venerdì 7 settembre 2018

VOLT CLUB SEASON 18/19 REOPENING




Il 13 settembre riprende la programmazione del locale milanese punto di riferimento per gli amanti del clubbing internazionale

Dal 13 settembre ritorna per la stagione 18/19 la proposta di dj d’avanguardia del VOLT, il club nato solo due anni fa nel cuore di Milano in Viale Molino delle Armi che già rappresenta un punto di riferimento per una nightlife cosmopolita e attenta alla qualità. Ogni settimana si balla il giovedì con una serata dedicata all’Hip Hop e alla Trap mentre il venerdì e il sabato sono rispettivamente dedicati alla musica Techno e nu disco/ house: l’ingresso è a pagamento con selezione.
Questa la schedule del primo weekend di settembre:
·        giovedì 13 UPTOWN NIGHT: HipHop + Trap
·        venerdì 14: Lancastere Dubfire
·        sabato 15 settembre: Satoshi Tomiie + resident Dustin Phil

Il locale
Apparso sulla scena della musica elettronica milanese nel 2016, il VOLT si è affermato come luogo esclusivo e di qualità per tutti coloro che ricercano un’esperienza musicale unica immergendosi in una location che unisce estetica minimale e post- industriale.
Il locale nasce dalla passione di Claudio Antonioli per la musica elettronica. Eclettico imprenditore noto per la sua attività di scouting nel mondo della moda grazie a una continua ricerca di brand emergenti è anche fondatore e socio di maggioranza di New Guards Group, holding che raggruppa marchi fondamentali della scena street come Off-White, Marcelo Burlon, Palm Angels e Heron Preston.


Il VOLT incarna la voglia di allargare la passione per i party ad amici e spiriti affini, una sinergia continua tra musica, moda e respiro internazionale. Offrendo la possibilità di vivere notti che uniscono alta qualità musicale e una certa intimità da club privé.
Il design e gli arredi
VOLT si distingue per una speciale attenzione ai particolari: dall’impianto luci ai dettagli delle sedute, parte fondamentale dell’esperienza. L’ingresso da via Molino delle Armi è nero, quasi anonimo. Una piccola insegna luminosa indica la presenza del “Volt”, una destinazione e non una vetrina. I materiali utilizzati sono pochi, crudi e tendenzialmente scuri per lasciare spazio alla musica, vera protagonista del luogo.
Un unico materiale, il cemento nero, riveste tutto lo spazio: dai pavimenti alle pareti. In contrasto, un singolo elemento protagonista al centro della sala principale; la maestosa gabbia in tondini di ottone che racchiude lo spazio dedicato al DJ e un piccolo privé.
Le luci della pista, con una soluzione non convenzionale, si presentano come una distesa di led a bacchette monodirezionali che cambiano colore e cromia muovendosi in simbiosi con la musica della consolle.
Gli arredi, pochi ed essenziali, sono costituiti da divani bassi, di pelle nera, disegnati appositamente per lo spazio così come i tavolini in ferro e ottone.
Le bottigliere sono disegnate appositamente per lo spazio e ripropongono il leitmotiv dell’ottone, ricordando scaffalature tecniche da magazzino ingentilite da un fondo di specchi fané e luci sospese con lampadina visibile.
La vision del progetto è stata rivisitare un club dal sapore garage, dark ma contemporaneo, dove il focus, oltre a un design essenziale e pulito fosse la celebrazione della musica, quella giusta.






Beverage altamente selezionato
La selezione beverage è curata e attenta con etichette top di gamma, sia per i drink di linea che per il servizio ai tavoli.
Tra i brand si distinguono: Grey Goose, Belvedere, Hendrix, Patron, Don Julio.
Per gli amanti delle Bollicine Dom Perignon, Krug, Ruinart, Moet Chandon e Veuve Cliquot.

Un plus nella selezione delle birre è Noam Beer, berlinese e lager 100% presente in italia solamente al Volt Club.

VOLT CLUB
Viale Molino delle Armi, 6 - 20123 Milano
Aperto dalle 00.00 alle 5.00
Prezzo ingresso 15-20€
Costo Drink: 12€ drink standard/birre // 15€ premium drink

giovedì 6 settembre 2018

VINI D’AUTORE: 3 ETICHETTE DI NERA E CAVEN PRESENTATE IN VENETO DA BORGHI D’EUROPA





Durante le Giornate del Patrimonio Culturale Europeo
Milano, 5 Settembre 2018- La testata web Borghi d’Europa ha presentato tutti i propri progetti d’informazione l’1 e 2 settembre c.m. presso l’Osteria La Postina di San Pietro di Feletto (Tv), col classico format di interviste multimediali e racconti a filò a rappresentanti di borghi, territori, enti e piccoli imprenditori che lavorano con passione ogni giorno.
Un territorio indubbiamente ben rappresentato in questa manifestazione è stata la Valtellina, grazie alla presenza di 3 grandissime etichette delle Cantine Pietro Nera e Caven di Chiuro (So), vero esempio di viticoltura eroica di montagna, dove a causa delle pendenze delle quote, non possono essere usati mezzi meccanici e i vignaioli alla fine sono ripagati dal duro lavoro (manuale) con dei vini eccezionali, dove spicca il Nebbiolo delle Alpi o Chiavennasca.
La Casa Vinicola Nera esiste da oltre 70 anni, fondata da Guido Nera e condotta poi dal figlio Pietro e oggi dai fratelli Simone e Stefano che nel 1982 hanno fondato anche l’Azienda Agricola Caven Camuna, nome che deriva dal fatto che in tempi remoti nella località Caven, risiedeva la civiltà Camuna, della quale sono venuti alla luce reperti archeologici di un certo valore storico.
Le uve raccolte vengono vinificate dalla famiglia Nera nelle cantine ubicate a Chiuro (So), che hanno una capacità totale di circa 40.000 hl, dei quali circa 10.000 formati da botti di rovere, barriques e tonneaux, che garantiscono un ottimo affinamento per l’esigente ed elegante Nebbiolo Chiavennasca.
Durante la manifestazione dedicata alle Giornate del Patrimonio Culturale Europeo, sono stati presentati ai partecipanti e addetti ai lavori il bianco I.g.t. Terrazze Retiche di Sondrio “Rezio” di Nera, un vino fruttato, persistente e complesso, ottenuto da vinificazione in bianco di uve Nebbiolo e Rossola (autoctono valtellinese storico) e da vinificazione separata di Chardonnay ed Incrocio Manzoni e il Valtellina Superiore Docg Inferno Riserva “Al Carmine” di Caven, un rosso intenso, morbido e sapido, proveniente dalla sottozona vitivicola Docg “Inferno”, che può invecchiare anche più di 10 anni.
Ultimo, ma molto importante, lo Sforzato di Valtellina Docg, ottenuto mediante l’appassimento delle uve Nebbiolo, che lo rende unico e tanto differente dal resto dei vini prodotti in Valtellina: viene messo infatti in commercio dopo un periodo di invecchiamento e di affinamento di 20 mesi, dei quali almeno 12 in botti di legno (anche lo Sforzato se conservato bene può invecchiare anche più di 10 anni) che lo rendono strutturato, fine e persistente.
Borghi d’Europa ha presentato questi 3 grandi vini in maniera originale, abbinandoli con dei piatti prodotti con altre eccellenze italiane e non, col preciso intento di dare voce ai vari territori presenti alla manifestazione: tutti i partecipanti hanno apprezzato e sottolineato la qualità dei vini valtellinesi di Nera e Caven all’unanimità!

SIPO sostiene la 7ma edizione della Maratona Alzheimer





Continua la collaborazione tra SIPO e Amici di Casa Insieme Onlus, l’associazione che organizza l’evento sportivo solidale Maratona Alzheimer.  Un fine settimana in Romagna (14-16 settembre 2018) di eventi sportivi per incentivare il movimento come prevenzione di patologie e diffondere la cultura della salute.

Bellaria Igea Marina (RN), 06.09.2018. Mancano pochi giorni alla 7° Edizione della Maratona Alzheimer, programmata per domenica 16 settembre 2018: una gara di 42 km su percorso Fidal (Federazione Italiana di Atletica Leggera) che dal Mercato Saraceno a Cesenatico scenderà con un percorso a serpentina verso Cesena, finalizzata a sostenere progetti di prevenzione, assistenza e ricerca sulla malattia. La manifestazione solidale durerà l’intero week-end, con un programma ricco di iniziative legate al movimento con l’obiettivo di sostenere l’assistenza, combattendo l’esclusione sociale, la prevenzione, con interventi per promuovere stili di vita sani e la ricerca, con il progetto della Fondazione Iret, ente di ricerca scientifica in campo biomedico.

SIPO è da anni tra i sostenitori della manifestazione, che per questa edizione vede la collaborazione anche delle due aziende partner nella produzione della nuova linea Super Veggies presentata all’ultimo Macfrut Vivo e Il Melazzurro. L’azienda fornirà oltre 2500 ciotole di insalate pronte con germogli Super Veggies e 500 Pesti di Verdure fresche ai partecipanti della maratona. Dopo la sponsorizzazione del Convivium per l'Alzheimer e della Maratona dello scorso anno, abbiamo deciso di sostenere anche questa volta Amici di Casa Insieme per questo importante evento del territorio” - afferma Elisa Monticelli, Marketing Department di SIPO. Ringraziamo l’associazione per il loro impegno nell’organizzazione di questa vera e propria kermesse all'insegna del benessere”.

Le aziende partner di SIPO

Il Melazzurro di Gabriele Rullati produce con metodo artigianale lavorazioni di IV gamma per la produzione di insalate arricchite pronte all’uso per un consumo domestico e fuori casa. L’utilizzo di materie prime di qualità, la lavorazione manuale dal taglio delle verdure al confezionamento, il rispetto rigoroso delle norme produttive e l’utilizzo di manodopera qualificata consentono di ottenere un prodotto sano e di qualità dall’aspetto curato e gradevole. Negli anni la produzione si è diversificata seguendo le esigenze del mercato, mantenendo l’artigianalità come fattore di differenziazione rispetto agli standard di IV gamma.

Nata nel 2005 dall’esperienza di Pietro Farnedi dopo alcuni anni trascorsi come dirigente in BASF Italia, Vivo produce numerose varietà di germogli per il mercato della GDO e ristorazione collettiva per soddisfare sia i palati esigenti degli chef che dei consumatori. Con sede a Cesena, l’azienda è una cooperativa agricola, con un’elevata potenzialità di crescita. Fornisce alcuni grossisti dei mercati agro-alimentari, ristoranti tra cui molti stellati, produttori di IV gamma e supermercati.

TEATRUM BOTANICUM terza edizione 14-16 settembre 2018 PAV - Parco Arte Vivente Via Giordano Bruno 31 10134 - Torino

Venerdì 14 Settembre alle ore 18.00 inaugura Teatrum Botanicum, terza edizione del festival dedicato ad artisti e curatori emergenti la cui indagine si colloca nello spazio interstiziale tra pratiche e riflessioni artistiche ed ecologiche proprie del centro d’arte contemporanea. Il programma del festival, orientato alle logiche della performance, si svolgerà nel corso delle giornate di venerdì e sabato, per poi concludersi domenica con il workshop condotto da Enrico Malatesta.

Nelle settimane antecedenti l'opening di Teatrum Botanicum, abbiamo proposto un piccolo gioco agli artisti, musicisti e teorici coinvolti. Una richiesta avanzata nel flusso pressochè infinito di email - il brodo primordiale di ogni mostra o evento. Potreste scattare una fotografia ad una pianta vicino a voi? Una pianta domestica, o nel cortile, una pianta che vi colpisca.

Rimanere affascinati da una pianta non è un fatto così scontato; o almeno è quanto dimostrato dalla teoria della plant blindness, termine coniato nel 1998 dagli studiosi di botanica James Wandersee ed Elisabeth Schussler al fine di indicare l'incapacità di notare la presenza di piante nel proprio ambiente e, di conseguenza, riconoscerne l'importanza nell'economia della biosfera e delle vicende umane. Si tratta di una dinamica quantomai paradossale, dato che le piante costituiscono la base della maggior parte degli habitat animali. Nondimeno, tendenzialmente sono proprio le figure zoomorfe a rubare la scena al mondo vegetale, sia a livello percettivo, sia sul piano culturale: è più semplice processare la nozione dell'estinzione dei panda, che ricordarci di connetterla alla scarsità del bamboo! Non tutte le piante sono uguali e non tutte risultano ugualmente invisibili: ad esempio, le variazioni nella loro surface texture (eccezionalmente ricca e complessa) costituiscono un fattore fortemente discriminante, così come le fasi del ciclo vitale. “Prima che le azalee del profondo Sud fioriscano, vengono percepite come arbusti pressochè anonimi” scrivono James H. Wandersee ed Elisabeth E. Schussler “quando si coprono di boccioli rossi, rosa e bianchi, nessuno può ignorarle”. Digitate “azalea” in un motore di ricerca online e vedrete formarsi una griglia di immagini floreali. L'immagine che, istintivamente, assoceremmo al concetto di “azalea”. Lo schema dell'azalea.

La teoria di Barlett, formulata dallo psicologo britannico negli anni '30, sostiene che tutti gli esseri umani possiedono regole o script categorici che utilizzano per interpretare il mondo. Le nuove informazioni vengono processate in modo da non entrare in conflitto con queste regole, il cui insieme forma lo schema, una cornice fatta di parametri individuali quanto collettivi, soggetta all'esposizione a questo o quel contesto specifico. Quando le informazioni che percepiamo contraddicono i parametri dello schema, queste potrebbero non essere comprese.
Cosa succede nel nostro cervello, di fronte ad un'azalea non ancora fiorita? È più che probabile che questa diventi un indistinto wallpaper verde, senza bisogno di turbare il nostro schema-azalea. Spostiamoci verso un altro contesto specifico: cosa succede nel nostro cervello, di fronte ad un'opera d'arte che non incontra il nostro schema-opera d'arte? O il nostro schema-mostra. O il nostro schema-concerto. O il nostro schema-performance. Come recepiremo, memorizzeremo e processeremo le informazioni inedite? Barlett individua tre possibili reazioni: accreditation, tuning e restructuring. Laddove la prima reazione non prevede alcuna modifica allo schema pre-esistente e l'ultima designa il processo di creazione di un nuovo schema, tuning indica il momento in cui realizziamo che il nostro schema è sostanzialmente inadeguato alle nuove informazioni. Questo ci spinge a prendere coscienza della concretezza dello schema ed innesca un processo di trasformazione dello stesso. È interessante vedere come Barlett attinga l'espressione tuning all'ambito del sensibile e, nella fattispecie, del suono: un discreto endorsment nei confronti della pervasività dell'esperienza estetica.

In inglese c'è una netta differenza tra il sostantivo accordo, ovvero chord e il verbo accordare, sintonizzare: to tune. E Barlett sceglie proprio il termine tuning, to tune; un'azione, come a suggerire la necessità di una certa intraprendenza nel mettere in discussione gli assiomi di uno schema. E questo è il gioco che la terza edizione di Teatrum Botanicum si propone di innescare: chiedere allo spettatore, al partecipante, di attraversare l'ambiente innescando una dinamica di tuning rispetto al PAV, un ecosistema naturale e culturale che, in linea alla nozione di terzo paesaggio, esubera entrambi gli schemi. Parimenti, nel corso delle due giornate del festival, si giocherà a stare in un territorio liminale tra la dimensione espositiva e quella performativa, a creare fratture tra l'attraversamento dello spazio tipico di una mostra e la calendarizzazione di interventi time-based, in un gioco di rimandi e slittamenti dinamici tra tempi e luoghi, tra un intervento e l'altro. Le proposte degli artisti invitati verranno messe in costante relazione, ora tramite piccole stratificazioni, ora tramite meccanismi che ricordano quello della staffetta.
Le opere giocheranno a fingersi allestimenti e scenografie, alcuni performer s'improvviseranno allestitori, i dispositivi moltiplicheranno le loro funzioni. La curatela esplode, così come le declinazioni del concetto di ambiente che sono al centro dell'iniziativa Teatrum Botanicum. Si apre il sipario – che non è verde ma rosa! -, si collegano i jack, si condividono i palchi, i muri scorrono, i cavi audio performano, la teoria si fa ludica. Gli allestimenti raccontano storie, la scrittura si rende visibile, si coniano neologismi, un film si trasforma in un concerto en plein air, suonano le macchine, suonano i sistemi, suonano le piante.

Le azalee sono molto belle anche prima di rifiorire.

In scena, o sul campo da gioco, opere e interventi di: Enrico Boccioletti, Roberto Casti, Michela Depetris,  Mimì Enna, Furlani-Gobbi, Sara Manente e Christophe Albertjin, Gabriele Rendina Cattani, Claudio Rocchetti, Youngboyswritinggroup.
Hotel Antropocene, press conference a cura di Federico Nejerotti e Nelle Gevers.
Acheropitismo, progetto a cura di ALMARE con Renato Grieco, Mauro Lanza e Andrea Valle.
XIII dj set e Sabla dj set.

Vi rifocilleremo con la collaborazione di Isola Torino.

La mostra e il convegno sono realizzati con il sostegno della Compagnia di San Paolo, della Fondazione CRT, della Regione Piemonte e della Città di Torino.

Il Master IDEA in Exhibition Design annuncia l’edizione numero XII

Il 20 settembre, a POLI.design, h. 14.30, Open Day di presentazione della nuova edizione del Master e preselezione dei candidati.
Il Master IDEA in Exhibition Design_L’Architettura dell’Esporre, promosso dalla Scuola del Design del Politecnico di Milano e organizzato da IDEA Associazione Italiana Exhibition Designers e POLI.design, diretto da Raffaella Trocchianesi, Professore Associato di Design, e Mario Mastropietro, Presidente di IDEA, partirà, tra soli due mesi, con la XII edizione.

Il Master si conferma il prodotto d’eccellenza nel panorama formativo internazionale in materia di Exhibition Design: un percorso altamente professionalizzante, anche grazie al livello dei docenti coinvolti, tra i migliori professionisti del settore.

Karim Azzabi, Paolo Baldessari, Luca Basso Peressut, Roberto Benfenati, Luca Cendali, Paolo Cesaretti, Alessandro Colombo, Luciano Crespi, Michele De Lucchi, Maurizio Di Puolo, Angelo Jelmini, Ugo La Pietra, Paolo Lucchetta, Paolo Maldotti,  Carlo Malerba, Mario Mastropietro, Francesco Murano, Francesca Murialdo, Ico Migliore, Luisa Pandolfi, Franco Origoni, Roberto Priori, Franco Rolle, Attilio Stocchi, Raffaella Trocchianesi, Cristiana Vannini sono solo alcune delle personalità che hanno aderito a questo progetto didattico, mettendo  la propria esperienza a disposizione degli studenti con l’obiettivo di formare una nuova generazione di progettisti altamente qualificati.

Al via, tra soli due mesi, la XII edizione del Master che indaga l’exhibition design in ogni possibile declinazione - retail, eventi, mostre, musei, fiere - mettendo in evidenza tutte le potenzialità di una disciplina che ha mostrato in questi anni di essere portatrice di grande valore aggiunto, creando spazi narrativi, spazi di relazione e strumenti per una azione di comunicazione ‘calda’, capace di presentare in modo nuovo un brand, un servizio, una iniziativa culturale.

Intensi workshop progettuali, coordinati dai migliori professionisti dell’exhibition design, nomi autorevoli associati a IDEA, hanno affrontato nel corso dell’ultima edizione A.A 2017-2018, alcune tematiche di interesse come ad esempio:

Mostra inaugurale del nuovo allestimento di Palazzo Citterio, Grande Brera.
Docenti responsabili Alessandro Colombo e Franco Origoni

Allestimento della Mostra introduttiva Museo delle Navi Antiche agli Arsenali Medicei di Pisa
Docente Responsabile - Maurizio Di Puolo

Progettare l’allestimento dello stand di una marca automobilistica al Salone dell’Auto di Ginevra.
Docente responsabile - Carlo Malerba

Progettare l’allestimento di uno spazio istituzionale della Regione Lombardia ad Artigianato in Fiera
Docenti responsabili – Alice Azario e Karim Azzabi

Progettare spazi fisici “offline” per Alibaba, colosso cinese delle vendite online
Docente responsabile - Paolo Maldotti

Progettare il bookshop della Grande Brera
Docente responsabile Angelo Jelmini

Il Master si articola in tre moduli formativi: il primo teorico-applicativo volto a fornire gli strumenti conoscitivi principali e il metodo di lavoro, il secondo prevalentemente applicativo con workshop progettuali. Il terzo è invece concepito come momento di specializzazione e culmina nello sviluppo di una tesi in una delle tre macro-aree (fieristica, espositiva, retail). Il percorso prevede anche un periodo conclusivo di stage di circa 350 ore finalizzato all'inserimento dello studente nel contesto del mondo lavorativo.

Importanti istituzioni e significative realtà aziendali e professionali collaborano da anni per assicurare qualità ed efficacia al periodo di tirocinio curriculare previsto. Tra gli altri: MAGA di Gallarate, MART di Rovereto, Triennale di Milano, Sloowfood Salone del Gusto, Studio Angelo Jelmini, Studio Baldessari&Baldessari Studio Carmadesign, Studio Cerri & Associati, Studio Crea International, Studio Dedalo, Karim Azzabi Architects, Studio Migliore+Servetto, Studio Origoni Steiner, Designnetwork, Studio Storage, Way spa, Benfenati spa, RetailDesign.

Oltre l’80% degli allievi delle edizioni precedenti ha intrapreso un’attività professionale nell’ambito dell’exhibition designn anche grazie all’approccio formativo del Master volto a impegnare su progetti basati su committenze e situazioni reali.
  
ll Master si rivolge prevalentemente a laureati in Architettura, Design, Ingegneria, Beni Culturali o Accademie di Belle Arti, interessati a completare il proprio percorso formativo impegnandosi nel campo della progettazione espositiva; consci di poter affrontare diversi ambiti che spaziano dalla progettazione di stand, fiere e spazi commerciali fino alla progettazione di mostre, musei e spazi per manifestazioni culturali.

Il Master inizierà nel mese di novembre 2018 e terminerà a novembre 2019.

Le iscrizioni sono già aperte. Per l’ammissione è prevista una selezione per titoli.

Per chi volesse è possibile prenotare un colloquio di preselezione che si svolgerà nel corso della giornata dell’Open Day in data 20 settembre 2018 scrivendo a formazione@polidesign.net

Il Master è a numero chiuso per un massimo di 25 studenti.

L’attività didattica prevede un totale di circa 1500 ore tra lezioni, laboratori, workshop progettuali, stage e studio individuale.


EVENTI
IL MASTER IDEA HA CELEBRATO IL DECENNALE CON LA MOSTRA “IDEA! ESPORRE ALLESTIRE MOSTRARE”.
Un racconto sull’ Exhibition Design oggi.

In occasione del decennale del Master, IDEA Associazione Italiana Exhibition Designers ha deciso di fare il punto della situazione sulla progettazione dell’allestimento oggi attraverso la mostra-racconto “IDEA! Esporre Allestire Mostrare”, che si è svolta alla Triennale di Milano da luglio a settembre 2018.
La mostra si è configurata come un racconto sull’exhibition design: dai progettisti contemporanei (la maggior parte dei quali soci IDEA) che, con le loro realizzazioni, hanno segnato gli sviluppi e i diversi percorsi dei temi allestitivi, fino alle nuove generazioni che costituiscono l’impegno formativo dell’Associazione.
La mostra ha offerto così anche l’occasione per celebrare il Master IDEA in Exhibition Design che l’Associazione da dieci anni organizza con il Politecnico di Milano e con Poli,design.
La mostra, alla cui progettazione hanno partecipato anche alcuni allievi del Master IDEA in Exhibition Design, è stata un racconto per immagini.
Sui tavoli, lavori dei progettisti/docenti del Master IDEA.
Alle pareti 24 grandi pannelli che presentano una forte selezione di progetti degli allievi del Master (più di 140), che si sono avvicendati nei 10 anni.
La mostra è stata organizzata da IDEA Associazione Italian Exhibition Designers con la Triennale di Milano, in collaborazione con Asal Assoallestimenti e Allestimenti Benfenati.

Per maggiori informazioni vedi il video https://www.polidesign.net/IDEA

mercoledì 5 settembre 2018

Ambaradan apre il suo secondo punto vendita a Milano l’8 settembre, dedicato al mondo del pesce




Ambaradan raddoppia, dopo il format legato alla pizza si passa al pesce il prossimo 8 settembre. Si tratta di un concept innovativo di ristorazione dedicato solo agli antipasti di pesce dove è il cliente a decidere quanto vale il proprio conto che ha già aperto sei mesi fa in via Castelvetro al 20, duplica con un Ambaradan dedicato al pesce: appuntamento per il prossimo 8 settembre in via Losanna 36.
Dal pranzo all’aperitivo alla cena il menu è composto di tanti “antipasti” dove è il pesce il protagonista.
Per il pranzo è previsto un menu da 5 antipasti.
Dalle 18 alle 20 l’aperitivo prevede la stessa formula con 6 antipasti.
Il focus della formula è la cena con un menu da 15 antipasti abbinati alle birre artigianali BQ (cl 5 per ogni portata) oppure con il vino (cl 3 per ogni portata), oppure con una carta di vini selezionata con piccole aziende vitivinicole.
Protagonista del nuovo Ambaradan è il pesce in tutte le sue declinazioni: dai classici antipasti di pesce all’italiana alla capasanta con pistacchi di Bronte, dal polpo croccante con ‘nduja su letto di crema di ceci, ai ricci di mare, dalla gallinella con pomodorino Corbara e olive taggiasche, all’impepata di cozze, dalle sarde a beccafico, all’astice alla catalana.
Il conto viene deciso dall’indice di gradimento della tavolata a seconda del punteggio punteggio M (migliorabile), B (buono) o O (ottimo).
Se l’esperienza è ottima la differenza con la valutazione buona va allo staff come gratificazione. “Dare la possibilità al cliente di decidere quanto pagare è il nostro modo di dar voce alla meritocrazia nella ristorazione. Vogliamo essere pagati per quello che valiamo e vogliamo gratificare così il nostro personale, non solo verbalmente!” esordisce provocatorio Paolo Polli, il proprietario. “Se il cliente non si trova a suo agio il cliente ha la possibilità di pagare meno, al contrario se il servizio e la proposta risultano ottimi, lo staff  guadagnerà degli extra: il merito lo assegna il cliente”. 

LA VALTELLINA E LE SUE ECCELLENZE ALLE GIORNATE D’INFORMAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE EUROPEO

Un appuntamento importante targato Borghi d’Europa
Milano, 4 Settembre 2018- L’Italia del Gusto, attivissima come sempre nel valorizzare le eccellenze italiane e non, attraverso il suo network d’informazione Borghi d’Europa, ha presentato l’1 e 2 Settembre c.m. all’Osteria La Postina di San Pietro di Feletto (Tv), a pochi km da Conegliano Veneto e nel cuore dei vigneti del Prosecco, le Giornate del Patrimonio Culturale Europeo.
Tutto ciò per fare il punto sui progetti e sulle iniziative di informazione dei Percorsi Internazionali proposti ( ben 11: I Percorsi della Fede, La Montagna dell’Informazione, Abitare per Vivere, le Vie della Birra, le Vie del Caffè, le Vie d’Acqua, Le Vie dei Norcini, Eurovinum e Le ferrovie (non) dimenticate, I Mulini del Gusto e le Vie del Pane).
Giornalisti e comunicatori hanno incontrato i rappresentanti delle istituzioni e associazioni locali, gli uomini di cultura e gli imprenditori, per ascoltarne le storie, che sono state raccontate e discusse, con la speranza di fare rete, per aumentare la visibilità di ogni eccellenza di ogni territorio presentato.
In questa 2 giorni di manifestazione molto importante, ha partecipato come territorio la Valtellina, proponendo 3 grandi vini delle aziende Pietro Nera e Caven di Chiuro e la straordinaria bresaola di manzo dell’Azienda Paganoni, sempre di Chiuro, che dalla fine degli anni ’80 lavora instancabilmente nel settore della salumeria Valtellinese.
Per fare apprezzare al meglio le 3 etichette di Nera e Caven alle persone presenti alla manifestazione, Borghi d’Europa li ha presentati in maniera piuttosto originale,abbinandoli ad altri prodotti di qualità, rappresentativi di altri territori, raggiungendo subito un riscontro unanime sulla bontà dei 3 vini stessi.


Il centro storico di Alba diventa per un giorno una "via del vino"!



Torna domenica 30 settembre 2018 la Festa del Vino.   XX edizione della manifestazione che porta in scena, lungo tutto il centro storico della città, le espressioni vinicole più rappresentative del territorio di Langa e Roero.
L’iniziativa, promossa da Go Wine, è divenuta nel tempo un appuntamento molto amato dal pubblico degli appassionati enoici, italiani ed esteri; un format che, anche quest’anno, consentirà di percorrere l’itinerario dalla Piazza Risorgimento (Piazza Duomo) lungo tutta la “Via Maestra”, trasformando per un giorno, il centro  in una ideale ‘via del vino’.
La manifestazione coinvolge le realtà vinicole dei Comuni di Langa e Roero, mantenendo la sua connotazione di evento festoso, che richiama il tempo e il carattere  gioioso della vendemmia, con la presenza delle realtà di promozione locale, delle cantine, delle botteghe del vino e delle associazione di produttori.
Dalle ore 14.00 alle ore 20.00 i produttori, organizzati attraverso i Comuni partecipanti, presenteranno in degustazione le loro produzioni e promuoveranno la loro realtà territoriale e le loro manifestazioni.
Dai celebri Barolo e Barbaresco, fiori all’occhiello del territorio, agli altri nobili vini delle Langhe e del Roero: il Nebbiolo d’Alba, il Roero, il Roero Arneis, la Barbera d’Alba, il Dolcetto d’Alba, di Diano e di Dogliani, e molti altri vini ancora.
Si annuncia un banco d’assaggio straordinario con molte  etichette (oltre 700!) rappresentate: un’occasione straordinaria per conoscere nuovi e diversi prodotti, per assaporare il fascino di un percorso nel centro storico della città, conoscendo le tipicità che firmano le colline attorno ad Alba. 
Ogni visitatore potrà effettuare le degustazioni acquistando il calice e la taschina, con la possibilità poi di scegliere e confrontare i vini proposti in degustazione.

I COMUNI DI LANGA E ROERO PROTAGONISTI DELL'EVENTO
Ecco le prime anticipazioni sul banco d'assaggio della Festa del Vino: la disposizione dei banchi d’assaggio sarà come di consueto organizzata per aree omogenee affinché i visitatori possano idealmente percorrere le varie aree di produzione.
Comuni e i vini in degustazione
In ordine alfabetico di Comune
ALBA: Langhe Arneis; Langhe Chardonnay; Langhe Favorita; Barbaresco; Barbera d’Alba; Dolcetto d’Alba; Langhe Freisa; Nebbiolo d’Alba; Moscato d’Asti
BAROLO: Roero Arneis; Barbera d'Alba; Barolo; Langhe Nebbiolo
CANALE: Roero Arneis; Barbera d’Alba; Roero; Passito
CASTELLINALDO: Langhe Favorita; Roero Arneis; Spumante da uve arneis; Barbera d’Alba; Dolcetto d’Alba; Langhe Nebbiolo; Nebbiolo d’Alba; Roero; Spumante da uve Nebbiolo; Grappa di Roero e Arneis
CASTIGLIONE FALLETTO: Barbera d’Alba; Barolo; Langhe Nebbiolo
CISSONE: Barbera d'Alba; Dogliani; Langhe Dolcetto
DIANO D’ALBA: Dolcetto di Diano d’Alba
DOGLIANI: Dogliani
GOVONE: Arneis Terre Alfieri; Roero Arneis; Barbera d’Alba; Langhe Pinot Nero; Langhe Rosso; Nebbiolo d’Alba; Roero; Vino da uve stramature
GUARENE: Langhe Arneis; Barbera d’Alba; Nebbiolo d’Alba
MAGLIANO ALFIERI: Roero Arneis; Barbera d’Alba; Nebbiolo d’Alba
MANGO: Piemonte Chardonnay; Barbera d'Asti; Dolcetto d'Alba
MONFORTE D’ALBA: Langhe Nascetta; Langhe Sauvignon; Barbera d’Alba; Barolo; Dolcetto d'Alba; Langhe Nebbiolo
MONTA': Roero Arneis; Barbera d'Alba; Langhe Nebbiolo; Roero; Birbèt;
MONTALDO ROERO: Langhe Favorita; Roero Arneis; Barbera d'Alba; Langhe Dolcetto; Langhe Nebbiolo; Nebbiolo d'Alba; Roero
MONTELUPO ALBESE: Langhe Chardonnay; Langhe Favorita; Barbera d’Alba; Dolcetto d’Alba; Nebbiolo d’Alba
MONTEU ROERO: Langhe Favorita; Roero Arneis; Barbera d’Alba; Nebbiolo d'Alba; Roero
NEIVE: Langhe Arneis; Barbaresco; Dolcetto d’Alba; Langhe Nebbiolo
PRIOCCA:
Roero Arneis; Barbera d’Alba; Nebbiolo d’Alba; Roero
RODDI: Barbera d'Alba; Barolo; Verduno Pelaverga
RODDINO: Langhe Chardonnay; Langhe Favorita; Langhe Nascetta; Langhe Rossese; Barbera d’Alba; Dolcetto d’Alba; Langhe Nebbiolo; Nebbiolo d’Alba
SANTA VITTORIA: Roero Arneis
SANTO STEFANO BELBO: Langhe Arneis; Langhe Chardonnay; Langhe Nascetta; Barbera d'Asti; Dolcetto d'Alba; Piemonte Pinot Nero; Piemonte Albarossa; Monferrato Rosso; Moscato d'Asti; Piemonte Moscato Passito
SANTO STEFANO ROERO: Roero Arneis; Nebbiolo d’Alba; Roero
TREISO: Barbaresco; Barbera d’Alba; Dolcetto d’Alba; Langhe Nebbiolo
VERDUNO: Langhe Chardonnay; Langhe Favorita; Barbera d’Alba; Barolo; Dolcetto d’Alba; Langhe Nebbiolo; Verduno Pelaverga
I PRODOTTI TIPICI
A fianco delle degustazioni verranno proposti sfiziosi abbinamenti gastronomici, grazie alla presenza di "artigiani del gusto" lungo la "Via Maestra" di Alba.
Diverse le tipologie di prodotto, dai formaggi ai salumi, dalla pasta fresca ai grissini stirati a mano, dai biscotti alla nocciola al cioccolato artigianale.

Ecco qui i protagonisti:Antichi Sapori di Langa – prodotti al tartufo, paste di meliga
Boggione - formaggi
Cascina Azii- dolci alla nocciola
Damiani - formaggi
La Cucina delle Langhe - pasta fresca
La Poiana - formaggi
Mainero F.lli - cioccolato artigianale
Mieli Amel – mieli monoflorali
Pasticceria Bertolino - cuneesi, biscotti tipici piemontesi
Prunotto – salumi

GRAVNER: UN COLTELLO SPECIALE PER L'INNESTO A DEDNO


Josko Gravner ha iniziato l'innesto nel vigneto che sta preparando dal 2000. Con uno speciale coltello realizzato per lui dal fabbro coltellinaio Michele Massaro
Il vigneto di Dedno che Josko Gravner sta preparando da 18 anni è pronto ora per essere innestato. Le 5.500 viti piantate nel 2017 si sono adattate al terreno e le radici sono sufficientemente sviluppate, mentre con le 3.500 piante messe a dimora quest'anno si procederà l'anno prossimo. Per gli innesti, cominciati nel mese di agosto, il viticoltore di Oslavia sta utilizzando un coltello speciale, realizzato per lui dal fabbro coltellinaio Michele Massaro. Un coltello che sta prendendo forma direttamente in vigneto: si è partiti da un prototipo che però verrà rifinito e perfezionato in base alle esigenze che si andranno a riscontrare in vigna durante il lavoro. La forma di innesto prescelta è quella a maiorchina con gemma dormiente e prevede l’utilizzo esclusivamente di materiale interno all’azienda scelto tramite selezione massale.
Dedno è il vigneto di 8 ettari che Josko Gravner sta terminando di realizzare al di là del confine, in Slovenia, fin dal 2000. Oltre alle vigne fanno parte del progetto anche molte piante da frutto e ornamentali e diversi stagni, che vanno a realizzare un piccolo ecosistema in equilibrio. Questa complessità vegetativa e la forte pendenza dei terreni, spesso difficili da lavorare con l'aiuto di macchine, ha reso ancor più lunghi i tempi di preparazione.
Michele Massaro, ex geometra, ha trasformato una passione che nasce dai ricordi d'infanzia in un lavoro, rimettendo in attività l'Antica Forgia Lenarduzzi a Maniago (PN). Da allora si dedica interamente all'arte del battiferro principalmente per creare coltelli per alcuni dei più grandi chef: da Crippa a Parini, passando per i fratelli Costardi e Cuttaia. La sua arte riassume sapere tradizionale e nuove tecniche che ha imparato dall'Oriente, soprattutto dal Giappone.