giovedì 8 novembre 2018

Torna la XII edizione di Wine Day: l’asta di vini per sostenere le missioni chirurgiche di Emergenza Sorrisi


16 novembre, ore 18.30
Reale Circolo Canottieri Tevere Remo
Lungotevere in Augusta, 28 Roma
Roma, 08 novembre 2018 – Torna il 16 novembre alle 18.30 presso il Reale Circolo Canottieri Tevere Remo l’evento Wine Day, giunto alla sua XII edizione: un’iniziativa organizzata da Emergenza Sorrisi, con la collaborazione ed il sostegno di prestigiose aziende vinicole di tutta Italia (tra cui Tenuta San Guido, Donnafugata, Les Cretes, Cantina Bortolomiol), che hanno aderito all’iniziativa donando preziose bottiglie di vino e distillati.
Le bottiglie, convertite in lotti, saranno battute all’asta dal noto banditore Luciano Carnaroli, che ha lavorato per vent’anni per la casa londinese Christie’s: il ricavato sarà destinato alla prossima missione in Benin, in programma per il 2019 e l’Ambasciatrice del Benin, S.E.  Evelyne TOGBE OLORY, sarà personalmente presente anche per ringraziare di tutto il bene fatto nel suo paese, grazie ai proventi raccolti con l’asta solidale dello scorso anno.
Il Reale Circolo Canottieri Tevere Remo ospiterà l’iniziativa nella sede storica di Ripetta: l’azienda vinicola Casale del Giglio, offrirà una degustazione dei migliori vini di sua produzione.
L’evento si avvale del supporto dell’Associazione Visioni e Illusioni e del coordinamento nell’organizzazione di Federica de Blasi: l’appuntamento è aperto a tutti coloro che amano il buon vino e che desiderano partecipare a una serata piacevole all’insegna del divertimento e della solidarietà.
Lo scorso anno molti bambini sono stati operati e hanno ritrovato il Sorriso grazie ai fondi raccolti con la vendita avvenuta durante questo evento e l’obiettivo è di aiutarne ancora di più.
Per partecipare all’evento o per ricevere ulteriori informazioni può chiamare la sede di Emergenza Sorrisi al numero 06.84242799 oppure wineday@emergenzasorrisi.it
Emergenza Sorrisi – Doctors for smiling Children Ong è un’associazione umanitaria che da più di 10 anni si occupa senza sosta di portare il sorriso a tutti quei bambini affetti da gravi patologie del volto o vittime di ferite di guerra, tramite missioni chirurgiche in decine di Paesi, svolte con il supporto di medici e infermieri volontari, unica speranza per centinaia di bambini che sarebbero senza futuro.
Ufficio Stampa Emergenza Sorrisi

Amelie VON WULFFEN Ragazze dietro le sbarre (Mädchen hinter Gittern) Inaugurazione: giovedì 15 novembre dalle 19 alle 21 15 novembre 2018 – 19 gennaio 2019 martedì-sabato, 11-19




Gió Marconi ha il piacere di annunciare Ragazze dietro le sbarre (Mädchen hinter Gittern) una mostra di nuovi lavori dell'artista tedesca Amelie von Wulffen, sua seconda personale con la galleria. Le opere più recenti di Amelie von Wulffen raccontano la sua lunga analisi della pittura come un medium che l’artista spesso sembra sperimentare senza consapevolezza di sé.
Von Wulffen venera la pittura, più di qualsiasi altro approccio alla creazione artistica, per la sua storia e attinge a questo medium dall'interno, prendendone in prestito i capitoli meno eccellenti.
Le opere in mostra sono permeate dal gusto della pittura di genere, come quando von Wulffen accosta le bucce di limone ricurve, tipiche delle nature morte olandesi, alle pennellate filamentose dell'Espressionismo. Von Wulffen utilizza la schiettezza della tonalità marrone, peculiare della tavolozza tedesca - dalla pittura di genere del XVIII secolo fino ad Anselm Kiefer - come se fosse un genere tutto suo. Von Wulffen non tralascia nemmeno i gradi più bassi della pittura - nelle sue opere si leggono brani chiaramente ispirati ai prodotti di massa, come i quadri-suovenir, che si trovano nelle località di villeggiatura.
In Der Nackte im Park (Il nudo nel parco), le immagini sono dipinte una sull'altra senza sosta, come in una sorta di tic compulsivo.  Un angolo di strada e un paesaggio autunnale sono i soggetti principali della tela. Al centro un nudo sta raccogliendo un'arancia. Queste sono le tipiche cose che i bambini pensano che gli artisti dipingano, ma non è quello che fanno davvero. Nel dipingere questi soggetti, von Wulffen si concede una breve pausa dalla realtà e illustra il divario tra le diverse possibilità di comprensione del medium. La pittura ha spesso un dominio più ampio e variegato rispetto a quello che solitamente le riconosciamo ed è chiamata ad agire in una miriade di contesti, molti dei quali sono stati effettivamente ostracizzati, ma non nell’opera di Amelie von Wulffen.
Una natura morta - Kinder, Hunde, Silber (Bambini, cani, argento) – presenta gli elementi caratteristici del genere: la brocca d’argento, i bicchieri e la bottiglia di vetro, il limone sbucciato a metà; ma sono due fotografie incorniciate a svelare l’ambientazione contemporanea. Sono di quelle che si trovano nelle case di periferia: teneri bambini in posa, cani dipinti. La sensazione è la stessa di un fratello o una sorella che chiamano per parlare di una questione familiare senza senso quando qualcuno cerca di masturbarsi.
Im Todestrakt (Nel braccio della morte) mostra la scena di una sobria cena attorno ad un tavolo. Appollaiata in un angolo, una donna sta mangiando un gelato e guardando una serie che parla di detenuti nel braccio della morte. La realtà sembra interrompere la fantasia, o vice versa. Forse ignorare la realtà è una nuova forma di condivisione. In un'altra opera un volto isterico chiede se abbiamo visto il nuovo House of Cards.
Questo dualismo corre attaraverso la pittura di Amelie von Wullfen come un treno di pensieri conflittuali, oscillanti tra impulso e razionalità, repressione e apparenza, individuale e universale. Le decisioni difficili sono messe da parte per lasciare spazio alla scelta del gusto di Magnum o dello show su Netflix. Ragazze dietro le sbarre (Mädchen hinter Gittern)  dipinge un ritratto non solo della lunga e ampia storia della pittura, ma dell’interiorità individuale, dove ciascuno di noi trascorre la maggior parte del suo tempo.
Patrick Armstrong


Amelie von Wulffen è nata a Breitenbrunn, in Germania, nel 1966. Ha studiato all’Academy of Fine Arts di Monaco e ha insegnato pittura all’Academy of Fine Arts di Vienna dal 2006 al 2011.
Attualmente vive e lavora a Berlino.
Il lavoro di Amelie von Wulffen sarà prossimamente esposto presso: Kunsthalle Bern, Berna (2019) e KW Institute for Contemporary Art, Berlino (2020).
Tra le sue recenti mostre personali: Studio Voltaire, Londra (2017); Pinakothek der Moderne, Monaco (2015); Portikus, Francoforte (2013); Aspen Art Museum, Aspen (2012); Kunstverein Düsseldorf (2006); Centre Pompidou, Parigi (2005); Museum of Contemporary Art, Basilea (2005)
Il suo lavoro è stato esposto durante la 50ª Biennale di Venezia (2003) e a Manifesta 5 (2004)
Le sue opere fanno parte di importanti collezioni museali tra cui: MoMA, New York; Museum of Contemporary Art, Los Angeles; Städel Museum, Francoforte; Pinakothek der Moderne, Monaco; Centre Pompidou, Parigi; Hammer Museum, Los Angeles; Collection of Contemporary Art of the Federal Republic of Germany, Bonn; Staatliche Museen zu Berlin, Berlino; Fonds régional d'art contemporain, Auvergne and Museum of Contemporary Art, Friburgo.

ORNELLAIA. FINE VENDEMMIA 2018 BOLGHERI 8 NOVEMBRE 2018 – AXEL HEINZ, DIRETTORE ED ENOLOGO ORNELLAIA





LE VIRTU’ DELL’AUTUNNO
Negli ultimi anni sembra che Madre Natura sia molto volubile e che voglia farci vivere l’andamento delle annate come se fossimo sulle montagne russe. Dopo il caldo e la siccità del 2017, perfettamente in linea con il surriscaldamento globale, il 2018 si è rivelato uno degli anni più piovosi nell’ultimo decennio, salvo riprendersi in extremis grazie ad un autunno soleggiato nelle settimane di vendemmia.

LA STAGIONE VEGETATIVA
Dopo qualche anno in cui ci sembrava di aver dimenticato come fosse l’inverno, il 2018 ha riportato alla normalità le condizioni climatiche, con un numero di giorni con temperature sotto lo zero sufficiente affinché le viti iniziassero il loro meritato riposo invernale. Dopo anni, Bolgheri ha persino visto qualche giorno di neve. Dopo un 2017 decisamente secco, le abbondanti piogge hanno permesso nuovamente il riempimento delle falde acquifere.

Il mese di marzo ha registrato per quasi tutta la sua durata un record di piovosità, più di quattro volte superiore alla media stagionale, ritardando il germogliamento che è avvenuto nella seconda settimana di aprile.  Subito dopo, un periodo eccezionalmente caldo e secco ha portato a una crescita esplosiva dei germogli, costringendoci a impiegare tutte le nostre risorse per portare a termine il lavoro nei tempi stabiliti. Nel mese di maggio le piogge sono tornate in quantità e frequenza senza precedenti. Mentre le temperature tornavano nella norma, il livello di pressione patogena si è nuovamente alzato, soprattutto per quanto riguarda la peronospora, che ha messo a dura prova le viti durante tutta la stagione della crescita. Grazie ad una perfetta organizzazione e ai trattamenti che abbiamo potuto effettuare nei pochissimi giorni senza pioggia, è stato possibile riprendere il controllo delle malattie e preservare la salute delle foglie e dei grappoli. La gestione del suolo in Ornellaia, con il fitto manto erboso presente tra i filari, ha mostrato ancora una volta i suoi grandi benefici, permettendo di tenere sotto controllo il vigore delle viti e aiutando il suolo ad assorbire l’acqua in eccesso, velocizzando l’ingresso nelle vigne subito dopo i periodi di pioggia.

Nonostante il germogliamento tardivo, le condizioni climatiche e la rapida crescita dei germogli hanno permesso alle viti di recuperare il ritardo anticipando la fioritura di una settimana piena. Anche se ridotte rispetto a maggio, per tutto il mese di giugno le precipitazioni si sono mantenute superiori alla media, mantenendo la peronospora  attiva e aggressiva.

Soltanto a luglio il clima ci ha dato tregua con un mese caldo e asciutto. L’invaiatura è arrivata tra il 22 e il 25 luglio, prima che le viti smettessero di crescere. Il colore dei grappoli è cambiato in pochi giorni ma abbiamo potuto osservare la grande eterogeneità, con un buon numero di acini rosa insieme ad altri completamente verdi.

LA VENDEMMIA
L’agosto 2018 è stato caldo quanto quello dello scorso anno, ma leggermente più piovoso, con qualche importante temporale intorno alla metà del mese: avendo però interessato soltanto i vigneti di Bellaria e non le altre aree della Tenuta, si è creata una rilevante differenza nel grado di maturazione dei grappoli di Bellaria rispetto a quelli degli altri vigneti. Gli zuccheri e l’acidità si sono sviluppati lentamente, mentre gli acini, a causa degli alti livelli di acqua presenti nel terreno, hanno raggiunto dimensioni maggiori. A settembre il tempo è stato caldo e senza precipitazioni. Le temperature sono state più alte della media stagionale, ma le notti più fresche hanno permesso alle viti di recuperare e preservare gli aromi e l’acidità. Quest’anno la foschia mattutina, non tipica dell’area di Bolgheri, è stata frequente e ha dato un tocco decisamente autunnale alla vendemmia. Per mantenere i grappoli in salute e aiutarli a beneficiare dei venti, abbiamo operato delle sfogliature intorno ai grappoli anticipate rispetto al solito. 

I BIANCHI
La vendemmia è iniziata subito dopo Ferragosto con il Sauvignon delle “milleviti”, sparse intorno ai vigneti dei rossi in Ornellaia. La differenza tra i vari vigneti è stata molto marcata e ha portato alla raccolta di Sauvignon più lunga della storia di Ornellaia, con l’ultimo grappolo raccolto il 13 settembre. Il Viognier è stato raccolto negli ultimi giorni di agosto, mentre si è proceduto con il Vermentino e il Verdicchio a metà settembre.

I ROSSI
La differenza tra la maturazione dei grappoli nei diversi terroir della Tenuta è stata più evidente che in qualunque altra annata, portando a una lunga vendemmia in particolare per il Merlot, che è stato raccolto dal 31 agosto fino al 29 settembre.

Il Cabernet Franc, il Cabernet Sauvignon e il Petit Verdot sono stati vendemmiati dal 20 settembre in avanti: dopo una piccola interruzione dovuta a un temporale a inizio ottobre, la raccolta è proseguita nei vigneti più vecchi di Cabernet dopo qualche giorno più asciutto e ventilato.

In cantina, alcuni elementi sono stati decisivi per esprimere tutto il potenziale di questa annata. Nel suo terzo anno di utilizzo, la selezione ottica degli acini si è dimostrata ancora una volta uno strumento indispensabile per scartare quelli caratterizzati da una colorazione imperfetta, permettendo soltanto agli acini più omogenei e maturi di arrivare alle vasche.

Le grandi dimensioni degli acini hanno richiesto un più frequente salasso all’interno delle vasche. Per cogliere il pieno potenziale tannico dell’annata ed evitare di estrarre i tannini troppo ruvidi o grezzi, la macerazione è durata circa quattro settimane, con lievi e non troppo frequenti rimontaggi, risultando diversa per ciascun lotto, a seconda dei nostri assaggi giornalieri.

LE PRIME IMPRESSIONI
Dopo una primavera decisamente sfidante, le condizioni climatiche sono migliorate significativamente nell’estate, fino a un clima quasi perfetto nelle settimane della vendemmia, culminato tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre con caratteristiche più autunnali che estive.
Al primo assaggio il 2018 non sembra essere un’annata straordinariamente potente, ha dimostrato in realtà un notevole colore, un’insolita qualità aromatica con note incredibilmente fresche, pure e vibranti, che riflettono perfettamente il carattere di ogni vitigno. I tannini sono già raffinati, setosi e senza spigolosità, mentre le acidità sono ben bilanciate.
I bianchi sono fragranti con acidità moderate, in particolare per il Sauvignon e il Viognier. Il Vermentino raccolto più tardi promette molto bene, con un aroma di frutti gialli e fiori bianchi quasi da manuale.



Ai Tigli una grande festa in nome della beneficenza: Simone Padoan insieme a grandi Chef e pizzaioli per la presentazione del suo nuovo libro


Lunedì 5 e Martedì 6 Novembre ai Tigli si è tenuta una grande festa in compagnia di Maestri pizzaioli e Chef Stellati per la presentazione del nuovo libro “La Pizza Contemporanea”, due serate in favore di Azione contro la Fame.
16 Chef, pizzaioli, amici, un libro e una buona causa. Questi gli elementi principali che hanno caratterizzato le due serate del 5 e del 6 Novembre ai Tigli di San Bonifacio (VR).
In un’atmosfera di gioia e condivisione, con il pretesto della presentazione del libro “La Pizza Contemporanea”, Simone Padoan è riuscito a organizzare due serate splendide senza dimenticarsi dei meno fortunati. Gran parte del ricavato, infatti, sarà devoluto ad Azione Contro la Fame, un’associazione che da anni si occupa della lotta contro la fame nel mondo.

mercoledì 7 novembre 2018

ALLA SCOPERTA DEL VINO DI MILANO IL VINO DI MILANO SI PRESENTA ALLA SUA CITTA’ A LA PORTA DEL VINO


Milano, 6 Novembre 2018 – ABS Wine & Spirits, Società del gruppo Aliante Business Solution, nell’ottica di ampliare e potenziare il suo raggio d’azione nel settore del wine, ha siglato una partnership con il Movimento del Turismo del Vino Lombardo (MTVL) che vedrà le due realtà collaborare su iniziative e eventi a Milano e non solo.

Siamo orgogliosi di questa nuova sinergia con il Movimento del Turismo del Vino che da anni s’impegna nel sostenere l’enoturismo”, racconta Fabio Dossena, Managing Partner di Aliante Business Solution, che continua: “E’ importante per noi, nel perseguire la mission di ABS Wine&Spirits, che vede il suo focus nell’ organizzazione di eventi nel settore del Food&Beverage in Italia e in Europa, ampliare il networking avvalendosi di collaborazioni mirate, con realtà che condividano i nostri stessi valori e obiettivi, consapevoli della crescita esponenziale che Milano e la Lombardia stessa stanno vivendo nel settore in cui operiamo”. Reduci dal successo della settima edizione di Bottiglie Aperte - evento di riferimento per tutto il mondo del vino prodotto e organizzato dal 2015 da ABS Wine & Spirits - l’Azienda accelera e continua a investire nel capoluogo lombardo,riconoscendone il valore come polo di aggregazione e generatore di network per creare opportunità di business, anche in questo settore.

La Porta del Vino, il luogo creato dal Movimento Turismo del Vino Lombardo per far conoscere al grande pubblico la straordinaria ricchezza e varietà dei vini della Regione (e non solo), ospita da ieri fino a sabato 11 novembre ALLA SCOPERTA DEL VINO DI MILANO, una settimana di assaggi, degustazioni guidate e incontri di presentazione dei vini prodotti nel territorio milanese.
San Colombano al Lambro, una collina fortemente vocata alla produzione vitivinicola, fa oggi parte a tutti gli effetti della Città Metropolitana di Milano – sottolinea Carlo Pietrasanta, vicepresidente del Movimento Turismo del Vino Lombardo, animatore del progetto LA PORTA DEL VINO e piccolo produttore a San Colombano – e se è vero che parte delle aziende e dei vigneti si trovano in provincia di Pavia, possiamo comunque affermare di essere davvero il vino di Milano.”

Claudio Maspes – formatore e Direttore dei Corsi ASPI per Milano e Provincia e responsabile delle degustazioni de La Porta del Vino – approfondisce e sostiene questa affermazione: “San Colombano è storicamente legata a Milano, oltre ad essere ben documentata come luogo di produzione di ottimi vini da tanti secoli. Nel ‘500, i vini più presenti e diffusi a Milano erano quelli di San Colombano e della Valtellina. Anche perché la produzione di un’altra grande zona lombarda, l’Oltrepò pavese, guardava più a ovest, verso il Piemonte.

Sulla vocazione di questa collina alla produzione di qualità ritorna Antonio Panigada, produttore in San Colombano con il suo Banino: “C’è anche un motivo geologico: la collina di San Colombano si è formata in conseguenza di uno ‘scontro’ tra gli Appennini e le Alpi, e in questa corrugazione il sottosuolo della collina è ricco di terreni profondi e non di roccia: questo permette la presenza di acqua in profondità, cui le radici delle viti possono attingere in ogni caso. Così qui possono prosperare uve molto versatili come Croatina e Barbera. Per questo, qui è molto limitata la presenza di vitigni internazionali che altrove hanno preso molto piede”.

Per questo motivo San Colombano ha alcune specificità enologiche – riprende Claudio Maspes – vale a dire innanzitutto la produzione di vini rossi frizzanti, che è tipica di alcune zone limitrofe come l’Oltrepò, il Piacentino e il Parmense (con l’eccezione del Lambrusco); e in secondo luogo un vitigno assolutamente specifico come la Verdea, originario proprio di San Colombano. Ma vedremo proprio in questa settimana che si ottengono risultati interessanti e di valore anche con i vini rossi da affinamento e con altre tipologie”.

Saranno quindi giornate di scoperta, o di riscoperta, di vini piacevoli, interessanti e anche in alcuni casi importanti: LA PORTA DEL VINO inizia così la nuova stagione di attività di divulgazione del patrimonio enologico lombardo e anche di fuori regione, e lo fa con grande ambizione: “Siamo molto contenti dell’attenzione e della collaborazione avviata con alcune associazioni del mondo del vino come ASPI e ONAV, e FISAR Milano Duomo. Speriamo che quanto presentiamo susciti l’interesse degli appassionati e dei professionisti del vino. Ma soprattutto siamo molto onorati della partnership con ABS Wine & Spirits, organizzatore e produttore di una manifestazione come Bottiglie Aperte, che ha saputo affermarsi come molto importante per il mercato milanese: crediamo che sinergie e gioco di squadra siano oggi il modo migliore per affrontare le significative scommesse del mercato del vino innanzitutto in questa città, ma non solo” conclude Carlo Pietrasanta.
 
LA PORTA DEL VINO – Piazza Cinque Giornate 16, Milano
Ubicato nell’edificio che una volta ospitava uno dei caselli daziari di accesso alla città lungo le cosiddette mura spagnole, questo luogo nasce con lo scopo di divulgare al grande pubblico milanese la grande varietà e ricchezza del patrimonio vitivinicolo lombardo e italiano.

Latterie aperte


In occasione della 19^ edizione della manifestazione “Gemona, formaggio e dintorni”, sabato 10 novembre in mattinata sarà possibile effettuare una visita alle latterie che ancora oggi operano a Gemona. L’iniziativa dell’Ecomuseo delle Acque vuole promuovere il contatto diretto con importanti realtà storiche e produttive presenti sul territorio e dare un piccolo ma significativo contributo alla formazione di una cultura dell’alimentazione. I casari avranno modo di illustrare il loro lavoro e far degustare le produzioni che caratterizzano le relative filiere. Trasferimento gratuito in bus navetta con partenza alle 9.30 da Porta Udine. Necessaria la prenotazione.

Campolessi (fondata nel 1908), Godo (1909) e Moseanda (1911), i caseifici ancora attivi, facevano parte delle nove latterie turnarie che a metà del secolo scorso operavano a Gemona, con quelle di Ospedaletto, Campagnola, Piovega, Gois, Stalis e Taboga. Il modello turnario (mettere assieme il latte di più allevatori e caseificare collettivamente) riguarda ora solo la realtà di Campolessi, mentre le latterie di Godo e Moseanda sono gestite da privati.

Attenti al Gufo: a "Mangiamusica - La Stagione evento" arriva Roberto Brivio




Giovedì 15 novembre imperdibile cena al Garibaldi di Cantù con uno dei padri del cabaret italiano, accompagnato dall'attrice e cantante Grazia Maria Raimondi e dal fisarmonicista Sergio Ferrari
 

CANTÙ (Como) – Il terzo appuntamento di "Mangiamusica - La Stagione evento" (spin off della storica rassegna Mangia come scrivi diretta dal giornalista Gianluigi Negri) avrà come protagonista uno dei padri del cabaret italiano. Un maestro e un creativo assoluto: Roberto Brivio, fondatore dei mitici Gufi insieme a Nanni Svampa, Lino Patruno e Gianni Magni. 

ATTENTI AL GUFO
La cena "Attenti al Gufo" di giovedì 15 novembre si terrà al Ristorante Il Garibaldi di Cantù (inizio alle 20.30, info e prenotazioni:  031 704915) con Roberto Brivio che racconterà al pubblico, tra musica e battute, la sua formidabile carriera. Cinquantanove anni di palcoscenico: dall’epopea dei Gufi all’operetta, dalla rivisitazione dei classici alla loro parodia, dai canti goliardici alle canzoni macabre. Con anche tanta radio, televisione e… dialetto milanese. Insieme a Brivio ci saranno la moglie Grazia Maria Raimondi (sua partner "esclusiva" da oltre 30 anni, con la quale forma un duo assoluto in operetta, cabaret e teatro leggero) e il fisarmonicista Sergio Ferrari.

IL MENU DEGLI CHEF ZAMBERNARDI E NEGRI
Come sempre, quattro saranno le portate d'autore del menu proposto dagli chef del Garibaldi Alda Zambernardi e Marco Negri durante la cena: tra queste, da segnalare le perle del Lago in doppio brodo di cappone come primo e il cotechino "Vaniglia" con crema di patate come secondo. Il tutto annaffiato da tre vini trentini Wallenburg (Lagrein, Teroldego e Metodo classico abbinato al dolce).

LA SERA SUCCESSIVA A PARMA E IL PROSSIMO MESE A CANTÙ
Il giorno dopovenerdì 16 novembre, alla Trattoria I Du Matt di Parma si terrà la cena di Mangia come scrivi "Il segreto del faraone nero" con Marco Buticchi e l'arpista Carla They.
La Stagione evento di Mangiamusica si chiuderà invece il prossimo mese, giovedì 6 dicembre, al Garibaldi di Cantù, con la serata "Rock & Arte" con Ezio Guaitamacchi & Brunella Boschetti, Leonardo Follieri, Giulio Crotti.

La Stagione evento di Mangiamusica è nata, per volere del direttore artistico Gianluigi Negri, come evento extra di Mangiamusica - Note pop, cibo rock, rassegna giunta al terzo anno, che si chiuderà al Teatro Magnani di Fidenza sabato 10 novembre con Davide Van De Sfroos in "Künta e Kanta".

A VIÙ CORRE LA BICICLETTA: PER UN MERCATO IN CRESCITA E UN'OPPORTUNITA' DI SVILUPPO PER LA MONTAGNA

Una tavola rotonda, in programma sabato 10 novembre 2018, alle ore 10, presso il Centro Polifunzionale del Comune di Viù (Torino), coinvolge autentici brand ambassador del Territorio, come Riccardo Magrini, campione e commentatore del grande ciclismo, come il patron del Giro femminile  Giuseppe Rivolta, come Mattia Viel vincitore della 6 Giorni di Torino. Partecipano all’incontro, Giovanni Maria Ferraris, assessore allo Sport della Regione Piemonte, Paola Casagrande direttore regionale Promozione Cultura, Turismo e Sport, Beppe Carlevaris, consigliere amministrazione Atl Langhe-Roero, Paolo Massa Bova, progettista di anelli cicloturistici delle Valli di Lanzo. Modera Luciana Rota.
Comune di Viù (TO) – Lunedì 5 novembre 2018 – La bicicletta è un mercato di crescita e una grande opportunità di sviluppo: da qui partono, anzi corrono, in biciletta, riflessioni e testimonianze a più voci, che daranno vita ad una tavola rotonda in programma sabato 10 novembre 2018, alle ore 10, presso il Centro Polifunzionale del Comune di Viù (Torino).
I lavori del convegno, che gode del patrocinio della Regione Piemonte e dell’Unione Montana Alpi Graie, saranno coperti dalla rete televisiva Bike Channel Sky 214, dedicato a tutte le attività della bicicletta, con un approfondimento programmato in più momenti sul canale.
A Viù sabato 10 si ritrovano alcuni autorevoli brand ambassador del ciclismo e della promozione del territorio attraverso la pratica della bicicletta. A qualunque livello: arriveranno con le loro testimonianze di amore per le due ruote, Riccardo Magrini, campione e direttore sportivo, nonché commentatore del grande ciclismo di Eurosport, il patron del Giro d’Italia femminile- Giro Rosa -  Giuseppe Rivolta e poi Giovanni Maria Ferraris, assessore allo Sport della Regione Piemonte, Paola Casagrande direttore regionale Promozione Cultura, Turismo e Sport, Beppe Carlevaris, consigliere dell’Atl Langhe-Roero, Paolo Massa Bova, progettista di anelli cicloturistici delle Valli di Lanzo. La tavola rotonda è moderata dalla giornalista Luciana Rota, esperta di ciclismo e di turismo (anche enoturismo) in bicicletta in un incontro impreziosito dalla presenza di un giovane campione come Mattia Viel, vincitore della recente 6 Giorni di Torino.
“Il 25 maggio 2018 è transitata lungo le strade delle Valli di Lanzo la XIX Tappa del 101° Giro d’Italia, la tappa che si è rivelata di fatto decisiva per la classifica finale della corsa. L’evento, oltre ad accendere i riflettori sulle Valli di Lanzo, ha offerto ad amministratori ed operatori turistici la possibilità di rendersi conto di quanto sia cresciuto il turismo della bicicletta e di come le nostre località e le nostre strade ben si adattino a un’attività, che garantisce al territorio ulteriori chance di sviluppo”, ha detto il sindaco del Comune di Viù, Daniela Majrano.
Dopo le emozioni del passaggio del Giro, adesso ci sono i numeri alla mano da valutare per un riscontro generato dal passaggio della Corsa Rosa registrato nel 2018. Il fatto sportivo, sociale, culturale, non si limita dunque al tutto esaurito per una giornata di grande attrattiva ma va oltre e a dirlo sono i dati dell'affluenza turistica nella Valle: nella stagione estiva appena trascorsa, come spiega Daniela: l’incremento registrato rispetto al 2017 che era già con bilancio in attivo, è stato pari al 10% e va riconosciuto senza dubbio che gran parte di tale crescita deriva dal trekking e dal cicloturismo.
Il cicloturismo dunque può offrire alla montagna, anche alle Valli meno conosciute,  opportunità notevoli non solo per lo sviluppo del settore ricettivo, ma anche per la valorizzazione del prodotto locale, della cucina tipica, dei servizi al turista (trasporti a chiamata, accompagnatori turistici, attività culturali e di animazione del territorio). Per questo a ragione, a conclusione di un’estate che si è rivelata così propizia, come ben dimostrano le statistiche fornite dagli IAT, dell’intera Unione Montana Alpi Graie, comprendente i comuni di Groscavallo, Lemie, Rubiana, Usseglio e Viù, si è deciso di intensificare gli sforzi in questo settore e di proporre un dibattito utile a questo scopo.
Siamo in un territorio che da tempo ha capito questa opportunità, tanto che l’Unione Montana si è inserita in un progetto, coordinato da Turismo Torino, volto all'apertura ai bikers, nei mesi di luglio e agosto, di alcune strade comunali, in giorni e orari prestabiliti della settimana. Un’iniziativa che andrà implementata e che consente di arrivare dritti allo scopo: il turismo in bicicletta.
Per arricchire l’offerta di una realtà che già si sta attrezzando per questa nuova formula di turismo, rendendo ad esempio ciclabili alcune parti degli anelli sentieristici la cui sistemazione è in corso attraverso il PSR Misura 7.5.1.  e migliorando la fruibilità del  reticolo di percorsi già esistente, gli attori chiamati intorno al Tavolo sono stati individuati tra gli "esperti", testimonial e professionisti di un mondo affascinante e complesso come quello della bicicletta, per dialogare sulle esigenze di questo tipo di turismo, dopo averlo sperimentato su altri territori, come ad esempio ha fatto l'ATL Langhe-Roero, o perché vicini al ciclismo – quello dei grandi eventi - e all’uso a 360 gradi delle due ruote non solo agonistiche.
Le luci sul Territorio sono comunque già state accese, perché da pochi giorni è stato ufficializzato il percorso del Giro d’Italia 2019 - edizione numero 102 - che percorrerà nuovamente le strade della Valle nella tappa del 24 maggio 2019, la frazione che unisce le Valli di Lanzo al Canavese e che porterà i ciclisti a Ceresole Reale. Un viaggio rosa che non sembra esaurirsi così. È solo un inizio.
Ritengo molto significativo essere riusciti a coniugare l’alto agonismo che la bicicletta riesce a trasmettere con il grande valore delle terre che attraversa, binomio indispensabile per la promozione  di un turismo sportivo intelligente, sempre più sostenibile e di qualità. -  ha dichiarato l’assessore regionale Giovanni Maria Ferraris - Per questo ho creduto importante offrire innovazione nel disegnare i percorsi del Giro d’Italia, riconoscendo nei nostri paesaggi e nelle nostre montagne il vero volto della tradizione e della cultura unite alla tanta passione della nostra gente. Dopo anni di lavoro anche gli organizzatori ci danno ragione, permettendo di costruire un nuovo modello per interpretare i grandi eventi sportivi come occasione unica da vivere insieme ai e nei territori.

martedì 6 novembre 2018

Casa Leali incontra Restaurant Brace: una serata gourmet tra radici nordiche ed italiane


2 chef under 30 e una cucina guidata dall’amore per la sperimentazione: lunedì 5 novembre, nell’elegante location di Casa Leali a Puegnago del Garda (BS), due giovani chef hanno unito le loro conoscenze, trasferendo nei piatti l’unione tra la cucina nordica ed italiana.
Da una parte la ricercatezza tutta italiana di Andrea Leali, classe 1993, chef emergente 2018 secondo il Gambero Rosso che, insieme al fratello Marco Leali, sommelier altrettanto giovane, guida Casa Leali e la cucina.
Dall’altra, la sperimentazione nordica di Nicola Fanetti, classe 1989, patron di Restaurant Brace a Copenhagen, con alle spalle esperienze importanti nelle cucine italiane e danesi, con un breve passaggio al Noma di Renè Redzepi.
Un mix di conoscenze che ha dato vita ad una serata ricca di profumi, tra piatti ricercati e ingredienti del territorio rivisitati.

Ideata da Simonit&Sirch Al via I CORSI DELLA SCUOLA ITALIANA DI POTATURA DELLA VITE Si terranno dal 20 al 22 novembre alle Cantine Storiche Bolla di San Pietro Incariano




Sono aperte le iscrizioni ai corsi della Scuola Italiana di Potatura della Vite, che Simonit&Sirch terranno alle Cantine Storiche Bolla di San Pietro Incariano dal 20 al 22 novembre. Unica nel suo genere a livello internazionale, la Scuola tiene da anni i suoi corsi nei territori di maggior pregio della viticultura italiana, in collaborazioni con importanti Università e Istituti di Ricerca che contribuiscono al progetto con lezioni di approfondimenti di fisiologia e patologia della vite.

Come per le scorse edizioni, le lezioni sono aperte a tutti (addetti al lavoro, tecnici, studenti o anche semplici appassionati del verde) e si articoleranno in 4 giornate formative, durante le quali si svolgeranno 2 lezioni teoriche in aula e 6 esercitazioni pratiche in vigneto. Per ogni sede verrà trattata una forma di allevamento principale, con un approfondimento su una seconda forma specifica del territorio in cui di svolge il corso. La parte pratica sarà effettuata in vigneti potati già da tempo con il Metodo Simonit&Sirch, con dimostrazione di potatura da parte dei tutor (in cui verranno evidenziate manualità e postura corrette) e esercitazioni individuali di potatura per i partecipanti. A chi frequenterà sia le lezioni invernali che quella primaverile e supererà i test finali, sarà rilasciato un attestato di partecipazione. Inoltre sarà tenuto un registro interno alla Scuola, che attesta il percorso individuale formative svolto da ciascun partecipante, in previsione della sua partecipazione nei prossimi anni a futuri corsi di approfondimento.

Programmi dettagliati si trovano sul sito www.simonitesirch.it, dove si possono anche fare le iscrizioni online. Il costo è di 440 € e comprende anche il materiale didattico (per gli studenti di Università e istituti tecnici 240 €).

L’obiettivo della Scuola è insegnare le basi del Metodo Simonit&Sirch di potatura ramificata della vite, ormai adottato da oltre 130 fra le principali aziende vinicole italiane e straniere. In sintesi, il Metodo Simonit&Sirch si fonda su 4 regole base che possono essere applicate universalmente: permettere alla pianta di ramificare con l’età, di occupare spazio col fusto e con i rami; garantire la continuità del flusso linfatico; eseguire tagli di piccole dimensioni sul legno giovane, poco invasivi; utilizzare, quando necessario, la cosidetta tecnica “del legno di rispetto” per allontanare il disseccamento dal flusso principale della linfa.

UN NUOVO PASTICCERE PER IL PANETTONE MACULAN

La Pasticceria Filippi di Zané (Vicenza) firma quest'anno il panettone al Torcolato Maculan. 35 ore di lievitazione e solo ingredienti di altissima qualità
La Cantina Maculan si prepara alle prossime feste natalizie con un nuovo Panettone al Torcolato. A realizzarlo per la prima volta sarà la Pasticceria Filippi di Zané, a pochi passi dalla sede dell'azienda, a Breganze (Vicenza).
Prodotto sin dal Natale del 2000, il Panettone Maculan coniuga la fragranza della lievitazione naturale con i profumi del vino Torcolato, che si tuffa nella ricetta del Panettone classico attraverso la bagna con cui viene reidratata l'uvetta sultanina.
"In Maculan - spiega Maria Vittoria Maculan, titolare con il padre Fausto e la sorella Angela - siamo sempre stati convinti che la qualità sia frutto di una ricerca che non ha mai fine. Per questo dalle ultime feste ci siamo messi alla ricerca di un nuovo forno. Abbiamo condotto varie prove e alla fine scelto la Pasticceria Filippi, azienda familiare che incarna gli stessi nostri valori di cura e attenzione per ogni dettaglio".
Sono 46 le ore di lavorazione, a partire dalle 35 ore di lievitazione, a cui segue un'ora di cottura in forno e 10 di raffreddamento non condizionato. La lievitazione è rigorosamente naturale, con una pasta madre di più di quarant’anni, vanto della famiglia Filippi. La selezione degli ingredienti è attentissima: uvetta sultanina australiana 6 corone, latte di montagna consegnato in giornata, uova di galline allevate a terra, miele biologico dei Colli Euganei, Vaniglia del Madagascar. E naturalmente il Torcolato, vino passito prodotto con uva autoctona di varietà Vespaiola unicamente sulle colline di Breganze.
Per ogni chilo di Panettone vengono usati 50 ml di vino Torcolato con cui viene reidratata l'uvetta attraverso una bagna che dura almeno quattro giorni. Gli aromi del Torcolato restano così imprigionati nell'uvetta e rimangono intatti anche dopo il passaggio nelle alte temperature del forno. Nessun aroma, né di sintesi né naturale, interferisce con il gusto del Torcolato, che resta integro e cristallino.
Per la preparazione del Panettone è stata scelta l'annata 2013, frutto di un'estate calda che ha regalato un Torcolato ricco e profumato, perfetto sia nell'impasto che come accompagnamento goloso. Aromi che saranno esaltati gustando il Panettone ad una temperatura non troppo bassa, ideale tra i 25 e i 30 gradi centigradi.
É possibile acquistarlo nel suo formato da 1 o 3 kg nelle migliori enoteche e gastronomie d'Italia o direttamente in cantina. Prezzo del panettone 28 euro per il panettone nel formato più piccolo, o 60 euro comprensivi di bottiglia di Torcolato da 375 ml e cassettina in legno.

Dalle valli bergamasche a Gemona




Ospite d’onore dell’edizione 2018 di “Gemona, formaggio e… dintorni”, in programma dal 9 all’11 novembre, sarà la comunità di Corna Imagna in provincia di Bergamo. Alla manifestazione gemonese interverranno rappresentanti del Centro Studi Valle Imagna che gestisce la mitica “Bibliosteria” di Cà Berizzi (associazione con cui l’Ecomuseo delle Acque ha avviato una proficua collaborazione), soci della Cooperativa agricola “Il Tesoro della Bruna” e artigiani della pietra. Uno stand in via Cavour ospiterà i prodotti della Cà del Strachì (Casa dello Stracchino), un centro servizi che a Corna Imagna si rivolge agli allevatori e alla popolazione locale e vende direttamente i formaggi del territorio, tra cui il rinomato Stracchino all’antica delle Valli Orobiche, Presìdio Slow Food. La Valle Imagna è caratterizzata da un immenso patrimonio di edilizia rurale e storica, dagli edifici tradizionali ai muri in pietra a secco, da conoscere grazie a una mostra e a un laboratorio allestiti presso il LAB Terremoto.

Vari eventi vedranno protagonisti gli allevatori e gli artigiani di Corna Imagna. Due gli appuntamenti al LAB Terremoto in piazza Municipio 5 a Gemona: sabato 10 novembre  alle 16 verrà presentato il film documentario “Il Tesoro della Bruna” con degustazione finale di formaggi delle Valli Orobiche. Domenica 11 sempre alle 16 proiezione del film documentario “Nati dalla pietra” (entrambi i film, del regista Michele Milesi, sono prodotti dal Centro Studi Valle Imagna). Per l’intera durata della manifestazione il LAB Terremoto ospiterà la mostra “Architettura rurale e sviluppo locale” e laboratori sulla pietra.
La filiera dello stracchino nella Valle Imagna è una realtà che va sostenuta perché straordinariamente “resistente”. La “Casa dello Stracchino” opera in questo modo: i piccoli produttori consegnano due volte al giorno le loro quantità di latte, che vengono lavorate dal casaro (assunto alle dipendenze della cooperativa costituita dagli stessi allevatori). Vengono lavorati circa 4 quintali di latte al giorno. Gli stracchini prodotti vengono poi venduti dalla cooperativa, che con il ricavato paga il latte ai conferitori.

Arriva per la prima volta in Italia Red Hook Labs con la mostra Labs New Artists II

Un’esplorazione dell’estetica culturale contemporanea
attraverso le opere di venticinque fotografi internazionali emergenti
selezionati da professionisti della moda e della fotografia

15 - 18 novembre 2018

Inaugurazione e visita guidata con il curatore Jimmy Moffat:
giovedì 15 novembre, ore 19
  
Ingresso gratuito
BASE Milano, Via Bergognone 34
www.base.milano.it
Arriva per la prima volta in Italia, tra i principali eventi collaterali del Photo Vogue Festival, Red Hook Labs di Jimmy Moffat, che dal 15 al 18 novembre, porta in mostra a BASE, grazie alla collaborazione con @guccibeauty, Labs New Artists II, un’esplorazione dell’estetica culturale contemporanea attraverso le opere di venticinque fotografi internazionali emergenti

Un gruppo di fotografi provenienti da tutto il mondo, non rappresentati da gallerie o agenzie, selezionati da una giuria di professionisti della moda e della fotografia: è questo Labs New Artists II. Un’esposizione senza precedenti per artisti emergenti e un’occasione per mostrare – prima a New York, poi a Oslo e successivamente a Milano – le proprie opere al grande pubblico, a professionisti del settore e collezionisti.

Un progetto continuativo grazie anche al supporto di ogni giurato che, come un mentore, segue per un anno, il percorso artistico di uno dei fotografi selezionati. 
Per la tappa milanese della mostra, la collaborazione con @guccibeauty ha previsto inoltre il coinvolgimento di uno degli artisti di quest’edizione – Chase Middleton – nella realizzazione di un servizio fotografico che reinterpreta le fragranze “Gucci Bloom” e che sarà pubblicato su vogue.it.

La mostra presenta oltre ottanta lavori visionari realizzati sperimentando nuove tecniche estetiche in ambito fotografico per presentare al pubblico un processo provocatorio di creazione dell’immagine.

L’esposizione si inserisce perfettamente nella programmazione di BASE, un grande acceleratore di industrie culturali e creative, una vera e propria Learning Machine in continuo divenire, laboratorio di apprendimento, co-progettazione e formazione permanente nei suoi 12.000 mq dedicati alla contaminazione culturale tra arti, imprese, tecnologia e innovazione sociale.

Gli artisti in mostra
Antone Dolezal (USA), Eli Durst (USA), Peyton Fulford (USA), Matthew Genitempo (USA), Rudi Geyser (Sudafrica), Li Hui (Cina), Andrew Jacobs (USA), Brendan George Ko (Canada), Kovi Konowiecki (USA), Maria Lokke (USA), Daniel Jack Lyons (USA), Pat Martin (USA), Chase Middleton (Australia), Tyler Mitchell (USA), Diego Moreno (Messico), John Francis Peters (USA), Luis Alberto Rodriguez (Germania), Scandebergs (UK), Marcus Schäfer (UK), Hugo Scott (UK), Christopher Smith (UK), Renate Ariadne Van Der Togt (UK), Drew Vickers (USA), Juyan Wang (UK), Logan White (USA).

Tutte le foto esposte sono in vendita. Il 50% del ricavato andrà all’artista e il 50% supporta il programma Red Hook Labs Education and Jobs 501 (c) 3 non profit. Per informazioni relative alla vendita, contattare: Hayley@redhooklabs.com
La giuria di Labs New Artists II
Azu Nwagbogu, direttore di African Artists’ Foundation (A.A.F.) e Lagos Photo Festival; Jennifer Pastore, Photography Director di WSJ Magazine; Fabien Baron, fondatore e CCO di Baron & Baron; Camilla Lowther, fondatrice e direttrice di CLM; Raul Martinez, Corp. Creative Director di Condé Nast; Michael Famighetti, editor di Aperture magazine; Doug Lloyd, founder e CCO di LLoyd and Co; Becky Lewis, VP Senior Agent di Art + Commerce/IMG Worldwide; Ashleigh Kane, Arts & Culture Editor di Dazed; Alessia Glaviano, Senior Photo Editor di Vogue Italia e L’Uomo Vogue; Chiara Bardelli Nonino, Photo Editor di Vogue Italia; Chris McGuigan, fondatore e direttore di Mini Title; Stephen Frailey, Chair of Photography Department della School of Visual Arts, Co-Chair e SVA MPS Fashion Photography Program; Siobhan Bohnacker, Senior Photo Editor di The New Yorker; Genevieve Fussell, Senior Photo Editor di The New Yorker; Jaime Perlman, fondatore e direttore creativo di Jaime Perlman; Studio Ltd Nick Bryning, Senior Agent, CLM US; Julie Anne Quay, fondatrice e CEO di V Files; Sara Hemming, Co-fondatrice e CCO di Nataal; Elizabeth Renstrom, Senior Photo Editor di VICE; Stewart Searle, VP & Founder, Management & Production, Founding Partner, Great Bowery; Leslie Simitch, Executive Vice President di Trunk Archive Kim Sion, Creative Consultant; David Strettell, fondatore e direttore di Dashwood Books; Ferdinando Verderi, Creative Director e Partner di Johannes Leonardo; Jimmy Moffat, fondatore di Red Hook Labs, Co-founder,  di Art+Commerce e Co-chair, SVA MPS Fashion Photography Program.
Red Hook Labs è una Public-Benefit Corporation con sede nel quartiere Red Hook di Brooklyn e Downtown di Los Angeles che si occupa di formazione artistica nelle scuole pubbliche e nei community center, mettendo in contatto diretto giovani e adolescenti con le industrie creative per creare opportunità di stage e di lavoro. Labs è composto da: Studios, Gallery e School. Ciascuna realtà di Red Hook Labs si combina perfettamente per creare uno spazio dinamico e diversificato dove i più talentuosi artisti emergenti, accanto ai più affermati, lavorano, creano, espongono, insegnano, imparano e collaborano.

Photo Vogue Festival. Dal 15 al 18 novembre 2018 si terrà la terza edizione della rassegna che negli ultimi anni si è imposta sulla scena nazionale ed internazionale come importante evento di diffusione della cultura fotografica e occasione di confronto su tematiche estremamente attuali quali, ad esempio, il potere dello sguardo femminile in campo artistico (The Female Gaze , 2016) e la valenza politica delle immagini di moda ( Fashion & Politics , 2017).

BASE è un progetto di contaminazione culturale tra arti, imprese, tecnologia e innovazione sociale.
Nato nel 2016 all’interno degli edifici ex industriali dell’ex-Ansaldo, si traduce oggi in 12.000 mq di laboratori, spazi per esposizioni, spettacoli, workshop, conferenze, con una grande sala studio e una residenza d’artista. BASE è una Learning Machine, un grande organismo per l’apprendimento e laboratorio di formazione permanente al servizio della città, dei professionisti delle industrie creative e del quartiere. BASE è una macchina che apprende a sua volta mettendo in dialogo comunità creative diverse per assorbire, condividere e ri-trasformare reciproci contenuti e contaminazioni in ambiti differenti, dalla scrittura all’illustrazione, dalla musica all’arte, al design e altro ancora.