giovedì 23 aprile 2026

Vinitaly 2026, il bilancio del Consorzio Vini del Trentino: buyer entusiasti e nuove opportunità internazionali

 Si è chiuso domenica 15 aprile il sipario su Vinitaly 2026, e il bilancio per il Trentino del vino è netto: una presenza autorevole, un racconto coerente, un territorio che ha saputo emozionare. Dal 12 al 15 aprile, il Padiglione 3 di Veronafiere ha ospitato il cuore pulsante di un sistema territoriale che raramente trova altrove la sua complessità riunita sotto un unico tetto.

Il Consorzio Vini del Trentino, con il sostegno determinante della Provincia Autonoma di Trento e di Trentino Marketing, ha animato un'area istituzionale che è stata molto più di uno spazio espositivo: un luogo di racconto, di relazione e di scoperta. Accanto al Consorzio, protagonisti attivi dell'intera esperienza sono stati l'Istituto Tutela Grappa del Trentino, l'Istituto Trento Doc, la Fondazione Edmund Mach e le tre grandi arterie del gusto trentino - la Strada della Mela e dei Sapori delle Valli di Non e di Sole, la Strada del Vino e dei Sapori del Trentino e la Strada dei Formaggi delle Dolomiti - che hanno coordinato e ospitato i buyer selezionati per gli incontri B2B, trasformandosi in ambasciatori vivaci di un territorio multidimensionale.

 

Un'area istituzionale che ha fatto "sistema"

57 aziende trentine hanno animato la fiera: 38 concentrate nel Padiglione 3 e altre 19 distribuite negli altri padiglioni, a testimoniare una vitalità produttiva capillare. Ma il dato numerico racconta solo una parte della storia. Ciò che ha davvero contraddistinto la presenza trentina è stata la capacità di proporre un'esperienza integrata: vino, gastronomia e territorio si sono intrecciati in ogni momento, dai banchi d'assaggio agli incontri istituzionali.

Le degustazioni - che hanno spaziato dalla struttura identitaria del Teroldego Rotaliano all'eleganza del Marzemino, dalla freschezza del Müller Thurgau e della Nosiola fino alla verticalità dello spumante Trentodoc - sono state accompagnate da formaggi di malga, salumi alpini, specialità ittiche, pane e grissini artigianali, olio extravergine del Garda Trentino, mieli e mele, selezionati dalle Strade del vino e dei sapori del Trentino. Un tagliere concepito come anticipazione di un itinerario enogastronomico del Trentino realmente fruibile, pensato come base di proposta per i buyer, che potrà condurre la loro clientela nazionale e internazionale alla scoperta degli stessi produttori e territori incontrati in degustazione.

Anche l'Istituto Tutela Grappa del Trentino ha colto l'occasione per proporre un volto rinnovato al distillato di bandiera: accanto alla classica mescita, una proposta di cocktail e miscelati a base di grappa - con abbinamenti agrumati ed erbacei - ha intercettato con intelligenza i gusti di una nuova generazione di consumatori, senza rinunciare all'anima tradizionale del prodotto.

La Fondazione Edmund Mach, con la sua vocazione alla ricerca e all'innovazione in campo enologico e agronomico, ha rappresentato in fiera il legame inscindibile tra sapere scientifico e qualità del prodotto trentino, rafforzando la credibilità dell'intero sistema.

 

Il B2B internazionale: un filo diretto con il mondo

Uno degli elementi più qualificanti di questa edizione è stato il programma di incontri B2B organizzato in collaborazione con Vinitaly International. Durante tutti e quattro i giorni della kermesse, le tre Strade del Vino e dei Sapori hanno fatto da cornice a sei sessioni mattutine con buyer italiani e sei sessioni pomeridiane con operatori stranieri. Un'agenda serrata che ha generato connessioni concrete e aperto nuove prospettive commerciali ed enoturistiche. Le voci dei buyer raccontano forse meglio di qualsiasi dato il clima di questi incontri.

Natasha Phillips, sommelier WSET di terzo livello e titolare dell'agenzia CBT Luxury Edition di Vancouver, ha definito l'organizzazione B2B "eccellente, senza eguali", aggiungendo: "Il Trentino è una destinazione emergente per i miei clienti - non per chi visita l'Italia per la prima volta, ma per chi ci torna per la seconda, terza, quarta volta e vuole scoprire qualcosa di autentico e straordinario."

Susanna Ruston, di Italian Travel Artisans, specializzata in itinerari su misura per il mercato nordamericano, ha sottolineato come la domanda stia cambiando: "Sempre più clienti cercano esperienze fuori dai sentieri battuti. L'abbinamento dei vini trentini con il pesce di lago è stato per me una scoperta meravigliosa. Non vedo l'ora di condividere queste opportunità con i miei viaggiatori."

Dall'America Latina, Christiane - buyer brasiliana da San Paolo - ha espresso con entusiasmo l'interesse crescente del suo mercato: "I brasiliani vogliono tanto conoscere questa regione. Torno a casa con tante informazioni su prodotti tipici e vini molto diversi da quelli che avevo già assaggiato, che rispecchiano davvero la diversità di questo territorio bellissimo."

Alberto Macaro, operatore turistico olandese di origine italiana, ha parlato di ispirazione progettuale"Basandomi su fondamenta solide come quelle del Trentino, trovo qui l'impulso per creare qualcosa di nuovo. Ben venga assolutamente questa regione."

Anche Giulia Tonti di CuriousItalia Tour Operator ha confermato la crescente richiesta da parte del mercato nordamericano: "Questa è stata un'opportunità per entrare davvero nel territorio e scoprire vini bianchi e rossi quasi scomparsi, formaggi di malga, mieli, salumi. Un'occasione d'oro per raccontare ai nostri clienti che cos'è davvero il Trentino."

 

Uno sguardo al futuro: enoturismo e relazioni durature

Il Vinitaly 2026 non è stato solo un punto di arrivo, ma un generatore di aspettative e di agenda. L'interesse dei buyer internazionali per il Trentino come destinazione enoturistica - e non solo come territorio produttore - è emerso con forza in ogni conversazione.

Albino Zenatti, Presidente del Consorzio Vini del Trentino, traccia un bilancio carico di soddisfazione ma anche di responsabilità: "Questi quattro giorni a Verona ci hanno restituito qualcosa di prezioso: la conferma che il racconto autentico funziona. Ogni persona che ha alzato un calice nel nostro spazio ha capito che dietro quel vino c'è una montagna, una famiglia, una scelta di vita. Il mercato globale oggi premia chi ha qualcosa di vero da dire, e noi ce l'abbiamo."

Un interesse che il sistema trentino è pronto ad alimentare, come sottolinea Graziano Molon, Direttore Generale del Consorzio Vini del Trentino"Fare sistema non è uno slogan, è un metodo. In questi giorni abbiamo visto soci e produttori presentarsi con una voce unica, affiancati dalla ricerca della Fondazione Edmund Mach, dalla qualità certificata del Trentodoc, dall'energia delle Strade del Vino e dei Sapori. I buyer nazionali e internazionali hanno percepito questa coerenza e hanno risposto con interesse genuino. Ora il lavoro vero comincia: trasformare questi incontri in relazioni durature e questi assaggi in viaggi verso le nostre valli."

Il messaggio che il Trentino porta a casa da Verona è limpido: la qualità autentica, sostenibile e radicata nel paesaggio alpino non ha bisogno di artifici per convincere. Ha bisogno solo di essere raccontata - e di chi sappia ascoltarla.

 

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