martedì 26 maggio 2026

Gibellina – Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026 PORTAMI IL FUTURO

 


presenta

 

CERIMONIA a cura di Virgilio Sieni

Progetto partecipativo in quattro comuni del Belìce

parte del programma di

Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026.

 

Dalle macerie alla comunità: l’atto conclusivo del progetto diffuso L'alleanza dei corpi di Virgilio Sieni restituisce lo spazio pubblico a Gibellina

attraverso il rito.

 

sabato 30 maggio 2026 h 19.00 | Gibellina, Piazza Beuys

 

 

www.gibellina2026.it

 


Gibellina, 26 maggio 2026. Gibellina, prima Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea nel 2026, celebra la propria rinascita a sessant’anni dal terremoto con Portami il Futuro, un programma che coinvolge l’intera Valle del Belìce in un processo di rigenerazione urbana e sociale, in cui l’arte contemporanea diventa ponte tra memoria storica e partecipazione collettiva.

 

In questo contesto, su invito della Direzione Artistica, Virgilio Sieni e il Centro Nazionale di Produzione della Danza Cango/Firenze realizzano CERIMONIA, un progetto di arte comunitaria che trasforma il gesto quotidiano in pratica condivisa e rito collettivo di rigenerazione.

 

Sabato 30 maggio alle ore 19.00 a Gibellina, in Piazza Beuys si terrà una grande azione coralea chiusura del progetto diffuso nel territorio del Belìce che si è articolato in 40 sessioni di prova e in quattro momenti pubblici di Svelamento, coinvolgendo attivamente gli abitanti di quattro municipalità (Gibellina, Salemi, Santa Ninfa e Salaparuta) in un percorso che intreccia memoria e presente.

 

L'azione di CERIMONIA attraversa lo spazio urbano di Gibellina in un cammino di soste e lentezze che da Piazza Beuys tocca i luoghi simbolo della città, come il Sistema delle Piazze, per confluire nell’Ex Chiesa di Gesù e Maria. Qui prende forma un rito di alleanza che, attraverso il gesto, restituisce lo spazio pubblico alla collettività.

 

Le azioni coreografiche sviluppate nei diversi comuni confluiscono in una partitura condivisa di gesti e posture quotidiane che, nella ripetizione, creano forme di risonanza e di vicinanza.

La scena è abitata da più di cento cittadini e cittadine di ogni età, insieme a musicisti locali e alle cinque danzatrici e danzatori della compagnia Virgilio Sieni, per dar vita alla costruzione simbolica di un luogo dell’incontro e della scoperta.

 

Al centro della performance, insieme ai cittadini e alle cittadine, ci sono le macerie del Belìce: materia sospesa nell'oblio e qui restituita al contatto fragile e commosso delle persone nel momento in cui la memoria rimbalza dal passato forgiando i gesti ritrovati.

 

CERIMONIA nasce da un’immersione profonda nel paesaggio e nelle tracce delle comunità locali. Si configura come un’azione collettiva in cui il gesto, carico di implicazioni antropologiche, sociali, biologiche e visive, assume la dimensione installativa.

 

Camminando tra le strade di Gibellina Nuova e tra i paesi, il territorio e il paesaggio del Belìce, siamo colti ventralmente dalla sostanza del suolo e dei volti, dai gesti ‘cantati’ degli abitanti, dalla memoria che risuona nella pregnanza dei luoghi con la forza maieutica di racconti che ancora ci parlano. – racconta Virgilio Sieni descrivendo così la genesi dell'opera. – Il suono che si dipana emerge da strati di sofferenza tra una traccia e l’altra del territorio. I tempi dello sguardo si depositano sui preziosi corpi incontrati. Scorrono vite che si scambiano posture comuni tra le strade, dettagli di vissuti che tessono le loro storie sulle storie passate. Stare con i gesti comuni della convivialità in un paesaggio esterno che sembra essere di un altro mondo: in questa sensazione di abisso, tra la deriva e l’approdo, ogni passo vissuto tra quelle strade e quelle persone si tramuta in forza cosmica che mostra l’estrema possibilità che ci è data di riscattarci. Proveremo ad abitare in questi luoghi, a incontrare persone, affidandoci a loro e agli spazi, ai gesti individuali e collettivi, ai racconti passati e presenti; cercheremo insieme l’invenzione meravigliosa del quotidiano secondo trame dettate dall’incontro. I movimenti troveranno nelle cose e nelle restituzioni del territorio la forma umanissima di una cerimonia”.

 

IL PROCESSO CREATIVO

CERIMONIA si fonda su un principio di inclusione radicale: il progetto è aperto a tutte e tutti, senza limiti di età, abilità o esperienza. Si sviluppa tra l’11 maggio e il 30 maggio in quattro comuni della Valle del Belìce (Gibellina, Salemi, Santa Ninfa e Salaparuta), trasformando il territorio in un unico spazio di creazione condivisa. In ciascun comune, spazi pubblici e luoghi simbolici partecipano attivamente al processo, accogliendo prove, incontri e azioni aperte al pubblico. I partecipanti frequentano prove e laboratori pratici guidati da Virgilio Sieni e dal suo team di danzatrici e assistenti artistiche: Maria Vittoria Feltre, Beatrice Gatti, Vanessa Mattei Scarpaccini, Giulia Mureddu e Andrea Palumbo. In ciascun comune, ogni gruppo sviluppa una sequenza di gesti ispirata alla memoria e alla vita quotidiana dei luoghi a stretto contatto con le macerie. Ogni partecipante è invitato a seguire un solo percorso territoriale con continuità. Negli ultimi giorni, i gruppi si riuniscono a Gibellina per le prove generali, dando forma a un’unica partitura collettiva di gesti e materiali che trasforma lo spazio pubblico in un organismo vivente e condiviso.

In ogni comune sono programmati gli Svelamenti, azioni performative aperte al pubblico con le danzatrici della Compagnia Virgilio Sieni e alcun e cittadine e cittadini unitamente a musicisti locali. Questi appuntamenti permettono alla comunità di osservare e vivere da vicino la nascita dei gesti poetici che comporranno l’azione collettiva finale.

 

Parallelamente nasce un Archivio-installazione del progetto nello spazio della Ex Chiesa di Gesù e Maria a Gibellina, dove le restituzioni del terremoto accolgono i modellini delle azioni coreografiche.

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