminile e una rivendicazione delle proprie capacità. Nate in un contesto prettamente patriarcale, dove l’azione artistica era ad uso esclusivo dell’uomo, Artemisia Gentileschi e Sofonisba Anguissola attraverso l’autoritratto trovano la libertà di esplorare i temi dell’identità e del genere: la prima esprimendo con la pittura il suo ruolo di donna vincente, la seconda sfruttando la propria intelligenza per compiere sottili trasgressioni. Dorothea Tanning giocando con i simbolismi e gli scenari onirici della sua opera si impone a tutti gli effetti nel panorama del surrealismo, mettendosi sullo stesso piano dei suoi colleghi uomini. Zanele Muholi, giovane artista sudafricana - il cui autoritratto è anche la copertina del libro - usa la fotografia per parlare di attivismo politico e sostegno alle minoranze: grazie alle tecniche di postproduzione intensifica il nero della propria pelle, celebrandone la bellezza in risposta ai media generalisti che cercano invece di schiarire i corpi neri.

 

In un’epoca che si interroga più che mai sulle nozioni di identità personale, il libro approfondisce la questione centrale del perché gli artisti ritornino più e più volte all’autoritratto, illustrando come questo genere riesca a rivelare i volti mutevoli dell’individualità e dell’egoismo.

Frida Kahlo, Autoritratto con collana di spine e colibrì, 1940, Olio su tela, 61,2 x 47 cm Harry Ransom Center, Austin, Texas  Photo Album/Scala, Florence . © Banco de México Diego Rivera Frida Kahlo Museums Trust, Mexico, D.F./DACS 2021
Egon Schiele, Autoritratto con dita aperte, 1911,  Matita e gouache, evidenziate in bianco, su carta,  28 x 52,5 cm, Leopold Museum, Vienna   Photo Art Collection 2/Alamy Stock Photo

Il MACTE – Museo di Arte Contemporanea di Termoli presenta

 

 

ARCHIVI VIVI

Incontro digitale con Maria Giovanna Mancini e Francesca Zanella

 

martedì 9 Marzo 2021

dalle 18.30 alle 20.00

online su zoom

 

Mentre il Museo MACTE prepara la mostra della LXII edizione del Premio Termoli, presenta in streaming un incontro pubblico con due storiche dell'arte italiane dove si parlerà di metodologie che sottendono, sostengono e costituiscono archivi di oggetti contemporanei.

 

Francesca Zanella, già Presidente del Centro Studi e Archivio della Comunicazione (CSAC) dell'Università di Parma, fondato come centro di ricerca nel 1968 da Arturo Carlo Quintavalle, condividerà esempi di processi e ricerche, oltre che di esposizioni, che hanno animato la relazione tra museo e archivio, attingendo a una raccolta di circa 12 milioni di pezzi tra arte, fotografia, architettura, design, moda e grafica.

 

Maria Giovanna Mancini esporrà alcune linee di ricerca teorica di cui si sta occupando, in particolare un'indagine sulla tensione tra identità territoriale italiana e storia dell'arte globale che trova spazio anche nella dimensione espansa del digitale.

 

Insieme a Caterina Riva, Direttrice del MACTE, si discuterà delle criticità che incontra un museo come il Museo di Arte Contemporanea di Termoli: dalla relazione con un territorio, al dialogo con pubblici vicini e lontani, all'accessibilità della storia e della collezione del Premio Termoli.

 

Per seguire l'incontro è necessario registrarsi all'indirizzo info@fondazionemacte.com

mercoledì 3 marzo 2021

La natura dal campo alla tavola Storia delle eccellenze italiane: col cavolo che rinuncio al .. cavolo

 





Si parla di cavoli delle diverse cultivar nel quarto appuntamento di incontri “La natura dal campo alla tavola. Storia delle eccellenze italiane”, evento trasmesso in diretta da 7Gold a Rimini con alcuni protagonisti del settore, dalla produzione al retail, dalla ricerca alla comunicazione.

 

Bellaria Igea Marina (RN), 03.03.2021. "Col cavolo che rinuncio al... cavolo": è il titolo della trasmissione promossa da SIPO che ha portato in tv e on-line a livello nazionale tutti i successi che questa famiglia di verdure delle brassiche (cavoli, cavolfiori, broccoli, verze, cavolini di Bruxelles) ha ottenuto negli ultimi anni. La trasmissione è andata in onda sul circuito 7Gold nel nord Italia e trasmessa in diretta anche sulla pagina Facebook di SIPO Sapori del mio Orto: la platea di telespettatori nella fascia oraria ha superato quota 20mila e anche sul web la visibilità è stata la più alta fra tutte le puntate della serie Dal campo alla tavola. Storia delle eccellenze italiane.

 

Alla trasmissione, condotta dal giornalista di FreshPlaza Cristiano Riciputi, hanno partecipato Massimiliano Ceccarini, General manager di SIPO, Giampaolo Ferri, Responsabile ortofrutta di Coop Alleanza 3.0, Andrea Tarozzi, docente di farmacologia all'Università di Bologna e Massimo Della Pasqua, responsabile tecnico di Bejo. In collegamento video anche Sandro Colombi, Managing Director di Lamboseeds e Lisa Fontana, food & wine expert, che ha fornito alcuni suggerimenti per preparare ricette gourmet a base cavoli.

 

“I prodotti più performanti in casa SIPO in questa stagione sono il cavolo nero e i cavoletti di Bruxelles, che sono tornati ultimamente di gran moda per le  loro proprietà nutraceutiche. Su questi prodotti - ha sottolineato Massimiliano Ceccarini - abbiamo impostato un piano di produzione in Emilia Romagna, Puglia, Campania e Toscana in modo da garantire la continuità delle forniture ai nostri clienti da fine settembre a metà maggio.  Le verdure sono disponibili sia sfuse come prima gamma che confezionate in flow pack; inolte, oltre al cavolo cappuccio, al cavolo verza e ai broccoli, stiamo collaborando con l’azienda sementiera Beyo per raccogliere in Italia in determinate aree geografiche anche i cavolini di Bruxelles,  che in prevalenza provengono oggi da Belgio e Olanda”.

 

"Da almeno tre anni le performance delle brassiche - ha dichiarato Giampaolo Ferri - sono in crescita. Gli aumenti sono a doppia cifra, anche grazie alla destagionalizzazione: fino a qualche anno fa la produzione, e il consumo, erano limitati al periodo invernale, mentre oggi coprono quasi tutto l'anno".

 

"I cavolfiori vengono coltivati dal Trentino alla Sicilia, in differenti periodi dell'anno. Questo a testimonianza che alcune brassiche sono trasversali dal punto di vista della zona di produzione. Altre invece sono coltivate per lo più in alcune regioni: ad esempio il cavolo rapa è molto diffuso fra le aziende agricole specializzate di Campania e Lazio. Lo scopo delle ditte sementiere, e Bejo è in prima linea in questo, è quello di selezionare varietà adatte ai diversi territori e con resistenze alle malattie, in modo da limitare al massimo i trattamenti fitosanitari" - ha precisato Massimo Della Pasqua.

 

"Le brassiche sono delle superstar, in fatto di caratteristiche nutrizionali - ha spiegato Andrea Tarozzi, docente di farmacologia all'Università di Bologna - ad esempio per le loro caratteristiche antiossidanti indirette, vale a dire che proseguono ben oltre l'atto del consumo. Poi, grazie ai composti solforati, sono utili come detossificanti per fegato e polmoni, e per abbassare i rischi di patologie cardiovascolari"

 

Potete seguire il webinar sul canale Facebook di SIPO

https://www.facebook.com/416933095068136/videos/444045643569897


Nasce AUDIOVISIVA la nuova piattaforma streaming on demand dove scoprire i migliori documentari sui protagonisti della cultura italiana.

 

Da Marisa Merz a Gianni Berengo Gardin, da Carlo Scarpa a Michele De Lucchi, da Lina Bo Bardi a Luchino Visconti e tanti altri ancora: cuore del progetto è l’incontro con le figure chiave del XX e XXI secolo e le loro storie iconiche, con artisti, architetti, designer, fotografi, registi, musicisti, per portare la cultura italiana nel mondo attraverso l’audiovisivo.

 

www.audiovisiva.org

 


 
 

Genius loci, Riccardo De Cal, Italia, 2014, 30'

Milano, 3 marzo 2021 – Quei bellissimi documentari premiati ai festival, programmati solo per un giorno al cinema, scoperti per caso a tarda notte nel palinsesto tv, o ancora intravisti in una mostra….che fine fanno? E come si possono rivedere?

 

È online Audiovisiva, la nuova piattaforma streaming on demand - audiovisiva.org - che riunisce e rende disponibile una selezione curata dei migliori documentari sui protagonisti della cultura italiana del XX e XXI secolo. Il centro dei film è l’incontro con architettidesignerartistifotografiregistimusicisti, che danno voce a storie iconiche, aneddoti, racconti di vita e progetti da scoprire all’interno di una Wunderkammer digitale.

 

Audiovisiva rappresenta un modello innovativo di fruizione culturale con l’obiettivo di promuovere la cultura italiana nel mondo attraverso l’uso del documentario.

La piattaforma unisce infatti una forte vocazione culturale, che fa perno su ricerca e curatela dei contenuti, alle migliori tecnologie digitali disponibili oggi per la fruizione dell’audiovisivo, a una distribuzione multicanale sui mercati internazionali, volta tra l’altro a favorire anche in Italia la nascita di un nuovo modello per l’utilizzo dell’audiovisivo a uso educational, per la didattica e la ricerca. Audiovisiva si propone in questo modo di dare la più ampia diffusione e accessibilità legale, tecnologica e linguistica a un patrimonio fino a oggi fortemente frammentato, poco fruibile e valorizzato, sostenendo allo stesso tempo la filiera creativa e produttiva del documentario culturale in una logica di ritorno e circolarità.

 

A partire da una library liberamente consultabile di oltre 300 documentari, la piattaforma dà per la prima volta una visione complessiva del patrimonio documentario non fiction esistente sulla cultura italiana, rendendo via via accessibili online film che prima non erano disponibili, catalogati per nome del protagonista o per ambito di riferimento - artearchitettura e designfotografiafilm sui film. Ricercatori, professionisti, curatori museali, appassionati, curiosi, docenti e studenti hanno così a disposizione una mappa inedita per immergersi nella cultura italiana, a partire dalle sue figure chiave per esplorare connessioni inaspettate.

 

Fondata da Francisca Parrino, Alessandra de Antonellis e Barbara Carneglia come Impresa sociale grazie al sostegno di Fondazione Cariplo, che l’ha selezionata fra le più interessanti start up innovative del panorama culturale, oggi Audiovisiva è l’unica realtà italiana ammessa quale membro di Eurovod, il network delle piattaforme VOD europee indipendenti, e il primo aggregatore italiano per la piattaforma educational Kanopy.

 

È un progetto culturale di sistema che coinvolge sia gli attori dell’audiovisivo, sia archivi, fondazioni, festival di settore, musei, rappresentando un’inedita modalità di fruizione culturale per l’utente e una nuova opportunità di visibilità, distribuzione e contatto con il pubblico per il sistema di produzione del documentario.

 

“Audiovisiva nasce dalla nostra passione per la cultura italiana e dalla volontà di allargarne la fruizione attraverso il film documentario” afferma Francisca Parrino, Presidente di Audiovisiva. “Per questo abbiamo voluto realizzare una piattaforma curata, senza rumore di fondo e distrazioni, proponendo la nostra ricerca a studenti, docenti, professionisti, curiosi e appassionati che vogliano esplorare le sorprendenti connessioni e geografie culturali che il patrimonio audiovisivo può offrire”.


 
 


I primi documentari disponibili in streaming

 

Storie piccole o grandi, ma sempre capaci di ispirarci. C’è solo l’imbarazzo della scelta tra i primi titoli disponibili on demand, da una raccolta inedita di documentari sui progetti di restauro di Carlo Scarpa, al pluripremiato film di Francesco Clerici girato nella storica Fonderia Battaglia di Milano durante la realizzazione delle sculture in bronzo di Velasco Vitali. È possibile lasciarsi incantare dal progetto visionario di Lina Bo Bardi a Bahia o fare un salto dall’altro lato dell’oceano con il racconto di Arturo di Modica, l’artista italiano che si cela dietro la statua del famoso toro che svetta a Wall Street. Ascoltare i maestri della fotografia che da Gabriele Basilico a Gianni Berengo Gardin ci svelano i loro diversi approcci all’immagine o immaginare nuove connessioni tra il grande Fortunato Depero, raccontato nel montaggio sincopato di Nello Correale, e i progetti di Alessandro Mendini o Mario Botta. E ancora, riscoprire il capolavoro di Alvar Aalto a Riola per tanti anni dimenticato o perdersi tra le storie di artisti che hanno scelto l’Italia come paese del cuore, da Cy Twombly a Chet Baker.

 

Cosa scegliere tra un’incursione nelle case dove vivono Massimiliano e Doriana Fuksas o Mario Bellini e l’incanto di una seicentesca fornace nella campagna vicentina che fa da sfondo al lavoro di Alessio Tasca, ceramista che con i suoi piatti graffiti si fa notare da Gio Ponti, che lo porta alla Triennale di Milano nel 1951 e l’anno successivo a soli 23 anni alla sua prima Biennale di Venezia? Per molti sarà una vera scoperta. Guardare un film su Michele de Lucchi o sul Design Radicale. Ascoltare la voce fuori dal coro di Lisetta Carmi, conoscere la schiva Marisa Merz raccontata dai suoi amici ripercorrendo i primi esperimenti dell’Arte Povera dalla cucina di casa sua a Torino oppure immergersi nel paesaggio in cui mette radici l’azione artistica di Giuseppe Penone. E poi ancora Piero Manzoni, con Milano e l’iconico bar Giamaica, Fabio Mauri tra opere politiche e performance o il ritratto di Michelangelo Pistoletto a Cittadellarte firmato da Daniele Segre. 

 

Non mancano tre chicche per gli amanti del cinema, i dietro le quinte dei set di Luchino Visconti nelle preziose fotografie di scena di Mario Tursi o Giuliano Montaldo che racconta di come per la colonna sonora di Sacco e Vanzetti è riuscito a mettere insieme la Baez e Morricone che in poche ore hanno registrato la ballata diventata manifesto di un'intera generazione. Ancora musica nell’incanto della voce potente di Rosa Balistreri, l’Amalia Rodriguez siciliana. E infine, la sorprendente storia della Panaria Film, nel racconto di Francesco Alliata, uno dei fondatori della piccola casa di produzione siciliana al centro dello scandalo più famoso del dopoguerra, tra Hollywood, Roma e le isole Eolie: la famosa guerra dei vulcani e i suoi divini protagonisti Rossellini, Anna Magnani e Ingrid Bergman.

 
 

Il gesto delle mani, Francesco Clerici, Italia, 2015, 77'

Una distribuzione multicanale wordwide

 

Per massimizzare la possibilità di accesso ai documentari da parte degli utenti in tutto il mondo, Audiovisiva propone un modello di distribuzione multicanale senza restrizioni territoriali: i film presenti nel catalogo sono accessibili, a seconda dei casi, attraverso lo store di Audiovisiva oppure attraverso piattaforme terze come iTunes, Google Play, Amazon Video (solo per US, UK), Vimeo on demand, Kanopy.

In particolare, sul modello di alcune grandi piattaforme internazionali, Audiovisiva offre anche un servizio di streaming educational specificamente pensato per scuole e università, che possono acquistare pacchetti di accessi da offrire ai propri studenti e docenti per vedere gratuitamente i film selezionati attraverso un codice coupon dedicato con fruizione individuale, per poi ad esempio discuterli in aula e approfondire alcuni ambiti trattati. Una proposta già molto utilizzata all’estero, che Audiovisiva vuole portare anche in Italia in scuole e università.

 

Un modello circolare per l’audiovisivo

 

Obiettivo di Audiovisiva è diffondere il documentario culturale, sostenendone la filiera creativa.

Per questo abbiamo costruito un sistema di distribuzione delle opere pensato per dare allo stesso tempo visibilità e sostegno a chi le ha prodotte. La nostra strategia mira a dare un ritorno equo per il lavoro di chi - con scrittura, riprese, montaggio e infinita passione - documenta, conserva e trasmette la nostra storia culturale, di inestimabile valore. Un valore che Audiovisiva non cerca solo nei documentari pluripremiati, ma anche in quelli che, pur non avendo avuto il successo e la vetrina di festival internazionali, rappresentano parimenti un contributo indispensabile alla ricerca e alla pluralità di voci. Per questo, nel caso di documentari a pagamento, i proventi delle vendite sono diretti per la maggior parte a sostegno della filiera creativa e produttiva. In particolare, il 70% del prezzo pagato per vedere i film tramite lo store di Audiovisiva è destinato a chi detiene i diritti dell’opera (nella maggior parte dei casi il regista, trattandosi di produzioni indipendenti). Il restante 30% rimane ad Audiovisiva per sostenere i costi della piattaforma e del lavoro necessario ad alimentarla.

 

Come funziona la piattaforma

 

Attraverso la piattaforma online www.audiovisiva.org, dotata di una interfaccia semplice e intuitiva, è possibile consultare liberamente la digital library con oltre 300 documentari, che vengono via via resi disponibili per la visione. A ogni protagonista corrisponde una selezione di film, suddivisi anche per sezioni tematiche - arte, architettura e design, fotografia, film sui film.

singoli film possono essere noleggiati o acquistati senza bisogno di sottoscrivere alcun abbonamento e, in alcuni casi, sono visibili gratuitamente. A questi si aggiunge l’opzione streaming educational per scuole e università.

Dalla digital library è possibile inoltre attivare la funzione ‘My Collection’ creando collezioni personali a cui aggiungere o togliere film. Uno strumento utile anche per segnalare eventuali film di interesse. Infatti l’utente che desidera vedere un documentario ancora non disponibile, può comunque inserirlo nella propria collezione. In questo modo permetterà di individuare i film più richiesti che Audiovisiva cercherà di acquisire e mettere online fra i primi. 

 
 

Gli angeli nascosti di Luchino Visconti, Silvia Giulietti, Italia, 2007, 54'. Ph. Mario Tursi

Audiovisiva

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TENUTA ALOIS LAGEDER: DALLA DOC ALTO ADIGE SI PASSA ALL’IGT VIGNETI DELLE DOLOMITI

 

LA NUOVA ANNATA DEL VINO ICONICO, IL LÖWENGANG CHARDONNAY, SARA’ LA PRIMA AD ARRIVARE SUL MERCATO IN QUESTA NUOVA VERSIONE. A SEGUIRE TUTTI I VINI DELLE LINEE “CAPOLAVORI” E “COMPOSIZIONI”

 

 

Magrè, Marzo 2021. Anno nuovo, cambiamenti in arrivo! Le nuove annate dei vini delle linee “Capolavori" e "Composizioni" della Tenuta Alois Lageder - in commercio nei prossimi mesi - passano dalla DOC Alto Adige alla IGT Vigneti delle Dolomiti. "La decisione non arriva all'improvviso per noi. Negli ultimi anni abbiamo avuto molti colloqui costruttivi con il Consorzio Vino Alto Adige e la Camera di Commercio di Bolzano. Nel corso del processo, abbiamo scoperto di avere idee diverse in alcuni punti essenziali, sia in viticoltura sia in vinificazione", dice Alois Clemens Lageder sottolineando che “Freschezza, tensione e finezza corrispondono esattamente alla cifra stilistica della nostra cantina”.

 

L'Azienda è infatti sempre alla ricerca di vini che rispondano a queste caratteristiche e che sappiano stupire per la loro “vivacità”. Negli ultimi anni, le uve hanno raggiunto una maturazione aromatica precoce mantenendo bassi i livelli di zucchero e una buona acidità. "Questo ci permette di vendemmiare prima e di produrre vini caratterizzati da una notevole complessità grazie alla diversità aromatica e alla loro tensione, mantenendo bassi i livelli alcolici", aggiunge Lageder.

Quando è nata la Denominazione, nel 1963, prevalevano di certo condizioni generali diverse ma il bello della Natura, da sempre “interlocutore” prezioso dell’Azienda, è che è in continua evoluzione e ad essa la Tenuta si vuole adeguare con questa scelta; la DOC definisce le zone di coltivazione e il regolamento che deve seguire il produttore anche sulle varietà di uva e su parametri come i valori di zucchero e alcol. "In particolare, per quanto riguarda il limite inferiore alcolico, ci manca il margine di manovra: se è possibile produrre vini pesanti a 15,5° alcolici nella DOC, allora dovrebbe essere consentito produrre anche vini con bassi valori alcolici. Soprattutto nel clima mutevole, questo è ancora più sfidante", racconta Alois Clemens Lageder.

 

 

L'azienda vorrebbe avere più gioco nella manovra anche in altri punti della classificazione DOC. "Proprio a causa del cambiamento climatico, dobbiamo essere aperti e percorrere nuove strade per poter enfatizzare la vivacità, la freschezza e la precisione dei nostri vini anche in futuro", aggiunge Helena Lageder. Le possibilità di reagire al riscaldamento globale sono, ad esempio, la coltivazione ad altitudini più elevate o di nuovi vitigni, altri metodi di vinificazione e nuove stilistiche. “Per questo vorremmo la libertà necessaria per tutti i viticoltori e per noi”, specifica Helena Lageder.

Nonostante i vini della linea "Capolavori" e della linea "Composizioni" passino all’IGT Vigneti delle Dolomiti l'origine delle uve rimane invariata e provengono sempre esclusivamente da vigneti dell'Alto Adige. I vini della linea "Vitigni Classici" rimangono invece nella classificazione della DOC.

 

La cantina vorrebbe continuare a sviluppare le condizioni della DOC insieme al Consorzio in futuro, anche per questo Alois Clemens Lageder siede nel consiglio di amministrazione.

"Per il Consorzio Vini Alto Adige, la protezione della DOC ha la massima priorità, poiché si tratta di tradizione, origine, tipicità e qualità dei nostri vini", dice Eduard Bernhart, direttore del Consorzio Vini Alto Adige. "Come associazione di tutti gli attori centrali dell'industria vinicola altoatesina, seguiamo con grande attenzione le tendenze, i processi e altri temi, come i valori alcolici più bassi. Tuttavia, è chiaro che il consorzio è anche l'interfaccia delle istituzioni, quindi deve tenere d'occhio i tempi tecnici così come le condizioni legali, per esempio quando si tratta della revisione dei regolamenti di produzione". "Vogliamo assolutamente portare avanti il nostro confronto con il Consorzio, sicuramente alcune linee guida potranno essere modificate solo nel tempo ma non vediamo l'ora di contribuire a dare forma a questo percorso insieme e ci piace immaginare che tutti i nostri vini tornino alla denominazione d'origine Alto Adige in un futuro non troppo lontano", conclude Lageder.