QUARTO (NAPOLI) – Un’esperienza che si apre a tutti, senza barriere. È questa la novità più significativa dell’edizione 2026 del Mini Corso di Avvicinamento al Vino di Cantine Carputo, che per la prima volta sarà accessibile anche nella Lingua dei Segni Italiana (LIS), grazie alla presenza dell’interprete Valentina Di Leva. Un passo importante verso un’idea di vino sempre più inclusiva, capace di parlare a tutti e di essere vissuta da tutti, nel segno della condivisione e dell’accessibilità. La cantina apre le sue porte a un viaggio sensoriale che va oltre il semplice bere: un racconto fatto di profumi, territori, tecniche e storie, in cui ogni calice diventa occasione di scoperta. Un’esperienza che unisce formazione e piacere, guidando i partecipanti a imparare non solo a degustare, ma a comprendere davvero il vino. Le lezioni saranno tenute da relatori e degustatori dell’Associazione Italiana Sommelier – Campania, figure di riferimento del settore che accompagneranno i partecipanti lungo un percorso strutturato ma coinvolgente. Ogni incontro avrà una durata di circa due ore e, al termine del corso, verrà rilasciato l’attestato di partecipazione AIS. Il programma si articola in sei appuntamenti: dopo “Dalla vigna alla bottiglia: Viticoltura ed Enologia” e “Il vino: introduzione all’analisi organolettica”, il 5 maggio “L’arte della degustazione: i sensi al servizio del vino”, 12 maggio “L’importanza del terroir: vini di sole, collina, mare e vulcano”, 23 maggio “Visita in cantina e degustazione”, 26 maggio“Abbinamenti perfetti: cibo e vino per ogni occasione”. A guidare il percorso sarà l’AIS Campania nelle persone di Nicoletta Gargiulo, Paola Licci, Franco De Luca e Gabriele Pollio. Per tutta la durata del corso sarà garantita la presenza dell’interprete LIS Valentina Di Leva, a conferma dell’attenzione di Cantine Carputo verso un’esperienza formativa realmente accessibile. “Ogni vino ha qualcosa da raccontare ed è proprio nell’ascolto, nella scoperta e nella condivisione che nasce il vero valore di questa esperienza”, è il messaggio che accompagna il corso, pensato per trasformare la curiosità in consapevolezza e l’assaggio in emozione. “Il vino è condivisione, è relazione, è racconto. E un racconto, per essere davvero tale, deve poter arrivare a tutti – sottolinea Valentina Carputo -. Abbiamo voluto fortemente che questo corso fosse accessibile anche nella Lingua dei Segni, perché crediamo che il vino non debba avere barriere. È un passo importante per noi, che nasce dal desiderio di rendere la nostra cantina un luogo sempre più aperto, inclusivo e accogliente”. |
Nessun commento:
Posta un commento