Roma, 9 febbraio 2026. Ha appena inaugurato presso il Rijksmuseum di Amsterdam la prima sede di Metamorfosi. Ovidio e le arti, il grande progetto espositivo nato dalla collaborazione del museo olandese con Galleria Borghese. A cura di Francesca Cappelletti e Frits Scholten, la mostra è stata ideata partendo da un dialogo scientifico condiviso e, dopo la presentazione olandese, approderà a Roma dal 23 giugno al 20 settembre 2026 in una configurazione autonoma e originale.
A partire dalle Metamorfosi di Ovidio – uno dei testi fondativi e più duraturi dell’immaginario occidentale – il progetto esplora il tema della metamorfosi come principio universale e come chiave di lettura del cosmo, della materia e della condizione umana. Il poema ovidiano diventa così il punto di accesso a una visione del mondo fondata sul mutamento, sull’instabilità delle forme e sulla permeabilità dei confini tra umano, naturale e divino.
Gli spazi della Galleria Borghese si configurano come il contesto privilegiato per lo sviluppo di questo progetto espositivo. La stessa fondazione della Villa “fuori Porta Pinciana” affonda infatti le proprie radici nell’universo simbolico delle Metamorfosi, rendendo questo luogo non solo adatto, ma intrinsecamente legato al tema della mostra. Il cardinale Scipione Borghese fece edificare il Casino nobile per accogliere parte della propria collezione, concependo l’architettura come dispositivo culturale capace di intrecciare mito, arte e autorappresentazione in un unico, coerente sistema di significati.
Questa vocazione si rafforzò nel Settecento con i restauri voluti da Marcantonio IV Borghese e affidati ad Antonio Asprucci, che riorganizzò gli spazi ponendo le sculture al centro delle sale e integrandole in un apparato decorativo ispirato alle Metamorfosi, dando forma a un contesto in cui la presenza di Ovidio risulta strutturale e pervasiva.
Cuore della mostra sarà dunque l’idea di metamorfosi come principio generativo, capace di attraversare e ridefinire il cosmo, la materia e il corpo; attraverso celebri miti e racconti spesso tragici, le Metamorfosi hanno offerto per secoli agli artisti un repertorio inesauribile di immagini e conflitti, dando forma visiva a passioni, desideri, astuzie, violenze, inganni e possibilità di redenzione.
Il percorso espositivo restituirà una visione del mondo in cui dei, uomini e natura condividono un destino di trasformazione continua. Accanto a temi ovidiani come l’Amore, l’Aldilà e la creazione del mondo, la mostra indagherà anche il fenomeno dell’Ovide moralisé, riscrittura medievale dell’opera, che ha fortemente influenzato le rappresentazioni dei miti in epoca rinascimentale.
Dai grandi maestri del Rinascimento e del Barocco fino ad artisti di epoche più vicine a noi – tra cui Correggio, Michelangelo, Tiziano, Rubens, Poussin, fino a Gerôme, Rodin e Brancusi – l’esposizione metterà in luce la forza visiva e concettuale dei racconti ovidiani.
Intorno all’Apollo e Dafne e al Plutone e Proserpina di Gian Lorenzo Bernini, e agli altri capolavori mitologici della Galleria, la mostra riaffermerà l’attualità del mito e il suo ruolo centrale nella costruzione dell’immaginario europeo.
Il percorso proporrà una rilettura simbolica e sensoriale del mutamento, evocando la tensione tra ordine e trasformazione, la fluidità delle identità e il rapporto dinamico tra corpo e natura. In questo dialogo tra mito e arte, la metamorfosi si configura non solo come trasformazione fisica, ma come categoria estetica e ontologica, capace di interrogare le relazioni tra tempo, spazio, materia e forma.
Prodotto in collaborazione con il Rijksmuseum, il catalogo della mostra – disponibile in italiano, inglese e olandese – presenta tutte le opere esposte nelle due sedi e include saggi di studiosi italiani e olandesi. Il progetto grafico è affidato a Irma Boom.
La Galleria Borghese ringrazia Intesa Sanpaolo – Gallerie d’Italia e Webuild S.p.A. per il loro sostegno.
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