Mostre
Arab Design Now 2026 – Mostra principale
Curata da Noura Al Sayeh, Arab Design Now 2026 presenta il lavoro di 81 designer, artigiani e creatori. Attribuendo pari importanza al processo e al prodotto finale, la mostra esplora il modo in cui la geografia, l’artigianato, la tecnologia, la produzione e le condizioni sociali influenzano il design contemporaneo.
Temi e designer partecipanti:
On Narration and Ornamentation (Narrazione e Ornamento)
Dima Srouji and Hooda Shawa, Shahira Fahmy Architects, Abdulrahman Al Muftah, Zoubida, Atelier Aziz Alqatami, Hassene Jeljeli, Selma Lazrak, Dar Arafa Architecture, Ahmed Angawi, Mehdi Dakhli, Hind Al Saad, Talin Hazbar, Tarek Shamma, Roham Shamekh, Faissal El-Malak, Shaikha Al Sulaiti, Imane Mellah
On Land – Agrarian Practices (Territorio e Pratiche agricole)
Aziza Chaouni Projects, Sakiya, Mirna Bamieh, Boo Design Studio, Local Industries + Studio Folder + Kazna Asker, MODEEN, Samer Selbak, Hall Haus, FADAA, IBKKI, Studio Aya Moug, Aya Haidar, Adrian Müller, Nuhayr Zein, Shepherd Studio + Abdulla Buhijji, Samah Hijawi, Studio Bazazo
Landscapes of Production – Landscapes of Extraction (Paesaggi di produzione – Paesaggi di estrazione)
Shaha Raphael, Ammar Kalo, Ammar Khammash, Twelve Degrees, Harness the Heat, Sama Al Saket, Karim + Elias, Material Cultures, Fatima Nickahdar, Omar Chakil, STUDIO-DA, KAMEH, Al Tqadum, Carl Gerges Architects, Mohamad Nahleh and Rana Haddad, Mohamed Amine Hamouda, India Mahdavi
Crafts, Technology, and Community (Artigianato, Tecnologia e Comunità)
Tahir Sultan, Mhairi Boyle, Maryam Al Jomairi, Dima Al Tawil, Nourredine Amir, Victoria Dabdoub, Ayham Hassan, Zineb Kertane, Nathalie Khayat, Nada Al Mulla, Lobna Sana, Farah Abdelhamid, Ibbini Studio, Ola Saad Znad, Wesam Al Asali, Tamara Kalo
Belonging and Migrating (Appartenenza e Migrazione)
Abdel El Tayeb, Studio Safar, Sarah Elawad, Maryam Turkey, Dina Satti, Ramdane Touhami, Rand Abdul Jabbar, Shireen Taweel, Architecture and Other Things, Aisha Al Suwaidi, Emii Alrai, Hussein Shikha, Yassine Ben Abdallah
Aslan’s Love Story
Partner: Turquoise Mountain
Curatore: George Tadros
Aslan’s Love Story ripercorre la vita di Jalal Aslan, artigiano di piastrelle di Nabulsi, attraverso manufatti plasmati dall’amore, dalla memoria e dalla perdita. Collegando quattro tradizioni artigianali attraverso le fasi di un matrimonio palestinese, l’installazione presenta la creazione come testimonianza, piuttosto che come punto di arrivo. L’artigianato diventa così una forza culturale in evoluzione, capace di preservare l’identità in un contesto di sradicamento e frammentazione.
The Sower
Artista: Fernando Laposse
Curatore: Mario Ballesteros
Presentata da Design Doha in collaborazione con “Qatar Canada Mexico 2026 Year of Culture”, The Sower è la prima mostra di Fernando Laposse nella regione MENA. Frutto di quindici anni di collaborazione con le comunità rurali, l’esposizione mette in relazione il Messico e il Qatar attraverso le ecologie desertiche e la storia degli scambi commerciali. Le nuove opere esplorano i temi della memoria e della responsabilità ambientale, con una banca dei semi vivente posta al centro dell’esposizione, proponendo il design come pratica di coltivazione e l’agricoltura come forma di cultura.
Design Labs II
Partner: Irthi Contemporary Crafts Council
Curatore: Reem Saif Al Mazrouei
Design Labs II rappresenta un capitolo fondamentale nella ricerca dell’Irthi Contemporary Crafts Council. Attraverso collezioni su misura, co-create dagli artigiani di Irthi e da designer regionali e internazionali, e ispirate alla pubblicazione dell’organizzazione Architecture of Culture, la mostra trasforma nove ricette in installazioni e arredi. In questo modo, ridefinisce l’artigianato come una metodologia viva e in continua evoluzione, riconoscendo gli artigiani come coautori culturali che contribuiscono a plasmare il futuro attraverso la collaborazione, la conoscenza e l’innovazione.
Post-Oil 2026
Partner: Saudi Modern Initiative
Curatori: Turki and Abdulrahman Gazzaz
Post-Oil 2026 esamina cinque materiali — vetro, cemento, acciaio, alluminio e asfalto — che hanno ridisegnato l’Arabia Saudita e i Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG) durante il boom petrolifero. Attraverso ricerche artistiche e di design, la mostra su come l’industrializzazione abbia trasformato la forma urbana, le logiche costruttive, l’approccio politico e la percezione culturale, incorporando nuove economie nell’ambiente costruito.
The Thread That Binds
Partner: TheLoveTriangle Collective
Curatore: Rana Rmeily
The Thread That Binds celebra le tradizioni della tessitura Khous e Khaizaran, che affondano le loro radici nell’uso di foglie di palma e canne. Concepita come un’installazione partecipativa, l’opera invita artigiani e visitatori a tessere collettivamente nel corso del tempo, lasciando affiorare i motivi attraverso il lavoro e lo scambio collettivi. L’opera si sviluppa come un archivio vivente, mettendo in primo piano il processo inteso come creazione partecipata anziché come oggetto finito.
Monumental: A Monobloc’s Memoir
Partner e Curatore: Houhou
Monumental esplora il modo in cui la sedia “Monobloc” si è radicata nella cultura collettiva araba. Attraverso reinterpretazioni scultoree surrealiste di questa onnipresente sedia in plastica, l’esposizione eleva l’oggetto quotidiano alla scala architettonica, rileggendo un oggetto familiare al tempo stesso come archivio culturale e come monumento contemporaneo.
BU’ED NADHAR – Beyond Immediate Vision
Partner: Liwan Design Studios and Labs
Direttrice e curatrice: Aisha Nasser Al Sowaidi
Bu’ed Nadhar, che significa “oltre la visione immediata”, interpreta il design come una pratica temporale e riflessiva, che si confronta con la memoria, il sapere legato ai materiali e la continuità culturale, contribuendo a plasmare gli ambienti di domani nel rispetto del passato. Presentata presso Liwan Design Studios and Labs, la mostra riunisce 27 opere sviluppate nell’ambito di cinque residenze e sperimentazioni collaborative che hanno coinvolto 21 artisti provenienti dai Paesi del Golfo e dalle regioni limitrofe.
The Muqarnas of Sadu
Partner: Al Sadu Society
Artista: Ghadeer Mohammed
Curatore: Sahar Almuscati
The Muqarnas of Sadu fonde il linguaggio bidimensionale della tessitura Sadu con la geometria tridimensionale dell’architettura Muqarnas. Attraverso la modellazione parametrica e la costruzione in alluminio, i motivi tradizionali vengono tradotti in forme spaziali, trasformando la superficie in struttura. Composta da elementi modulari che filtrano la luce e i riflessi, l’installazione reinterpreta il patrimonio culturale come una realtà stratificata, multidimensionale e dinamica.
Design from Oasis
Partner e curatore: King Abdulaziz Center for World Culture (Ithra)
Design from Oasis presenta l’impegno costante di Ithra nella valorizzazione di ecosistemi culturali che intrecciano artigianato, conoscenza dei materiali e memoria collettiva. Ispirata all’Al Khoos Initiative, la mostra interpreta il design come una pratica profondamente legata al luogo, alla tradizione e alle relazioni con la comunità. L’Al Khoos Initiative celebra la palma da dattero come elemento culturale ed ecologico centrale per l’Arabia Saudita, valorizzando la lavorazione delle foglie di palma (khoos) come pratica artigianale viva, capace di mettere in dialogo il patrimonio culturale e le sensibilità del design contemporaneo.
Beyond The Letters
Partner: TypeAraby
Curatori: Ali Asali and Basma Hamdy
Beyond The Letters interpreta la tipografia araba e persiana come un sistema vivo di conoscenza anziché come forma puramente grafica. Considerando la scrittura come un’architettura di significato plasmata dalla spiritualità, dalla geografia e dalla pratica concreta, la mostra trasforma le forme delle lettere in ambienti spaziali, materiali e relazionali. Attraverso installazioni, tessuti, opere scultoree e forme partecipative, la calligrafia ancestrale entra in dialogo con le tecnologie contemporanee, inclusi i sistemi generativi e l’intelligenza artificiale.
INTERLACED: Dialogues in Design
Partner: FROMM.
Curatore: Etienne Bastormagi
INTERLACED: Dialogues in Design esplora l'intersezione tra il patrimonio culturale arabo e la pratica contemporanea globale attraverso arredi e oggetti concepiti come spazi di scambio. Ripercorrendo il ruolo storico della regione quale crocevia di commercio e circolazione dell'artigianato, la mostra interpreta l'identità del design come plasmata dal movimento e dalla mediazione.
Threading the Ceremony
Partner: Studio Design LO
Curatrici: Ester Lipsch and Lubna Osman
Ispirata al rituale matrimoniale sudanese Jirtig, Threading the Ceremony reinterpreta lo spazio cerimoniale come un'installazione architettonica. Una piramide nubiana rivestita in tessuto Firka intrecciato fa da cornice agli oggetti associati ai riti nuziali, mentre il tessuto diventa metafora della fragilità della memoria, sospesa tra continuità e rottura.
Migrating Heritage
Partner: Ministry of Culture of the Republic of Azerbaijan, Azerbaijan National Carpet Museum
Curatrice: Konul Rafiyeva
Migrating Heritage esplora il modo in cui il sapere tessile si trasmette attraverso il tempo, i mezzi di comunicazione e le comunità. Incentrata sul məfrəş, oggetto della tradizione nomade azera, la mostra mette in dialogo manufatti tessili storici con il design contemporaneo e le pratiche mediatiche, interpretando il tessile come veicolo di memoria, intelligenza ecologica e trasmissione culturale. Più che ricostruire il patrimonio, il progetto lo reinterpreta attraverso una pratica curatoriale contemporanea, aprendo nuove prospettive sulla mobilità, la sostenibilità e il sapere come patrimonio vivo.
From Fable to Fiber: The Kalila wa Dimna Triptych
Partner: Iwan Maktabi
Curatori: Louis Barthélemy in collaborazione con Iwan Maktabi
From Fable to Fiber presenta un trittico contemporaneo di opere tessili annodate a mano realizzate da Louis Barthélemy in collaborazione con Iwan Maktabi. Ispirato alle intramontabili favole di animali di Kalila wa Dimna, tradotte per la prima volta in arabo nell’VIII secolo, il progetto reinterpreta questi racconti allegorici attraverso un vivace linguaggio visivo contemporaneo. Ogni tappeto, pensato per essere esposto a parete, unisce la lavorazione artigianale tradizionale della lana e della seta a una simbologia moderna e giocosa, dando vita a opere narrative ricche di stratificazioni che mettono in dialogo passato e presente, Oriente e Occidente.
Traces of the Desert Light
Partner: SANAE
Curatrice: Tine De Beck
Traces of the Desert Light esplora il design come processo sensoriale e relazionale plasmato dalla materia, dall’architettura e dalla caratteristica luminosità di Doha. Riunendo opere nate in collaborazione di Morevi x Majdulin Nasrallah, Moss Studio × Josef Gereige, Ayse Habibe Kucuk e Studio Khachatryan x Shaikha Al-Sulaiti x Ángela Ramos Garcés, la mostra mette l’accento sull'artigianato come forma di conoscenza condivisa, radicata nella dimensione tattile e nel dialogo.
Light & Process
Partner: MODEEN
Curatrice: Andia Modeen
Light & Process riunisce oltre un decennio di sviluppo degli oggetti luminosi di MODEEN, esplorando il processo creativo dello studio dall’ideazione e dalla prototipazione fino alla realizzazione del prodotto finale. Sfumando i confini tra le diverse discipline e ridefinendo i confini tra arte e design, la mostra racconta il processo attraverso schizzi, prototipi e sperimentazioni, che culminano in opere nate dalla collaborazione e dalla reinterpretazione di lavori precedenti. L’esposizione svela il dialogo creativo tra l’artigianato manuale e le tecnologie contemporanee, dando vita a oggetti ibridi ed enigmatici, situati all’incrocio tra le forme tradizionali e quelle contemporanee del design.
Ulteriori informazioni sulle mostre saranno comunicate successivamente.
Design Doha 2026 fa parte di Evolution Nation, una campagna che rende omaggio al percorso culturale del Qatar negli ultimi 50 anni, a partire dalla fondazione del National Museum of Qatar. Curata da Qatar Creates, l'iniziativa nazionale posiziona il Qatar come hub globale per l'arte, la cultura e la creatività.
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