Conegliano (TV), 31 agosto 2026 - Quest'anno sulle colline di Conegliano la raccolta è iniziata con largo anticipo. A determinare questa accelerazione è stato l'andamento climatico particolarmente mite e asciutto delle ultime settimane, condizioni che hanno favorito soprattutto le uve destinate alla produzione dei vini fermi, cuore identitario della DOCG Colli di Conegliano.
"Le prime indicazioni che arrivano dai vigneti sono molto incoraggianti", commenta la Principessa Isabella Collalto de Croÿ, Presidente del Consorzio Vini Colli di Conegliano DOCG. "L'andamento climatico della stagione ha favorito una maturazione eccellente delle uve e ci aspettiamo vini di grande espressività. È il risultato di condizioni favorevoli, ma anche del lavoro attento dei nostri produttori, che ogni anno contribuiscono a valorizzare il patrimonio viticolo della denominazione".
Il calore del sole, unito a un moderato apporto idrico, ha rappresentato la combinazione ideale per l'accumulo di polifenoli nelle bucce delle uve, elemento decisivo per la struttura e la longevità dei vini rossi della denominazione. Dopo un periodo particolarmente caldo, è arrivata puntuale la prima pioggia di agosto, che ha rinfrescato l'ambiente e restituito vigore alle piante. Le escursioni termiche notturne che ne sono conseguite hanno inoltre favorito lo sviluppo del patrimonio aromatico delle uve, contribuendo a preservarne freschezza ed eleganza.
La raccolta, avviata da alcuni giorni, proseguirà nelle prossime settimane per tutte le tipologie previste dal disciplinare, dai vini bianchi ai grandi rossi da invecchiamento. Un capitolo a parte, e particolarmente laborioso, riguarda le uve destinate all'appassimento, alla base delle produzioni più identitarie e rare del territorio: il Refrontolo, il Refrontolo Passito e il Torchiato di Fregona. Anche in questo caso la vendemmia seguirà le date tradizionali stabilite dal disciplinare di produzione, a tutela di un patrimonio che affonda le radici in secoli di storia locale.
L'annata 2026 sembra dunque confermare ancora una volta la vocazione dei Colli di Conegliano alla produzione di grandi vini fermi, espressione più autentica dell'identità della denominazione. Una visione maturata molti anni fa grazie all'intuizione di un gruppo di produttori che, quando questi vini erano ancora poco conosciuti al grande pubblico, scelsero di credere nel potenziale di queste colline. Oggi le condizioni climatiche degli ultimi anni, unite alla consolidata esperienza viticola ed enologica del territorio, consentono di valorizzare appieno la qualità delle uve anche nelle stagioni più calde, dando vita a vini equilibrati, sapidi e capaci di esprimere una notevole longevità.
"La qualità che stiamo riscontrando in vigneto è un segnale importante per tutta la denominazione", conclude la Presidente Isabella Collalto de Croÿ. "I Colli di Conegliano hanno caratteristiche uniche e un patrimonio straordinario che merita di essere raccontato e valorizzato. Stiamo lavorando per rafforzare l'identità della DOCG, creare nuove opportunità per le giovani generazioni e costruire una rete sempre più forte tra produttori, istituzioni e territorio".
La vendemmia 2026 si inserisce così nel percorso di valorizzazione che il Consorzio sta portando avanti insieme a produttori, istituzioni e stakeholder locali. Un progetto condiviso, che ha trovato un importante momento di confronto lo scorso 25 giugno a Tenuta Belvedere, a Conegliano, e che guarda oggi a una crescita sempre più solida della denominazione e alla piena espressione del suo potenziale qualitativo.
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