martedì 3 ottobre 2017

I prodotti tipici di Langhe e Roero protagonisti nel centro storico di Alba!




L’Associazione Go Wine, d’intesa con l’Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba organizza ad Alba la diciassettesima edizione della manifestazione “Langhe e Roero in Piazza”.
Si conferma anche per questa edizione la partecipazione all’eccellenza dei prodotti della provincia Granda: oltre alla selezione dei prodotti del territorio di Langa e Roero, vi sarà spazio anche a specifiche eccellenze gastronomiche di altri siti della Provincia di Cuneo.
L’iniziativa si inserisce nel calendario delle manifestazioni dell’ 87a Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba e si propone di far conoscere molti di quei prodotti che sono esclusivi o particolarmente legati alla tipicità del territorio di Langa e Roero.
La rassegna si svolge nel pomeriggio di sabato 28 ottobre (con orario pomeridiano dalle 16.30 alle 20.00), e per tutta la giornata di domenica 29 ottobre (10.00-19.00).
Lungo la Via Cavour e in Piazza Duomo, nel cuore del centro storico, saranno di scena i prodotti d’eccellenza del territorio: i formaggi - dal Raschera fino al Castelmagno e – i prodotti ortofrutticoli – dal Porro di Cervere all’Aglio – e alcune delle specialità dolciarie più conosciute - dalle Praline alla tradizionale Torta di Nocciola, fino ai ricercati Baci di Cherasco.
E poi ancora: dal Miele al Salame, dalle Tome di Langa al Brus, il centro storico sarà pervaso dai profumi delle varie specialità della Granda.
A ciascun prodotto sarà dedicata un’apposita struttura, presso la quale il pubblico potrà degustare e acquistare i prodotti, creando così un percorso mirato delle grandi qualità del territorio albese e della provincia cuneese.

A fianco dell’eccellenza gastronomica non mancherà il vino: presenti direttamente le aziende vinicole ed inoltre sarà allestita una grande enoteca, dove saranno presentate in degustazione circa 100 etichette di Langhe e Roero, in rappresentanza della migliore produzione vinicola del territorio.

GLI ESPOSITORI di LANGHE, ROERO E DELLA GRANDA


I baci di Cherasco – Confetteria Barbero, Cherasco
I cuneesi, i brutti e buoni e le cupete – Pasticceria Bertolino, Fossano
I basin ‘d vila – Maniero Dolci e Cioccolato, Villafalletto
Le paste di melighe, la frutta sciroppata – Antichi Sapori di Langa, Torre Bormida
Le creme al cioccolato – Obialero
Torrone e nocciole pralinate – Banco Torrone
Il miele – Mieli Amel, Savigliano
La cognà - Cascina delle Grazie, Pralormo

Il castelmagno - Cooperativa La Poiana, Castelmagno
Il babau d’la foja e il generaj del fen - Schiavini e Sapori, Gerbola di Villafalletto
Il raschera, il seirass e il testun al fen – Selezione Damiani, Frabosa Soprana
L’orchidea di Langa (toma) - Antichi Sapori di Langa, Torre Bormida
La mica al pepe rosa e le lonze al Barolo – Boggione Silvano, Monchiero

La farina – Molino Marino Felice, Cossano Belbo
La pasta fresca – La Cucina delle Langhe, Dogliani

Le albicocche – I Calici, Magliano Alfieri
L’aglio e le cipolle – Capra Anna, Benevello
La bagna cauda, le acciughe al verde e l’antipasto piemontese – I Frutti della Mia Langa, S. Vittoria d’Alba
I funghi – Inaudi, Borgo San Dalmazzo
Il porro di Cervere – Supertino Caterina, Cervere
Il peperone – Chicco Lidia
La castagna - Volo Ornella, Boves

I salumi – Prunotto, Alba
Il cappone di Morozzo – Consorzio Tutela del Cappone di Morozzo

ed inoltre…

Ecco gli ospiti “fuori territorio” di questa edizione:
Le acciughe sotto sale - Cooperativa Mare (Albenga)


IL BANCO D’ASSAGGIO
A fianco dell’eccellenza gastronomica del territorio sarà presente il vino, con una selezione di aziende e di grandi vini di Langa e Roero, espressione del patrimonio viticolo autoctono del territorio.
Vi anticipiamo le denominazioni che potrete degustare presso le aziende presenti direttamente e alla grande enoteca: Roero Arneis, Langhe Favorita, Nascetta, Dolcetto d’Alba, Dolcetto di Diano d’Alba,Dogliani, Barbera d’Alba, Langhe Freisa, Verduno Pelaverga, Langhe Nebbiolo, Roero, Barbaresco, Barolo, Moscato d’Asti, Asti, Birbet.
Una particolare attenzione verrà rivolta al Barolo Chinato, verrà proposta in degustazione una selezione di etichette dei principali produttori della zona.

Le aziende vinicole presenti direttamente
Bera Pierluigi - Trezzo Tinella
Bosco Giovanna - Priocca
Ca der Fer - Santo Stefano Belbo
Ca ed Curen - Santo Stefano Belbo
Cascina Ciapat – Montaldo Roero
Cascina Saria - Neive
Cascina del Pozzo – Castellinaldo
La Rachilana – Monforte d’Alba
Rivetti Mario – Alba
Viglione Antonio e Figli – Monteu Roero
…ed inoltre special guest
Balocco Ugo – San Marzano Oliveto
Negro Maria Luigina – Loazzolo

Il programma
Dove 
ALBA (Cn) - Centro Storico

Date e orari
Sabato 28 ottobre Dalle ore 16.30 alle ore 20

Domenica 29 ottobre
Dalle ore 10 alle ore 19 






COME DEGUSTARE I PRODOTTI  
 A ciascun prodotto sarà dedicato uno spazio, presso il quale il pubblico potrà degustare e acquistare i diversi prodotti esposti.

LE DEGUSTAZIONI
A fianco dell’eccellenza gastronomica del territorio sarà presente il vino, con una selezione di aziende e di  grandi vini di Langa e Roero, espressione del patrimonio viticolo autoctono del territorio.
Vi anticipiamo le denominazioni che potrete degustare nell’Isola del Vino: Roero Arneis, Langhe Favorita, Nascetta, Dolcetto d’Alba, Dolcetto di Diano d’Alba, Dolcetto di Dogliani, Dogliani, Barbera d’Alba, Langhe Freisa, Verduno Pelaverga, Langhe Nebbiolo, Roero, Barbaresco, Barolo, Moscato d’Asti, Asti, Birbet. Una particolare attenzione verrà rivolta al Barolo Chinato, verrà proposta in degustazione una selezione di etichette dei principali produttori della zona.

Il costo della degustazione dei vini è di euro 10,00 e consente: la degustazione illimitata presso i produttori presenti e limitata da 4 ticket presso la grande enoteca (ogni ticket darà diritto ad un assaggio ad eccezione di Barolo, Barbaresco e Barolo Chinato che richiederanno 2 ticket)SEGUITECI SU 

Per info 

Via Vida, 6 12051 Alba (Cn)
Tel. 0173 364631
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IL NEBBIOLO DELLE ALPI: POESIA PER GLI ENONAUTI



L’Italia del Gusto ha partecipato a una delle 2 giornate del Valtellina Wine Festival a Chiavenna
Milano, 1 Ottobre 2017- Le uve Chiavennasca non sono altro che una varietà di uve Nebbiolo, originarie dell’Albese e delle Langhe, di cui si hanno prove tangibili che si sono diffuse nella zona alpina della Valtellina e della Valchiavenna (prov. Sondrio) nel XVI secolo. Tali uve, come in Piemonte, danno dei vini straordinari, dotati di buona struttura e tannicità, con dei profumi fini e delicati e note speziate e floreali, che possono migliorare ulteriormente negli anni con un adeguato invecchiamento.
Il vino è coltivato in maniera abbastanza difficile, a causa delle pendenze presenti nelle valli e il suo grado eccellenza vitivinicola è certificato da 2 denominazioni, DOC e DOCG, che riguardano principalmente il Valtellina Superiore DOCG con le sue differenti sottozone (Inferno, Grumello, Sassella, Valgella, Maroggia) e il famosissimo Sforzato  (o Sfursat), ottenuto mediante appassimento  delle uve, come l’Amarone della Valpolicella.
I giornalisti della redazione web milanese dell’Italia del Gusto, sempre attentissimi quando si parla di eccellenze della filiera enogastronomica, hanno partecipato a una delle 2 giornate del primo Valtellina Wine Festival a Chiavenna, dedicato a enonauti e operatori del settore vitivinicolo, dove in un grande banco d’assaggio erano presenti tutti e 30 i produttori di Nebbiolo Chiavennasca, nelle varie declinazioni, secondo le sottozone d’origine, in una location d’eccezione come il Convento dei Cappuccini di Chiavenna. Allo stesso tempo, nella location di Palazzo Salis erano presenti altre 15 cantine di livello italiano ospiti, sempre con grandi vini rossi.
Il Festival è stato realizzato grazie al grande lavoro del Consorzio di Tutela dei Vini di Valtellina, che sin dal 1976 (anno di fondazione) opera per la valorizzazione e la salvaguardia dei vitigni valtellinesi, esaltandone il pregio.
Nel banco d’assaggio al Convento dei Cappuccini, l’Italia del Gusto è rimasta impressionata dai nebbioli Chiavennasca delle seguenti cantine: Alberto Marsetti, Arpepe, Balgera, Gianatti Giorgio, Mamete Prevostini, La Perla di Marco Triacca, Motalli Renato, Nino Negri, Luca Faccinelli, Cà Bianche, Tenuta Scerscè, Sandro Fa e Caven Camuna.
Insomma, grandi rossi, espressivi di un territorio di montagna, che attraverso manifestazioni come questa viene raccontato nel modo migliore


lunedì 2 ottobre 2017

“Era davvero Plinio il Vecchio?”





Giovedì 5 ottobre a Pompei l’autore Flavio Russo indaga sulle ultime ore dell’ammiraglio romano, per tentare di dare un’identità a un teschio custodito a Roma

Nel Museo dell’Arte Sanitaria di Roma è custodito un teschio la cui etichetta reca un nome che ha un significato molto importante per Pompei: Plinio il Vecchio, ovvero l’ammiraglio della flotta romana di stanza a Miseno che mise in atto un disperato tentativo di salvare le popolazioni delle città colpite dalla furia del Vesuvio, rimanendo egli stesso vittima della tragedia. Ma è davvero del coraggioso generale romano quel teschio rinvenuto a Stabia nei primi anni del Novecento? A questa domanda proverà a dare una risposta l’ingegnere Flavio Russo, già coautore insieme a Ferruccio Russo, del volume “79 d.C. Rotta su Pompei – Indagine sulla scomparsa di un ammiraglio” nel corso dell’incontro in programma giovedì 5 ottobre (ore 19,00) a Pompei, presso l’archeo-ristorante “Caupona” (via Masseria Curato, 2).

La ricerca di Flavio Russo indaga sulle ultime ore di Plinio il Vecchio, per tentare di dare un’identità a un teschio custodito a Roma nel Museo dell'Arte Sanitaria, che sull’etichetta riporta il suo nome. Allo scopo l’autore prende in esame, oltre alle solite e notissime fonti, i vari indizi insiti nei livelli tecnici di cui disponeva la flotta da guerra romana, della quale il grande scienziato era il Capo di Stato Maggiore, le ricostruzioni vulcanologiche più puntuali della catastrofe vesuviana, nonché i rinvenimenti archeologici effettuati nel corso dell'ultimo secolo, su quella che fu la spiaggia dell'epoca, dell'arco di costa coinvolto. Basteranno questi dati scientifici a confutare ogni dubbio sull’appartenenza del cranio a Plinio il Vecchio? Non è detto che tre indizi siano una prova, né che una prova in storiografia sia la conferma assoluta di una ipotesi. Quando, tuttavia, gli uni e le altre si moltiplicano coincidenti, concatenandosi la rendono plausibile.

L’incontro con l’autore Flavio Russo rientra nel ciclo di incontri gastronomici e culturali avviati dal ristorante “Caupona” ed è organizzato in collaborazione con l’associazione culturale di rievocazione storica “Legio I Adiutrix” di Pompei.

“Caupona” (dal latino, “locanda, osteria”), nato nell’aprile 2016 a Pompei, è il primo ristorante “archeo-esperienziale”, completamente ispirato all’antica città romana distrutta dal Vesuvio, dove un pranzo o una cena diventano una vera e propria immersione negli usi e nei costumi in voga nella Pompei di duemila anni fa. Tutto è stato studiato e realizzato per riprodurre, fin nei minimi particolari, le caratteristiche di una locanda e di una casa di epoca romana. L’accogliente giardino di Caupona riproduce quello di una domus; sulle pareti dell’edificio (un casale rurale, ad un solo livello), campeggiano prezziari (in assi e sesterzi), graffiti e scritte elettorali che ricalcano quelle di un’osteria. L’interno, nella parte dedicata alla gerenza, riprende il Termopolio di Vetuzio Placido; quella dedicata agli ospiti, invece, ripropone la bellissima Domus di Marco Lucrezio Frontone. Tutti i dipinti murali e gli affreschi sono stati riprodotti a mano, come usavano fare i “copisti” dell’antica Pompei. Infine, le bevande e i cibi, ovviamente ispirati alle ricette del De Re Coquinaria di Apicio, da Caupona vengono serviti in piatti e coppe di terracotta da personale vestito in costumi d’epoca, per rendere l’esperienza, non solo enogastronomica, ancora più unica e coinvolgente.

info: info@caupona.it |  tel. 08118557911|  www.caupona.it

PRIMO CONVEGNO INTERNAZIONALE PER AFFRONTARE LA VIOLENZA SULLE DONNE


OSSERVATORIO CENTRO STUDI ERICKSON

IL RUOLO DEI 160 CENTRI ANTIVIOLENZA
PREZIOSO AVAMPOSTO IN DIFESA DELLE DONNE

Palacongressi di Rimini |13 e 14 ottobre 2017

I Centri Antiviolenza – attivi da oltre vent’anni nel nostro Paese – sono spazi autonomi gestiti da organizzazioni di donne che accolgono donne di tutte le età che hanno subito violenza o che si sentono minacciate e sostengono i singoli percorsi di fuoriuscita dalla violenza. Lo fanno attraverso l’accoglienza telefonica, i colloqui personali, l’ospitalità in case rifugio. Presenti su tutto il territorio nazionale, svolgono un’attività preziosa a sostegno delle donne maltrattate, lavorando anche a livello di formazione, prevenzione e sensibilizzazione culturale. Qui http://comecitrovi.women.it/ è possibile trovare una mappa con tutti i 160 Centri presenti in Italia, da nord a sud: avamposti per difendere le donne in pericolo.

Lella Palladino, esperta in tematiche di genere, il 24 settembre scorso è stata nominata presidente dell'associazione nazionale D.i.Re (Donne in rete contro la violenza),  realtà che raccoglie in un unico progetto oltre 80 organizzazioni  di donne che affrontano il tema della violenza maschile sulle donne secondo l’ottica della differenza di genere. «Il nostro obiettivo principale – afferma Palladino, che parteciperà come relatrice al Convegno Erickson “Affrontare la violenza sulle donne” in programma a Rimini il 13 e 14 ottobre - è attivare processi di trasformazione culturale e intervenire sulle dinamiche strutturali da cui origina la violenza maschile sulle donne.  Garantiamo alle donne che si rivolgono a noi riservatezza e anonimato e offriamo ascolto, accoglienza, supporto psicologico individuale o in gruppo, anche tramite gruppi di auto-mutuo aiuto, consulenza legale, supporto ai minori vittime di violenza assistita, orientamento al lavoro e all’autonomia abitativa».

Ogni centro promuove interventi di prevenzione, formazione e sensibilizzazione intervenendo attivamente per il cambiamento della cultura e delle convenzioni sociali che sono alla base della violenza maschile contro le donne. «Disponendo di pochissime risorse economiche – prosegue Palladino - non tutti i centri sono aperti 24 ore su 24 e riescono a garantire la reperibilità sull’emergenza, ma rappresentano la risposta più efficace alla violenza se pur in maniera disomogenea sul territorio. Anche se la situazione sta cambiando, i nostri centri restano più numerosi nelle regioni del centro nord rispetto a quelle del sud».

Ma chi sono le donne che si rivolgono ai Centri Antiviolenza? Sono donne di ogni tipo e provenienza socio-culturale, sia nate in Italia che migranti, di tutte le età con o senza figli. «Questo – riflette la presidente di D.i.Re -    conferma della trasversalità del fenomeno. Le donne arrivano ai Centri spontaneamente o su invio del 1522 – il numero governativo contro la violenza di genere –  della rete territoriale dei servizi socio-sanitari o delle forze dell’ordine. Alla nostra rete si rivolgono più di 16.000 donne all’anno, ma non è facile disporre di dati esaustivi e realmente rappresentativi.  Per aiutare le donne a venire da noi sarebbe importante valorizzare maggiormente il lavoro che viene svolto dai Centri e il ruolo, sia a livello istituzionale che nel mondo della comunicazione».

Nel nostro Paese bisogna lavorare ancora molto, soprattutto a livello istituzionale, per sensibilizzare sul tema della violenza maschile contro le donne. Da una parte, negli ultimi anni, si è finalmente rotto il silenzio che ha negato per lungo tempo l’esistenza di questo problema strutturale nella nostra società. Nonostante tutto, però, la narrazione della violenza è ancora permeata da distorsioni e strumentalizzazioni. «Bisogna continuare a insistere perché finalmente si metta in connessione la violenza contro le donne con l’asimmetria di potere tra i generi ancora presente, con le dimensioni di potere e controllo esercitate in famiglia sui corpi e i destini delle donne, con le discriminazioni che attraversano la vita delle donne in tutti i contesti relazionali e di lavoro», conclude Lella Palladino. «Basterebbe realmente recepire e attuare la Convenzione di Istanbul».

Anche questo tema verrà discusso in occasione del Convegno Internazionale “Affrontare la violenza sulle donne – Prevenzione, riconoscimento e percorsi di uscita” organizzato dal Centro Studi Erickson al Palacongressi di Rimini i prossimi 13 e 14 ottobre

Strassoldo (Ud) 21 e 22 ottobre 2017 “In Autunno: Frutti, Acque e Castelli” Un autunno alla scoperta di due antichi castelli friulani, tra natura, storia e fantasia



“In Autunno: Frutti, Acque e Castelli”: il 21 e 22 ottobre 2017, dalle 9 alle 19 con orario continuato, gli antichi castelli di Strassoldo di Sopra e di Sotto (Cervignano del Friuli, Udine) apriranno al pubblico. 

Là, nella verde pianura friulana, dove affiorano le acque di risorgiva, sono nascosti i millenari castelli di Strassoldo di Sopra e di Sotto, testimoni discreti degli avvenimenti storici più importanti che plasmarono nei secoli l’angolo più a nordest d’Italia.
Persa ogni velleità difensiva ed ingentiliti dal tempo, i manieri si presentano oggi come due pacifiche gentildonne di campagna, cinte da un borgo medievale e baciate da limpidi corsi d’acqua.
Sono molti i curiosi che vorrebbero visitarne gli interni. A soddisfare queste richieste ci hanno pensato le proprietarie, lontane cugine, accomunate dalla dedizione alla conservazione ed al restauro dei manieri, che da 19 anni spalancano i portoni in primavera ed in autunno, per una forma di “castelli aperti” che coniuga beni culturali immobili con beni culturali mobili, in un mix perfetto e molto atteso dal pubblico più esigente, che sa che ogni volta troverà delle sorprese.
Il 21 e 22 ottobre 2017, i castelli apriranno gli antichi portoni e un contesto da vera fiaba offrirà agli ospiti un viaggio “rinascimentale” attraverso giardini tinti da un caleidoscopio di colori autunnali, scalinate in pietra, balconi e mura in pietra viva, dove maestri artigiani ed antiquari presenteranno i loro nuovi prodotti. Saranno anche presenti alcuni dei migliori vivaisti italiani con le loro collezioni di piante insolite, rose antiche inglesi e moderne, orchidee rustiche, ellebori, aromatiche ed antiche specie da frutto.
Non mancheranno dolci deliziosi, cioccolata, veri aceti balsamici e liquirizia, rigorosamente artigianali, mentre nel cortile del castello di Sopra un ottimo catering allieterà i palati degli avventori in cerca di una sosta tranquilla. Fuori dal borgo, invece, le associazioni del paese allestiranno degli stand gastronomici.
Saranno due giornate colorate e animate, arricchite dal fascino della musica antica ispirata all’autunno, che farà da sottofondo nella cappella di S. Marco.
A spiegare il borgo castrense e quello adiacente di S. Maria in Vineis ci penserà la guida Annamaria, che farà delle visite guidate gratuite, ad orario prestabilito.

L’entrata alla manifestazione è a pagamento (si tratta infatti di un’iniziativa di fundraising):
Biglietto unico per adulti: € 12 (da acquistare alle casse) per entrare negli interni del Foladôr, del castello di Sotto, della Pileria del riso, della Cancelleria, del castello di Sopra, nel suo brolo e nel suo parco (il parco del castello di Sotto non è compreso).
Biglietto unico per gruppi di almeno 20 persone: € 10.
Biglietto unico per bimbi dai 6 ai 12 anni: € 6.
Entrata gratuita: bimbi fino ai 6 anni compiuti. Gli invalidi muniti di apposita tessera INPS, con 1 accompagnatore
(Nota: solitamente per visitare solo un castello, il prezzo è di € 8 a testa e durante “castelli aperti in FVG” gli altri castelli chiedono € 7 a testa. In queste occasioni, invece, il prezzo d’ingresso ad un castello è € 6 e le aree da vedere sono numerose e vaste)

SUGGERIMENTI:
* L’evento si terrà anche in caso di pioggia in quanto ambientato prevalentemente negli interni
* Si segnala che c’è meno pubblico di sabato o la mattina della domenica.
* Altre attrattive della zona da inserire nella gita a Strassoldo: Aquileia (antica colonia romana), Grado (antica cittadina costiera), Palmanova (fortezza rinascimentale), Villa Manin (dimora ultimo doge di Venezia) e molte altre.

INIZIATIVE COLLATERALI
SABATO E DOMENICA:
Ore 11 – 15 – 16 Visite guidate gratuite al borgo dei castelli. Partenza: Porta Cisis (vicino Pro Loco)
Ore 11 – 15 – 16 Visite parco castello di Sotto, guidate dalla proprietaria. Prezzo € 5 (da acquistare vicino al cancello del parco)
Musica d’arpa a cura della maestra Emanuela Battigelli nella chiesetta di San Marco
Apertura della chiesetta trecentesca di S.Maria in Vineis, che ha il ciclo di affreschi più importante della Bassa Friulana
Mostra di galline ornamentali a cura dell’Ass.Friulana Avicoltori (brolo)
• Punto ristoro con specialità di stagione a cura del catering Festa Più nel cortile del castello di Sopra (info@festapiu.it)
• Angoli gastronomici in vari punti del paese a cura di associazioni locali

Da novembre 2017 in 16 sedi (fra cui la prima in Croazia) Al via LA NONA edizione dei CORSI DELLA SCUOLA ITALIANA DI POTATURA DELLA VITE




Sono aperte le iscrizioni al nono anno della Scuola Italiana di Potatura della Vite, che Simonit&Sirch Preparatori d’Uva terranno in 16 sedi da novembre 2017 a gennaio 2018. Unica nel suo genere a livello internazionale, la Scuola terrà i suoi corsi nei territori di maggior pregio della viticultura italiana, con 15 sedi permanenti nelle principali aree vitivinicole della penisola e con collaborazioni con importanti Università e Istituti di Ricerca che contribuiscono al progetto con lezioni di approfondimenti di fisiologie e patologia della vite. La 16^, novità di quest’anno, è in Croazia.

I corsi si terranno dunque in Piemonte, Trentino Alto Adige, Lombardia, Veneto (nelle due sedi di Conegliano e della Valpolicella), Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana (nelle due sedi in Chianti e in Maremma), Marche, Abbruzzo, Lazio, Campania, Sicilia, Sardegna e Croazia e saranno condotti dai tutor dei Preparatori d’Uva. Le lezioni si terranno tra novembre 2017 e gennaio 2018 per la potatura invernale e in primavera 2018 per la potatura verde. Come per le scorse edizioni, sono aperte a tutti (addetti al lavoro, tecnici, studenti o anche semplici appassionati del verde) e si articoleranno in 4 giornate formative, durante le quali si svolgeranno 2 lezioni teoriche in aula e 6 esercitazioni pratiche in vigneto. Per ogni sede verrà trattata una forma di allevamento principale, con un approfondimento su una seconda forma specifica del territorio in cui di svolge il corso. La parte pratica sarà effettuata in vigneti dove i Preparatori d’Uva applicano già da tempo il Metodo Simonit&Sirch, con dimostrazione di potatura da parte dei tutor (in cui verranno evidenziate manualità e postura corrette) e esercitazioni individuali di potatura per i partecipanti.  A chi frequenterà sia le lezioni invernali che quella primaverile e supererà i test finali, sarà rilasciato un attestato di partecipazione. Inoltre sarà tenuto un registro interno alla Scuola, che attesta il percorso individuale formative svolto da ciascun partecipante, in previsione della sua partecipazione nei prossimi anni a futuri corsi di approfondimento.

Date e programmi dettagliati si trovano sul sito www.simonitesirch.it, dove si possono anche fare le iscrizioni online. Il costo è di 440 € e comprende anche il materiale didattico (per gli studenti di Università e istituti tecnici 240 €).

L’obiettivo della Scuola è insegnare le basi del Metodo Simonit&Sirch di potatura ramificata della vite, ormai adottato da oltre 130 fra le principali cantine italiane ed europee. In sintesi, il Metodo Simonit&Sirch si fonda su 4 regole base che possono essere applicate universalmente: permettere alla pianta di crescere con l’età, di occupare spazio col fusto e con i rami; garantire la continuità del flusso linfatico; eseguire tagli di piccole dimensioni sul legno giovane, poco invasivi; utilizzare la cosiddetta tecnica “del legno di rispetto” per allontanare il disseccamento dal flusso principale della linfa.

Per informazioni e iscrizioni:


SEDI SCUOLE POTATURA


FRIULI VENEZIA GIULIA
2-3-4 novembre 2017
SEDE: Enoteca di Cormòns - P. XXIV Maggio 21, Cormòns (GO)

VENETO - Valpolicella
6-7-8 novembre 2017
SEDE: Cantine Storiche Bolla - Via Alberto Bolla 3, Località Pedemonte, San Pietro Incariano (VR)

LOMBARDIA - Franciacorta
9-10-11 novembre 2017
SEDE: Azienda Bellavista - Via Bellavista 5, Erbusco (BS)

EMILIA ROMAGNA - Tebano
13-14-15 novembre 2017
SEDE: Polo Tecnologico di Tebano - Via Tebano 45, Faenza (RA)

MARCHE
16-17-18 novembre 2017
SEDE: Azienda Agricola Fratelli Bucci - Contrada Cona 35, Ostra Vetere (AN)

TOSCANA - Siena
20-21-22 novembre 2017
SEDE: Azienda Agricola San Felice - Località San Felice, Castelnuovo Berardenga (SI)

SARDEGNA
20-21-22 novembre 2017
SEDE: Azienda Argiolas - Via Roma 28, Serdiana (CA)

SICILIA
27-28-29 novembre 2017
SEDE: Azienda Planeta - Contrada Dorilli, Acate (RG)

LAZIO
4-5-6 dicembre 2017
SEDE: Università della Tuscia – Via San Camillo de Lellis, Viterbo (RM)

TRENTINO ALTO ADIGE
4-5-6 dicembre 2017
SEDE: Scuola professionale per la frutti, viti, orti e floricoltura di Laimburg - Via Laimburg 22, Posta Ora (BZ)

PIEMONTE
11-12-13 dicembre 2017
SEDE: Banca del Vino - Piazza Vittorio Emanuele II 13, Pollenzo, Bra (CN)

TOSCANA - Livorno
14-15-16 dicembre 2017
SEDE: Petra Azienda Agricola - Località San Lorenzo Alto 131, Suvereto (LI)

CAMPANIA
18-19-20 dicembre 2017
SEDE: Azienda Agricola Feudi di San Gregorio - Località Cerza Grossa, Sorbo Serpico (AV)

ABRUZZO
21-22-23 dicembre 2017
SEDE: Masciarelli Tenute Agricole - Contrada Gamberale 1, San Martino sulla Marrucina (CH)

CROAZIA
15-16-17 gennaio 2018
SEDE: Coronica - Koreniki 86, Umag-Umago, Croazia

VENETO - Conegliano
29-30-31 gennaio 2018
SEDE: Campus di Conegliano presso la sede del Corso di Laurea in Scienze e tecnologie viticole ed enologiche - CIRVE, Via Dalmasso 1, Conegliano (TV)