Nuovi sguardi. Donazioni Marazzi, Ruggeri, Vasta è l’occasione per presentare al pubblico alcune recenti acquisizioni che arricchiscono le collezioni del Museo Civico di Crema e del Cremasco, con un primo momento espositivo essenziale e di rapida fruizione, dove le nuove opere e i nuovi materiali sono proposti nella loro varietà e ricchezza, invitando il visitatore a uno sguardo aperto e curioso.
Le donazioni rappresentano non solo un fondamentale incremento delle raccolte museali, ma anche un atto di fiducia nei confronti dell’istituzione culturale cremasca e della sua missione di tutela, valorizzazione e studio della memoria artistica del territorio, con una prospettiva nazionale e internazionale. Attraverso le donazioni, beni privati vengono affidati alla collettività, trasformandosi in strumenti di conoscenza condivisa e in nuove opportunità di lettura del passato e del presente. In questo senso, Nuovi sguardi intende sottolineare il valore della donazione museale come gesto capace di ampliare il patrimonio pubblico e di rinnovarne costantemente i contenuti, rimandando a successive occasioni studi e approfondimenti specifici, dedicati ai singoli beni. L’esposizione si delinea dunque come la prima tappa di un percorso più articolato, attraverso il quale il Museo consolida la propria identità di spazio vivo e partecipato, luogo di confronto e dialogo tra opere e comunità. Secondo tale orientamento, essa valorizza i più recenti ingressi, evidenziandone il rilievo storico, artistico e documentario, e al contempo riconosce il ruolo determinante dei donatori, la cui generosità si rivela elemento imprescindibile per l’accrescimento e il rinnovamento delle collezioni civiche.
Negli ultimi due anni il Museo di Crema è stato scelto come depositario di importanti dipinti di famiglia e di un considerevole nucleo di macchine fotografiche e cinematografiche.
A ottobre 2025, i figli dell’antropologo e orientalista Antonio Marazzi hanno donato al Museo un notevole dipinto e alla Biblioteca Comunale ‘Clara Gallini’ una consistente raccolta di volumi di antropologia e orientalistica appartenuti alla biblioteca specialistica del padre. L’opera entrata a far parte delle collezioni museali è l’Autoritratto in veste di pittore in costume orientale di Salomon Adler (Danzica, 1630-Milano, 1709), un olio su tela databile tra il 1680 e il 1690 circa, nel quale l’artista gedanese si raffigura con ironia, indossando vesti orientaleggianti e ritraendosi nell’atto di dipingere una figura femminile, con tavolozza e pennelli alla mano. Nato a Danzica in una famiglia di mercanti di stoffe, Adler si formò presumibilmente nella città natale. Giunto in Italia alla metà del Seicento, risiedette inizialmente a Venezia per circa dodici anni, per poi stabilirsi definitivamente a Milano, dove rimase fino alla morte, avvenuta nel 1709. Tra queste due importanti tappe della sua carriera si colloca anche un significativo soggiorno a Crema: nel 1665 infatti il pittore si trasferì dalla Serenissima alla nostra città, dove il 27 aprile 1666, nella chiesa di San Benedetto, sposò la cremasca Isabella Balis Crema.
A marzo 2025, grazie alla donazione dei figli, il Museo ha accolto sei dipinti di Elia Ruggeri (Castelleone, 1926-Crema, 2020): Autoritratto, Ritratto della moglie Maria, Sulle spiagge del Po, Natura morta, Fiori e Forsizie. Realizzate tra il 1951 e il 1988, queste opere coprono un ampio arco cronologico e contribuiscono in modo rilevante ad accrescere e qualificare la collezione novecentesca del Museo, offrendo una testimonianza della ricerca pittorica figurativa dell’artista tra ritratto, paesaggio e natura morta. Laureato in pedagogia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Ruggeri svolse un’intensa attività nel mondo della scuola come insegnante, direttore e ispettore didattico. Parallelamente si distinse come figura di primo piano nella vita culturale cremasca, ricoprendo la carica di presidente della Biblioteca Comunale e del Centro Culturale Sant’Agostino e collaborando con numerosi contributi alla rivista Insula Fulcheria. Allievo del pittore Enrico Felisari (Castelleone, 1897-1981), nell’immediato Dopoguerra Ruggeri fu anche un artista estremamente prolifico. A partire dal 1949 partecipò a mostre collettive e personali in varie città italiane - tra cui Crema, Cremona, Cortina d’Ampezzo, Longarone, Pieve di Cadore, Soresina, Castelleone, Varese, Piacenza, Parma - riscuotendo sempre larghi consensi di pubblico e critica.
A cavallo tra il 2024 e il 2025 il patrimonio museale si arricchisce anche di una cospicua raccolta di macchine fotografiche e cinematografiche a passo ridotto, accompagnata dai relativi proiettori e da un nutrito corredo di materiali e accessori fotografici. L’interessante nucleo, donato dal colonnello cavaliere Angelo Vasta, documenta un’importante fase della storia delle tecniche di cattura, registrazione e proiezione delle immagini, testimoniando l’evoluzione dei linguaggi visivi e delle pratiche amatoriali e professionali legate alla fotografia e al cinema. La collezione comprende numerosi esemplari rari e di particolare pregio, talvolta difficilmente reperibili, capaci di raccontare non solo lo sviluppo tecnologico dei dispositivi, ma anche la suggestione dei meccanismi di precisione che hanno reso possibile la ripresa e la proiezione analogica. Tra questi, sono stati selezionati i pezzi più rappresentativi, scelti per essere esposti e offrire al pubblico uno sguardo privilegiato su un insieme di oggetti denso di ingegno e fascino tecnico.
Impreziosiscono infine l’esposizione due delicati acquerelli su carta di Eugenio Giuseppe Conti (Crema, 1842-Milano, 1909), tra i più significativi interpreti della pittura ottocentesca cremasca. Eseguiti nel giugno del 1896, i ritratti fissano con tocco lieve e intima sensibilità i volti delle figlie dell’artista, Clorinda e Noemi, restituendone con grazia la freschezza e l’affetto domestico. L’acquisizione di queste opere, perfezionata alla fine del 2024, segna un essenziale incremento delle collezioni civiche, frutto di un’attenta e selettiva strategia di acquisti, volta alla valorizzazione della produzione artistica degli autori radicati nel territorio. Inoltre, accostate ai dipinti di Conti già presenti nel percorso permanente del Museo, queste immagini intessono una trama di memoria e tenerezza, consentendo di seguire, attraverso il pennello del padre, la crescita delle due fanciulle, colte con elegante maestria in diversi momenti della loro vita.
NUOVI SGUARDI
Donazioni Marazzi, Ruggeri, Vasta
Crema, Centro Culturale Sant’Agostino, Pinacoteca del Museo Civico
28 marzo-26 aprile 2026
Inaugurazione
sabato 28 marzo 2026, ore 17.00
Mostra promossa da
Comune di Crema
Giorgio Cardile, assessore alla Cultura
Francesca Moruzzi, dirigente dell’Area Servizi al Cittadino
Prodotta e organizzata da
Museo Civico di Crema e del Cremasco
Silvia Scaravaggi, responsabile dei servizi culturali del Comune di Crema
Alessandro Barbieri, conservatore storico dell’arte
Sede
Crema, Centro Culturale Sant’Agostino, Pinacoteca del Museo Civico
piazzetta Winifred Terni de’ Gregorj 5
Periodo e orari di apertura
28 marzo-26 aprile 2026
lunedì chiuso
martedì 14.30-17.30
da mercoledì a venerdì 10.00-12.00 e 14.30-17.30
sabato, domenica e festivi 10.00-12.00 e 15.30-18.30
Ingresso
Gratuito, senza prenotazione
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