lunedì 8 aprile 2019

NELLA PRIMA GIORNATA DEL ‘VINITALY’ PRESENTATO AGLI ADDETTI AI LAVORI IL PERCORSO CHE PORTERÀ L’ANTICO VITIGNO CAMAIOLA ALLA RICHIESTA DI ISCRIZIONE AL REGISTRO NAZIONALE DELLE VARIETÀ DI VITE DI UVE DA VINO



La prima giornata della cinquantatreesima edizione del ‘Vinitaly’, il salone internazionale dei vini e dei distillati in programma fino a mercoledì 1° aprile a Verona, è stata l’occasione per presentare all’attenzione degli addetti ai lavori l’avviato percorso che dovrà portare alla richiesta di registrazione dell’antico vitigno “camaiola” al Registro nazionale delle varietà di vite da uve da vino.
Nello stand dell’Associazione nazionale delle Città del Vino si è svolto l’incontro ‘Camaiola: un antico vitigno da riscoprire’, coordinato dalla giornalista Carmen Guerriero. A presentare gli obiettivi della trasferta veronese – inserita nell’ambito del progetto del Comune di Castelvenere ‘Cantine al Borgo – Luoghi e protagonisti del risorgere del vitigno camaiola’ cofinanziato con il programma Poc Campania 2014-2020 – è stato il sindaco Mario Scetta. Con lui anche il presidente dell’Associazione Imbottigliatori Castelvenere, Salvatore Falato. A seguire gli interventi Francesco Iacono (direttore dell’Associazione Nazionale Assaggiatori di Vino), Mariagrazia de Luca (delegata Benevento dell’Associazione Italiana Sommelier) e Guido Invernizzi (degustatore Associazione Italiana Sommelier).
Nel corso degli interventi è stata sottolineata l’importanza del recupero dell’antico nome di un vitigno che da secoli viene coltivato nelle campagne della Valle Telesina. Operazione che va incontro a quella che era diventata la vera esigenza, riuscire a fare chiarezza sul nome di un vino particolarmente amato e dalle grandi potenzialità, ma che sconta la criticità dell’erronea omonimia con il barbera di origini piemontese. Su questo percorso si sono accesi i riflettori degli addetti ai lavori anche grazie all’attenzione particolare riservata alla produzione enologica beneventana in virtù del riconoscimento del territorio ‘Sannio Falanghina’ come ‘Capitale Europea del Vino 2019’, titolo assegnato da Recevin, la rete che raggruppa circa 800 Città del Vino di undici Paesi dell’Unione Europea. I rappresentanti dell’Onav e dell’Ais hanno invece sottolineato le grandi potenzialità di questo vitigno a bacca rossa, da cui si ottengono vini dal fascino antico e dal volto moderno. Vini che vanno incontro a quelle che sono le preferenze dei consumatori, sempre più attirati dai calici che riescono a raccontare il territorio e a trasmetterne le sue essenze e le sue unicità.

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