VALDOBBIADENE, settembre 2026. - Una vendemmia che difficilmente sarà ricordata per la sua semplicità. Il 2026 ha messo alla prova i viticoltori con temperature elevate, lunghi periodi di caldo intenso e una conseguente sofferenza delle viti, chiamate a resistere a condizioni climatiche sempre più estreme. Ma proprio nelle annate più difficili emergono la capacità di leggere il vigneto, il bagaglio di conoscenze maturate nel tempo e quella testardaggine positiva che spesso fa la differenza.
Una competenza che a Le Colture porta il nome di Cesare Ruggeri, 78 anni, fondatore dell'azienda e padre di Alberto, Veronica e Silvia. Viticoltore di lunga esperienza, Cesare dedica ancora oggi gran parte delle sue giornate ai filari, seguendo personalmente l'evoluzione delle piante con cura meticolosa.
Da tempo aveva intuito che l'andamento climatico della stagione avrebbe potuto creare criticità. Per questo ha scelto di intervenire in anticipo con l'irrigazione nei momenti più delicati, aiutando le viti ad affrontare le settimane più calde dell'estate e consentendo loro di mantenere il proprio equilibrio vegetativo.
"In tutti questi anni di vendemmie ne ho viste tante. Annate meno difficili e annate che ti fanno sudare fino all'ultimo giorno. Una cosa però non cambia mai: la natura comanda lei. Noi possiamo seguirla, cercare di capirla e accompagnarla, ma non possiamo pensare di essere più forti. La vigna ti parla ogni giorno e bisogna avere la pazienza di ascoltarla. Quest'anno era chiaro che le piante stavano soffrendo e siamo intervenuti quando serviva con la giusta irrigazione, con poca defogliazione per ridurre lo stress e salvaguardare il grappolo”, racconta Cesare Ruggeri.
“Come ci ha sempre insegnato nostro padre, le annate difficili sono quelle che ricordano quanto il nostro lavoro dipenda dall'abilità di interpretare la natura e di agire al momento giusto. Quest'anno più che mai la sua competenza e i suoi insegnamenti sono stati fondamentali. La sua presenza costante in vigneto, il suo talento nel leggere i segnali delle piante e nel prendere decisioni tempestive rappresentano un patrimonio prezioso per tutta la nostra famiglia e per l’azienda. Chi lavora con noi sa bene che il motto ‘Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare’ non è solo un modo di dire ma è una frase che ben sintetizza il nostro approccio al lavoro e che, mai come quest'anno, è sembrata trasformarsi in una vera filosofia operativa.” aggiunge Alberto Ruggeri.
Il rapporto tra Cesare e le sue vigne va oltre il semplice lavoro. È un legame costruito in una vita trascorsa tra i filari, fatto di attenzione quotidiana, soddisfazioni e preoccupazioni. Vuole bene alle sue piante come a vecchie compagne di viaggio e, come accade nelle relazioni più autentiche, non mancano nemmeno i momenti di confronto, quelli che in famiglia raccontano sorridendo quando qualche vigneto lo fa arrabbiare più del previsto.
La vendemmia 2026 è stata però soprattutto una storia di squadra. Accanto a Cesare hanno lavorato Alberto, Veronica e Silvia Ruggeri, insieme a tutto il team di Le Colture, condividendo mesi impegnativi e una raccolta che ha richiesto particolare cura in ogni fase.
Grazie a questo lavoro corale, le uve raccolte si presentano sane e con caratteristiche qualitative molto promettenti. Saranno i tempi della vinificazione a raccontare pienamente il carattere dell'annata, ma le prime impressioni lasciano emergere un risultato che premia l'esperienza, la determinazione e la capacità di adattarsi alle sfide imposte dalla natura.
Perché se il 2026 sarà ricordato come una vendemmia complessa, a Le Colture sarà ricordato anche come l'ennesima dimostrazione di quanto il sapere accumulato in una vita possa ancora fare la differenza. E di come, nelle situazioni più difficili, esperienza, buon senso e un pizzico di sana testardaggine restino strumenti preziosi quanto qualsiasi innovazione tecnologica.
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