Sono tante le domande che invadono una vita semplice, come pochi possono
essere gli eventi in grado di stravolgerla per sempre. È questo che vuole
raccontare L’estate della pioggia, il
nuovo romanzo della giornalista e scrittrice Maddalena Baldini, edito da
Armando Editore.
Le pagine riportano le vicende della protagonista, Ancilla, attorno alla quale ruotano altre figure femminile originali e diverse
tra loro, come l’amica della vita, Edda, e la vicina casa, Polonia. Una storia
di immagini, di fatti che si susseguono nel caldo di un’estate che non dà tregua
al corpo e agli animi. Finalmente la pioggia ma… sarà una pioggia che porta con
sé un odore acre e fastidioso, simile a quello della pozza putrida che si trova
al delimitare dei campi. Un odore che resterà nelle narici di chi perderà il
senno per amore.
La narrazione, fluida e scorrevole, distribuita in 11
capitoli, all’inizio mostra quasi una
vena di ilarità che potrebbe condurre a un’idea particolare di scrittura. Con
l’avanzare diventa intensa e ricca di significati grazie al susseguirsi della
quotidianità che scandisce uno scenario agreste in cui le sole donne hanno un
nome. Nessuno dei personaggi maschili viene chiamato… nemmeno il maresciallo: “Come mai facevo fatica a ricordare il suo nome?”. Tra
illusioni e pensieri, l’amicizia pare l’unica àncora di salvezza ma i fatti
della vita la negano, strappata da una morte violenta, avvolta tra segreti, sensi
di colpa e ricordi di una gioia remota.
L’estate
della pioggia prende spunto da una donna
reale, Ancilla, della quale si cerca di ripercorrerne il ricordo visto che
della sua vita sono rimasti “Solo un anello
con tre pietre e un baule pieno di biancheria ricamata”.
Il romanzo L’estate della pioggia ha ricevuto:
- Riconoscimento Premio
Giotto Padova 2025.
- Premio di Alto Merito, Premio Letterario Internazionale Città di Pontremoli LA
VIA DEI LIBRI 2025.
- Premio Speciale Lord Byron, Premio Internazionale
Lord Byron Golfo dei Poeti 2025
- Vincitore Premio Letterario Internazionale Poesia,
Narrativa, Saggistica Sarzanae 2025
Titolo: L’estate della
pioggia
Edito da: Armando
Editore
Autore: Maddalena
Baldini
Isbn: 9791259848086)
Pagine: 144
Prezzo di
copertina: 13,00 euro
ALCUNI BRANI TRATTI DAL LIBRO
Capitolo 1
Non gradiva
quella nota terrosa e umida, non amava quel punzecchiare i sensi con un
alternarsi di dolce e spigoloso, di vegetale e animale; pareva tutto così
scomposto, tutto così abbinato a casaccio e senza grazia… non poteva che
risultare oltremodo oltraggioso. In più c’era quella componente acquosa,
bagnaticcia e appiccicosa che destava fastidio anche alla pelle. Basta! Non ne poteva
più di quel fetore. Possibile che a nessun’altro desse ugualmente voltastomaco
e suscitasse altrettanto malumore?
Capitolo 6
Io restavo
immobile. Avevo strane percezioni, contrastanti e anomale: da un lato avvertivo
crescere una strana paura, mai provata prima, dall’altro ero attratta da quella
scena senza senso che si stava verificando davanti a me. Vedevo i colori
alterati, tutto sembrava esagerato, come esagerate sembravano le voci che echeggiavano
come uccelli lontani, o come esagerato sembrava il gesticolare delle mani di
tutti, una strana danza di esseri che, visti a distanza, parevano sul punto di
morire.
Capitolo 8
Forse l’inferno era
proprio così. Dopo le urla e gli strattoni di mia madre, uscii di casa scalza e
in camicia da notte. Scendendo i gradini delle scale sentivo il calore farsi
sempre più vicino e vedevo le luci rossastre delle fiamme che volteggiavano.
Dal cortile le grida degli altri giungevano oramai chiare e nette: avevo paura,
paura di osservare, paura di scoprire, paura di trovarmi di fronte a chissà
quale spettacolo atroce… l’inferno, per l’appunto. Spalancata la porta mi prese
in pieno petto una folata d’aria bruciante, come se mi avesse arso la pelle e i
capelli.
Capitolo 9
Laggiù, nella totale
solitudine, il vestito logoro di Edda appariva come un fiore nato senza terra e
senza sole, pronto a schiudere al primo raggio della nuova alba. Nella penombra
di una notte calata di colpo, l’amica della mia vita galleggiava nella pozza di
fango, sabbia e melma, il luogo inavvicinabile. Mi misi a correre senza vedere
dove mettevo i piedi, cieca a causa delle lacrime e della disperazione.
Capitolo 11
La vita si era fermata.
Attorno a me tutto era sparito, ingoiato da un mostro che con grandi morsi
aveva strappato ogni brandello di carne, ogni essere vivente, ogni sussurro che
potesse portare speranza. Sola, in mezzo al cortile, sentivo l’eco di un mondo
lontano che non c’era più, un mondo sperato, un mondo che avevo costruito a
fatica e per il quale avevo sopportato ogni prova.

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