venerdì 28 febbraio 2025

Vino: Associazione Italiana Sommelier, “strategico puntare su linguaggio nuovo” Convegno a Napoli. Su etichettatura europea “serve approccio equilibrato e non penalizzante”

 



“Bisogna evitare la deriva dell’autoreferenzialità e occorre investire nell’ascolto degli altri. L’umiltà di Giampaolo Gravina, il filosofo e divulgatore che per una vita ha parlato di vino con un linguaggio nuovo, recentemente scomparso, è una grande lezione da seguire”. Lo ha detto Sandro Camilli, presidente nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier, in occasione dell’incontro “Il linguaggio del vino, dalla formazione ai social” promosso da Ais a Napoli.
Quanto al tema dell’ etichettatura a livello europeo, “è necessario un approccio equilibrato, lontano da ideologie e da irrigidimenti. Bisogna puntare sulla qualità, difendendo il valore culturale del vino”, ha osservato Camilli.

“Il nostro linguaggio deve avere coerenza, deve investire nel collegamento con il territorio, comunicando correttamente il mondo del vino”, ha aggiunto Tommaso Luongo, presidente Ais Campania.

Dal canto suo Camillo Privitera, responsabile eventi di Ais, ha osservato che “questo convegno è una occasione importante per cogliere spunti e approfondire un tema quantomai attuale”.

“Il mio obiettivo è fare amare il vino alle persone: da tempo, infatti, il mio claim è ‘dall’esperienza del gusto al gusto dell’esperienza’, perché penso occorra sentire il vino come un ‘tutto’ che va oltre il sapore e il profumo. Negli anni ho provato a costruire dei modi diversi da quello convenzionale con l’attenzione all’inclusività”, ha proseguito Nicola Perullo, filosofo ed esperto sensoriale.

Secondo l’enologo di fama mondiale Roberto Cipresso “il vino è passato dalla crisi del metanolo all’Intelligenza artificiale e alle fake news”. Per l’enologo “esistono due categorie di vini: quelli che danno soddisfazione, con l’identità, la pulizia, l’ordine, l’abbinamento, che sono coerenti con il proprio carattere varietale; e poi ci sono i vini che emozionano, quei vini il cui assaggio è un viaggio, un film, un’esperienza. Credo sia prioritario portare l’emotività in questo mondo con un linguaggio universale”.

Giulia Sattin, blogger e comunicatrice digitale, ha affermato che “c’è sempre una maggiore attenzione ai contenuti di qualità, che devono essere sempre più snelli, comprensibili, semplici. Bisogna cercare di far vivere alle persone un’esperienza, stimolandole a ritrovarsi tra loro”.

Cristiano Cini, membro del comitato esecutivo didattica Ais, ha concluso osservando che “la parte più importante del mondo del vino è quella legata all’esperenzialità. Certamente i canoni classici sono importanti, ma la didattica moderna deve aprirsi, bisogna comunicare un modello nuovo e contemporaneo. Oggi fare emozionare le persone è tutto”.

L’incontro è stato moderato dal giornalista Luciano Pignataro.

giovedì 27 febbraio 2025

Diavolo d’un cemento?

 



Gemona ricostruita (foto di Graziano Soravito)

Il LAB Terremoto nel centro storico di Gemona, sede dell’Ecomuseo dopo la separazione forzata dal Mulino Cocconi, è dedicato al sisma del 1976, al Gemonese e alla ricostruzione (o meglio, le ricostruzioni, facendo uso del plurale per indicare la diversità delle ricostruzioni “fisiche” dei paesi colpiti dal sisma). Idea, organizza, svolge attività che affrontano vari temi – comunque riconducibili a uno solo: il territorio – con occhi diversi, percorrendo strade non scontate e favorendo occasioni di riflessione e analisi. Consapevolmente, il LAB si apre a tutti e discute, collabora con realtà del luogo e di fuori (come l’associazione IoDeposito ETS, promotrice del progetto “Peripheral Memories”), perché condividere azioni e confrontarsi fa crescere e allarga gli orizzonti.

Il tema del cemento, a cui si sta dedicando Emily Mallia nella sua residenza artistica in Friuli con l’obiettivo di esplorare la duplice valenza del materiale, memoria della tragedia e simbolo di rinascita, e che l’Ecomuseo ospiterà per incontrare la comunità locale (l’evento è in programma venerdì 28 febbraio alle 18 proprio al LAB Terremoto), forse ha fatto storcere il naso a qualcuno. Però non esistono argomenti di cui non si possa discutere, e il cemento ha caratterizzato, profondamente e inevitabilmente, la ricostruzione: merita una riflessione. L’anno prossimo ricorrerà il cinquantenario del sisma del Friuli. Anche l’Ecomuseo se ne occuperà ragionandovi trasversalmente, da diversi punti di vista. Inizia a farlo ora, accompagnando lo sguardo originale di una giovane artista siciliana.

“Peripheral Memories” è un progetto che valorizza la memoria storica e le realtà culturali e produttive locali attraverso l’arte contemporanea. Promosso da IoDeposito ETS e sostenuto dalla Regione, punta a creare un dialogo tra territorio, imprenditoria e comunità. Nel progetto si inserisce la residenza artistica di Emily Mallia, che raccoglierà gli stimoli per creare un’opera che rifletta sulla resilienza e l’identità collettiva facendo uso del cemento.

Emily Rosaria Mallia (Agrigento, 1999) si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Venezia. La sua pratica artistica si concentra sull’esplorazione delle fragilità emotive attraverso il dialogo tra mondo esteriore e interiore. Utilizzando materiali come il cemento, tipicamente percepito come resistente, Mallia ne mostra le fragilità tramite trattamenti con acidi, trasformando l'elemento edilizio in uno specchio dell'animo umano.

Il Barolo e il Derthona vanno in scena a Milano - 13 marzo 2025 | Palazzo Bovara, Milano

 


Theatre of Proof Explorations between arts and sciences a cura di Caterina Iaquinta

 


09.03.2025 – 27.04.2025


 

PAV - Parco Arte Vivente

Via Giordano Bruno 31, 10134 Torino, Italy

www.parcoartevivente.it

 


Sabato 8 Marzo 2025 alle ore 16, il PAV Parco Arte Vivente presenta la collettiva Theatre of Proof. Explorations between Arts and Sciences, a cura di Caterina Iaquinta, Course Leader del triennio in Pittura e Arti Visive e del biennio in Arti Visive e Studi Curatoriali del campus di Roma di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti. La mostra promossa da NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, e in collaborazione con CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche di Montelibretti di Roma, è l'esito di un percorso di studio e ricerca che ha visto coinvolti studenti e studentesse del Biennio in Arti Visive e Studi Curatoriali e del Triennio in Pittura e Arti Visive del campus di Roma di NABA insieme agli Istituti di Sistemi Biologici, Inquinamento Atmosferico, Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri, Geologia Ambientale e Geoingegneria del CNR.

 

Con i/le docenti NABA: Gea Casolaro, Peter Thomas Lang, Matteo Nasini, Cesare Pietroiusti e con gli studenti e le studentesse NABA: Joana Amil Manso da Cruz, Milena Ayllon, Giorgia Borgogno, Theresa Brost, Maria Elena Capitanio, Collettivo Zolla (Valerio Gelsomini, Alice Giuntini, Eleonora Sacco, Francesca Senatore, Simone Trapani, Marco Scirè), Valentina D'Aprile, Sara De Luis, Majd el Roumi Baradie, Corinna Esposito, Giulia Fiore, Chiara Florido, Caterina Miari Fulcis, Michele Gerace, Dalija Kaukenaite, Teresa Lafuente Lumbreras, Sofia Martinoli, Davide Mingolla, Ivana Moriello, Giulia Pistoso, Carlota rel Lombart, Silvia Santoro, Nicolò Tacmeanu, Jiani “Luna”Yang. Theatre of Proof. Explorations between arts and sciences nasce dalla riflessione sulle possibili soluzioni ai disastri ecologici determinati dalle politiche estrattive sempre più aggressive, che portano a mettere in discussione le proprie scelte di vita come individui e come collettività. I gruppi di lavoro costituiti per Theatre of Proof si sono interrogati sugli elementi in comune tra artisti/e e scienziati/e, tra laboratori di ricerca e studi d’artista, trovando un comune denominatore in una pratica basata su esperimenti, prove, errori ed effetti inaspettati.

 

Il titolo della mostra richiama l’omonimo testo di Bruno Latour, Le théâtre de la preuve, pubblicato nel 1986, in cui l’antropologo francese osserva come la prova scientifica venga presentata attraverso una messa in scena drammatica. Latour invita a guardare alla scienza come a un teatro, dove esperimenti e dimostrazioni sono presentati attraverso una retorica delle rappresentazioni e delle performance atte a persuadere il pubblico sulle validità di una scoperta.

Questo approccio è stato adottato nella fase di avvio della ricerca artistica dei progetti presentati, svoltasi nei laboratori scientifici dislocati negli 11 istituti di ricerca presso la sede del CNR, in un’area di 87 ettari a 30 km dalla città di Roma, dove si è esplorata l’idea del laboratorio come spazio di ricerca e come luogo in cui la conoscenza può mettere al centro il processo, più che il risultato.

 

Il percorso di ricerca ha infatti visto gli artisti/e e docenti NABA Matteo Nasini, Peter Lang, Gea Casolaro e Cesare Pietroiusti accompagnare gli studenti e le studentesse all’interno dei laboratori del CNR, per selezionare dati numerici, documentazione visiva, elementi organici e residui di esperimenti. Da questa indagine, che si è svolta da marzo a giugno 2024, sono nati quattro progetti: Thin, del corso di Analisi e progettazione degli spazi sonori di Matteo Nasini, che si presenta come un’installazione sonora immersiva basata sui dati dell’inquinamento atmosferico trasformati in tracce sonore; CULT (ivate), del corso Displayed Archives di Peter Lang, che consiste in una performance pensata come momento di condivisione tra artisti/e e pubblico, per attivare strategie di sopravvivenza in relazione agli effetti climatici; Acque Psicogeografiche, realizzato dal corso di Fotografia di Gea Casolaro, che si struttura come un’installazione ambientale fotografica e che affronta il cambiamento climatico attraverso il ruolo dell’acqua; e Contaminazioni, del corso Visual Arts tenuto da Cesare Pietroiusti, che prende la forma di un piccolo archivio di piante e oggetti che contribuiscono a disintossicare l’ambiente.

 

Ogni docente inoltre presenta una sua opera che dialoga con le altre installazioni e rilancia le tematiche trattate attraverso nuovi input. La mostra si completa con il progetto grafico di Etaoin Shrudlu studio, che concepisce l’identità visiva della mostra a partire da un segno grafico che sintetizza in un gesto della mano il dialogo tra arte, scienza e messa in scena della prova.

 

 

Nell'ambito della mostra, a cura delle AEF/PAV (Attività Educazione Formazione), venerdì 28 e sabato 29 marzo è in programma il workshop condotto da Cesare Pietroiusti. L'attività, gratuita e su prenotazione, intende approfondire i contenuti di Theatre of Proof attraverso un approccio transdisciplinare e dialogico.

In ambito laboratoriale, Bio Jelly Pop è il programma rivolto alle scuole secondarie che impiega i materiali e gli strumenti in uso nel campo della microbiologia per realizzare micropaesaggi di cui osservare le continue trasformazioni. Per la Giornata Mondiale della Terra, mercoledì 23 aprile 2025 il PAV propone alle Scuole primarie e secondarie di primo grado il webinar-laboratorio nato dalle sperimentazioni artistiche che, attraverso un approccio ecologico, considerano l'ambiente un'urgenza imprescindibile per fornire proposte e suggestioni utili a un auspicabile reincanto con la natura. Dalle 10 alle 11:30, con collegamento online sulla piattaforma Agorà del Sapere.

 

La mostra è realizzata con il sostegno della Compagnia di San Paolo, della Fondazione CRT, della Regione Piemonte e della Città di Torino.

 

PARMA 360 Festival della creatività contemporanea IX Edizione MEMORIE