Fondazione Adolfo Pini
Corso Garibaldi, 2 – Milano
Visite guidate alla collezione a ingresso gratuito
Venerdì 1ºmarzo dalle 11.00 alle 16.00
Sabato 2 marzo apertura straordinaria dalle 11.00 alle 16.00
‘Il Giardino di Storie Milanesi’ è il progetto speciale, a cura di Rosanna Pavoni, con cui la Fondazione Adolfo Pini rinnova ancora una volta la propria partecipazione a Museocity, in programma dall’1 al 3 marzo 2019.
Un omaggio al tema della natura e al suo rapporto con l’uomo, un grande
giardino che si allarga nella città, delimitato da un confine
immaginario che unisce i 16 luoghi in cui hanno sede le case museo, gli
atelier di artisti e gli studi di designer e architetti parte di Storie Milanesi (www.storiemilanesi.org), La Fondazione Adolfo Pini organizza per l’occasione una serie di visite guidate alla collezione in programma venerdì 1 marzo e durante l’apertura straordinaria di sabato 2 marzo dalle ore 11.00 alle 16.00 (si consiglia di verificare i giorni e gli orari di apertura sul sito di ogni luogo che partecipa all’iniziativa).
In occasione di Museocity i personaggi di Storie Milanesi sono stati idealmente invitati a scegliere un fiore o una pianta che possa rappresentarli.
Margherite, fucsie, rose, papaveri, peonie, girasoli, e altre piante,
fioriscono in questo giardino immaginario, disegnato per l’occasione da Julia Binfield
che crea un nuovo fil rouge fra i luoghi e i volti del progetto della
Fondazione Adolfo Pini. Prende vita così una Milano fiorita in cui fiori
e piante sono intimamente legati ai personaggi e alle loro case,
collezioni, atelier.
"Nel
Giardino di Storie Milanesi i fiori sono reinterpretati con la
creatività e la cultura degli artisti e dei designer, raccolti con la
passione dei collezionisti, conosciuti e amati con animo da botanico.
Percorrendo questo giardino si attraversa una Milano inedita, si
incontrano lampade, poltrone, sculture, dipinti, oreficerie, porcellane,
conoscenze: ciò che lega questi patrimoni è l'omaggio ai fiori e alla
natura. Una spiga di grano per Manzoni, una betulla per Magistretti, una
peonia per Bongiovanni Radice, e così via a comporre un bouquet raro e
prezioso” afferma Rosanna Pavoni.
Durante
il primo weekend di marzo il pubblico dei visitatori potrà quindi
recarsi nei sedici luoghi che fanno parte del circuito alla scoperta del
fiore o della pianta simbolo di ogni protagonista di Storie Milanesi.
Ad ogni tappa ci saranno ad aspettarlo, le cartoline disegnate da Julia
Binfield, ciascuna con un diverso elemento della natura.
Sedici fiori per altrettanti luoghi: la peonia
per la Fondazione Adolfo Pini, fiore raffigurato su due porcellane
appartenenti alla collezione d'arte di Renzo Bongiovanni Radice; il geranio
per Villa Necchi Campiglio, perchè presente nel dipinto ‘Burano dalla
finestra del mio studio’ realizzato nel 1923 da Pio Semeghini ed esposto
nella sala d'ingresso della Villa; la rosellina selvatica,
scelta dal Museo Poldi Pezzoli visto che è raffigurata sul mantello
della Madonna col Bambino dipinta da Giovanni Antonio Boltraffio e
acquistata da Giangiacomo Poldi Pezzoli dalla collezione dei duchi
Litta; e così via, con fiori legati non solo a oggetti presenti nelle
varie collezioni, ma anche riconducibili alla vita privata dei
protagonisti di Storie Milanesi. Ad esempio, per lo Spazio Tadini, il papavero, simbolo dell’amore dell’artista per la moglie Antonia.
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Storie Milanesi
Un
progetto della Fondazione Adolfo Pini curato da Rosanna Pavoni, con la
collaborazione del Comune di Milano e il contributo di Fondazione
Cariplo, che attraverso la piattaforma digitale storiemilanesi.org,
consultabile e fruibile con diverse chiavi di lettura e filtri tematici
in italiano e in inglese, mette a circuito 16 case museo, atelier
d’artista, studi di architetti e designer. Uno strumento virtuale che,
nella realtà, accompagna il viaggiatore in un percorso urbano inedito
per guardare alla città, ai suoi quartieri, ai suoi luoghi più simbolici
con lo sguardo sensibile di quei cittadini che hanno lasciato un
patrimonio di cultura, di saperi, di bellezza. Illustri collezionisti,
artisti, architetti designer e scrittori che, attraverso i propri luoghi
dell’abitare domestico e professionale, trovano voce nei racconti
scritti da Gianni Biondillo, scegliendo Milano come io narrante in un
appassionante viaggio che rende il progetto ancora più unico. Ciascun
personaggio è legato agli altri per vissuto, storia, inclinazioni
personali o presenza sul territorio milanese. Attraverso di loro, sulla
piattaforma digitale sono delineabili percorsi virtuali e reali che
accompagnano il lettore da una soglia all’altra nei diversi quartieri di
Milano dove hanno abitato e/o lavorato. Partner del progetto sono
infatti, oltre a Fondazione Adolfo Pini, Associazione ‘Per Mario
Negri-Per la Scultura’, Casa del Manzoni, Centro Artistico Alik
Cavaliere, FAI – Fondo Ambiente Italiano Villa Necchi Campiglio,
Fondazione Achille Castiglioni, Casa Museo Boschi Di Stefano, Fondazione
Franco Albini, Fondazione Corrente - Studio Treccani, Fondazione Studio
Museo Vico Magistretti, Museo Bagatti Valsecchi, Museo Poldi Pezzoli,
Spazio Tadini, Studio Museo Francesco Messina, l’Associazione Amici di
Lalla Romano e l’Archivio Vincenzo Agnetti.
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