giovedì 24 febbraio 2022

IN COMPAGNIA DEL LUPO IL CUORE NERO DELLE FIABE La nuova stagione della serie di Carlo Lucarelli che svela i segreti nascosti nei racconti del “C’era una volta”

 Una produzione Sky Original in onda ogni settimana su Sky Arte

da martedì 22 febbraio alle 21.15

anche on demand e in streaming su NOW

 

Una serie di podcast originali con contenuti speciali

disponibili sul sito di Sky Arte e sulle principali piattaforme gratuite di streaming

 

 

EPISODIO 3: BIANCANEVE CHE VISSE QUATTRO VOLTE

con Duccio Canestrini

martedì 1 marzo, ore 21.15

 

 

 

 

Le conosciamo bene, le fiabe.

Ce le hanno raccontate così tante volte, sempre le stesse,

da bambini, per farci addormentare, che non hanno più segreti.

Conosciamo i meccanismi, i colpi di scena, i personaggi, la morale,

sappiamo perfettamente chi è il buono e chi il cattivo: il lupo, naturalmente.

Ma è davvero così?

O forse c’è qualcosa, sotto, dietro, addirittura prima, che non ci hanno mai detto?

Qualcosa di diverso, di strano, o anche di oscuro, più bello o più inquietante, che non conosciamo?

Insomma: siamo davvero sicuri che il cattivo sia proprio il lupo?

 

 

A partire da martedì 22 febbraio, alle ore 21:15, torna ogni settimana su Sky Arte – con una nuova stagione composta da otto episodiIn compagnia del lupo. Il cuore nero delle fiabe, la produzione Sky Original realizzata da TIWI e condotta da Carlo Lucarelli che svela i segreti nascosti nei racconti del “c’era una volta”.

 

Ancora una volta la serie è accompagnata dalla pubblicazione di podcast realizzati in collaborazione con Carlo Lucarelli e ricchi di contenuti originali, disponibili ogni martedì sul sito di Sky Arte e sulle principali piattaforme gratuite di streaming. I podcast sono distribuiti da Spreaker, prima piattaforma in Italia per la creazione, distribuzione e monetizzazione di podcast.

 

C’è un motivo per cui continuiamo a raccontarci le favole, anche a distanza di secoli – afferma Carlo LucarelliAnzi, ce ne sono tanti. Sono costruzioni narrative bellissime, piene di emozioni e colpi di scena. Raccontano lo spirito di un periodo e fatti che ancora ci parlano. Ma soprattutto, per quanto le racconti e le ripeti, non sono mai le stesse. E questo è solo uno dei misteri che abbiamo cercato di svelare con In Compagnia del Lupo. Le storie che raccontiamo nella nuova stagione sono ancora più sorprendenti, misteriose e inquietanti. Da non perdere.”

 

Nella prima stagione di In compagnia del lupo. Il cuore nero delle fiabe, Lucarelli ha accompagnato il pubblico alla scoperta degli aspetti più insoliti, spaventosi e avventurosi nascosti nelle storie di Cappuccetto Rosso, Il Piccolo Principe, Barbablù, La Bella e la Bestia, le bambine protagoniste delle fiabe dei Fratelli Grimm, Peter Pan, il Brutto Anatroccolo e Hansel e Gretel.

 

La nuova stagione – anticipata lo scorso dicembre da una puntata speciale dedicata al lato oscuro di Babbo Natale, ben lontano dall’uomo corpulento con la barba bianca e il sacco pieno di regali che i bambini tanto amano – prosegue il suo viaggio all’interno di storie classiche e meno conosciute, ma tutte dai risvolti sorprendenti, a volte inquietanti, con strette connessioni a fatti di cronaca realmente accaduti. Gli episodi, come sempre accompagnati da illustrazioni animate, coinvolgono numerosi ospiti e location d’eccezione, come il Castello Bonoris di Montichiari (BS) e BUB - Biblioteca Universitaria di Bologna.

 

Nel corso del terzo episodio, in onda martedì 1 marzo alle ore 21.15, Lucarelli – accompagnato dall’antropologo Duccio Canestrini – ci rivela che Biancaneve è esistita veramente, ma la sua vera storia è molto più inquietante di quella che conosciamo e, soprattutto, è vissuta quattro volte.

La prima volta nasce nel 1533 in Germania, si chiama Margaretha von Waldeck e all’età di 16 anni la matrigna la costringe all’esilio a Bruxelles. Qui conosce un principe, Filippo II di Spagna, i due si innamorano ma la loro relazione è osteggiata da entrambe le famiglie. A soli 21 anni Margaretha muore, avvelenata.

La seconda vita di Biancaneve invece inizia il 15 giugno 1725 in Baviera, questa infatti è la data di nascita di Maria Sophia Margaretha Catherina von Erthal, una “giovane dalla insolita bellezza” e

“caritatevole verso i poveri e le sofferenze”. Anche in questa storia c’è una matrigna cattiva che costringe la ragazza a scappare dal castello e a vagabondare per i boschi della zona. E ci sono anche i nanetti, sfruttati nelle miniere della zona, che aiutano la giovane Margaretha.

Le altre due volte sono quelle della fantasia, che ha reso la fiaba di Biancaneve una delle storie più raccontate di tutti i tempi.

 

Carlo Lucarelli conduce gli spettatori in un mondo che credevano di conoscere e, svelando lati poco noti di tutte quelle storie che hanno accompagnato gli anni della loro infanzia, li immerge in un’atmosfera magica e inquietante e li porta a scoprire che c’è qualcosa di più pauroso di ciò che troviamo nelle fiabe: la realtà. E forse no, il cattivo non è solo il lupo.

 

In compagnia del lupo. Il cuore nero delle fiabe è una produzione Sky Original in onda su Sky Arte realizzata da TIWI con il sostegno della Regione Emilia-Romagna.

 


 


 


I PROSSIMI EPISODI:

 

8 MARZO 2022 – ore 21:15

Episodio 4: La Baba Jaga

Ospite: Paolo Nori, scrittore

Sinossi: È la notte del 29 luglio 2015 e siamo a San Pietroburgo. Una figura misteriosa esce dalla porta principale di un palazzo e trascina un grande sacco nero per la strada deserta della città, lo abbandona in un angolo e rientra a casa. Ripete questa operazione per sette volte, esce con un grande sacco, lo trascina per un po’ e poi lo abbandona. L’ultima volta al posto del sacco stringe nelle mani una grossa pentola con il coperchio. Quella strana figura è una donna di 68 anni, ha i capelli rossicci e grosse borse sotto agli occhi e fino a quel momento i suoi vicini la conoscono come una persona gentile e disponibile, ma da quella notte tutti in Russia la chiameranno con un nome che fa paura, “La Baba Jaga”. Ma chi è la Baba Jaga? E cosa ha fatto quella donna?

 

15 MARZO 2022 – ore 21:15

Episodio 5: Raperonzolo, murata viva

Ospite: Michela Murgia, scrittrice

Sinossi: C’è una giovane ragazza, molto bella, che vive rinchiusa in una torre altissima che ha solo tre finestre. In origine le finestre erano solo due, ma è la ragazza a chiedere che ne venga aperta una terza, in onore della Santa Trinità. La giovane è stata rinchiusa dal padre che vuole tenerla lontana dai corteggiatori. Sembra la storia di Rapunzel, la fiaba dei fratelli Grimm resa famosa dal film Disney, ma non è così. È una storia vera accaduta moltissimi secoli fa, e la giovane rinchiusa nella torre dal padre è solo una delle tantissime donne che per i motivi più svariati vengono rinchiuse o, addirittura, murate vive. Sono storie vere o storie nate dalla fantasia, come ad esempio la fiaba La vergine Malvina dei fratelli Grimm in cui una principessa che rifiuta di sposare l’uomo scelto per lei viene rinchiusa dal padre in una torre senza finestre per sette anni, o L’uccel belverde di Italo Calvino che narra la storia di una regina che viene murata dal collo in giù dalle sorelle invidiose del re. Sono tante le storie di donne torturate, rinchiuse e uccise, nelle fiab3e e nella realtà, donne che si sono ribellate, che volevano essere libere, e per questo sono state punite.

 

22 MARZO 2022 – ore 21:15

Episodio 6: Quasimodo, il mostro di Notre-Dame

Ospite: Gianni Bondillo, scrittore e architetto

Sinossi: Nel 2010 nell’archivio della Tate Gallery di Londra viene ritrovato ed esaminato il diario di uno scalpellino inglese, Henry Sibson. L’uomo ha lavorato a Parigi durante il periodo dei primi restauri di Notre-Dame e nel diario racconta di aver conosciuto uno degli uomini più gentili mai incontrati, gli scalpellini che lavorano a Notre-Dame gli hanno dato un soprannome, Le Bossu, Il Gobbo. Nei pressi di Notre-Dame, proprio in quegli anni, vive anche Victor Hugo, l’autore di Notre-Dame de Paris, il romanzo che ha per protagonista Quasimodo, il gobbo di Notre-Dame. È facile pensare che anche Hugo lo abbia conosciuto, e che sia stato proprio lui ad ispirargli il personaggio del suo romanzo. Quello che è più difficile capire è come un romanzo così tragico possa essere diventato una delle storie più famose realizzate da Walt Disney. Il romanzo e il film sono davvero molto diversi. C’è una cosa, però, che hanno in comune il romanzo di Hugo e la fiaba Disney. Entrambi parlano di cosa significhi essere un mostro, un reietto, qualcuno a cui dare la colpa di tutto il male del mondo. Hugo lo fa con la potenza della sua penna e ci immerge nelle profondità dell’animo umano. Disney lo fa con delicatezza, addolcendo tutti gli aspetti più crudeli ed inquietanti della storia originale. La storia dell’uomo più gentile al mondo, il Gobbo di Notre-Dame.

 

29 MARZO 2022 – ore 21:15

Episodio 7: Il Pifferaio Magico, mistero senza fine

Ospite: Simona Vinci, scrittrice

Sinossi: A volte dietro alle fiabe per bambini ci sono eventi drammatici, veri e propri fatti di cronaca antichissimi che hanno lasciato il segno nella popolazione, che col passare del tempo sono diventati leggende e rintracciarne le origini può essere impossibile. Una di queste fiabe è il Pifferaio magico che libera la città di Hamelin dai ratti, ma poi rapisce tutti i bambini perché non viene pagato. La leggenda è stata raccolta dai fratelli Grimm che ne hanno scritto la celebre fiaba, ma la sparizione di 130 bambini sul finire del '200 è realtà. In alcuni documenti del XIV e del XVII secolo conservati in città si parla di una vetrata del '300 in una delle chiese cittadine, andata distrutta. In questa vetrata era raffigurato un uomo che suonava il piffero e dietro di lui una lunga fila di bambini che lo seguivano. E poi affissa al muro di una casa di Hamelin c'è una scritta risalente al 1600 circa su cui si legge: «Anno 1284, nel giorno di San Giovanni e Paolo, il 26 giugno, un pifferaio con abiti variopinti adescò 130 bambini nati ad Hamelin che furono persi al calvario del Koppen».

Chi fosse questo pifferaio e perché abbia rapito tutti questi bambini è un mistero che non è stato risolto.

 

5 APRILE 2022 – ore 21:15

Episodio 8: Mulan, l'immortale

Ospite: Vichi De Marchi, scrittrice

Sinossi: È una giovane donna come tante, ha la pelle delicata e profondi occhi a mandorla decisi e coraggiosi. Quando il suo paese, la Cina, viene attaccato dalle tribù nomadi non ci pensa due volte, si taglia i suoi lunghi capelli neri, si veste da uomo e parte per la guerra al posto del suo vecchio padre malato. Il suo nome è Mulan, ed è un'eroina leggendaria, protagonista di un antico poema cinese del VI secolo, ma anche di un film di animazione della Disney che racconta le sue gesta.

Questa è la storia originale e anche quella della favola Disney, ma esiste anche un'altra versione della vicenda.

Verso la fine del '600, più di mille anni dopo il primo poema su di lei, durante l'epoca della dinastia Ming, un autore cinese riscrive la storia di Mulan, e questa volta il suo coraggio e le sue vittorie non sono sufficienti a renderla una donna libera.

 


CREDITI

 

Una produzione Sky Original in onda su Sky Arte

Realizzata da TIWI

Con il sostegno della Regione Emilia-Romagna

Da un’idea di Carlo Lucarelli e Mauro Smocovich

Un programma di Carlo Lucarelli, Beatrice Renzi, Sara Olivieri, Antonio Monti

Regia di Antonio Monti

Illustrazioni e animazioni di TIWI

Girato presso il Castello Bonoris, Montichiari (Brescia) e Biblioteca Universitaria di Bologna

Produttore esecutivo Federico Riboldazzi

I TECHNICAL PARTNER DELLA SETTIMA EDIZIONE DI WINE&SIENA 2022

 

Nell'ambito del progetto La rivoluzione della parola IL MITO DELLA MADRE E LA VIA DELLA RIUSCITA Conferenza di Antonella Silvestrini giovedì 24 febbraio 2022 ore 20,45

 



sala “Teresina Degan”
Biblioteca Civica di Pordenone

 

Per informazioni: 0434 208157 - www.pordenonecifrematica.com 
Per prenotazioni: associazionelacifra@gmail.com 


Giovedì 24 febbraio 2022 alle 20,45, nella sala “Teresina Degan” della Biblioteca Civica di Pordenone, Antonella Silvestrini terrà una conferenza dal titolo “Il mito della madre e la via della riuscita”.
 
Un’epoca che offre soluzioni per ogni ostacolo e difficoltà trae verso una società infantilizzata, impaurita e rivendicativa di ogni diritto. È una società alla ricerca della stampella e dell’ala materna sotto cui accomodarsi in una “comfort zone” senza disagio e senza rischio. Ma questa nozione di sicurezza e di tutela senza rischio produce sentimenti di sofferta sopravvivenza e preclude ciascun progetto di vita.
Il bisogno della comprensione e la pretesa della facilitazione mantengono chi vi aderisce nel credito e nella denigrazione di sé e dell’Altro. Invece, elaborare il mito della madre come mito dell’industria e del fare comporta dissipare l’idea di dipendenza da qualcuno o da qualcosa, non cercare più nell’interlocutore la madre ideale che porga il rimedio e il balsamo per le ferite. Ciascuno trova nella responsabilità lo slancio per crescere, rilanciare e intraprendere vie nuove e inedite senza miope vittimismo. La via della riuscita è la via della libertà, quando nessuno rimane più assoggettato ai propri pregiudizi, alle proprie pretese e alle proprie rivendicazioni.
 
L’iniziativa rientra nel progetto dell’Associazione la cifra dal titolo “La rivoluzione della parola” e gode del sostegno delle aziende Academy - Formazione per le aziende, Palazzetti, PMI, Tipolitografia Martin e Regìa comunicazione per l’impresa.
L’ingresso è gratuito. Per informazioni e prenotazioni è possibile telefonare allo 0434-208157, scrivere a associazionelacifra@gmail.com o visitare il sito www.pordenonecifrematica.com.
Per accedere alla sala sarà necessario il green pass, come da normativa anti-Covid vigente.

 

ABBINAMENTI FONDENTI: IL CIOCCOLATO PROTAGONISTA NELLE COLOMBE DI PASTICCERIA FILIPP

 La pasticceria vicentina ha selezionato solo Criollo e Trinitario provenienti da un piccolo villaggio dell'Ecuador. Puro o in abbinamento svela i suoi diversi caratteri

Pasticceria Filippi per la Pasqua 2022 sceglie di celebrare nelle sue colombe uno degli ingredienti più amati in pasticceria: il cioccolato. Grazie alla costante ricerca e al desiderio di esplorare nuovi gusti, Andrea Filippi, titolare della pasticceria vicentina, ha creato delle ricette che giocano con i sapori e le consistenze, proponendo diversi abbinamenti nella Colomba con CioccolatoColomba con Pere e Cioccolato e Colomba con Arancia e Cioccolato.
Il punto di partenza di tutti i prodotti è sempre la materia prima, che viene selezionata con attenzione per garantire ingredienti di ottima qualità, la cui filiera sia tracciata e sostenibile: la cura verso l'ambiente e la comunità fa parte delle pratiche di una Benefit Corporation quale è Pasticceria Filippi. Il cacao per le gocce di cioccolato delle Colombe nasce nelle piantagioni attorno a un piccolo villaggio dell'Ecuador, raggiungibile solamente in barca, dove quasi tutta la popolazione è dedita alla sua coltivazione. Grazie a una cooperativa locale, qui i produttori riescono a mantenere un elevato standard qualitativo e allo stesso tempo a valorizzare le relazioni umane e professionali. Il cioccolato fondente è ottenuto da una selezione di fave di cacao Criollo e Trinitario e ha una percentuale minima del 60%, ideale per integrarsi al meglio con la pasta lievitata e con gli altri ingredienti. Si presenta al gusto decisamente intenso, esprimendo note lievemente acidule tipiche dei frutti rossi, con delicati sentori di frutta secca: per gli amanti del cioccolato in purezza la Colomba con Cioccolato è un trionfo di gusto. Si evolve in unione alle pere candite naturalmente, senza pressioni meccaniche e senza zuccheri aggiunti, nella Colomba con Pere e Cioccolato, che crea al palato un'avvolgente morbidezza, dove la delicata dolcezza delle pere mitiga le note più astringenti del cioccolato. D'altra parte anche la leggera acidità dei cubetti di arancia ben si compensa con la rotondità del cioccolato, creando un equilibrio di raffinata eleganza nella Colomba con Arancia e Cioccolato.
La Colomba con Cioccolato in purezza è in vendita al prezzo indicativo di 29,50 euro nel formato da kg, la Colomba con Arancia e Cioccolato al prezzo di 29,50 euro nel formato da kg e la Colomba con Pere e Cioccolato al prezzo di 32 euro nel formato da kg.

Il Giardino che non c’è di Rä di Martino Prima ferrarese del film, alla presenza di Noa Karavan Cohen Mercoledì 2 marzo 2022, ore 21.00 Cinema Boldini in Sala Estense Piazza del Municipio, 14 Ferrara

 



Ingresso gratuito - si consiglia la prenotazione su boxerticket

www.meis.museum



 

Ferrara, 24 febbraio 2022. A 60 anni dalla pubblicazione dell'indimenticabile romanzo Il giardino dei Finzi-Contini e nella settimana in cui si ricorda la nascita dell'autore Giorgio Bassani, il Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah-MEIS presenta la proiezione, gratuita e aperta a tutta la cittadinanza, del documentario Il Giardino che non c'è di Rä di Martino.

Il 2 marzo alle 21.00 al Cinema Boldini in Sala Estense (Piazza del Municipio 14) la prima ferrarese del film - organizzata in collaborazione con Intesa Sanpaolo che ha sostenuto la produzione del film, in collaborazione con Arci Ferrara APS e Cinema Boldini – verrà introdotta da Noa Karavan, autrice del soggetto, e dal Direttore del MEIS Amedeo Spagnoletto.

 

Il legame del MEIS con Il giardino dei Finzi-Contini ha radici lontane. Nel 2018 l'artista israeliano Dani Karavan (1930-2021) e sua figlia Noa Karavan Cohen, notando come centinaia di turisti in giro per la città cercassero il celeberrimo Giardino dei Finzi-Contini scoprendo con stupore che non esisteva, immaginarono di dare corpo a questa suggestione, realizzando un omonimo progetto composto da un binario, una bicicletta, una scala e un muro di vetro, installati di fronte alle mura di Corso Ercole I d'Este, come nella vivida creazione di Bassani.

 

"Abbiamo scelto di ricordare Giorgio Bassani alla vigilia del suo compleanno – spiega il Direttore del MEIS Amedeo Spagnolettoportando per la prima volta a Ferrara un documentario ispirato al progetto dell'artista Dani Karavan, scomparso lo scorso anno e a cui il MEIS ha dedicato una grande mostra nel 2018. La serata sarà quindi la naturale prosecuzione di un progetto culturale culminato con questo splendido lavoro. Organizziamo una proiezione gratuita perché vogliamo invitare tutta la cittadinanza a partecipare, vogliamo restituire ancora una volta alla città di Ferrara il mitico giardino dove Micòl e Giorgio giocavano a tennis, si innamoravano e disamoravano prima di essere travolti dall'immane tragedia della Shoah".

 

Prodotto da Alto Piano e Les Films du Poisson in co-produzione con ARTE FRANCE e presentato fuori concorso all'ultima edizione del Torino Film Festival, il documentario si interroga su come un'opera d'arte può condizionare il modo di vedere il mondo, sul suo potere di creare un immaginario collettivo che trascende la realtà. Partendo dal capolavoro di Giorgio Bassani, Il Giardino che non c'è mostra come questo romanzo abbia condizionato il nostro modo di rappresentare una città, un periodo storico drammatico, una famiglia ebraica, un giardino.

"Come una lunga e unica sequenza – spiega la regista Rä di Martinoil documentario ci condurrà in un viaggio biografico dentro la vita dello scrittore Giorgio Bassani, il romanzo della sua vita, il periodo storico in cui si svolge e le molteplici relazioni con i numerosi personaggi che si alternano tra passato e presente all'interno della narrazione. Formalmente il documentario è costruito come una lunga passeggiata ininterrotta attraverso quello che sembra essere un unico giardino, ma che in realtà sarà composto da più ambienti naturali".

 

A raccontare l'effetto dirompente del romanzo di Bassani e del film che ne ha tratto Vittorio De Sica, vincendo nel 1972 il Premio Oscar, attori, comparse e intervistati che, nella cornice di giardini ferraresi, laziali e parigini, ripercorrono la fortuna dell'opera e l'immortale storia dei suoi protagonisti, alternandosi a stralci di film storici in continui rimandi temporali. Tra questi, non possono mancare Lino Capolicchio e Dominique Sanda, che hanno incarnato il volto di Giorgio e di Micòl Finzi-Contini sul grande schermo. Hanno partecipato, tra gli altri, Paola Bassani, Simonetta Della Seta, Andrea Pesaro, Portia Prebys, Anna Quarzi e Chiara Valerio.

Questo appuntamento, in cui Ferrara ha l'opportunità di specchiarsi nella sua immagine, si pone così come la chiusura di un cerchio e porta a compimento un omaggio tanto alla memoria che alla città che continua a custodirla.

 

Si ricorda che per assistere alla proiezione sarà necessario presentare il green pass rafforzato e indossare la mascherina di tipo ffp2

 

La proiezione è all'interno del 'Boldini in Sala Estense', il cinema di Arci realizzato con il patrocinio del Comune di Ferrara.

L’ITALIA DEL GUSTO AL BANCO D’ASSAGGIO “BAROLO, BARBARESCO E ROERO” TARGATO GOWINE

 





Il 17 febbraio u.s. , presso la bellissima location dell’Hotel Melià di Milano si è svolto il banco d’assaggio “Barolo, Barbaresco e Roero”, targato Gowine: un evento importante per la promozione dei grandi rossi langaroli e delle nuove annate (2018 per il Barolo e 2019 per il Barbaresco), oltrechè di buon auspicio in ottica di ripresa dopo il continuo singhiozzo causato dalla pandemia,

Il banco ha riscosso un notevole successo, richiamando sia operatori del settore che enonauti , ed è stato ottimamente organizzato dall’Associazione Gowine secondo tre diverse fasce orarie, in modo da non creare assembramenti e affiancato da due masterclass condotte dal giornalista del Gambero Rosso Gianni Fabrizio.

All’evento erano presenti circa 30 Cantine di Langhe e Roero, assieme alla rappresentanza dell’Associazione Albugnano 549 dell’Albugnano Doc, che riunisce 14 piccoli produttori di 4 Comuni dell’Astigiano (Albugnano, Pino d’Asti, Castelnuovo Don Bosco e Passerano Marmorito), con l’obiettivo di far conoscere il territorio e i vini prodotti a base di uve Nebbiolo in purezza a un’altitudine maggiore (549 m s.l.m.).

 

L’areale della Doc Albugnano presenta un sottosuolo marnoso e i Nebbiolo vinificati prevedono delle macerazioni più lunghe e trascorrono 18 mesi in legno e 6 mesi in bottiglia.

L’Italia del Gusto ha partecipato alla degustazione, partendo proprio dall’Associazione Albugnano Doc: sono stati assaggiati in ordine il 2018 “Và Anait” dell’Azienda Agricola Alle Tre Colline, il 2018 di Roggero Bruno e Marco, il 2018 “Il Tato” di Cà Mariuccia e il 2018 “Carpinella” di Terre dei Santi, tutti veramente interessanti e particolarmente minerali.

Per i Roero, degni di menzione il “Valmaggiore Audinaggio” 2019 e il Roero Riserva 2018 “Mompissano” di Cascina Cà Rossa di Canale (Cn), il Roero Riserva “Panera Alta” 2017 di Bric Castelvej di Canale e il Roero Riserva “Pulciano” 2016 di Poderi Moretti di Monteu Roero (Cn).

Tra i Barbaresco, sono stati trovati molto eleganti e armonici il “Faset Duesoli” 2017 di Piercarlo Culasso (Cn), il Barbaresco “Canova” 2015 e la Riserva “Canova” 2013 della Tenuta San Mauro di Castagnole delle Lanze (At).

Capitolo Barolo: molto morbidi ed equlibrati il “Valente” 2018 e il “Sottocastello di Novello” 2017 di Piazzo Comm. Armando (Cn), il Barolo Riserva “San Bernardo” 2015 di Palladino di Serralunga d’Alba, i due “Evoluzione” 2017 e 2013 di Montalbera di Castsgnole Monferrato (At), il Barolo Riserva Bussia 2015 di Bolmida Silvano di Monforte d’Alba (Cn), ed infine il Barolo “Fossati” 2015 di Boglietti Enzo di La Morra (Cn).

C’è stato spazio anche per un piccolo e intrigante intruso tra tutti questi grandi rossi da uve Nebbiolo: un Metodo Classico Brut 2007 (13 anni sui lieviti!) da uve Pinot Meunier, sboccato nel Gennaio 2021 di Luzi Donadei di Clavesana (Cn). Parliamo di una bolla con un’insospettabile freschezza e struttura e con delle marcate e gradevoli note di pasticceria al naso.

Il Piemonte, per quanto riguarda Langhe, Roero e Monferrato si conferma una grande terra vocata alla viticoltura (e non solo per il Nebbiolo), che l’Italia del Gusto continuerà a comunicare nei suoi progetti d’informazione in maniera articolata, a partire dalla grande rassegna “Grandilanghe”, in programma a Torino il 4 e 5 Aprile p.v. .

In alto i calici!

 


mercoledì 23 febbraio 2022

QUESTA SERA A STRISCIA LA NOTIZIA NELLA RUBRICA “CAPOLAVORI ITALIANI IN CUCINA” LA “MILLEFOGLIE DI MELANZANE CON PARMIGIANO REGGIANO” DI GIOVANNI RICCIARDELLA

 Questa sera a Striscia la notizia (Canale 5, ore 20.35) torna la rubrica enogastronomica “Capolavori italiani in cucina”. Paolo Marchi, fondatore nel 2005 con Claudio Ceroni di Identità Golose, incontra Giovanni Ricciardella del ristorante Cascina Vittoria (Rognano - Pavia) che illustra la ricetta della “Millefoglie di melanzane e le tre consistenze del Parmigiano Reggiano: caldo-gelato-croccante”.




Giovanni Ricciardella, milanese classe 1991, dopo gli studi alberghieri e tanta gavetta, nel 2012, ad appena 21 anni, prende le redini del ristorante di famiglia Cascina Vittoria a Rognano - Pavia, e continua a formarsi a fianco di chef come Antonino Cannavacciuolo, Davide Oldani e Iginio Massari. Oggi nel suo ristorante propone una cucina fresca e personale, che regala piatti contemporanei a partire da materie prime di assoluta qualità.

La ricetta completa, così come tutte le altre della rubrica di Paolo Marchi, sarà consultabile da stasera sul sito di Striscia la notizia www.striscialanotizia.mediaset.it.

 

 

 

 

STRISCIA LA NOTIZIA - CANALE 5 - ORE 20.35

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SITO UFFICIALE DEL PROGRAMMA
www.striscialanotizia.mediaset.it