Dopo aver attraversato la Sicilia tra Selinunte, Gibellina ed Etna,
Monira Al Qadiri, tra le protagoniste della scena contemporanea internazionale, presenta alla Tenuta Planeta dell’Ulmo
un nuovo progetto site-specific
Apertura al pubblico
24 maggio - ongoing
Tenuta Planeta Ulmo
Contrada Ulmo, Sambuca di Sicilia (AG)
Monira Al Qadiri, Falconeri, 2026, Tenuta Planeta, Ulmo (AG), ph.studio505, Courtesy l'artista e Planeta Cultura
Viaggio in Sicilia #10 ph.Federica Jannuzzi
Palermo, 25 maggio 2026. Con il progetto di Monira Al Qadiri per decima edizione di Viaggio in Sicilia, presentato alla Tenuta Planeta dell’Ulmo (AG) il 23 maggio 2026, Planeta Cultura rinnova il proprio impegno nel promuovere il dialogo tra arte contemporanea, paesaggio e memoria del territorio siciliano. Nato nel 2004, il progetto coinvolge da oltre vent’anni artisti italiani e internazionali in un confronto diretto con la storia, i luoghi e le diverse culture della Sicilia, trasformandola in uno spazio di produzione contemporanea.
L’edizione di quest’anno si inserisce nel programma Gibellina 2026 OFF, calendario di eventi collaterali promosso nell’ambito di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea, ampliando la risonanza del progetto e rafforzando il dialogo tra cultura, creazione e comunità che costituisce da sempre la cifra dell’impegno di Planeta Cultura. In questo quadro si colloca anche la collaborazione con la Fondazione Merz, con cui Planeta Cultura porta avanti da anni un percorso continuativo di ricerca e confronto.
Come dichiara Vito Planeta, Responsabile di Planeta Cultura e co-curatore di Viaggio in Sicilia #10: Il progetto nasce dalla consapevolezza della straordinaria complessità del territorio siciliano: una terra composta da paesaggi, culture, tradizioni e identità profondamente diverse. Per questo, oltre vent’anni fa, Diego Planeta - fratello di mio nonno e Cavaliere del Lavoro per il suo impegno nella rinascita del vino siciliano a livello nazionale e internazionale - intuì che la viticoltura potesse diventare un potente strumento narrativo, capace di valorizzare e raccontare la Sicilia. Questa visione è stata poi ampliata e sviluppata dalla generazione di mio padre e dei miei zii. Negli anni successivi, Vito Planeta Sr. (1965–2023) comprese a sua volta come la cultura contemporanea potesse rappresentare un ulteriore strumento di racconto e trasformazione. Attraverso lo sguardo e la sensibilità degli artisti, infatti, la Sicilia riesce a rivelarsi nella sua dimensione più profonda e universale. Da questa visione nasce anche Planeta Cultura, allora chiamata “Planeta per l’Arte e il Territorio”: un progetto pensato per creare un dialogo costante tra creatività contemporanea, paesaggio e identità siciliana. Questo viaggio tra vigneti, cantine e luoghi della Sicilia prende forma proprio da tale idea: trasformare il vino non soltanto in un’espressione produttiva, ma in uno strumento capace di raccontare cultura, memoria e territorio".
Selezionata da Vito Planeta, Valentina Bruschi e Beatrice Merz, questa edizione vede protagonista Monira Al Qadiri, artista kuwaitiana nata in Senegal, cresciuta in Kuwait durante la Guerra del Golfo, formatasi in Giappone e residente a Berlino – oggi tra le voci più apprezzate della scena contemporanea internazionale – che ha sviluppato una ricerca capace di intrecciare Oriente e Medio Oriente, memoria personale e immaginari globali. Il suo lavoro, presentato in Istituzioni e Biennali di rilievo in Europa, Medio Oriente e Stati Uniti, affronta temi come geopolitica, industria estrattiva, identità culturale e immaginari del petrolio, trasformando materiali e simboli in narrazioni potenti sul presente. L’artista ha costruito una pratica in cui biografia, storia collettiva e paesaggio si fondono, restituendo una riflessione visiva di forte impatto sul rapporto tra risorse, potere e trasformazione.
Per Viaggio in Sicilia #10 Monira Al Qadiri presenta Geologie del Tempo / Geologies of Time, progetto a cura di Valentina Bruschi e Vito Planeta, nato dalla residenza nomade che si è svolta nell’ottobre 2025, nel periodo della vendemmia. Un attraversamento dell’isola concepito come immersione nel tempo profondo, nelle sue memorie geologiche e culturali e nelle trasformazioni che ne hanno modellato l’identità.
“Per Geologie del Tempo, Monira Al Qadiri ha visitato l’isola per la prima volta, attraversando paesaggi, siti archeologici, musei scientifici e territori spesso lontani dai percorsi più conosciuti, sottolinea Valentina Bruschi, curatrice di Viaggio in Sicilia, dal 2015. Come sempre, il progetto nasce dall’idea di guardare la Sicilia attraverso occhi nuovi, lasciando che il viaggio, gli incontri e le stratificazioni culturali del territorio si trasformino lentamente in ricerca artistica. Nel caso di Monira, questa esperienza ha generato un legame così forte con l’isola da spingerla a tornare più volte in Sicilia anche dopo la fine della residenza. Forse è proprio questo uno degli aspetti più belli del progetto: la sua capacità generativa di creare legami reali e duraturi tra gli artisti, le persone, i luoghi. Come scriveva Leonardo Sciascia, la Sicilia “non è un’isola ma un continente.”
Durante il viaggio, Al Qadiri è stata accompagnata dalla fotografa Federica Iannuzzi, che ha documentato passo dopo passo l’esperienza, restituendo attraverso le immagini un percorso fatto di scoperte quotidiane, incontri e rivelazioni. Per oltre una settimana, il suo sguardo ha affiancato quello dell’artista, tra siti archeologici e paesaggi emblematici – da Selinunte a Enna, dal Cretto di Burri a Gibellina all’Etna, da Noto a Palermo – in dialogo con luoghi come Palazzo dei Normanni, Palazzo Chiaromonte Steri e le collezioni paleontologiche del Museo Gemmellaro.
Da questo confronto tra rovine, archivi naturali e narrazioni scientifiche è nato il percorso che ha condotto all’opera presentata all’Ulmo, esito di un viaggio di osservazione e confronto diretto con l’isola, che ha profondamente colpito l’artista. È proprio da questa immersione nel paesaggio e nella memoria della Sicilia che nasce Falconeri, l’installazione che prende il nome da Palaeoloxodon falconeri, l’elefante nano che abitò la Sicilia circa 500.000 anni fa.
Esempio estremo di nanismo insulare, questo animale – alto poco più di un metro alla spalla – è il risultato di un processo evolutivo determinato dall’isolamento geografico e dalla limitazione delle risorse. Sulle isole, infatti, le specie tendono a modificare le proprie dimensioni corporee, manifestando fenomeni di gigantismo o nanismo in risposta a condizioni ambientali specifiche, come l’accesso alle risorse e il clima.
I resti fossili dell’elefante nano, rinvenuti soprattutto in grotte, testimoniano un rapporto diretto con il sottosuolo dell’isola: come gli elefanti contemporanei, questi animali vi si inoltravano alla ricerca di sali minerali, rimanendo talvolta intrappolati. Le ossa così conservate hanno attraversato i millenni alimentando non solo la conoscenza scientifica, ma anche l’immaginario mitologico siciliano. I grandi crani, con l’ampia cavità nasale centrale, sono stati messi in relazione con l’origine del mito dei Ciclopi, collocando la paleontologia nel racconto epico del paesaggio vulcanico dell’Etna.
In questo spazio di sovrapposizione tra scienza e mito si colloca Falconeri. L’artista sceglie di isolare il teschio e di trasformarlo in una presenza scultorea autonoma e sospesa. Dopo lo studio diretto di diversi reperti osservati in Sicilia e non solo, la forma fossile viene reinterpretata dall’artista e tradotta in marmo. Per la prima volta nella sua pratica, Monira Al Qadiri utilizza questo materiale: una scelta non soltanto tecnica ma anche concettuale. Il marmo, legato infatti alla tradizione scultorea mediterranea e alla monumentalità classica, introduce una dimensione di permanenza che dialoga con l’idea di fossilizzazione e con la memoria stratificata dell’isola.
Nella sua ricerca, l’artista ha spesso indagato la trasformazione delle materie prime – dal petrolio alle perle – come agenti di mutazione culturale, economica e simbolica. Le sue sculture iridescenti ispirate alle trivelle petrolifere o alle superfici madreperlacee hanno messo in relazione natura e industria, desiderio e sfruttamento, mito e modernità. Con Falconeri, questa riflessione si sposta dal tempo accelerato dell’estrazione contemporanea al tempo lentissimo della geologia. Se nelle opere precedenti il petrolio rappresentava la compressione di ere geologiche trasformate in energia e capitale, qui il fossile diventa traccia visibile di un passato remoto che riemerge come forma. L’elefante nano diventa così figura paradigmatica della sua poetica: un corpo che racconta isolamento e adattamento, metamorfosi e resilienza. Come le società del Golfo al centro della sua ricerca, anche la Sicilia appare come un territorio segnato da condizioni estreme e da stratificazioni culturali complesse, un’isola in cui l’isolamento genera forme autonome e narrazioni alternative.
L’opera è collocata all'interno di una costruzione rurale rigenerata attraverso l’arte contemporanea, una piccola corte adiacente allo Studiolo Ulysses dell’Ulmo, trasformata in un’installazione ambientale. Di giorno, l’opera dialoga con la luce naturale e con la vegetazione, di notte, un sistema di illuminazione ne amplifica la presenza, accentuandone la monumentalità e il carattere visionario. Come in molte installazioni di Monira Al Qadiri, le diverse condizioni di luce generano esperienze percettive complementari. L’intervento è pensato come un lavoro permanente, destinato a integrarsi stabilmente nel paesaggio di Ulmo.
Falconeri entra in dialogo con lo Studiolo dedicato a Vito Planeta Sr.(1965-2023), promotore di Viaggio in Sicilia nel 2006 e figura centrale nella visione culturale della famiglia. Situato tra i vigneti che guardano il Lago Arancio, poco distante dalla cantina Ulmo, lo Studiolo è concepito come luogo di pensiero e incontro. Nella parte coperta è custodita la biblioteca personale di Vito, contenuta nell’opera Corpo Fragile (2023) di Ignazio Mortellaro, trasformata in biblioteca-tavolo. Lo spazio ospita inoltre due lavori di Claire Fontaine: un’opera della serie brickbats, che utilizza la copertina della prima edizione italiana dell’Ulisse di James Joyce (Mondadori, 1960) – libro prediletto di Vito – per celare un mattone, e On Fire (2023), light box che traduce un’immagine digitale in presenza luminosa, scelta anche come etichetta d’artista per il nuovo Chardonnay Planeta.
Dopo la residenza del 2025, Al Qadiri è tornata più volte in Sicilia. Se prima di questo progetto l’isola le era sconosciuta, oggi ne è profondamente affascinata per la sua storia millenaria e per il suo essere ponte tra Oriente e Occidente. In questo senso, Falconeri non rappresenta soltanto l’esito di una residenza, ma il risultato di un processo di immersione autentico e trasformativo, capace di generare un legame duraturo tra artista e territorio.
Con la sua decima edizione, Viaggio in Sicilia rinnova la propria vocazione: fare della Sicilia un laboratorio di esperienza e pensiero, dove l’arte contemporanea nasce dall’attraversamento del paesaggio e ne restituisce, in forma sensibile, la complessità.
L’artista: Monira Al Qadiri (1983) è un’artista visiva kuwaitiana, nata in Senegal e formatasi in Giappone. La sua pratica multidisciplinare, che spazia tra scultura, installazione, film e performance, si fonda principalmente su una ricerca dedicata alle storie culturali della regione del Golfo Persico. La sua interpretazione della cosiddetta “petrocultura” del Golfo si manifesta attraverso scenari speculativi ispirati alla fantascienza, all’autobiografia, alle pratiche tradizionali e alla cultura pop, dando vita a opere perturbanti e sottilmente sovversive.
Attualmente vive e lavora a Berlino.
Planeta Cultura: Planeta è un produttore di vino siciliano nato nel 1994 da una lunga tradizione agricola radicata nel territorio fin dal Cinquecento. L’attività dell’azienda si sviluppa oggi in sei tenute, ciascuna legata a un progetto di ricerca e valorizzazione specifico. Accanto alla produzione vitivinicola, Planeta porta avanti un impegno costante nella tutela del paesaggio, nella sostenibilità e nella promozione culturale. Con Viaggio in Sicilia attivo da oltre vent’anni, Planeta ha costruito un percorso unico in cui artisti italiani e internazionali dialogano con i luoghi e le comunità dell’isola, generando opere e narrazioni che coniugano tradizione e contemporaneità.
SCHEDA TECNICA
Progetto: Planeta Cultura, Viaggio in Sicilia
Luogo: Tenuta Planeta di Ulmo a Sambuca di Sicilia (AG) Titolo: Geologie del tempo / Geologies of Time A cura di: Valentina Bruschi e Vito Planeta Periodo: dal 24 maggio 2026 - ongoing Artista: Monira Al Qadiri Fotografa residenza itinerante: Federica Jannuzzi
Ingresso libero Instagram: https://www.instagram.com/planeta.cultura/
Web: www.planeta.it
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