martedì 31 ottobre 2017

Lo schermo dell’arte Film Festival X edizione Firenze

Cinema La Compagnia, Cango Cantieri Goldonetta,
Galleria delle Carrozze di Palazzo Medici Riccardi,
Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, Palazzo Strozzi
15 – 19 novembre 2017


Openingh Night 
mercoledì 15 novembre Cinema La Compagnia 
ore 19.00 Superstructure 2017
live set dell’artista Hassan Khan
e
ore 21.30 l’ultimo capolavoro di Abbas Kiarostami
24 Frames

martedì 14 novembre dalle 18.00
Galleria delle Carrozze di Palazzo Medici Riccardi
vernissage della mostra
 Directing the Real. Artists’ Film and Video in the 2010s

Closing Night
domenica 19 novembre ore 21.15
ritratto del celebre fashion illustrator
Antonio Lopez 1970: Sex Fashion & Disco di James Crump

anteprima mondiale
dei film Philippe Parreno e Adrian Villar Rojas
di Heinz Peter Schwerfel
e
Il giardino delle erbacce di Virgilio Sieni

tra le anteprime italiane
 Beuys di Andres Veiel
e
Wipping Zombie di Yuri Ancarani
 
 
 
Per il suo decennale, LO SCHERMO DELL'ARTE FILM FESTIVAL - progetto unico nel panorama italiano e internazionale dedicato alle molteplici interazioni tra cinema e arte contemporanea diretto da Silvia Lucchesi - presenterà dal 15 al 19 novembre un ricco programma: 26 film d’artista e documentari con molte anteprime italiane e 3 mondiali, una mostra curata da Leonardo Bigazzi con le opere di oltre 20 artisti, due progetti di formazione, cinque premi per artisti. Un appuntamento che riunirà per 5 giorni a Firenze la comunità di artisti, registi, curatori, produttori e direttori di istituzioni che lavorano nel campo delle moving images con oltre 70 ospiti internazionali. Il filo conduttore di molti dei film selezionati è la riflessione sull’utilità sociale dell’arte e su scottanti temi di attualità visti attraverso lo sguardo di artisti e registi: libertà di espressione, emigrazione, politica, rapporto arte-uomo-natura.

Il Festival inizierà mercoledì 15 al Cinema La Compagnia con un live set dell’artista e musicista egiziano Hassan Khan, Leone d’argento all’ultima Biennale di Venezia, a cui seguirà la prima italiana di 24 Frames, ultima opera del regista iraniano Abbas Kiarostami.

Fino a domenica 19 novembre, il calendario coinvolgerà le principali istituzioni culturali della città con le quali il festival ha collaborato nei suoi anni di attività, quali Palazzo Strozzi, Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, CANGO Cantieri Goldonetta. Saranno proposti anteprime di film d’artista, il Focus 2017 dedicato ad Hassan Khan, documentari sui protagonisti dell’arte contemporanea, tra cui Beuys di Andres Veiel e Koudelka Shooting Holy Land di Gilad Baram; il progetto Moving Archive con film d’archivio riproposti in biblioteche e istituzioni della Città metropolitana di Firenze; la III edizione di Feature Expanded. Art Film Strategies - programma di formazione diretto da Sarah Perks e Leonardo Bigazzi e finanziato dalla Comunità europea - che porterà a Firenze artisti internazionali che desiderano realizzare il loro primo lungometraggio; la VI edizione di VISIO. European Programme on Artists’ Moving Images a sostegno delle giovani generazioni di artisti che lavorano con video e cinema.
Inoltre, la mostra Directing the Real. Artists’ Film and Video in the 2010s, a cura di Leonardo Bigazzi, che inaugurerà martedì 14 novembre a Palazzo Medici Riccardi, sarà un ulteriore momento di riflessione sul lavoro svolto in questi 10 anni di attività ma anche uno sguardo aperto sul futuro. LO SCHERMO DELL'ARTE è da sempre impegnato nella promozione della produzione artistica delle moving images, attento a cogliere lo sguardo sul reale degli artisti contemporanei e attivo nella scoperta di alcuni fra i più talentuosi artisti emergenti degli ultimi anni.

Tra gli ospiti del Festival, Shirin Neshat che presenterà il suo ultimo film Looking for Oum Kulthum, il produttore Ahmad Kiarostami, figlio del regista Abbas, l’artista Rä Di Martino e l’attore Corrado Sassi che introdurranno Controfigura con Filippo Timi e Valeria Golino, James Krump con la prima del film dedicato al fashion illustrator Antonio Lopez, Rosalind Nashashibi con l’anteprima del suo Vivian’s Garden, Roee Rosen con il suo ultimo video The Dust Channel e Adrian Paci che porterà Interregnum, il regista Heinz Peter Schwerfel con le prime mondiali dei film dedicati a Philippe Parreno e Adrian Villar Rojas, il coreografo Virgilio Sieni con la prima assoluta del suo ultimo cortometraggio Il giardino delle erbacce.
 

lunedì 30 ottobre 2017

Friuli Venezia Giulia, l’autunno è la stagione migliore per le visite guidat




PromoTurismoFVG propone al turista un ricco ventaglio di percorsi autunnali accompagnati da guide esperte,
dai luoghi della Grande Guerra alle città d’arte 

A cent’anni dai fatti della Prima Guerra Mondiale e della battaglia di Caporetto, ricordata a Cividale del Friuli con importanti celebrazioni, il Friuli Venezia Giulia conserva ancora le tracce di questa vicenda storica che ha cambiato il volto dell’intera Europa. Oggi si possono visitare i luoghi delle battaglie, ripercorrere i camminamenti, ammirare le imponenti costruzioni militari. Tutta la regione è disseminata di sacrari, ossari, cimiteri di guerra, monumenti e musei che costituiscono un prezioso itinerario della memoria. PromoTurismoFVG propone emozionanti percorsi nel passato attraverso visite guidate che in autunno, nella ricorrenza della battaglia di Caporetto, aggiungono il fascino di una natura colorata e mozzafiato.
Si parte con il “Carso Isontino, Gorizia, il Collio: un viaggio lungo il corso del Basso Isonzo, dove si trovava il settore più importante del fronte italiano tra il 1915 e il 1917. Centinaia di testimonianze ricordano le battaglie combattute in quegli anni e fanno comprendere quanto dura sia stata la vita dei soldati impegnati nel conflitto. 
La visita alle “Valli del Natisone, il Friuli collinare e la pedemontana pordenonese ripercorre invece i luoghi della battaglia di Caporetto, avvenuta il 24 ottobre di esattamente cent’anni fa. Una lunga linea che collega la parte più orientale del Friuli Venezia Giulia con quella più occidentale e la Slovenia al Veneto, seguendo storie, testimonianze e luoghi di uno degli eventi cruciali della Grande Guerra.
Con la visita al “Carso triestino - Le retrovie austro-ungariche è possibile poi osservare quali furono le difese costruite dall’esercito austro-ungarico per bloccare i soldati italiani e difendere Trieste.
Da fondovalle si arriva alle Alpi Giulie e Carniche, grazie alla visita guidata “Tarvisiano e Carnia - La Grande Guerra in montagna che illustra il tratto di fronte caratterizzato da enormi difficoltà logistiche e le condizioni di vita che i militari dovevano affrontare.
Un percorso attraverso i luoghi della Grande Guerra non può che terminare con una visita al Sacrario di Redipuglia e al museo all’aperto della Dolina del XV Bersaglieri del Monte Sei Busi che quest’anno si è arricchita della possibilità di noleggiare le audioguide. Qui, dove si svolsero le prime durissime battaglie dell'Isonzo, si può scendere nelle trincee e osservare quel che resta dei baraccamenti e si possono conoscere le vicende del primo dopoguerra quando nell'area che fu un campo di battaglia, sorse dapprima il primo cimitero militare sul Colle Sant'Elia e poi il grande Sacrario che custodisce ancora i resti di oltre centomila caduti della Grande Guerra. 
Tutte le visite guidate hanno date e orari prefissati che si possono consultare all’indirizzo www.turismofvg.it con le indicazioni dei costi e delle modalità di prenotazione.
I percorsi di scoperta organizzati da PromoTurismoFVG proseguono fino a fine anno anche alla Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli, uno dei gioielli più preziosi del Friuli Venezia Giulia, ubicata proprio nel cuore del Friuli Collinare. È la più antica biblioteca della regione e una delle prime biblioteche pubbliche in Italia. Fondata il 10 ottobre 1466, la Guarneriana custodisce un patrimonio preziosissimo e straordinario di cultura e arte frutto di tante donazioni: manoscritti, incunaboli, cinquecentine e oltre 12mila volumi antichi a stampa.
Altri percorsi accompagnati da guide esperte sono possibili a Spilimbergo, conosciuta come la Città del Mosaico per la presenza della Scuola Mosaicisti del Friuli che rappresenta un’eccellenza di fama internazionale, a Pordenone, definita “la città dipinta” per  i palazzi dalle facciate splendidamente affrescate, ad Aquileia, Patrimonio dell'Umanità tutelato dall'UNESCO, dove la visita consente di scoprire i segreti di un’antica metropoli di epoca romana, allora punto strategico per gli scambi con i Paesi danubiani e con l'Oriente. E naturalmente nelle suggestive e affascinanti Udine e Trieste: i luoghi più belli di entrambe le città possono essere scoperti anche con l'audioguida che consente di gestire il tempo di visita in piena libertà e autonomia.


Profilo brand di design fondato e diretto da Andrew Vianello dal 1 novembre a Le Bon Marché di Parigi con la collezione LATO P






La collezione LATO P di Profilo rappresenta il quinto lato che nessuno vede e trasgredisce simpaticamente la regola di lettura che gli altri hanno di noi. LATO P enfatizza al meglio i tratti più sinceri della persona ritratta e la omaggia di bellezza eterna.
 
Il profilo è da sempre, per tutti, lo specchio della vera essenza di un individuo, il modo migliore per leggerne l’anima, perché rappresenta la forma “obiettiva” della persona. Con LATO P ci si può in un certo senso riappropriare della propria autenticità, ammirarla e riscoprirla. Ma soprattutto si regala agli altri la chance di farlo.
 
LATO P é un'idea regalo creata con un filo di metallo e vede rappresentato il profilo del volto di qualsiasi persona. Consegnando alla boutique una fotografia rigorosamente di profilo del proprio amore, figlio, genitore, persona cara o anche di sè stessi, LATO P verrà realizzato made-to-order e da mani esperte.
Nell’attesa della consegna, che avverrà dopo qualche giorno, ogni boutique fornirà al cliente un certificato di garanzia e di unicità. Un profilo, da regalare e regalarsi per qualsiasi occasione o ricorrenza, semplice ma estremamente personale rappresenta il profilo più reale e nascosto di ognuno di noi.È disponibile anche in versione coppia o in oro 24 carati.
 
A partire dal 1 novembre, Profilo presenta in esclusiva a Le Bon Marché di Parigi la serie Affinità o fedeltà? che comprende i profili di 20 razze canine.
Sarà anche possibile avere il proprio LATO P ‘umano’ attraverso il servizio di personalizzazione tramite la foto che il cliente può consegnare al grande magazzino.
LATO P inoltre sarà presentato in versione capsule con un packaging speciale e una placca in acciaio inciso sulla base.
Nel grande magazzino sarà presente Andrew Vianello che disegnerà per tutti i clienti l'idea regalo personalizzata.

In Italia, Profilo può essere acquistato in diverse boutique o nell' e-shop di Profilo su www.profilofilo.com

domenica 29 ottobre 2017

Un libro e un vino per festeggiare i 90 anni di Marco Felluga, patriarca dell’enologia del Friuli Venezia Giulia




“Una storia di intuizioni”: così potrebbe essere definita quella di Marco Felluga, patriarca dell’enologia friulana, prestigioso vignaiolo del Collio goriziano, personaggio di spicco del mondo enologico nazionale, che il 28 ottobre 2017 ha compiuto 90 anni.

Per celebrarlo, sono stati realizzati un libro, scritto da Walter Filiputti con le immagini di Tiziano Scaffai, e un vino che il figlio Roberto gli ha voluto dedicare: il Collio Bianco Gran Selezione 50/90, presentato in anteprima in occasione della festa di compleanno che si è tenuta nel suggestivo scenario della cantina di Russiz Superiore a Capriva del Friuli. Un’etichetta che racchiude in sé l’esperienza, la passione e la creatività delle aziende Marco Felluga e Russiz Superiore – per la prima volta insieme – e i valori trasmessi da Marco a Roberto. Occorrerà ancora un po’ di tempo prima che gli estimatori lo possano degustare, dal momento che la DOCG Collio entrerà in vigore con la vendemmia 2018.

50/90: il libro racconta la storia di Marco Felluga, 90 anni orgogliosamente portati, intrecciata con quella del Collio – che ha contribuito in modo decisivo a valorizzare con una vita imprenditoriale tutta dedicata al vino – e i 50 anni che tutta la famiglia ha percorso e dedicato a Russiz Superiore, il suo “capolavoro”. Marco ha compreso come pochi – e fu tra i primissimi – ciò che bisognava fare affinché queste colline eoceniche del Nord Est straordinariamente vocate alla viticoltura, diventassero “il” Collio, zona d’elezione nella storia enologica d’Italia, da dove è partito il nuovo stile dei vini bianchi di quello che sarebbe stato – a partire dal 1970, con l’affermarsi di una nuova imprenditoria vinicola di gran successo – il Rinascimento del vino italiano. Uomo pragmatico, molto esigente sul lavoro, munito di una grande intelligenza e sorretto da un intuito fuori del comune e da una vasta cultura, ha dedicato la sua vita di produttore, oltre che alle sue aziende, anche alla causa comune del territorio, tant’è che, per due mandati, si è impegnato come Presidente del Consorzio Collio. “Questo percorso della Marco Felluga – Russiz Superiore si è nutrito dell’arte e dello stile italiano, che non è solo moda e design, ma una maniera di vivere dove entrano in gioco componenti come il concetto di bellezza, il cibo e la cucina – scrive Walter Filiputti nella prefazione del volume – Assieme rappresentano ed esaltano una ricchezza reale, concreta, che il mondo ci invidia.”

Un’epopea che dura tuttora, grazie a una continuità familiare che ha visto Roberto Felluga (quinta generazione di questa dinastia di viticultori d’origine istriana, approdata in Friuli Venezia Giulia negli anni Venti del secolo scorso) proseguire sulla strada della qualità assoluta tracciata dal padre: conoscenze e dedizione che tramanderà alla figlia Ilaria. Roberto conduce le due prestigiose aziende nel Collio Goriziano (Marco Felluga a Gradisca d’Isonzo e Russiz Superiore a Capriva del Friuli). Insieme, Marco e Roberto hanno sommato ad oggi oltre 60 vendemmie, che hanno ritmato il tempo del loro lavoro e della loro vita. Il frutto di questo loro impegno si concretizza, simbolicamente, nella bottiglia del Collio Bianco Gran Selezione 50/90, che porterà in etichetta, intrecciati fra loro, i nomi delle due aziende di famiglia.

A festeggiare Marco Felluga, c’erano il 28 ottobre tanti amici provenienti dall’Italia e dall’estero, l’Assessore regionale alle Risorse Agricole e Forestali Cristiano Shaurli e il Sindaco di Capriva del Friuli Daniele Sergon, che lo ha insignito della Cittadinanza onoraria. “Di fronte ad una ricorrenza come questa non ci si può che inchinare, riconoscenti – ha commentato l’Assessore Shaurli – Marco Felluga è un patriarca che ha fatto la storia del vino friulano, ed italiano. Un modello per tutti.”


venerdì 27 ottobre 2017

Lunedì 30 ottobre la brigata degli chef CHIC sarà ospite al Piccolo Lago per la prossima tappa di “In The Kitchen Tour”

Nella splendida cornice del Lago di Mergozzo torna al ristorante Piccolo Lago di Verbania l’appuntamento con “In The Kitchen Tour”, l’innovativo circuito BtoB, ideato ed organizzato dall’Associazione CHIC – Charming Italian Chef, un evento dove la creatività degli Chef incontra le eccellenze dell’enogastronomia italiana.

Lunedì 30 ottobre il ristorante bistellato dello chef Marco Sacco aprirà le porte agli Chef dell’associazione CHIC e ai colleghi del territorio che si uniranno in un’unica grande brigata  alle prese con la selezione e la sperimentazione delle materie prime offerte dalle aziende presenti, per raccontare e conoscere prodotti di qualità, studiarli, sperimentarli e proporli attraverso creazioni ed impieghi innovativi.

La “jam session” culinaria inizierà alle ore 11.00 con la presentazione di tutti i protagonisti alla stampa e agli influencer del settore gourmet che condivideranno e racconteranno le creazioni degli chef.
MARCO SACCO 
 
“Mi piace divertirmi e far divertire, fa parte del mio lavoro; è il mio modo di esprimermi. Il ristorante diventa condivisione, partecipazione tra me e il mio pubblico. Tutto diventa teatrale e lo spartito lo decido io. Guardate, annusate, assaggiate, ascoltate... si va in scena”.
Assieme a Marco Sacco, tra gli chef CHIC saranno presenti Giuseppe Cereda Cucina Cereda – Ponte San Pietro (BG), Federico Beretta del ristorante Feel Como – Como, Luca Mauri del Tartufi & Friends – Milano, Andrea Alfieri de Il Chiostro Di Andrea (Milano),  Felice Lo Basso del Felix Restaurant (Milano), Claudio Melis In Viaggio Ristorante (Bolzano), Torsiello Cristian Osteria Arbustico – Valva (SA), Giorgio Servetto Ristorante Nove – Alassio (SV), Antonio Danise Villa Necchi Alla Portalupa – Gambolò (PV), Enrico Gerli Ristorante I Castagni – Vigevano (PV).

I Guest Chef che si uniranno alla brigata saranno Marc Lanteri del ristorante Al Castello – Grinzane Cavour (CN), Beppe Allegretta pasticciere del Ristorante Unico – Milano, Paolo Meneguz del Ristorante Fre – Monforte d’Alba (CN), Davide Gnocchi della Casa Del Dolce – Verbania, Danilo Bortolin del ristorante La Beola, Grand Hotel Majestic – Verbania, Gianpietro Bona del ristorante Le Colonne - Santa Maria Maggiore (VB),
 Marcello Tiboni del ristorante Maemo – Oslo, Cristian Elena del ristorante Elena – Domodossola (VB), Marco Rossetti del ristorante Derna – Varzo (VB), Francesco Luoni chef alle Isole Borromee – Stresa, Giorgio Bartolucci del ristorante Eurossola – Domodossola (VB), Roberto Ottone del ristorante Due Torri – Verona, Mirco Polli dell’Osteria Santa Maria – Abbiategrasso (MI), Misha Sukyas – Milano, Simona Benetti (ristoratrice) e Gabriele Boggio (chef) del ristorante Battipalo - Lesa (No), Gabriele Lanino de La Tavernetta – Verbania, Leonardo Rotolo e Natascia Andreoli (ristoratori) e Salvatore De Luca (chef) dell’agriturismo Rosso Lampone - Bieno (VB), Agostino Sala del Ristorante Milano - Pallanza (VB), Ernesto Tonetto - Chef Consulente, Alberto Todisco del ristorante Chez Manuel - Isola Pescatori (VB).

Tra le aziende Partners di Chic parteciperanno Gico Cucine, Giardini D'amore Liquori, Agostinetto, Il Borgo Del Balsamico, Trabo, Mancini Pastificio Agricolo, Valverde, Nespresso, Amarcord, Norge, Legu, Remo Pasquini, Patate Dolci Della Carolina Del Nord, Riso Buono, Molino Bertolo, Premiere Italia, Koppert Cress e Selecta, assieme alle aziende del territorio quali Adolfo Rizzardelli, Igor Gorgonzola, Alpen Pennati, Cipolla Bionda Di Cureggio E Fontaneto, Soluzione Spa - Land Rover, Crafond, Formazza Agricola (Pennati), Fugascina, Zepter, La Casera, La Casina Della Chiocciola, Audere, Volzhenka, Trota Oro, Major Gin, Rita Sala, Az. Agricola Enrico Covolo, Az. Agricola Cà Nel Bosco, Luigi Guffanti.
ANCHE LA CENA E' CHIC...
La giornata si concluderà con una cena esclusiva a “8 mani” che vedrà coinvolti: Claudio Melis de In Viaggio Ristorante che proporrà l’antipasto creativo Brodo di Manzo e Porcini, Latte di Capra e Erba Lepre; Cristian Torsiello dell’ Osteria Arbustico di Valva con il Risotto con sedano rapa latte di mozzarella e lumache al tartufo nero.
Sapore e ricercatezza nella proposta di Giorgio Servetto del Ristorante Nove che cucinerà
Capra e fagioli. A capitanare la squadra, ovviamente chef Marco Sacco che chiuderà la cena in bellezza con Nocciola Tonda Gentile e Salicornia.

Lo schermo dell’arte Film Festival X edizione Firenze


Cinema La Compagnia, Cango Cantieri Goldonetta,
Galleria delle Carrozze di Palazzo Medici Riccardi,
Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, Palazzo Strozzi
15 – 19 novembre 2017


Openingh Night 
mercoledì 15 novembre Cinema La Compagnia 
ore 19.00 Superstructure 2017
live set dell’artista Hassan Khan
e
ore 21.30 l’ultimo capolavoro di Abbas Kiarostami
24 Frames

martedì 14 novembre dalle 18.00
Galleria delle Carrozze di Palazzo Medici Riccardi
vernissage della mostra
 Directing the Real. Artists’ Film and Video in the 2010s

Closing Night
domenica 19 novembre ore 21.15
ritratto del celebre fashion illustrator
Antonio Lopez 1970: Sex Fashion & Disco di James Crump

anteprima mondiale
dei film Philippe Parreno e Adrian Villar Rojas
di Heinz Peter Schwerfel
e
Il giardino delle erbacce di Virgilio Sieni

tra le anteprime italiane
 Beuys di Andres Veiel
e
Wipping Zombie di Yuri Ancarani
 
 
 
Per il suo decennale, LO SCHERMO DELL'ARTE FILM FESTIVAL - progetto unico nel panorama italiano e internazionale dedicato alle molteplici interazioni tra cinema e arte contemporanea diretto da Silvia Lucchesi - presenterà dal 15 al 19 novembre un ricco programma: 26 film d’artista e documentari con molte anteprime italiane e 3 mondiali, una mostra curata da Leonardo Bigazzi con le opere di oltre 20 artisti, due progetti di formazione, cinque premi per artisti. Un appuntamento che riunirà per 5 giorni a Firenze la comunità di artisti, registi, curatori, produttori e direttori di istituzioni che lavorano nel campo delle moving images con oltre 70 ospiti internazionali. Il filo conduttore di molti dei film selezionati è la riflessione sull’utilità sociale dell’arte e su scottanti temi di attualità visti attraverso lo sguardo di artisti e registi: libertà di espressione, emigrazione, politica, rapporto arte-uomo-natura.

Il Festival inizierà mercoledì 15 al Cinema La Compagnia con un live set dell’artista e musicista egiziano Hassan Khan, Leone d’argento all’ultima Biennale di Venezia, a cui seguirà la prima italiana di 24 Frames, ultima opera del regista iraniano Abbas Kiarostami.

Fino a domenica 19 novembre, il calendario coinvolgerà le principali istituzioni culturali della città con le quali il festival ha collaborato nei suoi anni di attività, quali Palazzo Strozzi, Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, CANGO Cantieri Goldonetta. Saranno proposti anteprime di film d’artista, il Focus 2017 dedicato ad Hassan Khan, documentari sui protagonisti dell’arte contemporanea, tra cui Beuys di Andres Veiel e Koudelka Shooting Holy Land di Gilad Baram; il progetto Moving Archive con film d’archivio riproposti in biblioteche e istituzioni della Città metropolitana di Firenze; la III edizione di Feature Expanded. Art Film Strategies - programma di formazione diretto da Sarah Perks e Leonardo Bigazzi e finanziato dalla Comunità europea - che porterà a Firenze artisti internazionali che desiderano realizzare il loro primo lungometraggio; la VI edizione di VISIO. European Programme on Artists’ Moving Images a sostegno delle giovani generazioni di artisti che lavorano con video e cinema.
Inoltre, la mostra Directing the Real. Artists’ Film and Video in the 2010s, a cura di Leonardo Bigazzi, che inaugurerà martedì 14 novembre a Palazzo Medici Riccardi, sarà un ulteriore momento di riflessione sul lavoro svolto in questi 10 anni di attività ma anche uno sguardo aperto sul futuro. LO SCHERMO DELL'ARTE è da sempre impegnato nella promozione della produzione artistica delle moving images, attento a cogliere lo sguardo sul reale degli artisti contemporanei e attivo nella scoperta di alcuni fra i più talentuosi artisti emergenti degli ultimi anni.

Tra gli ospiti del Festival, Shirin Neshat che presenterà il suo ultimo film Looking for Oum Kulthum, il produttore Ahmad Kiarostami, figlio del regista Abbas, l’artista Rä Di Martino e l’attore Corrado Sassi che introdurranno Controfigura con Filippo Timi e Valeria Golino, James Krump con la prima del film dedicato al fashion illustrator Antonio Lopez, Rosalind Nashashibi con l’anteprima del suo Vivian’s Garden, Roee Rosen con il suo ultimo video The Dust Channel e Adrian Paci che porterà Interregnum, il regista Heinz Peter Schwerfel con le prime mondiali dei film dedicati a Philippe Parreno e Adrian Villar Rojas, il coreografo Virgilio Sieni con la prima assoluta del suo ultimo cortometraggio Il giardino delle erbacce.

Feature Expanded, European Art Film Strategies
III edizione
in collaborazione con HOME

Tavola rotonda aperta al pubblico
Becoming a Feature
venerdì 17 novembre ore 15.45
Altana di Palazzo Strozzi

Tra gli artisti selezionati Pauline Curnier Jardin, Angela Anderson, Ursula Mayer

Quattro prestigiosi premi internazionali
saranno assegnati dalla giuria presieduta da Caroline Bourgeois
 
 
Si concluderà a Firenze, in occasione del decennale dello Schermo dell’arte Film Festival diretto da Silvia Lucchesi, la III edizione di Feature Expanded. European Art Film Strategies, progetto di formazione diretto da Sarah Perks, direttrice della sezione arti visive di HOME, e Leonardo Bigazzi, curatore progetti speciali dello Schermo dell’arte. Il progetto, iniziato ad HOME a Manchester lo scorso giugno, riunirà  a Firenze dal 15 al 19 novembre 12 artisti che desiderano realizzare il loro primo lungometraggio e addetti ai lavori, tra cui prestigiosi nomi del panorama artistico internazionale, quali la curatrice della Pinault Collection Caroline Bourgeois e artisti come Rä Di Martino e Roee Rosen.  Ai partner del progetto, si aggiunge quest’anno In Between Art Film, casa di produzione fondata da Beatrice Bulgari con la volontà di sviluppare e promuovere film che si basano su interdisciplinarietà e scambio tra diversi linguaggi artistici del nostro tempo.

Programma di training unico in Europa, promosso dallo Schermo dell'arte Film Festival e HOME,  sostenuto da Creative Europe/MEDIA, Feature Expanded ha raggiunto nelle precedenti edizioni risultati straordinari, permettendo ai partecipanti di ampliare le proprie competenze, sviluppare e produrre nuovi progetti che sono stati presentati a festival internazionali dove sono stati premiati con importanti riconoscimenti. 

Tra i 12 artisti selezionati, che presenteranno a Firenze i loro lavori in una Pitch Session di fronte ad una giuria internazionale presieduta dalla curatrice della Pinault Collection Caroline Bourgeois, artisti già affermati internazionalmente quali Pauline Curnier Jardin (Francia) scelta da Christine Macel per la 57° Biennale di Venezia, i cui film eccentrici e teatrali ritraggono eventi storici e personaggi attraverso scene stilizzate, spesso improvvisate; Angela Anderson (USA/Germania), artista e regista che lavora sull'intersezione della filosofia, dell'ecologia, dell'economia, della migrazione, delle tematiche femministe e queer, presente con una sua opera a documenta 14; Ursula Mayer (Austria) vincitrice nel 2014 del premio Derek Jarman, nei suoi film e nelle sue installazioni multicanale utilizza segni e immagini presi in prestito dall'architettura, dalla moda, dalla letteratura, dalla politica, dalla mitologia, dalla geologia e dalla scienza.
E ancora: Mariangela Ciccarello (Italia), Michelle Deignan (Irlanda), Bart Groenendaal (Paesi Bassi), Assaf Gruber (Israele), Mario Pfeifer (Germania), Anastasija Piroženko (Lituania), Theo Prodromidis (Grecia), Janis Rafa (Grecia/Paesi Bassi) and Axel Straschnoy (Finlandia).

Nell’ambito di Feature Expanded 2017, venerdì 17 novembre alle 15.45 presso l’Altana di Palazzo Strozzi si terrà la tavola rotonda aperta al pubblico Becoming a Feature, organizzata in collaborazione con In Between Art Film e Fondazione Palazzo Strozzi, a cui parteciperanno, fra gli altri, gli artisti Rä Di Martino e Roee Rosen. Saranno analizzati i fattori che, nell’ultimo decennio, hanno spinto un numero crescente di artisti a confrontarsi con produzioni cinematografiche, introducendo nuovi modelli espressivi in grado però di sfruttare le regole e le strutture dell’industria del cinema.

Sabato 18 novembre alle 21.00 al Cinema La Compagnia saranno assegnati quattro importanti premi che contribuiranno allo sviluppo e alla promozione di alcuni dei progetti presentati: Feature Expanded Distribution Award per la distribuzione del film vincitore da parte di HOME e dello Schermo dell’arte nel Regno Unito e in Italia; Feature Expanded Development Award, una residenza di 4 giorni per lavorare alla sceneggiatura del proprio film con la script consultant Marietta von Hausswolff von Baumgarten; ottod’Ame Film Award, riconoscimento in denaro offerto dalla casa di moda fiorentina per sviluppare la ricerca di uno dei film; SUB-TI Award, offerto da SUB-TI per la produzione di sottotitoli in una lingua europea.
I vincitori saranno selezionati da una giuria internazionale presieduta dalla curatrice Caroline Bourgeois e composta dal regista e critico d’arte Heinz Peter Schwerfel e dal produttore Yorgos Tsourgiannis.

Feature Expanded, iniziato a Manchester con il primo momento di residenza nel giugno scorso, con corsi, workshop, masterclass, proiezioni e tavole rotonde a cura di professionisti del settore cinematografico, quali i tutors Lisa Maria Russo, Leif Magne Tangen e Jacqui Davies, propone un ventaglio unico e personalizzato di attività formative nel campo della produzione cinematografica rispondendo alle nuove richieste degli artisti che lavorano con le immagini in movimento.
Il progetto ha generato nei primi due anni di attività numerose occasioni per gli artisti coinvolti: Yael Bartana ha collaborato con Jacqui Davies per la produzione di What If Women Ruled the World?, selezionato all’Art:Film del Cinemart del Rotterdam International Film Festival 2016; Jorunn Mykleburst Syversen, grazie ad un finanziamento del Norwegian Film Institute, ha realizzato il lungometraggio Hoggeren / The Tree Feller entrato nella short list degli Oscar per la Norvegia; Gabrielle Brady, vincitrice del Feature Expanded Distribution Award 2015, ha girato lo scorso anno il film Christmas Island, ricevendo un finanziamento dal British Film Institute, e ha realizzato un cortometraggio commissionato dal Guardian e Nertha Documentaries; Stefanos Tsivopoulous è stato invitato con il suo Kindness (2016) alla sezione Art:Film del Cinemart di Rotterdam 2017, dalla quale è nata una collaborazione con la casa di produzione Horsefly (Grecia).

SIPO, al via la raccolta del carciofo sardo


E’ partita la stagione in casa SIPO dei  carciofo Sapori del mio Orto con le varietà thema e spina.
L’approvvigionamento è localizzato presso delle aziende agricole specializzate nella coltura in oggetto di Valledoria (Sassari) e di Villasor (Cagliari) e cioè nelle aree più vocate.
Sono disponibili le seguenti referenze:
  • Cuore di carciofo in vassoio filmato sgambato e pulito e sfogliato 4 teste.
  • Carciofo filmato 2 piante spinoso D.O.P.
  • E carciofi alla rinfusa thema e spina.
Di origine mediterranea deriva da selezionamenti del cardo (Cardo Cardunculus). La coltura del carciofo è diffusa maggiormente in alcuni Paesi del Mediterraneo, soprattutto in Italia, ma anche in Francia e Spagna, mentre è poco nota in molti altri Stati. La Sardegna è la regione che maggiormente si caratterizza per la coltivazione e il consumo di questo ortaggio. La maggior parte della produzione commerciale è destinata al consumo fresco, la restante viene utilizzata come prodotto conservato o surgelato.
Il carciofo esige un clima mite a abbastanza umido ma resiste bene anche a temperature più basse anche intorno 0 gradi.
I mesi di luglio e agosto sono considerati il periodo i migliori per l’impianto sia con “carduccio” che “ovulo”.  La raccolta, invece, avviene principalmente tra il mese di novembre e quello di aprile.      
I carciofi rappresentano una vera e propria miniera di principi attivi e vantano particolari virtù terapeutiche. Hanno pochissime calorie, sono molto gustosi ed hanno molte fibre, oltre ad una buona quantità di ferro, calcio, fosforo, magnesio e potassio. Sono dotati di proprietà regolatrici dell’appetito, vantano un effetto diuretico e sono consigliati per risolvere problemi di colesterolo, diabete ,ipertensione, sovrappeso, e cellulite. Sono anche molto apprezzati per le caratteristiche toniche e disintossicanti, per la capacità di stimolare il fegato, calmare la tosse e contribuire alla purificazione del sangue, fortificare il cuore, dissolvere i calcoli.
I carciofi, che si possono consumare sia crudi sia cotti, sono un buon ingrediente per preparare piatti gustosi e genuini come i carciofi farciti, i carciofi all'uovo, la sfogliata di carciofi al formaggio di capra e i carciofi alla greca. Ottimo ingrediente anche per preparare dei primi piatti, come le fettucce con carciofi e vongole all'arancia, il risotto ai carciofi con cialdine di parmigiano e le tagliatelle con ragù di agnello e carciofi.

giovedì 26 ottobre 2017

L’ITALIA DEL GUSTO A MILANO GOLOSA 2017: FOCUS 2 FOOD



Milano Golosa 2017 si è tenuta come gli scorsi anni nella location del Palazzo del Ghiaccio di Via Piranesi dal 14 al 16 Ottobre c.m. , ed ha rappresentato un’ottima occasione per le aziende del food and beverage presenti per farsi conoscere e apprezzare da parte del pubblico, formato sia da appassionati del gusto che da operatori del settore.
L’ideatore Davide Paolini ha puntato forte sulla valorizzazione di piatti tipici di qualità, a volte inediti, selezionando circa 200 tra cantine, aziende di materie prime gastronomiche, trattorie e paninerie, organizzando all’interno della manifestazione diversi eventi speciali e showcooking.
I giornalisti dell’Italia del Gusto, sempre attenti a rassegne di livello come questa, per la parte food hanno visitato accuratamente agli stand diverse aziende provenienti da tutta Italia, scoprendo delle realtà d’indubbia eccellenza.
Prima di tutto salumi ed insaccati: degni di menzione quelli tipici emiliani della Bonfatti di Cento, paesino nel cuore dell’Emilia, poi i prodotti di tradizione friulana del Salumificio Lovison di Spilimbergo (Pn), il prelibato salame di cinghiale di Salcis di Siena, i succulenti insaccati DOP Piacentini di La Rocca di Castell’Arquato e quelli altrettanto deliziosi dei F.lli Billo (Salumificio Dolomiti) di Cismon del Grappa (Vi).
Per i formaggi, l’Italia del Gusto promuove a pieni voti quelli romagnoli di San Patrignano di Coriano (Rn), il Parmigiano Reggiano dell’Azienda Agricola Guareschi di Roccabianca (Parma) e i tipici friulani, compreso il frico, della Latteria d’Aviano, dell’omonimo paese sito nel Pordenonese.
Per quanto riguarda l’olio, segnaliamo gli oli di qualità del Frantoio Valtenesi nel Bresciano e i pregevoli Umbri di Pelagrilli di Monteleone d’Orvieto (Terni), mentre per l’universo della pasta, impossibile scordarsi di quella di semola di grano duro trafilata al bronzo del Pastificio Carmiano di Gragnano (Napoli) .
Infine pane, dolci e caffè: un apprezzamento va al pane e ai dolci artigianali del Forno dei F.lli Longoni di Carate Brianza (Mb), alla speciale Torta Barozzi della Pasticceria Gollini di Vignola (Modena) e alle 4 miscele della linea M'ama, ovvero Vivace, Coccolosa, Monello e Decaf dell’Azienda Caffè M’Ama, sempre di Vignola.

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OSSERVATORIO CENTRO STUDI ERICKSON L'infanzia È diventata una “malattia”? la cura È L’EDUCAZIONE, a partire dalla scuola

Lavori di gruppo, didattica sociale
e una forte regia pedagogica: quella dell’insegnante

Trento, 26 ottobre 2017 – “Mattia è molto agitato e disturba nell'ora d'inglese”. “Mattia non ha eseguito il lavoro, pertanto lo farà a casa. Mentre scrivevo questa comunicazione ha lanciato gli occhiali che si sono rotti. Ai compagni ha detto che avrebbe fatto ricadere la colpa su di me!". "Mattia si permette di fare lo spiritoso mentre si lavora facendo perdere tempo a me e a sé stesso". Sono alcuni esempi di note scolastiche raccolti da Daniele Novara, pedagogista e fondatore del Centro psicopedagogico per l'educazione e la gestione dei conflitti, da cui emerge una difficoltà dei docenti di cogliere il pensiero infantile nella sua peculiarità. Mentre le neuroscienze confermano la differenza profonda fra cervello infantile, cervello adolescenziale e quello adulto, il mondo educativo non sembra tenerne conto, dominato dall’idea della normalità, vista come equiparazione all’età adulta: i bambini funzionano se si comportano come adulti. A un certo punto il tutto si salda e l’immaturità evolutiva – naturale, fisiologica, che li porta a comportamenti apparentemente insensati, ma quasi sempre compatibili con la loro età acerba – viene confusa con delle “malattie”. Gli esempi delle diagnosi parlano chiaro. Secondo i dati Istat negli ultimi anni sono quadruplicati i Dsa (Disturbi specifici di apprendimento), sono raddoppiate le certificazioni di disabilità (legge 104), e da ultimi sono dilagati i cosiddetti Bes (Bisogni educativi speciali). Il risultato finale? In una classe elementare italiana un bambino su 4 è in media portatore di una diagnosi attinente a un deficit specifico. E se da un lato questo trend può essere riconosciuto come positivo, per effetto del fatto che ora finalmente si parla di questi disturbi e gli insegnanti e le famiglie li riconoscono e li gestiscono più facilmente, dall’altro varrebbe la pena capire che la vera emergenza è anche la disattenzione crescente nei confronti dell’educazione.
È fondamentale riuscire a restituire a genitori e insegnanti potere, funzione e responsabilità. Perché etichettare i figli e conseguentemente medicalizzarli è una pratica oggi sempre più diffusa. Ma è anche rischiosa. “Prima di psichiatrizzare una generazione di figli il buon senso dice di verificare se i basilari educativi sono presenti o se viceversa la confusione pedagogica negli adulti crea disturbi e scompensi nei più piccoli. È importante saper mettere in dubbio che il difetto possa essere anche in chi educa, non esclusivamente in chi è educato. Messe insieme l’incapacità d’interpretarsi in senso educativo e l’alienazione infantile nei confronti del gioco, della motricità e della natura, si capisce come le difficoltà emotive non appartengano a motivazioni neurologiche, ma prevalentemente a situazioni ambientali dove l’innaturalità della vita impedisce anche il recupero di eventuali ritardi. Ecco perché si può curare con l’educazione”, dichiara Daniele Novara che sarà tra i relatori del Convegno internazionale “La Qualità dell’inclusione scolastica e sociale” organizzato dal Centro Studi Erickson in programma al Palacongressi di Rimini dal 3 al 5 novembre per l’undicesima edizione.
È necessario poter offrire ai ragazzi un’alternativa. Gli adulti, insegnanti o genitori che siano, devono affrontare una svolta di coraggio educativo per portare un contributo decisivo, tappa per tappa, alla crescita dei bambini.  Ecco perché è necessario puntare sull’educazione. “E poi c’è la scuola, una seconda famiglia, che ha rinunciato anch’essa all’educazione, preferendo - di fronte a disturbi quali vivacità, scarsa concentrazione, aggressività, disinteresse – la strada dei controlli neuropsichiatrici affidata a specialisti, piuttosto che quella di applicare gli specifici strumenti educativi che dovrebbero esserle propri. In questo modo la scuola si sottrae alla propria vocazione diventando totalmente subalterna al sistema medico sanitario”, prosegue Novara, che affronta questi temi nel suo ultimo libro “Non è colpa dei bambini” (Rizzoli). 
Ma una scuola seria, che funziona, viceversa deve saper trovare dei dispositivi pedagogici e fungere da “regista” di un cast composto dalla famiglia, dagli insegnanti, da pedagogisti e specialisti che lavorano con i bambini. Devono esistere filtri tra l’individuazione del bambino che disturba o è problematico e l’invio ai servizi di neuropsichiatria. Il lavoro sui basilari educativi permetterebbe infatti di recuperare i bambini e i loro genitori. Una scuola che ai nostri giorni voglia puntare sulla qualità e sull’innovazione non può prescindere da un lavoro orientato prima di tutto a costruire coesione educativa tra gli adulti, ripartendo dalle esigenze dei bambini per fare in modo che l’educazione sia ben organizzata e rispettosa della loro crescita.
Occorre recuperare la maieutica, l’arte di tirar fuori: mettersi in una prospettiva che non pretende di risolvere o guarire o eliminare, ma di far emergere le capacità, attivare, aiutare le persone a imparare quanto sono in grado di imparare, a qualsiasi età. Aiutare allo stesso tempo gli adulti a rimuovere le proprie carenze educative consente di uscire dal tunnel della patologizzazione.
Per fare tutto questo serve un cambio di rotta: la scuola si è sempre più orientata a una didattica individualistica con programmi il più possibile parcellizzati alunno per alunno, mentre l’apprendimento – secondo Novara - è un’esperienza anzitutto sociale, dove l’interazione con gli altri e il fare gruppo rappresentano l’elemento prioritario. E anche la normativa si allontana da queste pratiche sottraendo al gruppo classe ogni legittima competenza in fatto di apprendimento. Come ben racconta il professor Novara nel libro “Con gli altri imparo” edito dal Centro Studi Erickson, l’imitazione sociale è da sempre la strategia che il genere umano privilegia per imparare rapidamente ed efficacemente. Ecco allora tre importati suggerimenti da applicare in classe per andare verso una vera inclusione:
1. I bambini imparano tra di loro, meno dagli adulti.
«Ho continuato a spiegare quel concetto ma non gli entrava in testa assolutamente, poi ho chiesto di fare un esercizio, divisi in gruppi di tre o in coppia. Quelli che avevano capito spiegavano agli altri più semplicemente di come facevo io e ottenevano migliori risultati». La lezione frontale resta il metodo meno efficace da utilizzare nell’insegnamento, sia perché i tempi di concentrazione sono molto limitati, sia perché la distanza cognitiva fra l’adulto e il bambino è molto elevata. Sono invece i lavori di gruppo che danno maggiori risultati. Più i bambini sono impegnati nel lavoro e più tutti vengono coinvolti. 
2. La didattica sociale è meglio di quella speciale.
Quando faccio preparare le lezioni dal gruppo, così come quando assegno delle ricerche collettive da svolgere a casa mi rendo conto che gli studenti sono più coinvolti. Attivare processi di ricerca e problematizzazione dà loro la spinta a mettersi in gioco, a contribuire al lavoro”. Una didattica centrata sulle attività di gruppo, sulla continua interazione fra compagni consente una maggior efficacia nei risultati in quanto produce un effetto full immersion, dove il lavoro è continuo, e l’esperienza, attiva e diretta, prevale sul puro e semplice ascolto dell’insegnante. 
3. La capacità di gestire il gruppo classe è un basilare della professionalità del docente.
Una volta il ‘domatore’ andava per la maggiore. I tempi sono cambiati e se non ci si vuole ritrovare tutti i giorni a discutere con i genitori, è bene rinfrescare la propria competenza di gestione del gruppo classe”. È ora di cambiare modello di scuola. In questa prospettiva l’insegnante predispone piuttosto che disporre pedissequamente ogni singolo passaggio. Il ruolo di regia consente di creare situazioni di esperienze dove gli alunni si muovono con libertà alla ricerca di soluzioni e risposte autonome. La regia pedagogica vuol dire far lavorare gli alunni in una logica sociale, accettare maggiormente i loro errori come necessità evolutiva piuttosto che come semplice sbaglio.
“Si deve recuperare il senso vero dell’educare, tracciando una linea netta tra malattia e cattiva educazione, per ridare ai bambini la scuola, e la società, di cui hanno bisogno. E la scuola può essere protagonista di questo cambiamento”. conclude Novara.
Tutte queste tematiche verranno discusse in occasione del Convegno “La qualità dell’inclusione scolastica e sociale” organizzato dal Centro Studi Erickson al Palacongressi di Rimini i prossimi 3, 4 e 5 novembre.  L’appuntamento specifico è il seguente:
Q Talk | Venerdì 3 novembre | 14.30-16.30
L'educazione è la cura | Relatore: Daniele Novara

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