giovedì 26 settembre 2019

Esempi, Ristampa Illuminazione 1934 - 1964 A cura di Gianpiero Aloi Edito da Compasso



Era il 1934 quando l’editore Ulrico Hoepli pubblicò il primo dei volumi di Roberto Aloi - L’Arredamento moderno - una raccolta di quanto di meglio l’arredamento di interni offriva all’epoca.
Una felice intuizione dello stesso Aloi – pittore, animo curioso e vicino al mondo artistico e architettonico milanese dell’epoca – accolta subito con entusiasmo da Hoepli, che continuò a finanziare il progetto per ben quattro decenni.

Ed è così che furono pubblicati una ricca serie di volumi, diverse edizioni deL’Arredamento moderno, poi compendi dedicati ai vari generi architettonici e infine anche la collana Esempi, nella quale ogni pubblicazione era focalizzata su una categoria merceologica definita di arredamento di interni e di arti applicate. 

Proprio dal volume Esempi del 1956 dedicato all’Illuminazione d’oggi, Gianpiero Aloi, figlio di Roberto, e Daniele Lorenzon, appassionato gallerista di modernariato e anche editore con Compasso, sono partiti per comporre Esempi Illuminazione 1934 – 1964, una ristampa anastatica di quell’edizione integrale, affiancandola a tutti i capitoli relativi al tema dell’illuminazione comparsi nei titoli precedenti e anche successivi de L’Arredamento Moderno.

Oltre 500 modelli di lampade da tavolo, terra, soffitto e parete, 200 progettisti, più di 30 anni di produzione italiana ed estera schedati cronologicamente: in un solo libro, il meglio di sette volumi introvabili, uno strumento indispensabile oggi per progettisti, studiosi e appassionati.
Tra gli architetti, designer e aziende documentati: Franco Albini, Arredoluce, Arteluce, Azucena, Barovier&Toso, B.B.P.R., Paolo Buffa, Franco Buzzi, Luigi Caccia Dominioni, Pietro Chiesa, Carlo De Carli, Fontana Arte, Guido Frette, Ignazio Gardella, Cesare Lacca, Bruno Munari, Oluce, Ico Parisi, Gio Ponti, Salviati, Gino Sarfatti, Stilnovo, Venini, Vittoriano Viganò.

Con questa prima ristampa di Esempi Illuminazione 1934 – 1964, l’editore Compasso vuole cominciare a raccontare una storia, fin qui perfettamente serbata nel ricordo da Gianpiero Aloi e dalla sua famiglia. Storia che oggi è sconosciuta ai più, ma che all’epoca ottenne un grande successo di critica e pubblico: i volumi arrivarono a una tiratura complessiva di oltre 300.000 copie,oggi introvabili e oggetto di culto tra appassionati.

Ogni libro, pubblicato in italiano, inglese, francese e tedesco e distribuito prevalentemente all’estero, era il frutto di una vera e propria impresa familiare; Roberto Aloi l’aveva costruita facendosi affiancare dalla moglie Eugenia, che curava la corrispondenza, e poi, dagli Anni ’50, dallo stesso Gianpiero che portò avanti il lavoro del padre fino agli Anni ’80. Gli Aloi curavano tutte le fasi della “vita” dei volumi: dalla scelta dei contenuti, allo sviluppo dei rapporti con architetti e progettisti in tutto il mondo, alla scelta delle foto, passando per lo studio delle informazioni tecniche e, per i volumi dedicati all’architettura, alla riproduzione in scala dei disegni tecnici, fino all’impaginazione del menabò e alla scelta della veste grafica.

Mio padre e io abbiamo sempre condiviso lo stesso obbiettivo” – racconta Gianpiero Aloi – “non informare il pubblico con ‘esempi’ limitati a poche tendenze architettoniche e figurative, ma offrire una visione che avesse orizzonti il più possibile ampi, cercando sempre di non seguire soltanto i nostri gusti personali”. Ed è stata proprio questa, la forza di queste pubblicazioni: la capacità di andare oltre le tendenze, per restituire uno sguardo quanto più onnicomprensivo e neutro, senza però la velleità di voler catalogare tutto, come spiega Daniele Lorenzon: “A sfogliare ora questi volumi, attraverso il filtro indulgente del tempo, è curioso rilevare come alcuni nomi un tempo molto popolari oggi siano meno ricercati; mentre altri, oggi citati spesso, facevano capolino di rado tra le pagine. E comunque il gusto di Aloi era indipendente da mode, trend, inserzionisti pubblicitari; uno sguardo dall’alto, globale e assieme personalissimo, che per questo motivo ottenne sempre grande successo”.

Sul perché delle necessità di una ristampa di Esempi, Gianpiero semplicemente risponde: “Chi crea spazi architettonici, chi si dedica alle arti decorative non può che trarre ispirazione dagli esempi del passato”. La particolare forma fotografica di quei volumi e della ristampa attuale rende la pubblicazione facilmente consultabile, quindi adatta a semplici appassionati, ma anche ad addetti ai lavori che vi troveranno una ricca quantità di esempi, appunto, da riscoprire e da cui attingere per un lavoro sul mondo del progetto illuminotecnico, tra interior design, design di prodotto e alto artigianato artistico, come raccontava Roberto Aloi nel 1934, già nell’introduzione al primo volume: “Ho raccolto e ordinato queste tavole nella speranza di poter offrire al pubblico quanto di meglio gli architetti e gli artigiani dei paesi producono oggi nel campo dell’arredamento moderno: dal pizzo al vetro, dal mobile dell’anticamera a quello del bagno. Inoltre ho cercato di porre in evidenza, di volta in volta, l’oggetto isolato: il mobile o tutto un ambiente, preoccupato di riuscire utile guida tanto a chi deve produrre oggetti singoli, quanto a chi può essere chiamato al compito più complesso di progettare od eseguire un arredamento di assieme”.
Sono passati più di 80 anni, ma il valore di quest’opera resta straordinariamente attuale.

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