Online da mercoledì 18 marzo la puntata finale della stagione che ha raccontato gli ultimi 35 anni di storia attraverso la voce di artiste e artisti internazionali
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Sarà online dal prossimo 18 marzo, sui diversi canali del museo, l’ultima puntata di Radio GAMeC 30+, la stagione della piattaforma digitale della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo dedicata ai grandi cambiamenti che hanno segnato la storia recente.
L’episodio La Guerra di Gaza verrà pubblicato in occasione della Giornata nazionale delle vittime del Covid-19, a sei anni dall’avvio di Radio GAMeC, nata nel 2020 in risposta all’emergenza sanitaria nella città di Bergamo.
Progetto editoriale in continua evoluzione, Radio GAMeC si è affermata nel corso degli anni quale spazio di confronto e approfondimento, dando voce a protagoniste e protagonisti della cultura contemporanea internazionale e della vita pubblica locale.
In Radio GAMeC 30+ le testimonianze di artiste e artisti internazionali che hanno vissuto in prima persona esperienze legate a eventi significativi dal 1989 al 2024 hanno accompagnato gli ascoltatori lungo un percorso a tappe guidato da Lorenzo Giusti e dalle curatrici Ilaria Gianni e Alice Labor. Sono stati affrontati temi cruciali che hanno segnato in modo profondo la storia recente, con l’intento di raccontare snodi di una realtà complessa e in trasformazione, in continuità con l’identità dialogica che da sempre caratterizza la piattaforma.
La puntata conclusiva della stagione è dedicata alla Guerra di Gaza, scoppiata dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 contro Israele, e alla conseguente offensiva militare israeliana nella Striscia di Gaza che ha causato un numero elevato di vittime civili, distruzioni diffuse e una grave crisi umanitaria che continua a suscitare allarme e preoccupazione a livello globale.
Lorenzo Giusti ne parla con la pittrice e regista palestinese-britannica Rosalind Nashashibi (Londra, 1973), invitandola a raccontare come abbia osservato questo conflitto e in che modo esso abbia influenzato la sua vita personale e professionale.
Nei suoi film, Nashashibi ha attraversato più volte la Palestina e la Striscia di Gaza, offrendo uno sguardo poetico e politico costruito attraverso narrazioni non lineari che interrogano le contraddizioni e le sofferenze di questi territori; nella sua pratica, che indaga storie collettive, strutture di potere e possibilità di convivenza, la dimensione quotidiana si trasforma in una presenza mitica e ambigua capace di dare voce a storie spesso rimaste inascoltate.
Tra i 36 episodi di questa stagione ricordiamo, solo per citarne alcuni, quelli dedicati a eventi che hanno inciso in maniera determinante sugli equilibri politici internazionali e sugli assetti geopolitici contemporanei, quali la caduta del Muro di Berlino, la guerra in Bosnia, gli attacchi dell’11 settembre, la Primavera Araba e l’invasione russa dell’Ucraina. A questi si sono affiancati interventi dedicati a processi di mobilitazione civile, come il primo WorldPride, l’adozione della Convenzione sui Diritti della Persona con Disabilità e l’emergere del movimento #MeToo, che hanno contribuito a ridefinire il dibattito pubblico e le politiche in materia di inclusione, parità e riconoscimento dei diritti.
Ampio spazio è stato inoltre dedicato ai temi del progresso scientifico e tecnologico e all’evoluzione dei media digitali, che hanno inciso profondamente sulle modalità di produzione, circolazione e fruizione delle informazioni e delle relazioni sociali: dalla nascita del World Wide Web e delle prime piattaforme di socialità virtuale come Second Life e Facebook, fino a traguardi scientifici di grande risonanza, tra cui la clonazione della pecora Dolly, e a eventi globali che hanno profondamente segnato la salute pubblica e la vita sociale, come la pandemia di COVID-19.
Inoltre, la crescente centralità delle questioni ambientali è emersa dalla narrazione di una serie di eventi e fenomeni emblematici: dalla ricomparsa del lupo nelle Alpi, indicativa delle trasformazioni degli ecosistemi e delle politiche di tutela della biodiversità, al disastro nucleare di Fukushima, fino alle mobilitazioni climatiche contemporanee dei Fridays For Future, che hanno riportato il tema della sostenibilità ambientale al centro dell’agenda pubblica internazionale.
Radio GAMeC 30+ ha visto la partecipazione di: Jaishri Abichandani (1969, Mumbai), Marwa Arsanios (1978, Beirut), Rugilė Barzdžiukaitė(1983, Kaunas), Berkveldt (Noëlle Ingeveldt, 1988 e Juriaan van Berkel, 1987, Paesi Bassi), Chiara Bersani (1984, San Rocco al Porto), Dineo Seshee Bopape (1981, Polokwane), Chto Delat (collettivo fondato nel 2003 a San Pietroburgo), Valentina Desideri (1982, Roma), Bontaro Dokuyama (1984, Fukushima), Cheryl Dunn (1960, New York), Denise Ferreira da Silva (1963, Rio de Janeiro), Amy Franceschini (1970, Patterson), Vaiva Grainytė (1984, Kaunas), Thomas Hirschhorn(1957, Berna), Emily Jacir (1972, Betlemme), Eduardo Kac (1962, Rio de Janeiro), Šejla Kamerić (1976, Sarajevo), Linda Chiu-han Lai(1957, Hong Kong), Lina Lapelytė (1984, Kaunas), Lynn Hershman Leeson(1941, Cleveland), Olia Lialina (1971, Mosca), Kateryna Lysovenko (1989, Kyiv), Jacopo Milani (1979, Firenze), Rosalind Nashashibi (1973, Londra), Francis Offman (1987, Butare), Abdul Wasi Rahraw Omarzad (1964, Kabul), Alexandra Pirici (1982, Bucarest), Luca Pozzi (1983, Milano), Wilfredo Prieto (1978, Sancti Spíritus), Jon Rafman (1981, Montreal), Tabita Rezaire (1989, Parigi), Gabriele Stötzer (1953, Emleben), Chaw Ei Thein (1969, Rangoon), Stefanos Tsivopoulos (1973, Praga), Amalia Ulman (1989, Buenos Aires), Ana Vaz (1986, Brasilia), Dominique White (1993, Essex), Kandis Williams (1985, Baltimora), Héctor Zamora (1974, Città del Messico).
La programmazione di Radio GAMeC non si ferma, e per la sua settima stagione approderà a Venezia come Evento Collaterale della 61. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, presentando Pedagogy of Hope.
Il titolo del progetto riprende quello della programmazione 2026 del museo – dedicata all’educazione come pratica di libertà e trasformazione – condividendone temi e obiettivi attraverso una rilettura della piattaforma radiofonica come dispositivo di ascolto e strumento di apprendimento critico e partecipato.
Da martedì 5 a domenica 10 maggio, durante la settimana di opening della Biennale Arte 2026, Pedagogy of Hope sarà in onda dagli spazi di Radio Vanessa, storica radio libera cittadina fondata clandestinamente nel 1978 e unica a trasmettere ancora oggi in FM dal centro storico, tra l’Arsenale e i Giardini.
La sede “fisica” di Pedagogy of Hope sarà aperta al pubblico come spazio di ascolto, incontro e partecipazione, combinando la fruizione in presenza con la trasmissione in FM sulle frequenze di Radio Vanessa e in streaming sul sito radio.gamec.it e sui canali dedicati al progetto.
Pedagogy of Hope valorizzerà in particolare prospettive decentralizzate e forme di conoscenza non egemoniche, ponendole in dialogo con il tema della Biennale Arte 2026, In Minor Keys, ideato da Koyo Kouoh (1967-2025). Le “chiavi minori” diventano così non solo un riferimento tematico, ma un approccio pedagogico capace di interrogare il presente e aprire spazi di immaginazione e speranza.
Il palinsesto sarà sviluppato come un processo aperto e dinamico, costruito progressivamente attraverso incontri e relazioni nate nel corso della Biennale Arte 2026 e successivamente. La programmazione si articolerà in una serie di conversazioni con artisti, curatori, pedagogisti, attivisti, ricercatori e professionisti provenienti da ambiti disciplinari differenti, con l’obiettivo di attivare un confronto ampio e trasversale sui temi al centro del progetto.
Dopo la settimana inaugurale, la programmazione di Radio GAMeC proseguirà fino al 22 novembre, data di chiusura della Biennale Arte 2026, con appuntamenti online disponibili sul sito radio.gamec.it e sui canali dedicati al progetto.
I contenuti prodotti confluiranno nell’Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale di Venezia.
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