martedì 6 novembre 2018

Da Cous-Cous Restaurant le tradizioni s’illuminano d’oro: è l'effetto birra




Cous-Cous Restaurant, 56 coperti distribuiti in 2 piani e tre sale d’intimità, in quel civico 9 di Via Adige, dove già Alice di Viviana Varese aveva conosciuto un vero trionfo di gusto, continua a mantenere il primato rispetto alla scelta d’identità fatta sul mercato della ristorazione milanese confermandosi, ad un anno della sua apertura, il primo ristorante di cucina trapanese a Milano.
A vincere è il rispetto per la tradizione e la cultura della Sicilia occidentale che, dagli ambienti, sobri ma con l’attenzione ai particolari per gli occhi attenti, ai prodotti utilizzati (farine, olio, semola, sale..) in cucina   esprime il sapore di una volta in chiave gourmet contaminandosi, come il suo piatto principe il Cous-Cous, da cui prende il nome, di esperienze e maturazioni capaci di innovare proposte e abbinamenti.
È il caso della birra che non sostituisce il vino come accompagnamento ai piatti consigliati ma sicuramente entra a far parte di un nuovo modo di concepire il pesce e la sua esaltazione.
Cous-Cous Restaurant, seguendo la tendenza degli italiani (secondo l’indagine "Gli italiani e la birra" dell'istituto di ricerche Astra Ricerche, realizzata su commissione di Asso Birra-associazione dei birrai e dei maltatori- presentata a Roma nel corso di "Asso Birra Anniversary" lo scorso ottobre, la birra rafforza la propria reputazione e la propria natura di bevanda da pasto, con più di tre italiani su quattro (77%) che oggi la consuma) e tornando indietro nel tempo proprio come avveniva nell’800, orienta il palato al particolare proponendo il gusto della birra, rigorosamente artigianale e siciliana, alle busiate, al Cous-Cous, al pesce (e non solo fritto) o al dolce.
Dalla Birra dello Stretto (bionda e cruda) alla 69 (American Pale Ale) di Paceco (TP) e alla Pincasa (Weiss, Belgian Ale e Belgian Amber Rossa) di Custonaci (TP) le possibilità di abbinamento, al Cous-Cous Restaurant rispettano, prima ancora della regola delle proporzioni grado alcolico/forza del piatto, quella più semplice del gusto.
Una sorpresa per il palato tutta made in Trapani sono le eleganti bollicine della 69 del Baglio Ingardia: nata dal progetto di riscoperta e rivalutazione dei grani antichi siciliani come la tumminia è coltivata e prodotta in regime di agricoltura certificata biologica che, lavorata con metodo artigianale Champenoise, non filtrata, non pastorizzata, senza aggiunta di solfiti né anidride carbonica e rifermentata in bottiglia grazie a lieviti e zuccheri selezionati, si distacca completamente dalle altre birre.
La 69 può facilmente accompagnare tutto il pasto senza mai stancare anche se entra facilmente in sintonia con le panature croccanti e il pesce azzurro.
Una buona accompagnatrice “tutto-pasto” è l’equilibrata Weiss Bionda del Birrificio Pincasa.
I suoi sentori di frutta matura, la fanno beverina e adatta ad ogni pietanza a differenza della Belgian Amber Rossa che con il suo colore rosso rubino leggermente opalescente e la sua schiuma copiosa e mediamente persistente può essere, invece, un buon compromesso per i sapori decisi come le Sarde Marinate con Fonduta di Pecorino e Capperi o le Busiate al Pesto alla Trapanese e Muddica Atturrata piuttosto che con il Calamaro Imbuttunato con Funghi Porcini, Patata e Spinaci.


lunedì 5 novembre 2018

VERONAFIERE, CINA: EVENTI A SHANGHAI E HONG KONG CON MINISTRO CENTINAIO NELLA SETTIMANA DELLA CIIE

Inaugurazione della sede permanente di Shanghai, organizzazione con Vinitaly della collettiva italiana all’International Wine & Spirits Fair di Hong Kong, definizione di piani strategici per la promozione del vino e dell’enoturismo made in Italy con tour operator e università cinesi.

È il programma che Veronafiere Spa mette in campo nella settimana della China International Import Expo (5-10 novembre) assieme al ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del Turismo (Mipaaft), Gian Marco Centinaio. Si parte il 7 novembre alle 15 (ora locale), con l’apertura della sede a Shanghai nel centrale distretto business di Xuhui (Changle Road, 989).

A inaugurare gli uffici che rappresenteranno i settori chiave della fiera veronese (vino, agroalimentare, marmo, agritech), oltre ai vertici della Spa, Maurizio Danese e Giovanni Mantovani (presidente e dg), l’Ambasciatore d’Italia in Cina, Ettore Sequi, il ministro Gian Marco Centinaio, il console generale italiano a Shanghai Michele Cecchi e il direttore dell’Ice Rete Cina, Amedeo Scarpa.

Nella stessa giornata, 2 incontri per la cultura vino italiano e l’incoming in chiave enoturistica, con il colosso cinese del travelling online, C-Trip e con Wine in University, l’associazione nazionale di studenti di enologia, che collega 42 università in 17 province. La task force asiatica di Veronafiere si sposta poi sul fronte business con il padiglione Italia di Vinitaly e Sol & Agrifood a Hong Kong dall’8 al 10 novembre, alla Wine & Spirits Fair che vede una collettiva tricolore di oltre 100 aziende in un’area di 800 mq insieme a Ice. Anche in questa sede è prevista la partecipazione del ministro Centinaio (Mipaaft) il 9 novembre. All’evento clou dedicato al vino nel Sud-Est asiatico, focus sull’olio con un’area (Sol Intl’ Evo Oil Show) curata dal brand Veronafiere, Sol&Agrifood.


 

In casa SIPO tre novità entrano nella linea Sapori del mio Orto: cuore di cicoria cimata, rosette di broccoletti e tris di cavolfiori

Si tratta di ortaggi tipici di questa stagione, con una disponibilità che va da novembre a fine aprile.
Con queste novità si da ancora maggiore profondità all’assortimento Sapori del mio Orto, con prodotti di nicchia e di zone orticole vocate alla loro produzione, in particolare di Puglia e Marche.  Preparati a mano come nella filosofia di SIPO, sono confezionati in vassoio PET e film flow-pack di copertura nel formato da 350 grammi.  La commercializzazione parte dalla prima settimana di novembre nel canale della distribuzione moderna in Italia e all’estero.

Broccoli. Verdure ricche di vitamina C, fosforo e potassio, poco caloriche. In base ad alcuni studi scientifici i broccoli hanno effetti anti-tumorali. Si adattano a tanti abbinamenti in tavola sia con i primi piatti che secondi e legumi ma anche come contorni.
             
Cuore di cicoria cimata. Varietà particolare di cicoria, con un aspetto molto originale,  la cui coltivazione è diffusa nelle regioni centro-meridionali.  Ha un caratteristico e gradevole sapore amarognolo. E’ un ortaggio dal bassissimo contenuto calorico, ma ricco di vitamine A, B, C. Contiene anche calcio, fosforo e ferro. Ha proprietà purificanti e disintossicanti per l’organismo aiuta le digestione e stimola la circolazione sanguigna. Il suo uso in cucina è molteplice, sia cotto che crudo.
 

Cavolfiore. Ortaggio invernali da consumare con regolarità per le molteplici proprietà benefiche. Ricco di vitamine, sali minerali come calcio, magnesio e potassio e povero di calorie. Grazie all’elevato potere saziante, è perfetto per chi segue una dieta dimagrante. E’ indicato in caso di diabete e ha come il broccolo proprietà antitumorali, depurative e anti-infiammatorie. Si può usare per condire la pasta o per la preparazione di contorni e frullati. 
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Visita il nostro sito www.sipo.it e il blog di SIPO dal Campo alla tavola http://blog.sipo.it/ per scoprire sempre nuove ricette.

CANTINA TRAMIN PRESENTA TROY, LO CHARDONNAY DI MONTAGNA

Arriva sul mercato Troy, il nuovo Chardonnay Riserva 2015. Da vigneti in quota, sulle pendici della Mendola, per un vino dall’inequivocabile impronta alpina
Si chiama Troy il nuovo vino con cui Cantina Tramin si confronta con i grandi Chardonnay del mondo. Nell'antica lingua locale significa "sentiero", nome scelto per evocare un lungo percorso compiuto dalla storica azienda altoatesina. Una crescita qualitativa ininterrotta che prosegue da oltre vent'anni, testimoniata dai numerosi premi e riconoscimenti raccolti dai propri vini, nei quali la varietà Chardonnay era impiegata finora come importante componente della prestigiosa cuvée Stoan.
“Nel nostro territorio – afferma Willi Stürz, kellermeister di Cantina Tramin – per molti anni lo Chardonnay coltivato a quote elevate non era apprezzato, a causa della sua struttura esile. Con il passare del tempo abbiamo compreso come le piante potevano trovare il proprio equilibrio e ad avere basse rese in modo naturale, con un minimo intervento di regolazione delle quantità. Questo ci ha consentito di raggiungere i risultati odierni, di cui siamo molto soddisfatti”.
I vigneti si trovano in località Sella, sul versante orientale del massiccio della Mendola. Si collocano tra 500 e 550 metri d'altezza, quindi in posizione più avanzata rispetto a quelli di Gewürztraminer con cui si produce Epokale, il primo vino bianco italiano premiato con 100/100 dalla guida Robert Parker Wine Advocate.
Hanno un’età media di 25 anni e sono allevati in parte a guyot e in parte attraverso la pergola semplice aperta, con pendenze che vanno anche oltre il 30%. L'’esposizione è a sud-est e gode di giornate calde e soleggiate, con forti escursioni termiche notturne e la presenza di correnti fredde provenienti dalle montagne. I terreni sono composti da ghiaia calcarea mista ad argilla.
Per la prima edizione di Troy è stata scelta la vendemmia 2015, annata eccellente per i vini bianchi dell'Alto Adige. Durante la raccolta le uve sono state attentamente selezionate, con un controllo acino per acino. La fermentazione è avvenuta in barrique, dove il vino ha sostato per undici mesi sui lieviti, compiendo anche la fermentazione malolattica. Troy è stato dunque travasato in contenitori di acciaio per un'ulteriore maturazione sui lieviti di 22 mesi. La chiarificazione è avvenuta quindi per precipitazione spontanea prima dell’imbottigliamento.
Ne è risultato un vino dal colore dorato con un'intensità e un'ampiezza di profumi che svelano immediatamente la propria origine montana, con delicati sentori floreali e agrumati, sensazioni di frutti tropicali, come mango, banana e melone galia, note di camomilla e menta e un tocco di mandorla. In bocca domina la freschezza e una piacevole mineralità salina, con un finale lungo sui toni minerali e sensazioni retro olfattive tropicali e di nocciola tostata.
"Lo Chardonnay – spiega Wolfgang Klotz, direttore commerciale di Cantina Tramin – è la varietà con cui si producono alcuni tra i più grandi vini bianchi del mondo, ma al tempo stesso è anche una delle più diffuse ad ogni latitudine. Un vitigno che ci fornisce spettacolari esempi di versatilità e che noi vogliamo arricchire con la nostra interpretazione: un’inconfondibile espressione della terra alpina in cui viviamo".
In tavola si abbina a carpaccio di pesce, salmone marinato o capesante; primi piatti saporiti come un risotto al limone o un tagliolino al tartufo oppure piatti della tradizione alpina, come canederli ai funghi, Salmerino di Fontana al forno, tartara di vitello o formaggi di capra.
La prima annata è stata prodotta in 90 Magnum e 3120 bottiglie da 0,75 con un prezzo medio in enoteca di circa 65 Euro.

La montagna di domani corre veloce verso un futuro tecnologico e sostenibile



Gli impianti a fune sono un fondamentale presidio del territorio e il cuore pulsante di una filiera turistica che ha importanti ricadute in termini sia economici sia, di riflesso, di benessere di chi in montagna vive tutto l’anno.
Come mantenere vivi e vitali i territori montani, rimanendo al passo con i tempi grazie alle nuove tecnologie e a soluzioni sostenibili, è stato il focus dell’incontro “Montagna Domani, promosso da ANEF – Associazione Nazionale Esercenti Funiviari lo scorso 2 novembre alla fiera Skipass di Modena, il Salone del Turismo e degli Sport Invernali.

A causa delle condizioni climatiche avverse, del minor spazio a disposizione per abitante, dell’asprezza del territorio, delle pendenze superiori ai 30 gradi che rendono alti i costi per le infrastrutture e la manutenzione, i territori montani rischiano di essere sempre meno accessibili, con una progressiva perdita di popolazione, crescita e sviluppo economico. In questo scenario, gli impianti a fune costituiscono un fondamentale sostegno nella lotta allo spopolamento della montagna, data la loro centralità nell’economia dei territori montani, con 400 società attive nel settore a livello nazionale, per un totale di oltre 1.500 impianti, 12.000 dipendenti tra fissi e stagionali, circa 1 miliardo di euro di fatturato e 7 miliardi di euro di indotto.

Valeria Ghezzi, presidente di ANEF: “La montagna ha in sé grosse potenzialità ma è allo stesso tempo un’entità molto fragile, e il tema dello spopolamento è certamente un tema “caldo”. Per questo noi di ANEF cerchiamo di dare risposte concrete, che permettano di creare occupazione, che è poi la base perché ci sia una società civile, una comunità, che vive la montagna e che, presidiandola, la possa mantenere viva”. “Quest’anno abbiamo investito oltre 150 milioni di euro fra nuovi impianti, ammodernamenti di impianti esistenti, sistemi per l’innevamento programmato, bacini idrici e riserve d’acqua, battipista e tutte le strutture e i servizi “di contorno”, come i rifugi, che rendono la montagna accessibile davvero a tutti, anche a chi non pratica lo sci” prosegue Valeria Ghezzi.

Non solo, grazie a noi i territori montani sono monitorati e curati: non dimentichiamoci che dove ci sono gli impianti non c’è dissesto idrogeologico - sottolinea la Presidente Ghezzi -. E in questo ci sta dando una grossa mano la tecnologia. Oggi si stanno creando innovativi sistemi digitali che permettono di controllare e gestire un territorio molto vasto come quello montano in chiave sostenibile, riducendo gli sprechi e i consumi. Ma la tecnologia può servire anche ad avvicinare la pianura, la città, alla montagna. Un esempio su tutti, in questo senso, è la nuova App nata da un’idea di Andy Varallo, presidente di Alpine Ski World Cup, direttore del consorzio Skicarosello Corvara e inventore di Movimënt”.

“La Gran Risa e tutte le 63 piste del comprensorio sciistico dell’Alta Badia sono state digitalizzate, ovvero dotate di sensori in grado di monitorare lo stato di innevamento. I dati raccolti vengono trasformati in informazioni comprensibili che possono essere consultate da tutti - utenti, tecnici, squadre - attraverso la Web App Snowfall Report” spiega l’ingegnere Augusto Mabboni di Business Process Engineering Srl, che ha messo a punto la App insieme al team del consorzio Skicarosello Corvara. Grazie a questa App si potrà quindi “salvare” il calendario agonistico delle gare in programma sulla Gran Risa così come, in prospettiva, su tutte le piste della Coppa del Mondo: la mancanza di neve può infatti costringere gli organizzatori a cancellare intere prove, con grave danno per gli atleti, le località e la FIS - Federazione Internazionale Sci. Snowfall Report sarà inoltre utile anche al turista che deve programmare il suo soggiorno sulla neve.

“Negli ultimi 2-3 anni è tornato un forte interesse nei confronti degli eventi sportivi della montagna bianca, che inevitabilmente richiamano molti turisti nelle località montane teatro delle gare. E’ quindi fondamentale che le strutture, gli impianti e l’accessibilità alle stazioni sciistiche siano adeguati - sottolinea Flavio Roda, presidente della FISI – Federazione Italiana Sport Invernali -. Ma non vanno dimenticati i piccoli comprensori, quelli di media montagna più vicini alle città, perché è qui che i giovani sciatori così come gli sportivi di domani iniziano spesso a muovere i primi passi, sviluppando quella passione per la montagna invernale che li porterà poi ad andare anche nei comprensori più grandi”.

Comprensori come quello di Cortina, che sta mettendo in campo grandi e ambiziosi interventi in vista dei Mondiali 2021 e delle possibili Olimpiadi del 2026. “Cortina è in grande fermento e sta portando avanti opere molto importanti per tutti - il mondo sportivo, la comunità, i giovani - e per il futuro”, afferma Sarah Lewis, Segretario Generale della FIS – Federazione Internazionale Sci.
Andrea Vascellari del Consorzio Esercenti Impianti a Fune di Cortina d’Ampezzo, San Vito di Cadore, Auronzo e Misurina: “Già quest’anno si potrà sciare su alcune piste dove si disputeranno i Mondiali del 2021. Nell’area delle Tofane la pista Olympia - già famosa per le gare di Coppa del Mondo - è stata ampliata e dotata di un nuovo impianto di innevamento; la Col Druscié A, dove si terranno le gare di slalom, è stata allargata fino a 100 metri; la Col Druscié B è stata rinnovata per consentire gli allenamenti degli atleti; infine, nella ski area Faloria è nata la tredicesima pista nera di Cortina, la Scoiattolo”. “Ma sono tanti gli interventi ancora in divenire, come il progetto - già finanziato - di collegare l’area della Tofana con la zona Cinque Torri-Lagazuoi, che dovrebbe partire nell’estate 2019, o quello di unire sci ai piedi Cortina ai comprensori di Arabba e del Civetta. Per non parlare dell’investimento per rimodernare i rifugi e dotarsi di impianti di innevamento avanzati, in modo da permettere alla stagione sciistica di iniziare tutti gli anni l’8 dicembre” conclude Vascellari.

Tutti progetti che nascono da un rinnovato interesse nei confronti della montagna bianca. Come evidenziato da Massimo Feruzzi di Skipass Panorama Turismo, “il 66,8% degli italiani quando pensa a una vacanza invernale pensa alla montagna bianca. Gli “sportivi sulla neve” superano i 4 milioni e grazie a loro il sistema della montagna invernale nel 2018 ha prodotto un fatturato superiore agli 11 miliardi di euro (l’11,2% del PIL italiano). Da sottolineare, poi, l’importante ricaduta economica generata sui territori montani dalle società degli impianti, che è pari a 6,7 volte l’investimento effettuato”.

Valeria Ghezzi, Presidente di ANEF: “Questi numeri fanno capire quanto sia importante il ruolo degli impianti a fune per l’economia della montagna e la sua comunità”. “I dati confermano quanto ha notato anche la FISI - commenta Flavio Roda - ma non possiamo dimenticare che per continuare a rendere la montagna invernale un luogo vivo e produttivo bisogna unirsi e fare davvero sistema - come ha più volte sottolineato Valeria Ghezzi - per risolvere anche tutti quei problemi che ancora non hanno trovato una soluzione, come ad esempio il grande tema della viabilità e dell’accessibilità alle località montane. Bisogna darsi da fare: meno parole e più fatti da parte di tutti noi che siamo coinvolti nel sistema-montagna”.

Concorda la Presidente Valeria Ghezzi: “Parlare di sistema-montagna non deve essere solo uno “slogan”, bisogna unirsi e trovare una strada comune. E una grande testimonianza di condivisione, unione e operosità delle comunità montane la stiamo avendo in questi giorni, dove tutto il Nordest e le Dolomiti sono stati colpiti duramente da un’ondata di maltempo straordinaria che ha causato veri e propri disastri. Un grande esercito di volontari, Vigili del Fuoco e personale della Protezione Civile è già all’opera per gestire questa situazione tragica ma anche noi di ANEF vogliamo dare il nostro contributo e ci impegniamo a ripristinare il prima possibile le aree sciabili e anche i territori danneggiati”.

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Nata nel 1987, ANEF – Associazione Nazionale Esercenti Funiviari è l’associazione di Confindustria che riunisce costruttori, esercenti, tecnici professionisti del settore funiviario: con oltre 1.500 impianti all’attivo, ANEF rappresenta il 90% del mercato della mobilità su fune.
Gli impianti a fune costituiscono un fondamentale sostegno nella lotta allo spopolamento dei paesi di montagna, creano indotto e valorizzano l’economia dei territori, dando linfa a un’intera filiera turistica.
ANEF promuove un sistema di trasporto sostenibile e ad alto tasso di tecnologia che rende la montagna accessibile, permettendo a tutti di scoprire un ambiente eccezionale, fare sport e godere dell’ospitalità locale.

LA PERMANENTE PORTA A SESTO SAN GIOVANNI “FLUSSI D’ARTE”: I CAPOLAVORI DEL MUSEO MILANESE INSIEME AGLI SCATTI CHE CELEBRANO I 90 ANNI DI GRUPPO CAP

Dal 5 al 21 novembre Spazio Arte ospita 33 opere del primo ‘900 della collezione storica di via Turati. Un progetto itinerante nato con il sostegno del gestore del servizio idrico integrato dell’area metropolitana

L’“Elena di Troia” del pittore Achille Funi (1959), scelta come icona della mostra; la “Bambina col cerchio” dello scapigliato Eugenio Pellini (1905), cui si contrappone il realismo sociale de “I minatori” del ritrattista Ambrogio Alciati (1907). E ancora il dipinto di “Maria Galli Frisia”, moglie del pittore milanese Emilio Gola (1912).

Sono solo alcuni dei 33 capolavori della mostra “Flussi d’Arte. Da Gola a Funi e Casorati. Opere della prima metà del Novecento nelle collezioni del Museo della Permanente”, che mira a raccontare il fervore e il talento artistico dei pittori del primo Novecento, uno dei periodi più fecondi e più interessanti dell’arte italiana contemporanea, attraverso una rassegna itinerante che nei prossimi mesi toccherà altri comuni dell’hinterland milanese.

5-21 novembre 2018
Flussi D’arte. Da Gola a Funi e Casorati. Opere della prima metà del Novecento nelle collezioni del Museo della Permanente

Spazio Arte
via Maestri del Lavoro 1, Sesto San Giovanni (MI)
orari: MAR–DOM 16.00–19.00 / INGRESSO LIBERO
5 novembre 2018- ore 18.30, Inaugurazione

OGR – TORINO: 16.870 INGRESSI PER LA CONTEMPORARY ART WEEK


Torino, 4 novembre: Sono 16.870, tra stampa, addetti ai lavori e pubblico generico, gli ingressi complessivi registrati da OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino durante le giornate della Contemporary Art Week dall’1 al 4 novembre 2018. Quasi il doppio dei visitatori rispetto al 2017, quando nelle stesse giornate sono stati registrati 9.946 ingressi.

L’interesse del pubblico si è concentrato in particolar modo sulla mostra L’Atteso di Mike Nelson, a cura di Samuele Piazza. La prima personale dell’artista inglese in un’istituzione italiana allestita all’interno del Binario 1 delle Officine Grandi Riparazioni sarà visibile al pubblico fino al 3 febbraio 2019 (giovedì, sabato e domenica dalle 11.00 alle 19.00; venerdì dalle 11.00 alle 20.00). 

Anche per le altre attività ospitate all’intero di OGR durante la Contemporary Art Week si è riscontrata una grande partecipazione. Tra queste nel Duomo e nel Binario 2, Artissima Sound, la nuova sezione della fiera torinese realizzata in collaborazione con le OGR e co-curata da Nicola Ricciardi, Direttore Artistico delle Officine Grandi Riparazioni di Torino e da Yann Chateigné Tytelman, curatore e critico d’arte.
Club to Club invece, ha portato nella Sala Fucine delle OGR le serate speciali del Festival e in particolare, giovedì 1 novembre, ha festeggiato il suo 18° compleanno e i 25 anni di Artissima. 

Moltissimi anche i visitatori più piccoli che si sono immersi nel Future Park, il primo spazio permanente in Europa pensato per i più giovani dal collettivo teamLab Kids per OGR. Future Park, al Binario 3, è un ambiente digitale interattivo che avvicina al processo creativo. Lo spazio è visitabile il giovedì e venerdì dalle 15.00 alle 19.00, il sabato e domenica dalle 11.00 alle 19.00.


sabato 3 novembre 2018

Alla ricerca dei sapori perduti


L’Associazione Internazionale “Azione Borghi Europei del Gusto”, è nata nel 2007 dalla collaborazione fra “La Rotta dei Fenici”, itinerario culturale del Consiglio d'Europa, e la Rete di Informazione “L'Italia del Gusto”, ed ha  lo scopo di valorizzare e promuovere la conoscenza, lo sviluppo e la diffusione delle culture locali e particolarmente sotto l’aspetto alimentare.
In occasione dell'Anno Europeo del Patrimonio Culturale e dell'Anno del Cibo Italiano, ha tracciato alcuni percorsi gastronomici, il primo dei quali è “La via dei Norcini”, per valorizzare la nostra grande tradizione di lavorazione delle carni di maiale.
Per iniziare questa  manifestazione si è scelto un personaggio che ha saputo far apprezzare la grande tradizione norcina della sua terra, la piccante Calabria, in una regione amante di sapori più sfumati: il Veneto: Antonio Miniaci, calabrese doc di Trebisacce (CS).
Egli infatti a Giavera del Montello gestisce l’emporio enogastronomico “: Delizie e Sapori di Calabria” dove presenta i più gustosi prodotti della sua Regione..
Fra questi ha fatto degustare ad una commissione di giornalisti la ‘Nduja e la Salsiccia del salumificio Coinas di Mormanno (CS).
Il primo prodotto, che rappresenta forse l’emblema della norcineria calabra, è un salume povero, perché ricavato dai ritagli di carni magre e grasse avanzati dalla lavorazione del maiale, nonchè parti di fegato e polmoni. Dopo averli macinati finemente, gli si aggiungono sale, semi di finocchio, pepe nero ed una dose generosa di peperoncino. L’impasto è poi lavorato a mano, lo si insacca in budello naturale e lo si pone per qualche giorno ad affumicare, per poi lasciarlo stagionare per alcuni mesi.
Il colore dell’impasto è rosso, più o meno vivace, e la consistenza pastosa, tanto che si consuma normalmente spalmato su fette di pane o bruschette, oppure come saporito condimento alla pasta.
Un altro salume in degustazione è stata la Salsiccia di Acri, prodotto solo apparentemente simile a quello prodotto in altre regioni, in quanto anch’esso prodotto con tagli di poco pregio ed insaccato in budello stretto e lungo e poi legato e lasciato a maturare, ma che in Calabria assume gusti unici, sia grazie alla qualità inimitabile della  carne dei maiali calabresi, sia per il particolare condimento a base di sale, pepe, peperoncino (dolce o piccante) e semi di finocchio.
Durante la manifestazione i giornalisti hanno potuto quindi fare i debiti confronti fra la produzione veneta, che loro ben conoscevano, e quella calabrese, che veniva loro presentata e si sono resi conto chela carne di maiale è come uno strumento musicale, capace di produrre armonie bellissime ed assai diverse: l’importante è che sia bravo l’esecutore, come in questo caso!


Gianluigi Pagano 
 
 

Olio, Vino, TraLLaLLá: arcobaleno di arti, sapori e mestieri a Cantine Cannito il 4 Novembre a Grumo Appula (Bari, Puglia).



Domenica con un po’ di nuvole?
Ci pensa della Dispensa l’Arcobaleno
a riportare il sereno.
Creare un ponte di creativitá colorato
tra Arte, Agricoltura e Artigianato,
richiede l’impegno di “belle" Persone
e di vederlo non perder l’occasione.
Arti, Sapori e Mestieri a Cantine Cannito
stuzzicheranno il tuo appetito.
Ecco cosa fare durante la giornata:
Olio, Vino, Trallallá fino a serata,
Arcobaleno di arti, sapori e mestieri
tra il cin-cin di tanti bicchieri!
Ti aspettiamo Domenica 4 Novembre dalle ore 11.00 presso Cantine Cannito.
━━━ IL LUOGO ━━━
L’evento si svolgerá presso Cantine Cannito, a Grumo Appula (Bari, Puglia) in strada vicinale Macerano, 13.
indicazioni GPS> 40.960888, 16.703852 (http://bit.ly/DdTiBOB)
━━━ INFORMAZIONI PRATICHE ━━━
Ingresso Libero. Start ore 11:00
+ Si puó pranzare e stuzzicare durante tutta la giornata, con le delizie proposte dai vari partner.

venerdì 2 novembre 2018

IL ROADSHOW DI ANTICA PASTICCERIA MUZZI ANCHE IN CENTRO ITALIA

Dopo le più importanti manifestazioni fieristiche e gastronomiche internazionali continua in centro Italia il tour di presentazione delle straordinarie specialità dolciarie dell’Antica Pasticceria Muzzi, protagonista nei mesi di novembre e dicembre in ben tre importantissimi eventi

Il Re dei dolci italiani, Il Panettone sarà protagonista a:
Roma 17 al 19 novembre Officine del Sapore (www.officinedelsapore.it)
Roma 20 novembre Regalo d’Autore Palazzo Brancaccio
Rieti 01 dicembre Giro d’Italia (Rist. La Foresta)

Una vicinanza quella tra l’Antica Pasticceria Muzzi e le associazioni professionali quali appunto AIS Lazio AEPER, FIEPET e Associazione Italiana Gelatieri non casuale visto il costante e fruttuoso impegno che l’azienda dolciaria ha riposto nello sviluppo di lievitati abbinati al mondo gelato (è di gennaio la sponsorizzazione del Mondiale di Gelateria) e nello specifico di questo tour, caratterizzati al vino, agli spirits e alla birra.

Un impegno crescente dimostrato dalla creazione di una intera gamma di lievitati alcuni dei quali come il Panettone Imbibito al vino Passito di Pantelleria già riconosciuto con pieno merito dall’iTQi International and Taste Quality Institute di Bruxelles.

Tra le novità di quest’anno, il Panettone all’Amarone della Valpolicella D.O.C.G. della Cantina Sartori, straordinario dolce realizzato con una innovativa tecnica e presentato ufficialmente al Sigep di Rimini e ora nel pieno del Tour Nazionale di degustazione. Una ricetta destinata a tutti coloro che amano e ricercano la novità pur mantenendo il principio di tutela e valorizzazione del Re dei dolci italiani, il panettone.

Un percorso impegnativo votato a consolidare relazioni di alto livello professionale e a promuovere l’azienda e le sue delizie tra le eccellenze del Made in Italy dolciario.

L’azienda è nata nel 1795 da Tommaso figlio di Filippo Muzzi, che intraprese la dolce professione del confettiere. Iniziò con gli “Anisini”, semi di anice confettati, divenuti ben presto famosi per essere i preferiti dai nobili locali, che usavano regalarli ai loro ospiti.

Antica Pasticceria Muzzi è oggi una realtà consolidata nel panorama dolciario internazionale con la commercializzazione dei suoi prodotti in oltre 62 paesi nel mondo. Prossimamente lo storico locale di Via Roma a Foligno mostrerà i fasti di un rinnovo voluto per garantire sempre la massima eccellenza ai clienti e per continuare ad essere vero e proprio riferimento per l’eccellenza dei suoi lievitati da ricorrenza.

giovedì 1 novembre 2018

LE BOLLICINE GARDA DOC SFILANO SUL RED CARPET AL MERANO WINE FESTIVAL


Dal 9 al 13 novembre 2018 il Consorzio di tutela Garda DOC avrà uno spazio esclusivo davanti al Kurhaus dedicato alla degustazione dello Spumante. Hashtag: #gardadoc
Un brindisi con il Garda DOC Spumante davanti al Kurhaus, gioiello dell’architettura liberty europea. Il Consorzio Garda DOC debutta al Merano Wine Festival, in programma dal 9 al 13 novembre 2018 nella città altoatesina, e lo fa in grande stile: le sue bollicine saranno il benvenuto ufficiale per i visitatori dell’evento, giunto alla sua ventisettesima edizione. Lo stand sarà posto accanto al lungo red carpet del Kurhaus, uno dei simboli della città e principale ingresso alla manifestazione. Lo scopo è far conoscere e presentare le novità dello Spumante Garda DOC ai visitatori in ingresso al Festival. Lo spazio sarà allestito in modo da poter accogliere gli ospiti ed offrire loro un angolo salotto dove sedersi, incontrare il Consorzio e le aziende che ne fanno parte e bere un calice di Garda DOC Spumante e Garda DOC Rosè. Un luogo dove intervistare i produttori e dove scattare foto da condividere nei social con l’hashtag #gardadoc. In mescita ci saranno le bottiglie di Spumante Garda DOC di alcune delle aziende consorziate, oltre che la bottiglia istituzionale.
"Con questa presenza esclusiva al Merano Wine Festival 2018- spiega Luciano Piona, Presidente del Consorzio Garda DOC - riteniamo di aver ottenuto per il Garda Doc una buona occasione di presentazione della nostra denominazione e della qualità delle nostre etichette, qualità che si è già distinta in altre uscite”.
Una strategia, quella seguita dal Consorzio Garda DOC, che punta a far conoscere e a promuovere lo Spumante e le eccellenze del territorio gardesano attraverso la partecipazione e la creazione di esperienze ed eventi esclusivi, come la Wine Experience, navigazione sul lago di Garda a bordo del veliero del 1926 “Siora Veronica”, e la partecipazione al Festivaletteratura di Mantova.

Dall’1 al 4 novembre torna a Treviso la “sfida più golosa dell’anno” TIRAMISÙ WORLD CUP TRIVIA 2018





Ecco raccolte alcune curiosità sulle gare, i concorrenti e i giudici (nazionali e internazionali) e le location di quest’anno

*     Il tema conduttore delle selezioni di gara di quest’anno è le “colline del Prosecco”, che abbina il tiramisù a un altro prodotto eno-gastronomico tipico del territorio trevigiano.
Per questo, le selezioni si tengono a Conegliano, Pieve di Soligo e Valdobbiadene, comuni che si caratterizzano per la produzione del Prosecco superiore Docg;
*     A Conegliano le gare si tengono il 1° novembre (Festività nazionale di “Ogni Santi”); la location di gara è il chiostro all’interno dell’ex-convento di San Francesco. A Pieve di Soligo, il giorno 2 novembre, le selezioni si tengono nella località di Solighetto presso Villa Brandolini; a Valdobbiadene, le gare si svolgono a Villa dei Cedri (un ex-opificio detto anche “Villa Piva);
*     I Paesi esteri rappresentati quest’anno sono Cina, Canada, Francia, Austria, Germania, Marocco e Albania;
*     Dall’Italia, fra gli altri, si sono iscritti concorrenti da Torino, Milano, Como, Napoli, Taranto, La Spezia, Cosenza;
*     Per le selezioni erano necessari 180 giudici: il test online lanciato da Twissen per reclutare la giuria ha avuto oltre 7000 partecipanti. Solo la metà di questi ha superato il test (10 risposte corrette su 15): le domande riguardavano la preparazione del tiramisù, la sua storia e il regolamento della gara;
*     I giudici delle selezioni, che hanno superato a pieni voti il test, provengono da ogni angolo del mondo: fra gli altri, Canada, Germania, Turchia;
*     I partecipanti ricevono un “kit del concorrente” contenente gli ingredienti base del Tiramisù originale: un pacco di savoiardi, una confezione di mascarpone, uova (pastorizzate), caffè già pronto preparato con la moca, un pacco di zucchero e una confezione di cacao;
*     In totale, verranno serviti in gara: 32mila savoiardi, 183 kg di mascarpone, 4mila uova, 50 kg di cacao, circa 700 kg di zucchero e oltre 23 kg di caffè;
*     Il piatto di gara per le selezioni è a forma quadrata e misura 15x15 cm (misura esatta per il savoiardo). Quello delle semifinali e della finale è, invece, a forma rettangolare e misura invece 28x17 cm;
*     In totale
*     Alla gara partecipa anche Jacopo, ragazzo affetto da autismo, accompagnato dalla Fondazione “Oltre il Labirinto Onlus”, che si occupa di garantire aiuto, assistenza, salvaguardia, trattamenti, servizi e quanto necessario nella fase di crescita, di età adulta per i soggetti con Autismo;
*     La charity di questanno della Tiramisù World Cup è “Team for Children Onlus” di Padova, un’associazione fondata a Padova nel 2009 che collabora con i medici del reparto di Oncoematologia Pediatrica dellOspedale di Padova, fornendo materiale didattico, sostenendo lacquisto di materiale elettromedicale, finanziando contratti di lavoro di medici oncologici e sostenendo psicologicamente ed economicamente le famiglie dei bambini e dei ragazzi malati;
*     La TWC 2018 è patrocinata dall’AIC, Associazione Italiana Celiachia, a cui sono state riservate opportune postazioni di gara e prodotti “gluten free” a Pieve di Soligo, venerdì 2 novembre;
*     Nel sito www.tiramisuworldcup.com è presente la sezione “Esperienze”, in cui è possibile ottenere la “Tiramisù Card”: un carnet di convenzioni con bar, ristoranti ed esercizi commerciali associati FIPE-Confcommercio (e non solo);
*     Quest’anno, intorno alla TWC, c’è una serie di eventi collaterali denominata “Tiramisù World Cup Extra” che permette di godere in maniera diversa Treviso, dalle “Storie del Tiramisù a Treviso” (mercoledì 31 ottobre presso Sala Affreschi del Comune di Treviso) alla “Cantata del Caffè” (sabato 3 novembre, presso Teatro delle Voci).
*     Lo scorso 10 ottobre si è tenuta la “Tiramisù Sport Cup”: la gara ha avuto per protagonisti gli atleti della De Longhi Treviso Basket, le “pantere” della Imoco Volley e i “leoni” del Benetton Rugby (che hanno vinto la sfida!);
*     Il 21 ottobre si è giocata la partita di calcio “Un Tiramisù per l’ADMO” fra la squadra dei giornalisti di Treviso, Tv Pressing, e gli amministratori delle “colline del Prosecco”: il ricavato è stato destinato all’ADMO di Mareno di Piave.

Per la gara, la Tiramisù World Cup ha scelto gli “ingredienti” delle aziende: Matilde Vicenzi (savoiardi), Hausbrandt(caffè), Lattebusche (mascarpone), Perugina (cacao amaro), Amadori (uova) e Italia Zuccheri; oltre a loro, anche Astoria WinesDolcefreddo Moralberti, Ascotrade (fornitore ufficiale di energia) Tognana Porcellane e Best Western Premier BHR Treviso Hotel, Bi Holiday by Biasuzzi

Treviso, 31 ottobre 2018

L'Albergo Ristorante al Vescovo a Pulfero



La rete internazionale Borghi d’Europa, in collaborazione e sotto il Patrocinio dell’Istituto per
la cultura slovena, ha inserito le Valli del Natisone nel percorso d’informazione dell’Anno del
Patrimonio Culturale Europeo e dell’Anno del Cibo Italiano.

I giornalisti e i comunicatori della rete hanno potuto conoscere l’ospitalità e la cucina
dell’albergo ristorante al Vescovo. Skof a Pulfero, autentico tempio dell’eccellenza locale.

“Casa Skof - racconta Michela Domenis-, nasce all’inizio del Novecento come locanda e
osteria di paese, punto di riferimento per viaggiatori e abitanti delle Valli del Natisone. a
tutt’oggi è gestito dalla famiglia Domenis giunta alla quarta generazione.Pur nella continuità
della tradizione, un’imponente ristrutturazione ha modificato la casa, facendone un complesso alberghiero di piccole dimensioni, funzionale, finemente arredato dando così all’ospite una sensazione calda e familiare. La Casa si trova sul fiume Natisone, con una sala da pranzo
vetrata.In un giardino senza pensieri, all’ombra di ippocastani secolari godrete della vista e del rumore delle acque limpide e tranquille che vi scorrono accanto.”

La cucina di Casa Skof non dimentica di trovarsi in una terra di confine e così diventa il
legame tra due culture diverse, quella slovena e quella friulana. La famiglia Domenis propone
una cucina legata alle tradizioni, al territorio e alle stagioni. Da sempre si cerca di usare il più possibile ingredienti e prodotti acquistati dai contadini e artigiani delle valli .
Un riconoscimento delle loro fatiche.

In autunno davanti al camino acceso godrete la zuppa di castagne, zlicnijaki di zucca al burro


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