Si è conclusa
da poco la decima edizione di Grandilanghe, rassegna che racconta le eccellenze
non solo delle pregevoli Langhe, ma
anche di altre zone vocate piemontesi, la redazione di Borghi d’Europa
riprende le degustazioni mirate a tavola, cercando di esaltare etichette
rappresentative dei propri terroir di appartenenza.
Tra queste c’è
indubbiamente il Barolo Docg dell’Agricola
Marrone di La Morra, azienda a conduzione familiare, che nella sede della
Cantina dove i grandi rossi invecchiano
in legno gestisce anche il Ristorante, che con lo Chef Paolo Garabello
al timone propone una cucina prettamente territoriale, con tocchi di creatività
che non guastano.
A tavola è
stato provato il Barolo Docg 2022: le Uve Nebbiolo provengono da Castiglione Falletto a 350 m con suoli ricchi marne
argillose con alta percentuale di sabbia e da La Morra a 300 m con terreni
bianchi argilloso calcarei.
Di colore rosso rubino con riflessi granati, al naso si percepisce un
bel mix tra note di confettura di piccoli frutti rossi e note perlopiù speziate
che ricordano i chiodi di garofano, noce moscata e un po’ di vaniglia, al
palato ha un’ottima beva e sapidità con un tannino molto ingentilito, è
sicuramente ancora molto giovane.
Borghi d’Europa ha scelto di provarlo con un Arrosto di Arista e
patate al forno: scelta azzeccata perché
il rosso di Marrone si contrappone alla grassezza della carne, esaltandone pero
la dolcezza e delicatezza.
Invece, tra i piatti gustosi del Ristorante Marrone Cantina con
Cucina, il Barolo Docg 2022 è perfetto col Tajarin al ragù di Fassona.
Cosi va bene!


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