Casa Italia in Triennale Milano
Casa Italia al Centro di Preparazione Olimpica Aquagranda Livigno
Casa Italia da Farsettiarte a Cortina d’Ampezzo
CASA ITALIA Milano Cortina 2026 MUSA Ph. Pietro Savorelli (c) CONI
Milano, 22 febbraio 2026. Si chiude oggi, al termine dei XXV Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 (6-22 febbraio), l’esperienza di Casa Italia Milano Cortina 2026, il progetto del CONI – Comitato Olimpico Nazionale Italiano che per la prima volta ha aperto le sue porte al pubblico, accogliendo 120.000 ospiti nelle tre sedi di Milano, Livigno e Cortina d’Ampezzo. Un progetto diffuso che ha preso forma in 6.000 metri quadrati di superfici allestite, con 504 oggetti di design, oltre 700 corpi illuminanti, 310 metri quadrati di LED, 60 oggetti olimpici che hanno fatto la storia del CIO, 123 opere d’arte esposte e 86 artisti italiani e internazionali coinvolti.
Migliaia di visitatori e curiosi – un pubblico trasversale per età e provenienza – hanno raggiunto le sedi di Casa Italia Triennale Milano, il Centro di Preparazione Olimpica Aquagranda Livigno e Farsettiarte per vivere l’atmosfera olimpica e scoprire il progetto espositivo MUSA, un omaggio al ruolo ispiratore che l’Italia esercita da secoli nell’immaginario e nella cultura mondiale. Casa Italia ha saputo intrecciare cultura e ospitalità in un racconto immersivo capace di restituire il valore dello sport, nel solco della visione di Pierre de Coubertin, fondatore del Comitato Olimpico Internazionale, che lo concepiva in stretta relazione con l’arte.
Nella tradizione classica le Muse incarnano la forza creativa che trasforma il sapere in visione e, con Milano Cortina 2026, Casa Italia ha assunto MUSA come chiave interpretativa per raccontare la complessità, la bellezza e la pluralità del Paese, segnando il punto di arrivo di un percorso avviato nel 2016 e che ha progressivamente trasformato Casa Italia da Hospitality House a piattaforma culturale di rilievo internazionale, dopo le esperienze olimpiche di Rio 2016, PyeongChang 2018, Tokyo 2020, Beijing 2022 e Parigi 2024.
L’ospitalità ha rappresentato parte integrante del progetto culturale, con la presenza di Davide Oldani e Tommaso Arrigoni a Milano, Graziano Prest e Fabio Pompanin a Cortina d’Ampezzo e una squadra di chef della Valtellina a Livigno, valorizzando la cucina italiana, riconosciuta Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO lo scorso 10 dicembre 2025, come linguaggio identitario e strumento di racconto collettivo.
Con Milano Cortina 2026, Casa Italia segna una svolta storica: per la prima volta aperta al pubblico, ha trasformato l’esperienza olimpica in un racconto condiviso, rafforzando il senso di appartenenza e riaffermando lo sport come espressione culturale e identitaria, in una narrazione corale in cui arte, design, architettura e accoglienza hanno interpretato lo spirito dei Giochi in chiave contemporanea. Da tradizionale casa degli atleti e fulcro delle celebrazioni sportive, si è così evoluta in un luogo di incontro e in uno spazio culturale e istituzionale capace di valorizzare, sulla scena internazionale, il patrimonio italiano nel cuore dell’evento olimpico.
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