Roma, 14 luglio 2026. La Galleria Borghese, in collaborazione con Fondazione Roma, presenta Tesori nascosti della Galleria Borghese, un progetto espositivo itinerante che porta fuori dalle sale del museo una preziosa selezione di opere, molte delle quali raramente esposte al pubblico. Il percorso prenderà avvio il 24 luglio a Lecce, presso il Museo MUST, per poi proseguire dal 7 novembre Cosenza, negli spazi della Galleria Nazionale di Cosenza, con l'obiettivo di valorizzare il patrimonio artistico nazionale e promuovere un modello di museo diffuso, capace di creare nuove connessioni tra le grandi istituzioni culturali e i territori.
Curata da Lucia Calzona, Maria Giovanna Sarti ed Emanuela Settimi della Galleria Borghese, la mostra propone un itinerario dedicato all'arte italiana tra Rinascimento e Barocco attraverso oltre trenta opere provenienti in gran parte dai depositi del museo e, proprio per questo, raramente visibili al pubblico. A queste si affiancano alcuni capolavori eccezionalmente concessi in prestito dalle sale espositive, tra cui i due celebri auto ritratti, in età giovanile e in età matura, dipinti da Gian Lorenzo Bernini, presentati per la prima volta insieme al di fuori della Galleria Borghese. Ne nasce un dialogo inedito tra visibile e invisibile, tra ciò che abitualmente è esposto e ciò che resta custodito dietro le quinte del museo. Il percorso offre così una nuova prospettiva sulla ricchezza e sulla complessità della collezione, raccontando non solo i suoi capolavori più celebri, ma anche il fondamentale lavoro di tutela, ricerca e conservazione che rende possibile la trasmissione di questo straordinario patrimonio alle generazioni future.
Oltre al valore scientifico e artistico, Tesori nascosti della Galleria Borghese si propone come un progetto culturale di ampio respiro, fondato sulla convinzione che il patrimonio nazionale debba essere sempre più accessibile e condiviso. La mostra intende dimostrare come un'esposizione itinerante possa contribuire alla valorizzazione dei territori, rafforzando il dialogo e la collaborazione tra istituzioni museali, amministrazioni locali e comunità.
Attraverso il modello del museo diffuso, il patrimonio artistico diventa uno strumento di partecipazione, inclusione e crescita collettiva. L'iniziativa favorisce infatti la riduzione delle disuguaglianze nell'accesso all'offerta culturale, rafforza il rapporto tra istituzioni, scuole, associazioni e cittadini e contribuisce a costruire reti permanenti di collaborazione, ponendo la cultura al centro dei processi di sviluppo territoriale e rigenerazione sociale.
La mostra rappresenta inoltre una concreta occasione di democratizzazione della bellezza, consentendo a un pubblico sempre più ampio di conoscere capolavori raramente visibili e riportando al centro del dibattito culturale il valore della conservazione, dello studio e della valorizzazione del patrimonio pubblico.
Partner dell'iniziativa è Fondazione Roma, che sostiene il progetto condividendone la visione di una cultura accessibile e diffusa quale motore di crescita sociale e valorizzazione del patrimonio collettivo.
La realizzazione è resa possibile anche grazie al contributo in art bonus di Intesa Sanpaolo.
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