27 febbraio, Lipari Vigneti terrazzati che sembrano sfiorare l’acqua del mare, sostenuti da antichi muretti in pietra lavica e radicati in suoli sabbiosi di matrice pomicea: nasce da questo incanto, nel cuore delle Isole Eolie, la Malvasia delle Lipari DOC di Tenuta di Castellaro, che firma l’essenza della viticoltura eroica mediterranea.
Estesa su una superficie di 7.000 metri quadrati, la Vigna Cappero, sul versante sud-orientale dell’isola di Lipari, a soli 80 metri sul livello del mare, ospita un equilibrio perfetto tra i due vitigni autoctoni protagonisti della denominazione: Malvasia delle Lipari (95%) e Corinto Nero (5%). Un patrimonio agricolo recuperato grazie a un importante lavoro di selezione massale condotto insieme ai consulenti della storica maison francese Pépinières Guillame, con l’obiettivo di preservare la biodiversità genetica e valorizzare le caratteristiche più nobili di queste varietà ancestrali.
La vendemmia avviene esclusivamente a mano, secondo ritmi rispettosi della natura e della tradizione. “Le uve di Malvasia vengono lasciate appassire naturalmente al sole per circa quindici giorni direttamente in vigna, su appositi graticci – spiega l’enologo di Tenuta di Castellaro, Emiliano Falsini - in un processo che concentra aromi, struttura e identità territoriale. La successiva vinificazione, condotta con pressatura soffice, consente al vino di sviluppare una complessità raffinata, seguita da un affinamento in bottiglia di almeno 18 mesi”. Il risultato è un passito che supera la definizione convenzionale del vino dolce. Al naso emergono intense note di albicocca matura, fichi, sambuco e uva passa, accompagnate da eleganti richiami alla macchia mediterranea. Al palato, la dolcezza è bilanciata da una sorprendente freschezza minerale e da una vibrante sapidità marina, che conferiscono profondità, equilibrio e straordinaria bevibilità.
“La nostra Malvasia delle Lipari è il riflesso del nostro impegno nella tutela dei vitigni autoctoni e nella valorizzazione della viticoltura eroica - sottolinea Massimo Lentsch, che ha dato origine alla cantina siciliana - ed è anche il risultato di un lavoro rigoroso in vigneto e in cantina, fatto di selezioni attente, rese contenute e vinificazioni mirate a preservare equilibrio e precisione aromatica. È un progetto che richiede tempo, competenze tecniche e una gestione puntuale di ogni fase produttiva, dalla raccolta all’affinamento”.
La Malvasia delle Lipari DOC di Tenuta di Castellaro si presenta così come un “nettare degli dei” capace di avvolgere con la sua dolcezza e sorprendere con la sua freschezza, raccontando in ogni sorso la forza del vento, la luce del sole e l’anima vulcanica delle Eolie.
Tenuta di Castellaro: Lì dove il sole cala a picco sul mare e si trasmette la millenaria tradizione della coltivazione ad alberello, sorge su terreno vulcanico Tenuta di Castellaro, un monumento dedicato alla natura, alla cultura, all’architettura. Il progetto enologico, strettamente legato all’ambito storico e paesaggistico, racconta un territorio unico come quello di Lipari, la principale delle isole Eolie. Sono 24 ettari vitati per circa 70mila bottiglie l’anno e una moderna cantina all’avanguardia, oltre a un wine resort e al parco geominerario delle Cave di Caolino, ripulito e bonificato per metterlo a disposizione della collettività: Tenuta di Castellaro è una realtà unica e articolata, che vive da sempre un approccio naturale alla viticoltura, utilizzando protocolli biologici e vegan. Il fascino selvaggio di questo angolo di mondo, incontaminato, remoto e magnetico ha stregato la famiglia bergamasca Lentsch, che nel 2005 ha deciso di intraprendere un grande progetto vitivinicolo e paesaggistico: preservare, valorizzare e far conoscere la bellezza di questo luogo, custodendone le tradizioni e le peculiarità, dando vita a vini realizzati da uve autoctone isolane, a partire dalla Malvasia delle Lipari e il Corinto Nero, che siano puro estratto di un territorio. |
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