martedì 21 aprile 2026

L’olio che racconta il territorio

 



Fernanda Fachin, produttrice di olio EVO a Gemona

Il LAB Terremoto in piazza Municipio 5 a Gemona, sabato 2 maggio alle 10 ospiterà una degustazione guidata di oli extravergini d’oliva dell’Azienda agricola biologica di Fernanda Fachin, realtà che fa parte del Paniere dell’Ecomuseo. L’incontro sarà condotto da Manuela Filipuzzi, iscritta all’elenco dei tecnici ed esperti di oli di oliva vergini ed extravergini della sezione regionale del Friuli Venezia Giulia, che accompagnerà i partecipanti in un percorso di analisi sensoriale per riconoscere profumi, caratteristiche e qualità dell’olio EVO. Accanto alla degustazione tecnica, Fernanda illustrerà la propria esperienza di produttrice, offrendo uno sguardo diretto sul lavoro in campo e sulle scelte che determinano la qualità finale del prodotto. L’iniziativa rientra nel progetto Rigenera LAB Gemona, finanziato con i fondi della Programmazione PR FESR 2021-2027. La partecipazione è gratuita, i posti sono limitati: iscrizioni al 338 7187227, info@ecomuseodelleacque.it.

Nel Gemonese il cibo riflette il rapporto tra comunità e territorio. Il Paniere dell’Ecomuseo nasce per sostenere questo sistema, riunendo produttori locali che condividono un’attenzione concreta alla qualità, alla sostenibilità e alla filiera corta. Non si tratta soltanto di promuovere prodotti: il principale obiettivo è quello di sostenere aziende e pratiche agricole che rispettano i ritmi naturali e preservano la biodiversità. Pane, formaggi, farine, miele e olio diventano così gli “strumenti” per raccontare un’identità costruita nel tempo, fatta di saperi e di modalità produttive esemplari. Con il Paniere, l’Ecomuseo favorisce una relazione diretta tra chi produce e chi consuma, rafforzando una cultura del cibo attenta, informata e radicata nella comunità.

L’Azienda agricola Fernanda Fachin opera a Gemona dal 1992. Dopo una prima fase dedicata a ortaggi e mele, nel 2000 ha avviato la coltivazione dell’olivo, raggiungendo risultati rilevanti già con la prima molitura nel 2006. Oggi conta circa 450 piante e produce un olio capace di coniugare le caratteristiche delle cultivar coltivate – tra cui Bianchera, Gorgazzo, Leccino, Maurino, Picholine, Itrana e Ascolana – con una gestione biologica rigorosa e processi di trasformazione tempestivi. La dotazione di un frantoio aziendale consente di mantenere elevati standard qualitativi, riconosciuti anche dal Premio Olio dell’Abbate conferito nel 2014, a cui si affiancano ulteriori riconoscimenti in concorsi nazionali e internazionali come “L’Oro d’Italia” e “Oljka Šempas EVOO Slovenia”.

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