La vendemmia 2026 in Valtènesi si è conclusa con uve di ottima qualità, che anche quest’anno permetteranno a Costaripa di interpretare la nuova annata senza perdere l'identità di un vino ormai iconico. È da questa attitudine che nasce il RosaMara, espressione di eleganza, equilibrio e capacità evolutiva.
Per Costaripa il rosé non è infatti un vino legato esclusivamente alla stagione estiva o alla freschezza immediata. È un vino che può vivere nel tempo, poiché nasce da una viticoltura attenta, da una selezione rigorosa delle uve e da una precisa idea enologica, visione perfettamente racchiusa nel RosaMara.
La vendemmia 2026 è iniziata il 5 agosto con Pinot Nero e Chardonnay, dedicati al Metodo Classico Mattia Vezzola, con circa una settimana di anticipo rispetto alla consuetudine. Le temperature elevate, con picchi superiori ai 36°C durante il giorno e ai 25°C nelle ore notturne, insieme ai fenomeni temporaleschi, hanno infatti accelerato la maturazione. Per poter rendere più graduale tale processo, si è intervenuto prima di tutto in vigna, mantenendo gli apparati fogliari rigogliosi e quindi capaci di proteggere i grappoli e gestendo con estrema attenzione le diverse parcelle.
I 18 ettari destinati a Pinot Nero e Chardonnay sono stati raccolti manualmente da 42 vendemmiatori, dando priorità alle parcelle interessate dalle grandinate di maggio e giugno. Le perdite quantitative, pari a circa il 35%, hanno interessato solo una parte del comprensorio e non hanno compromesso la qualità delle uve. L'11 agosto, alla conclusione della raccolta, gli acini si sono presentati integri, con un'ottima maturazione e soprattutto una marcata freschezza.
Il 19 agosto è invece iniziata la vendemmia delle uve rosse destinate al RosaMara, con circa due settimane di anticipo. Groppello Gentile, Marzemino, Sangiovese e Barbera sono stati raccolti dalle prime luci dell’alba alle 5.30 fino alle 13.00, per preservare al meglio l’integrità del frutto. Anche in questo caso, la selezione manuale e la rapidità di conferimento in cantina sono state determinanti per iniziare le lavorazioni con la massima delicatezza.
«La Valtènesi ci insegna da sempre a confrontarci con l'imprevedibilità e a trasformarla in esperienza – racconta Mattia Vezzola –. Dopo 99 vendemmie la mia famiglia continua a sentirsi apprendista: il nostro compito è mettere a disposizione della natura la conoscenza maturata negli anni, senza cercare di forzarla. È proprio da questo equilibrio che possono nascere vini capaci di sorprendere e, soprattutto, di evolvere con coerenza la loro giovinezza».
I vini rosé di Mattia Vezzola sono, in questo senso, “vini da sottrazione”: vini che scelgono di emanciparsi dai vezzi estetici e dalle mode per concentrarsi sull'essenziale. Comodi, belli, luminosi, capaci di accompagnare il tempo con naturalezza. Anche il colore, nel RosaMara, diventa parte di questa filosofia: una tonalità rosa cipria, delicata e luminosa, che punta all’eleganza piuttosto che allo stupore.
È questa ricerca di essenzialità a rendere il RosaMara un rosé di classe senza tempo: un vino che non vive soltanto il presente della vendemmia, ma trova nella capacità di evolvere la propria più autentica contemporaneità.
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