Quando la versatilità del Brachetto d’Acqui incontra la maestria del “Re del Cioccolato”, il risultato è un’esperienza che ridefinisce il concetto di San Valentino. Mercoledì 4 febbraio, si è conclusa, così, la seconda edizione della collaborazione tra il Consorzio Tutela Vini d’Acqui e lo Chef e Maître Chocolatier Ernst Knam, che hanno trasformato il cuore di Milano nel palcoscenico di un connubio irresistibile.
L’evento è stato condotto dalla sommelier e narratrice digitale Adua Villa, che ha guidato i giornalisti e addetti ai lavori in un viaggio attraverso i profumi del Monferrato e il rigore creativo di Knam. Al centro della scena, il Brachetto d’Acqui DOCG, consacrato ancora una volta come il vino simbolo della festa degli innamorati e l’Acqui Docg Rosé uno spumante (bollicine), ma anche vino fermo, di grande personalità con un piacevole retrogusto di piccoli frutti rossi e dal finale fresco e piacevole. Morbido e profumato, con un retrogusto di bouquet floreale, è adatto a tutte le stagioni e perfetto per qualsiasi situazione essendo un vino e spumante a tutto pasto.
Ad aprire ufficialmente l’incontro è stato il Presidente del Consorzio Paolo Ricagno che ha illustrato i dati di una produzione che punta sempre più sul posizionamento premium e sulla versatilità moderna di questo vitigno proveniente dal territorio piemontese dell’Alto Monferrato che, insieme a Langhe e Roero, nel 2014 è stato proclamato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.
Dopo una degustazione tecnica guidata da Adua Villa, che ha visto protagoniste le diverse tipologie della denominazione tutelata dal Consorzio, uno dei momenti attesi della giornata: il live show cooking di Ernst Knam. Lo chef, per l’occasione, ha presentato le nuove creazioni nate dal sodalizio: il Cioccolatino Rosso, un’esplosione di intensità dedicata al Brachetto d’Acqui DOCG, e il Cioccolatino Rosa, un’architettura di sapori studiata appositamente per l’Acqui Rosé DOCG Brut. Il Maître Chocolatier ha qui mostrato la genesi delle praline e svelato come la struttura del cioccolato possa accogliere la leggerezza e l’aromaticità del vitigno piemontese.
A sorpresa, l’evento si è concluso con un “aperitivo sabaudo” che ha visto l’abbinamento inedito tra il formaggio Roccaverano DOP e la “cugnà” di Brachetto d’Acqui, dimostrando la straordinaria duttilità di questo vino oltre i confini del dessert.
Simbolo di una tradizione secolare che affonda le radici nel Monferrato, il Brachetto d’Acqui DOCG si conferma dunque un ambasciatore del territorio compreso tra i 26 comuni collocati tra l’Astigiano e l’Alessandrino, rinnovando il suo racconto come vino iconico del romanticismo, ma anche della convivialità.
Il CONSORZIO TUTELA VINI D’ACQUI
Il Consorzio Tutela Vini d’Acqui nasce nel 1992 ad Acqui Terme, in provincia di Alessandria, in Piemonte, nel Nord Ovest d’Italia, con lo scopo di controllare e regolamentare la crescita delle denominazioni dei Vini d’Acqui, a tutela del loro territorio d’origine, dei produttori e dei consumatori. Il Consorzio riunisce 60 aziende tra cui aziende agricole, cantine cooperative e aziende spumantiere. Nel 1996 il Brachetto d’Acqui ha ottenuto la DOCG (denominazione d’Origine Controllata e Garantita) grazie al forte impulso del Consorzio che contribuì a definire con maggiore precisione, dal punto di vista legale e amministrativo, le peculiarità sia del vino sia dello spumante, elevando così il livello di entrambe le categorie tutelate.
IL MONFERRATO
I vini d’Acqui sono figli di un territorio vocato e variegato dove i vitigni si esprimono al meglio sin dall’antichità. Grazie a un clima caratterizzato da un regolare avvicendarsi delle stagioni, le uve sviluppano caratteristiche particolari che definiscono la tipicità, mentre la diversa composizione dei terreni (ricchi di sabbia, limo e argilla) di natura friabile, conferisce ai vini una versatilità espressiva unica, ponendo l’accento su finezza ed eleganza, su corpo e intensità di ogni elemento, su leggerezza e fragranza. Questo territorio nel 2014 è stato proclamato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.
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