Nasce a Bologna, negli spazi storici di Palazzo Vizzani, Alchemilla Residency Program, un nuovo programma internazionale di residenze artistiche dedicato ad artiste e artisti visivi e performativi in fase early mid-career che si sviluppa per tutto il 2026. Il progetto, promosso dall’organizzazione culturale Alchemilla, propone un modello di residenza centrato sul tempo della ricerca, sulla permanenza e sul dialogo con il contesto urbano e culturale della città. Le artiste del primo ciclo sono Benedetta Fioravanti, Sofía Durrieu ed Eleni Tomadaki.
Alchemilla Residency Program sceglie di privilegiare il tempo lungo della ricerca, offrendo agli artisti uno spazio di lavoro e di permanenza libero da obblighi produttivi e aperto al confronto con il contesto locale. Pensato come evoluzione del progetto Residenze-Studio avviato nel 2020, il programma nasce dall’esigenza di consolidare il ruolo di Alchemilla e della città di Bologna come luoghi di ricerca per una generazione internazionale di artisti e artiste mid-career, favorendo relazioni professionali e momenti di scambio tra pratiche artistiche, operatori culturali e pubblico.
La permanenza è pensata come una condizione di lavoro continuativa in cui tempo, concentrazione e relazione con il contesto costituiscono elementi centrali dell’esperienza di ricerca. Il programma 2026 si articola in tre residenze della durata di due mesi, ciascuna dedicata a un’artista invitata sulla base dell’affinità tra la propria pratica e le linee di ricerca del programma. Il periodo di permanenza è scandito da tre fasi: una prima fase di ricerca individuale, una seconda dedicata all’incontro e al confronto con la scena artistica locale, e una fase finale di apertura al pubblico attraverso diverse forme di restituzione del lavoro sviluppato durante la residenza (open studio, installazioni, talk o performance).
Le artiste invitate per il 2026 sono Benedetta Fioravanti (aprile-maggio), Sofía Durrieu (giugno-luglio) ed Eleni Tomadaki (ottobre-novembre), autrici di pratiche eterogenee che attraversano video, scultura, performance, pittura e suono. Le loro ricerche indagano temi come la circolazione delle immagini, la relazione tra corpo e spazio e le dinamiche di alterità e linguaggio, dando forma a un confronto tra dimensione intima e spazio pubblico.
Il concept di questa prima edizione prende avvio dalle stanze storiche di Alchemilla, già residenza cardinalizia e successivamente sede universitaria. Gli ambienti definiscono una condizione architettonica e simbolica particolare, offrendo all’artista uno spazio di isolamento, concentrazione e protezione. In questa dimensione di comfort il programma 2026 introduce però una tensione: la residenza non è pensata come un luogo di isolamento assoluto, ma come un esercizio di permanenza in relazione. Il tempo trascorso negli spazi di Palazzo Vizzani si costruisce infatti attraverso un dialogo costante con l’esterno, con la città, con la scena artistica locale e con le altre pratiche presenti nello spazio. In questo senso la residenza diventa un dispositivo che mette in relazione interiorità e apertura, concentrazione e scambio, trasformando la permanenza in un processo di confronto continuo con l’Altro e con il contesto.
Il programma è curato da Giulia Giacomelli e Gabriele Tosi
Benedetta Fioravanti (Ascoli Piceno, 1995) sviluppa una ricerca sull’osservazione del quotidiano e sulla circolazione delle immagini, lavorando con immagini found footage e archivio personale. Formata tra Urbino e Venezia, partecipa a progetti e mostre in ambito nazionale e internazionale, tra cui Nuovo Grand Tour della DGCC – MiC, Fabbrica del Vapore e Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, e a residenze come Progettoborca e Fabrica (Benetton).
Sofía Durrieu (Buenos Aires, 1980; vive tra Basilea e Buenos Aires) lavora tra scultura e performance, concentrando la ricerca sul corpo, sull’ambiente e sui processi percettivi. Combina tecniche scultoree tradizionali e materiali comuni, spesso attivati tramite l’interazione. Ha esposto in istituzioni come Kunsthalle Basel, MALBA Buenos Aires e Kunstverein Heppenheim. Ha presentato performance alla Fondation Beyeler. Ha ricevuto gli Swiss Art Awards e il Werkbeitrag Kunstkredit Basel-Stadt.
Eleni Tomadaki (Atene, 1990; vive tra Londra e Atene) lavora con pittura, disegno, testo, video e performance. Sviluppa una ricerca su alterità, linguaggio e potere. Laureata al Royal College of Art di Londra, ha esposto nel Regno Unito e in ambito internazionale, tra cui Tate St Ives, Gasworks e Uppsala Konstmuseum. I suoi lavori sono stati presentati in festival cinematografici internazionali. Nel 2021 ha ricevuto la Stavros Niarchos Foundation Artist Fellowship.
Alchemilla è un’associazione culturale non-profit che sostiene la ricerca, la sperimentazione e la produzione di progetti nell’ambito delle arti visive e performative, mettendo in relazione le figure professionali coinvolte, con particolare riguardo e cura verso i giovani talenti. Lo spazio di Alchemilla è pensato per ospitare artisti, curatori, performer e intellettuali, di passaggio o in residenza. L’associazione dispone di quattro studi dove ospita artisti per lunghi periodi, una stanza dedicata alla residenza di artisti under 30, organizza mostre, performance, incontri, presentazioni e workshop. La natura ibrida e interdisciplinare dei progetti proposti rende Alchemilla un luogo di sperimentazione e di contaminazione. Gli ambienti dell'associazione sono multifunzionali e versatili e si trovano all’interno di Palazzo Vizzani, uno degli edifici più significativi della fine del ‘500 bolognese, dove il passato e il presente si incontrano vivificandosi reciprocamente.
INFO
Alchemilla Residency Program
Residenze per artiste e artisti mid-career a Bologna
A cura di: Giulia Giacomelli e Gabriele Tosi
Promossa da: Alchemilla
Calendario residenze: Benedetta Fioravanti (aprile-maggio), Sofía Durrieu (giugno-luglio), Eleni Tomadaki (ottobre-novembre)
Sede: Palazzo Vizzani, via Santo Stefano 43, Bologna
Informazioni: info@alchemilla43.it | www.alchemilla43.it
Direzione e coordinamento: Camilla Sanguinetti
Organizzazione e logistica: Asya Dall’Agata
Comunicazione visiva: Michele Battaglioli
Artist liaison: Yuna Leonis
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