mercoledì 2 marzo 2022

La natura dal campo alla tavola - Storia delle eccellenze italiane Ci sono funghi … e funghi

 





Si parla di funghi nel secondo appuntamento del format TV e social “La natura dal campo alla tavola. Storia delle eccellenze italiane”, la trasmissione trasmessa in diretta dagli studi di 7Gold a Rimini con alcuni protagonisti del settore, dalla produzione al retail, dalla ricerca alla comunicazione.

 

Bellaria Igea Marina (RN), 02.03.2022. SIPO ha realizzato la seconda puntata della seconda stagione del format TV e social La Natura dal Campo alla Tavola - Storia delle eccellenze italiane. Tema al centro della tramissione sono stati i funghi, che possono sembrare banali e scontati ma nascondono dei segreti che durante la tramissione sono stati svelati grazie agli interventi degli ospiti in studio Gianpaolo Ferri, esperto del settore ortofrutticolo, Massimo Longo, micologo, e amministratore unico di Agritechno, Andrea Tarozzi,  Professore ordinario dell'Università di Bologna - Dipartimento di Scienze per la qualità della vita, Massimiliano Ceccarini, General Manager di SIPO e ai collegamenti esterni con i contributi dell'esperta food & wine Lisa Fontana, dello chef del Grand Hotel di Rimini Claudio Di Bernardo, di Oriano Borghi, titolare dell’azienda Funghi Valentina e di Elisa Monticelli, Marketing Manager di SIPO che ha sottolineato l’importanza del packaging sostenibile.

 

Le tipologie di funghi freschi più consumate in Italia sono porcini e prataioli (detti anche Champignon) seguiti da finferli, pioppini, pleurotus e shitake.  Almeno l’80% dei funghi spontanei  venduti in Italia proviene dall’estero, in particolare dai Paesi dell'Europa orientale, mentre i funghi coltivati sono prevalentemente italiani anche se i principali produttori europei si trovano in Polonia e Olanda. La fungicoltura è un settore antico, infatti i primi ad occuparsene furono immigrati di ritorno dalle Americhe che impiantavano le spore in favolose caverne, ormai da tempo abbandonate in quanto poco economiche. Una fungaia richiede investimenti notevoli: dal substrato, cioè il letto dove nascono i funghi allle celle coibentate dove si riproducono le condizioni favorevoli di temperatura, aria, luce ed umidità. Quella dei funghi inoltre è una filiera corta: dopo la raccolta vengono selezionati, sgambati, eventualmente tagliati e lavati e poi confezionati per essere spediti nei punti vendita, il tutto in 24-48 ore.

 

Il trend di consumo degli ultimi anni è molto positivo, sia per i funghi coltivati che per quelli spontanei, grazie ad un’offerta nei punti vendita molto più segmentata e allargata rispetto al passato. “Complice la pandemia iniziata nel 2020 e il maggior tempo passato in casa nel dilettarsi con varie ricette in cucina, anche i funghi hanno visto un notevole incremento delle vendite - ha sottolineato Elisa Monticelli di SIPO. “E’ una categoria che cresce anno su anno anche grazie alle caratteristiche nutrizionali dei funghi e al loro apporto alla dieta alimentare” - ha precisato Andrea Tarozzi. “Dal punto di vista del mercato - ha aggiunto Ceccarini di SIPO - le vendite della nostra linea di funghi ricettati e mono-ingrediente Sapori del mio Orto sono molto positive, grazie alla profondità di gamma e al packaging informativo, con un alto contenuto di servizio per il consumatore”. Anche Ferri ha sottolineato l’importanza del corretto confezionamento dei funghi e della revisione dei packaging che guidano i consumatori verso una corretta destinazione d’uso e modalità di consumo dei funghi. Infine Longo ha ricordato che i funghi, anche se dal punto di vista nutrizionale vengono considerati come verdure o ortaggi, appartengono a un regno a sè stante, quello dei “Fungi o Mycetae”, sottolineando l’importanza del substrato del terreno e delle tecniche di coltivazione, come emerso dal contributo video in esterna dall’azienda Funghi Valentina.

 

Durante la trasmissione sono state realizzate inoltre due ricette dello chef Di Bernardo dalla prestigiosa location del Grand Hotel di Rimini mentre Lisa Fontana con la sua rubrica “Esperienze di Gusto” ha suggerito i migliori abbinamenti dei funghi e le loro modalità di utilizzo in cucina.

 

SIPO da appuntamento ai telespettatori alla prossima puntata dal titolo “Le nostre radici che andrà in onda sabato 12 marzo su 7Gold in diretta per le regioni della Liguria, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Sicilia e ringrazia gli sponsor della tramissione: l’azienda vinicola Case Marcosanti per la selezione di vini, AlvaPack produttore di film per il confezionamento, Nespak, produttore di contenitori per ortofrutta ed Etichettificio Vignoli, produttore di etichette per l’identificazione dei prodotti.

 

Potete seguire la trasmissione integrale sul canale Facebook di SIPO

https://www.facebook.com/siposaporidelmioorto/videos/712498786578879


martedì 1 marzo 2022

Il Prosecco col Fondo, un modernissimo vino antico

 



Il Prosecco è un vino che non cessa di stupire: accanto ai tipi più comuni: Doc, Docg, è recentemente tornato di moda il tipo “con fondo” o, come dicono i raffinati, “sur lie”.

Si tratta di una preziosa testimonianza dell’antica tradizione contadina delle campagne venete, in cui la spumantizzazione è ottenuta mediante il processo tradizionale della rifermentazione, che non prevede l’uso di macchinari moderni e piace a chi non ama il solito Prosecco.

Il vino in questo modo ha più corpo, odori meno “finti” e bollicine meno invadenti. La vinificazione avviene in questo caso senza solfiti aggiunti e la fermentazione naturale, che lo rende frizzante, nasce in bottiglia. La presenza dei lieviti naturali è rivelata dal cosiddetto “fondo”: i lieviti sedimentati all’interno della bottiglia si depositano sul fondo, dando così vita ad un vino unico.

Il vino può successivamente essere decantato per separarne il fondo, facendo così apprezzare la limpidezza del vino, oppure servito direttamente “col fondo” per mantenere le caratteristiche aromatiche, dato che i sedimenti donano fragranti sentori di crosta di pane.


Gianluigi Pagano


Due parole ......

Accanto alle versioni più comuni c’è il Prosecco col fondo, o sur lie (o colfondo), cioè rifermentato in bottiglia e senza sboccatura, quindi torbido. Si tratta insomma della preziosa testimonianza dell’antica tradizione contadina delle campagne venete, quando i macchinari per la spumantizzazione non erano ancora stati introdotti. Caso vuole che la tipologia sia caduta in disgrazia, relegata all’economia domestica, salvo poi essere valorizzata da pochi storici e qualche produttore nuovo. 

Il Prosecco colfondo piace a chi non ama il solito Prosecco, è un fatto: ha più corpo, odori meno finti e bollicine meno invadenti. Sto parlando delle migliori versioni, evidentemente. E quando parlo di odori finti non facciamo gli gnorri, quella “col fondo” è la versione del Prosecco Classico, ottenuta mediante il processo tradizionale delle rifermentazione che non prevede l’uso di macchinari moderni. 

 Sur Lie, termine francese tradotto con l’italiano “col fondo”, significa letteralmente “sopra lo sporco” ovvero “sopra i lieviti”, particolare che connota questo tipo di vino. A distinguere il Prosecco sono la vinificazione che avviene senza solfiti aggiunti e la fermentazione naturale in bottiglia che lo rende frizzante. La presenza dei lieviti naturali denota il cosiddetto “fondo”: i lieviti sedimentati all’interno della bottiglia si poggiano sul fondo, dando così vita ad un vino unico. Il vino frizzante bianco può essere decantato per separarne il fondo, apprezzandone così la limpidezza, oppure servito direttamente “col fondo” per mantenere le caratteristiche aromatiche. Infine, i sedimenti donano fragranti sentori di crosta di pane.

Questo Prosecco presenta con un colore quasi torbido e con presenza di sedimenti; la bollicina è leggera, gli odori fragranti richiamano la presenza dei lieviti e il sorso è sempre fresco, vivace, fragrante e beverino

Il Prosecco col fondo, eventualmente identificato anche con l’appellativo francese ‘sur lie’, è una variante frizzante prodotta a partire da uve Glera rispettando il processo tradizionale della rifermentazione in bottiglia. L’indicazione ‘col fondo’ si riferisce quindi alle fecce fini presenti all’interno della bottiglia, costituite dai lieviti sedimentati che non vengono rimossi tramite sfecciatura o sboccatura..

Un prodotto che riporta alla memoria la tradizione contadina di consumare il Prosecco col fondo a tutto pasto. Conserva il naturale deposito di lieviti, mostrandosi nel calice lievemente velato, con bollicine fini e delicate. Asciutto, fresco e sapido, al naso, oltre ai tipici caratteri varietali di mela e pera ben evidenti, ha sentori di litchi, pesca bianca, caprifoglio, menta bianca.


La Via della Pizza : la Pizzeria Tre Stelle a Ogliano, nelle colline di Conegliano


 

Quando percorro la strada che unisce la località di Ogliano al centro di Conegliano, ogni volta non manco di farmi coinvolgere emozionalmente dalla bellezza del paesaggio collinare.

Si dirà, ci vuole poco.

E,invece, non è vero.

Il paesaggio è fatto di natura, cultura e persone.

Il motivo delle nostre visite a Ogliano ha un nome preciso : il ristorante pizzeria Tre Stelle.


La famiglia ha origine dalla Costiera Amalfitana, luogo, anch'esso, di bellezze e gusto senza pari.

Lo spostamento del locale dal centro di Conegliano alle colline, lo ha in un certo senso impreziosito, andando a valorizzare le risorse umane e professionali della famiglia.


"Il nostro locale – ci racconta Sara -, offre un ricco menù di oltre quaranta pizze rigorosamente stese a mano e cotte al forno a legna, come da antica tradizione. "


Così in un giorno qualsiasi, abbiamo avuto il piacere di degustare una pizza napoletana d'altri tempi,

semplicemente indescrivibile.


"La pizza napoletana- osserva Sara-, dalla pasta morbida e sottile, è la versione della pizza tonda preparata nella città di Napoli. Dal 5 febbraio 2010 è ufficialmente riconosciuta come Specialità tradizionale garantita (STG) dell'Unione europea e nel 2017 l'arte del pizzaiuolo napoletano, di cui la pizza napoletana è prodotto tangibile, è stata dichiarata dall'UNESCO come patrimonio immateriale dell'umanità."


La nostra cucina offre inoltre insalatone, piatti veloci, carni e diversi tipi di vino della zona rinomata Prosecco DOCG Conegliano/Valdobbiadene. "


Mi confesso : alla Pizzeria Tre Stelle vengo anche per degustare gli spaghetti aglio olio e peperoncino.

"La pasta aglio, olio e peperoncino è un primo piatto tipico della città di Napoli, una ricetta facilissima, veloce e gustosa, ma che va fatta sempre a regola d’arte, poichè l’insidia delle dosi sbagliate degli ingredienti è sempre dietro l’angolo. Per realizzare gli spaghetti aglio, olio e peperoncino occorrono pochi ingredienti ma devono essere tutti di ottima qualità, a cominciare dall’olio che è il protagonista della ricetta. Le dosi di peperoncino e aglio sono importantissime, e vanno calibrate correttamente anche in base ai nostri gusti. La pasta deve essere saporita perché altrimenti sarebbe solo bollita, ma non deve neanche diventare immangiabile.

La pasta con aglio, olio e peperoncino è un piatto popolare e molto povero, ma anche saporito, e veniva preparata spesso per sfamare le famiglie nei periodi più complicati, e in cui entrava poco denaro.Un piatto buono e dal sapore inconfondibile, impreziosito anche con un tocco di colore dato da peperoncino e prezzemolo."


Derthona 2020, la novità di Fontanafredda che punta alla valorizzazione del vitigno autoctono dei Colli Tortonesi, denominazione più importante tra i bianchi piemontesi.

 



Con il Derthona 2020 Fontanafredda ha voluto inserire tra i propri segni distintivi, i caseggiati reali, un vitigno autoctono, denominazione più importante tra i bianchi piemontesi. Il nuovo vino si caratterizza per un fascino floreale di grande eleganza e potenza, nonché di grande mineralità, riprendendo nel design tutti i tratti distintivi dell’origine, della provenienza e del savoir-faire di Fontanafredda.
 
Serralunga d’Alba (CN), 
1° marzo 2022 – Fontanafredda presenta il Derthona 2020, la novità con cui la storica realtà vitivinicola di Serralunga d’Alba, produttrice di Barolo e dei grandi vini delle Langhe, inserisce, tra i propri segni distintivi, la denominazione più importante tra i vini bianchi piemontesi ed afferma l’importanza della valorizzazione dei vitigni autoctoni.

Ottenuto dall’antica varietà di uve dei Colli Tortonesi, il “Barolo dei bianchi” di Fontanafredda è caratterizzato da un fascino floreale di grande eleganza e potenza, nonché di grande mineralità. Dal colore giallo paglierino intenso con riflessi verdognoli, consistente e limpido, il Derthona 2020 rivela al naso un bouquet aromatico che ricorda i frutti esotici e la frutta a polpa bianca. In bocca è piacevolmente fresco, avvolgente ed armonico, con una lunga persistenza gustativa. Ottimo come aperitivo e in accompagnamento ai primi di mare, si sposa perfettamente con formaggi stagionati e pietanze dai sapori intensi.

Se il Serralunga è da considerarsi il vino più iconico dei rossi di Fontanafredda, per i bianchi il primo candidato è il Derthona. Un vino che rappresenta anche il ruolo sociale che Fontanafredda ha voluto assumere nei colli tortonesi e l’impegno ad investire nel territorio per contribuire a mantenere un livello alto di questo vino.

BUILDING in occasione della mostra On the Wall presenta il talk La pittura oltre il concettuale Giovedì 3 marzo 2022, ore 18.00

 

Castelfeder celebra i 30 anni di produzione di Burgum Novum e presenta Kreuzweg il nuovo Chardonnay “Family Reserve”, punta della piramide qualitativa di Castelfeder.

 



Il nuovo vino impreziosisce ulteriormente i vini di punta dell’azienda: si tratta di Kreuzweg, Chardonnay Riserva autentico che rappresenta al meglio il suo terroir ed è la massima espressione della qualità che da oltre 50 anni caratterizza l’azienda vitivinicola altoatesina.
 
 
Egna (BZ), 1 marzo 2022 - Una realtà che vanta oltre cinquant’anni di storia quella di Castelfeder, cantina vitivinicola altoatesina che ha saputo unire alla tutela delle tradizioni, orgogliosamente custodite e trasmesse di generazione in generazione, la giusta dose di modernità al fine di ottenere vini sempre più pregiati.  L’occasione dei festeggiamenti delle 30 annate di Burgum Novum, linea eccellenza di Castelfeder fondata da papà Günther Giovanett nel 1989, determina il passaggio ai figli Ines e Ivan affinché diano la loro impronta nella storia aziendale.
 
Family Reserve, ossia Riserva di famiglia, è la nuova punta della piramide qualitativa di Castelfeder e andrà a evidenziare i Cru storici della famiglia nelle annate migliori. Il primo vino è Kreuzweg, uno Chardonnay Riserva che deriva dall´omonimo Cru, nel cuore della produzione del paese di Magrè, storicamente prodotto nella migliore zona per questa varietà in Alto Adige. In edizione limitata di sole 1.400 bottiglie, è il meglio di cinque parcelle di Chardonnay all’interno del Cru che godono di un perfetto microclima, situate in una posizione unica dove la varietà riflette al meglio le caratteristiche del terroir.
 
Il Cru Kreuzweg eredita il nome dal crocevia creatosi dall’intersezione delle strade storiche del paese (la strada del vino e quella centrale del paese di Magrè) che attraversano i vigneti in verticale e orizzontale. Le sue uve provengono dal sito di Chardonnay più rinomato dell’Alto Adige dove il suolo magrissimo è caratterizzato da roccia dolomitica e ricco di calcare. Le piante devono radicare molto più in profondità che in tutti gli altri vigneti per recuperare sostanze organiche, fattore che conferisce al vino una fortissima mineralità. Kreuzweg è particolarmente significativo per Castefeder in quanto rappresenta il risultato di molti anni di ricerche e di prove di vinificazione susseguitesi su piccole quantità di vino per ottenere il miglior risultato sperato. Un vino che riflette appieno le peculiarità del terroir e che si rivela minerale ed espressivo grazie al terreno dolomitico, ma anche al microclima unico: le uve di questo Chardonnay, infatti, sono costantemente esposte al calore del sole anche dopo il suo calare, grazie alle pareti rocciose del massiccio del Fenneberg che emanano il calore accumulato durante il giorno anche dopo il tramonto. Selezione accurata dei grappoli, raccolta manuale a piena maturazione, tempo, pazienza e una vinificazione tradizionale con lunga permanenza sui lieviti in Barrique francesi per 18 mesi sono le chiavi per esaltare le sue caratteristiche. Lo Chardonnay Kreuzweg combina precisione del frutto ed elegante freschezza. Il colore dorato brillante riporta la grande concentrazione di questo vino che viene poi accompagnato da note minerali di pietra focaia, uva spina, nocciola, citronella e mela. Questi aromi e la grande eleganza al palato forma un’armonia gustativa suadente. Si abbina a tartare di pesce, condita con un mix di frutto della passione, olio, lime e pepe, e salmone affumicato.

«Grazie alle mie forti radici con il territorio altoatesino e alla visione di creare qualcosa di unico, siamo stati in grado di scrivere una storia di successo», commenta Günther Giovanett con orgoglio, mentre il figlio ed enologo, Ivan Giovanett aggiunge «Vogliamo mantenere il lavoro manuale tradizionale degli ultimi 30 anni. Stiamo lavorando a nuove produzioni della “Riserva di famiglia”, ma le cose buone arrivano a chi sa aspettare; un prezioso insegnamento che arriva dalla storia di famiglia. Intanto, si parte con uno Chardonnay Riserva 2018, minerale, complesso, fresco e verticale». Infine, donna del vino e anima commerciale della cantina Castelfeder Ines Giovanett, sottolinea «E’ per noi importante celebrare il 30° anniversario di Burgum Novum per mostrare il costante sviluppo dei vini Castelfeder».
 
Fondata nel 1969 per volere di Alfons Giovanett, Castelfeder affronta nel corso degli anni numerosi miglioramenti volti a modernizzare i processi produttivi, ad ampliare l’assortimento dei vini e a espandersi verso nuovi mercati, soprattutto quelli internazionali. Venti anni più tardi, però, il vero anno di svolta: nel 1989, per volere di Alfons e del figlio Günther, nasce la linea Burgum Novumun passo fondamentale per l’azienda che, in quella selezione, unisce le sue cinque etichette di eccellenza. La selezione dei vini Burgum Novum deve il suo nome a un incendio del 1189 nel comune di Egna; il villaggio venne distrutto e poi ricostruito, per opera del Vescovo Corrado, il quale gli attribuì il nome Burgum Novum de Egna. La linea è il risultato del lavoro attento e scrupoloso in vigna da parte dei contadini e in cantina delle persone che si occupano di tutte le fasi successive fino all’imbottigliamento. Oggi l’azienda conta 70 ettari di vigneti dei quali il 30% destinato a vitigni di uva a bacca rossa, il restante 70% a vitigni a bacca bianca.
 
La nuova “Family Reserve” aggiunge ulteriore unicità alla selezione di Castelfeder, e non solo; è espressione della storia di famiglia e la qualità che accompagna la cantina fin dall’anno della sua nascita.

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LE DEGUSTAZIONI DI BORGHI D’EUROPA: CASCINA BERTOLOTTO DI SPIGNO MONFERRATO

 






A Spigno Monferrato, in provincia di Alessandria, sorge in mezzo a dei declivi collinari suggestivi Cascina Bertolotto, un’azienda vitivinicola che offre anche ospitalità per i turisti del gusto, disponendo infatti  di sette confortevoli camere.

Il territorio è molto bello e ubicato tra delle zone molto vocate alla viticoltura come la Langa Astigiana, la Langa Cuneese e il Monferrato, ed è influenzato dalle brezze marine provenienti dalla riviera ligure.

Cascina Bertolotto esiste sin dall’800, quando era un cascinotto adibito alla produzione del vino per il consumo quotidiano dei componenti della famiglia Traversa, tra cui Giuseppe, la figura che iniziò a produrre vino in una logica professionale di cantina.

Oggi  è condotta dalla famiglia Galantini, che punta molto sui vini autoctoni della zona, cercando di mantenere la tradizione ed esaltare il territorio locale, ma su un livello di qualità superiore.

Le principali denominazioni prodotte sono: Dolcetto d’Acqui Docg, Barbera del Monferrato Doc, Barbera Piemonte Doc, Monferrato Bianco Doc, Monferrato Rosso Doc.

 

Borghi d’Europa ha assaggiato alcune etichette di Cascina Bertolotto in abbinamento ad alcune pietanze:

 

-        Lo Spumante Metodo Classico V.s.q. Bertolotto Cuveè Brut: 70% Pinot Nero e 30 % Chardonnay, 12 anni sui lieviti, uno Spumante eclettico e adatto all’aperitivo, con un bel colore giallo paglierino, un mix di sentori floreali ed erbacei e note tostate,  una bellissima sapidità e una buona persistenza. Borghi d’Europa lo ha provato con del salame cacciatorino e della pancetta: abbinamento riuscito, lo Spumante ha una bella effervescenza e beva.

-        Lo Spumante Metodo Classico V.s.q. Bolle di Nebbia Dosaggio Zero: sempre 70% Pinot Nero e 30% Chardonnay e 12 anni sui lieviti, una bollicina molto più raffinata e di maggiore struttura e complessità, con un naso intenso che spazia dalla frutta matura ad erbe aromatiche e a note che ricordano la pasticceria e un palato armonico ed avvolgente. Un Metodo Classico perfetto sia all’aperitivo che con piatti di pesce e costacei. Borghi d’Europa lo ha provato con delle polpette al tonno e ricotta: ottimo, la bollicina pulisce e gratifica il palato.

-        Il Dolcetto d’Acqui Doc Le Muiette 2019: un rosso fresco da pasto, adatto sia a primi che secondi piatti, molto piacevole, con al naso un bouquet di frutti rossi e di fiori e al palato una bella sapidità. Borghi d’Europa lo ha provato con dei cappelletti ripieni di brasato:abbinamento riuscito, il Dolcetto d’Acqui s’integra benissimo col primo piatto.

 

I vini di Cascina Bertolotto riportano sicuramente alle colline di Spigno Monferrato con le sue peculiarità: Borghi d’Europa proverà poi anche l’insolito Brachetto Doc fermo e secco La Tia (insolito perche è ben meno noto del Brachetto frizzante e dolce da dessert!), cercando di raccontarlo in maniera efficace.

In alto i calici!


Mercoledì 2 marzo, alle h. 11.00, al Foyer del Teatro comunale Diana di Nocera Inferiore presentazione di "Ouverture" a cura di Artenauta Teatro

 Si terrà mercoledì 2 marzo, alle ore 11.00, al Foyer del Teatro comunale Diana di Nocera Inferiore, la conferenza stampa di presentazione del progetto "Ouverture" - che prevede anche la realizzazione di spettacoli gratuiti destinati a famiglie e bambini - a cura di Artenauta Teatro, con la direzione artistica di Simona Tortora e l'organizzazione a cura di Giuseppe Citarella, all'indomani dell'aggiudicazione del bando emanato dall'amministrazione, guidata dal sindaco Manlio Torquato, per la cogestione del teatro comunale dell'associazione risultata vincitrice. All'incontro prenderanno parte, oltre al sindaco, anche la dirigente del settore socio-formativo dell'Ente, Nicla Iacovino e l'assessore alle politiche giovanili e culturali, Federica Fortino.