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Le grandi mostre inaugurate a Palazzo Reale di Milano: Kiefer. Le Alchimiste, Metafisica/Metafisiche e Robert Mapplethorpe. Le Forme Del Desiderio |
Ad Artem è la didattica ufficiale delle grandi mostre appena inaugurate a Palazzo Reale di Milano: Kiefer. Le Alchimiste, Metafisica/Metafisiche e Robert Mapplethorpe. Le Forme Del Desiderio.
Per ciascuna esposizione, Ad Artem cura un articolato programma di visite guidate e percorsi educativi, progettati per accompagnare pubblici diversi — adulti, scuole, famiglie e gruppi — alla scoperta dei contenuti, dei linguaggi e delle tematiche centrali delle mostre, con un approccio rigoroso, accessibile e coinvolgente. Le attività didattiche propongono chiavi di lettura storiche, iconografiche e concettuali, favorendo un dialogo attivo tra le opere e i visitatori, e valorizzando Palazzo Reale come luogo di conoscenza, confronto e formazione culturale.
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Kiefer. Le Alchimiste. Milano, Palazzo Reale, Sala delle Cariatidi. Installation view © Ela Bialkowska, OKNO Studio |
Kiefer. Le Alchimiste Palazzo Reale, Sala delle Cariatidi 7 febbraio – 27 settembre 2026
Un’imponente installazione concepita appositamente per la Sala delle Cariatidi: 42 grandi teleri dedicati alle figure femminili dell’alchimia, protagoniste di un sapere a lungo rimosso, dialogano con l’architettura della Sala delle Cariatidi, dove i bombardamenti del 1943 hanno gravemente danneggiato, quasi cancellandoli, proprio i corpi delle 40 sculture delle donne di Caria (le Cariatidi) che sorreggevano la balconata perimetrale dell’ambiente. Di questi teleri, 8 sono allestiti nella Sala del Piccolo Lucernario, attigua a quella delle Cariatidi. I grandi dipinti delle Alchimiste, concepiti come un’opera unica profondamente simbolica, intrecciano temi centrali nel lavoro di Kiefer: mito, storia, memoria collettiva, identità, distruzione e rigenerazione. La pittura diventa linguaggio alchemico: ogni quadro si offre come atto di resurrezione con un volto che emerge, un racconto, una materia che si trasfigura con cui Kiefer invita il visitatore a immergersi in un percorso emotivamente coinvolgente, quasi iniziatico.
Promossa dal Comune di Milano-Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Marsilio Arte, con il supporto di Gagosian e Galleria Lia Rumma e con il sostegno dei Main Sponsor Unipol e Banca Ifis, l’esposizione è curata dalla storica dell’arte Gabriella Belli. |
Allestimento Palazzo Reale Metafisica/Metafisiche - Ph Lorenzo Palmieri, opera di Francesco Vezzoli |
Metafisica/Metafisiche Palazzo Reale 28 gennaio – 21 giugno 2026
Una grande mostra a Palazzo Reale e tre “capitoli espositivi” in tre grandi Musei milanesi con un programma multidisciplinare per la città: Metafisica/Metafisiche è il progetto a cura di Vincenzo Trione, che mette in dialogo i maestri della Metafisica con gli “eredi” internazionali e con gli “allievi” del XX e XXI secolo. A Palazzo Reale vengono presentate oltre 400 opere tra dipinti, sculture, fotografie, disegni, oggetti di design oltre a plastici e modelli architettonici, illustrazioni, fumetti, riviste, video, vinili con prestiti nazionali e internazionali provenienti da più di 150 istituzioni tra pubbliche e private, gallerie, archivi e prestigiose collezioni private. Dai protagonisti del gruppo storico nato a Ferrara nel 1917 – Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Carlo Carrà, Filippo de Pisis, Giorgio Morandi – agli artisti che, in Europa e in America, hanno assorbito atmosfere e soluzioni del movimento, fino agli echi contemporanei con lavori di diversi autori che si sono ispirati alla poetica Metafisica nel campo dell’arte ma anche della fotografia, dell’architettura, del cinema, del teatro, del design, della moda, della letteratura, del graphic novel e della musica. Da Mario Sironi a Felice Casorati, da René Magritte a Max Ernst, da Salvador Dalí a Andy Warhol. E ancora da Mimmo Paladino a Giulio Paolini, da Jannis Kounellis a Francesco Vezzoli, da Aldo Rossi a Gio Ponti, da Paolo Portoghesi a Frank Gehry, da Mimmo Jodice a Gabriele Basilico, da Giorgio Armani a Fendi, da Paolo Sorrentino a Tim Burton fino ai Genesis, ai Pink Floyd. Si avvale della collaborazione scientifica della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico e del Museo Morandi e della partecipazione dell’Archivio Alberto Savinio e dell’Archivio Carlo Carrà.
Metafisica/Metafische è un progetto promosso dal Ministero della Cultura e dal Comune di Milano, prodotto da Palazzo Reale, Museo del Novecento, Grande Brera - Palazzo Citterio e Gallerie d’Italia, con la casa editrice Electa che pubblica anche il catalogo. Rientra nel programma culturale dei Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026. Si avvale della collaborazione scientifica della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico e del Museo Morandi e della partecipazione dell’Archivio Alberto Savinio e dell’Archivio Carlo Carrà.
Per questa mostra, anche le iscrizioni agli incontri del Public Program sono affidate ad Ad Artem. Il Public Program, che include un ciclo di visite guidate condotte dal curatore Vincenzo Trione e un ciclo di “conversazioni a due”, in cui artisti, studiosi e professionisti si confrontano in dialoghi densi di prospettive critiche e creative, propone incontri che spaziano dalla riflessione sull’arte contemporanea e sul reale, ai dialoghi su letteratura, psicoanalisi, enigma e narrazione, con la partecipazione di figure come Francesco Vezzoli, Elena Stancanelli, Vittorio Lingiardi, Tiziano Scarpa, Andrea Cortellessa, Elio Grazioli, Paolo Ventura, Chiara Alessi e Stefano Bartezzaghi. |
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Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio - Installation view ©Andrea Avezzu |
Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio Palazzo Reale 29 gennaio – 17 maggio 2026
Un’ampia selezione delle opere più iconiche, potenti, anticonformiste del fotografo statunitense, arricchita da una raccolta di scatti inediti, offre ai visitatori l’opportunità di incontrare l’opera di uno tra i più originali, raffinati e controversi artisti del XX secolo. Nato a New York nel 1946 e morto a Boston a soli 42 anni, Mapplethorpe è uno degli interpreti della controcultura tra gli anni Sessanta e Ottanta. A Palazzo Reale protagonisti sono la sua ricerca estetica, i suoi nudi sensuali che si distinguono per la perfezione formale, una mimesi greca olimpica, in cui risaltano muscolatura e tensione fisica: il corpo, scolpito dall’uso sapiente della luce e dei contrasti, è il mezzo per la sublimazione della sua indagine artistica. La costruzione di un percorso espositivo così completo è stata possibile grazie alla generosa collaborazione con la Fondazione Mapplethorpe di New York, creata dal fotografo nel 1988 pochi mesi prima della morte, non solo a tutela del suo lavoro ma anche per finanziare la ricerca medica e i progetti legati alla lotta contro il virus e alla cura dell’HIV. La mostra si snoda attraverso diverse sezioni tematiche con oltre 200 opere che ripercorrono l’intera evoluzione del linguaggio di Mapplethorpe, dagli esordi sperimentali alla maturità stilistica. I primi collage. Il percorso si apre con gli assemblaggi realizzati sul finire degli anni Sessanta. In queste opere, molto rare e poco esposte, in cui Mapplethorpe combina ritagli di riviste, disegni e feticci religiosi, indumenti e oggetti, si riflettono la ricerca sull’identità e il piacere dell’artificio, sperimentati dall’artista con l’obiettivo di creare una relazione con l’altro. Patti Smith e Lisa Lyon. Ampio spazio è dedicato in due sezioni alle muse fondamentali dell'artista. Se i ritratti di Patti Smith immortalano un legame simbiotico e vulnerabile che attraversa decenni, una vera e propria ode indelebile all’amata amica, quelli della campionessa mondiale di bodybuilding Lisa Lyon esplorano una bellezza androgina che trascende le convenzioni di genere, celebrando la potenza fisica attraverso parametri estetici neoclassici.
La mostra, curata da Denis Curti, è promossa da Comune di Milano-Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Marsilio Arte in collaborazione con la Fondazione Robert Mapplethorpe di New York. |



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